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C'è solo una capitale
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Discussion Starter #1
Pala lottomatica:





Palazzetto dello sport:



Stadi del nuoto:





Stadio dei marmi:



Stadio Flaminio:



Stadio Olimpico:



Stadio Tre Fontane:



Stadio Pietrangeli:



Palacalatrava:

 

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Vi volevo segnalare che sono inziziati i lavori di sbanco per la costruzione del PalaCorviale su cui al momento l'unica cosa che so è che sarà un palazzetto da circa 900 posti. Qualcuno ne sa di più ?
 

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NASCE IL PALACORVIALE
di Salvatore Culeddu

Roma avrà un nuovo Palazzetto dello Sport: sorgerà in via Maroi, nel Quindicesimo Municipio, nella zona di Corviale.
Venti mesi per realizzare la struttura polivalente, che potrà ospitare contemporaneamente varie attività agonistiche: dal basket alla pallavolo, dal tennis alla pallamano.
All'esterno sarà possibile praticare anche il pattinaggio e il rugby, il cui campo sarà realizzato in un'area adiacente al nuovo impianto.
Il PalaCorviale, così è stata chiamata l'innovativa struttura, sarà in grado di accogliere qualsiasi evento, non solo sportivo: dal ballo a spettacoli teatrali e musicali, da conferenze a esposizioni fino ad appuntamenti promossi dagli stessi cittadini della zona.
Le tribune sono divise in particolari moduli e, secondo le necessità, potranno ospitare da 300 a 1.000 spettatori sfruttando le cosiddette 'balconate retrattili'.
Decine di posti sono riservati agli spettatori diversamente abili.
Novità anche sulle aree di gioco, che potranno essere utilizzate contemporaneamente e indipendentemente grazie ad una schermatura verticale. Un sistema di teli avvolgibili offrono una flessibilità assoluta.
I campi sono tutti omologabili per le serie agonistiche maggiori delle rispettive discipline sportive.
Il progetto prevede spazi anche per le attività commerciali, dai punti di ristoro ai negozi di articoli sportivi, che copriranno una superficie di quasi 450 metri quadrati.
I lavori per la costruzione del nuovo impianto dovrebbero iniziare il prossimo autunno.
Il costo per il PalaCorviale dovrebbe aggirarsi sui 3 milioni di euro, la gran parte dell'investimento (2 milioni e 200 mila euro) 'pesa' sulle casse dell'amministrazione comunale, il resto (800 mila euro), invece, arriva dai fondi che servivano per l'ex IACP

Pensa che era un post del 2005!!
 

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^^

Almeno i campi da rugby ci sono sul serio, uno da 3-4 anni e un'altro realizzato di recente..
 

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posto anche qui, dal 3d stadi d'Italia...

non essendoci un 3d dedicato all'Olimpico di Roma (almeno mi sembra) post qui..
ho scoperto leggendo qua e là che nell'estate 2012 la Tribuna Monte Mario è stata oggetto di lavori che furono definiti dagli organi di stampa "lavori di allargamento o ampliamento"...si è trattato di "nuovi" 2.000 posti di fascia alta...

http://www.asromalive.it/2012/06/sta...delle-tribune/

tuttavia ho riscontrato, nonostante ciò o forse proprio a causa di questi lavori, una riduzione della capienza complessiva dello stadio...infatti sul sito della AS Roma la capienza attuale è 70.634 posti...

http://www.asroma.it/it/stadio/index.html

mentre la capienza ufficiale precedente era pari a 73.261...
http://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Olimpico_(Roma)
cioè 2.627 posti in meno..La Monte Mario è data a 16.555 posti, mentre nel sito AS Roma a 14.266...

non capisco perchè parlare di 2.000 nuovi posti...se così fosse stato la capienza sarebbe incrementata intorno ai 75.200....
 

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NASCE IL PALACORVIALE
di Salvatore Culeddu

Roma avrà un nuovo Palazzetto dello Sport: sorgerà in via Maroi, nel Quindicesimo Municipio, nella zona di Corviale.
Venti mesi per realizzare la struttura polivalente, che potrà ospitare contemporaneamente varie attività agonistiche: dal basket alla pallavolo, dal tennis alla pallamano.
All'esterno sarà possibile praticare anche il pattinaggio e il rugby, il cui campo sarà realizzato in un'area adiacente al nuovo impianto.
Il PalaCorviale, così è stata chiamata l'innovativa struttura, sarà in grado di accogliere qualsiasi evento, non solo sportivo: dal ballo a spettacoli teatrali e musicali, da conferenze a esposizioni fino ad appuntamenti promossi dagli stessi cittadini della zona.
Le tribune sono divise in particolari moduli e, secondo le necessità, potranno ospitare da 300 a 1.000 spettatori sfruttando le cosiddette 'balconate retrattili'.
Decine di posti sono riservati agli spettatori diversamente abili.
Novità anche sulle aree di gioco, che potranno essere utilizzate contemporaneamente e indipendentemente grazie ad una schermatura verticale. Un sistema di teli avvolgibili offrono una flessibilità assoluta.
I campi sono tutti omologabili per le serie agonistiche maggiori delle rispettive discipline sportive.
Il progetto prevede spazi anche per le attività commerciali, dai punti di ristoro ai negozi di articoli sportivi, che copriranno una superficie di quasi 450 metri quadrati.
I lavori per la costruzione del nuovo impianto dovrebbero iniziare il prossimo autunno.
Il costo per il PalaCorviale dovrebbe aggirarsi sui 3 milioni di euro, la gran parte dell'investimento (2 milioni e 200 mila euro) 'pesa' sulle casse dell'amministrazione comunale, il resto (800 mila euro), invece, arriva dai fondi che servivano per l'ex IACP

Pensa che era un post del 2005!!
rimarrà solo un cantiere:eek:hno:
http://www.paesesera.it/Cronaca/Corviale-dopo-un-anno-del-Palasport-resta-solo-la-posa-della-prima-pietra
incredibile che roma abbia appena 2 palasport in tutta la città...
 

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Rugby, partite e concerti dopo l’addio della Roma l’Olimpico non morirà


LA REPUBBLICA (M. FAVALE) – Più rugby, più nazionale di calcio, più concerti, più eventi “extra sportivi”: l’Olimpico senza la Roma continuerà a vivere. Di futuro si discute al Coni, l’ente proprietario dell’impianto, proprio mentre la macchina del nuovo stadio della Roma accende i motori. Un futuro proiettato oltre il 2017 visto che, prima di allora, l’impianto di Roma Nord continuerà a essere (anche) la casa della squadra giallorossa. La società di James Pallotta, infatti, ha firmato con la Coni servizi nel 2012 un contratto triennale, con un’opzione sugli altri due. Due milioni e seicentomila euro, il canone per l’uso dello stadio e delle strutture annesse, una cifra molto simile a quella pagata anche dalla Lazio di Claudio Lotito.

In questi giorni, al Comitato olimpico si stanno studiando le alternative per recuperare il canone finora versato dalla società giallorossa. Con la premessa che, in ogni caso, meno partite significa anche minori spese per l’uso dell’impianto e per la manutenzione. Ma per non cancellare del tutto quella parte di introiti che oggi arrivano dalla Roma, l’Olimpico punterà sul rugby, sfruttando il volano di popolarità che questo sport si è guadagnato negli ultimi anni anche in Italia, ma soprattutto sulle partite della nazionale di calcio che nell’impianto di Roma nord dovrebbe diventare “di casa”. E poi, verranno organizzate più iniziative in quelle domeniche libere, quando la Lazio giocherà in trasferta. Qualche esempio? Eventi sponsorizzati da grandi case automobilistiche o come quello di tre anni fa, quando sul prato dello stadio vennero allestiti percorsi acrobatici per moto da motocross. Senza perdere di vista l’impegno sulle candidature per le manifestazioni internazionali, dalle Olimpiadi del 2024 alla nuova formula degli Europei “itineranti” voluti da Michel Platini previsti per il 2020 e per i quali l’Olimpico punta ad accaparrarsi 3 o 4 partite. Intanto, però, la Roma e la Lazio continuano a essere il presente dell’Olimpico. Il contratto con i giallorossi scade al termine di questa stagione ma sarà automatico l’utilizzo dell’opzione sugli altri due anni, fino al 2017. Allora dovrebbe essere più facile capire a che punto sarà la realizzazione della nuova “arena” di Tor di Valle che ospiterà gli incontri casalinghi della squadra giallorossa. E non solo, visto che nelle intenzioni di James Pallotta, patron della Roma a stelle e strisce, c’è quella di entrare in diretta concorrenza con l’Olimpico, provando a sua volta ad attrarre nel suo stadio concerti, eventi e partite di rugby. Esattamente quel “core-business” sul quale il Coni punterà con più forza per recuperare i mancati introiti da parte della Roma quando (e se) i giallorossi si sposteranno a Tor di Valle. E mentre in città si discute di stadi, un altro impianto langue in attesa di capire quale sarà il suo destino.

È il Flaminio, lo stadio realizzato alla fine degli anni ‘50 sul progetto di Pier Luigi Nervi che dovrebbe diventare “la casa del calcio”. Questo almeno nelle intenzioni dell’assessore allo Sport Luca Pancalli che presto tornerà a parlare di questa possibilità con Carlo Tavecchio, il nuovo presidente della Figc. Nell’ipotesi di Pancalli, infatti, dovrebbe essere la Federazione italiana gioco calcio a prendere in consegna il Flaminio dal Comune. Dal Campidoglio, però, fanno sapere di non aver ancora acquisito nel proprio patrimonio lo stadio di viale Tiziano dalla Coni servizi. Mancherebbero dei “verbali di consistenza” da firmare per il passaggio formale della struttura. Secondo il Comitato Olimpico, però, tutto è stato definito già dallo scorso 30 giugno. Intanto, in questo rimpallo di responsabilità, il Flaminio versa in uno stato di semi-abbandono.
 

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Beh visto che Ostia è ad oggi ancora Roma possiamo aggiungere(i più importanti) :

Atletica/rugby - Stadio Stella Polare (Pasquale Giannattasio)


Calcio - Stadio Anco Marzio (OstiaMare)


Arti marziali - Palafijlkam (centro federale)



Nuoto
Polo natatorio - Centro federale





Basket-Volley
Pala AssoBalneari


Pala DiFiore

 

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Trascurato, desolato, triste. Ringhiere mangiate dalla ruggine, erba alta e secca, seggiolini vetusti, coperti dalla polvere e da colori ormai opachi, negli spazi lasciati liberi dall'erba sulle tribune. È l'atmosfera spettrale e di degrado che aleggia all'interno dello stadio Flaminio. Campo da calcio, palestre, piscina, uffici. Tutto inutilizzato, abbandonato a se stesso e destinato, andando avanti di questo passo, a morte certa. Al momento vive, o meglio sopravvive, in un limbo di incertezza tra Comune, Coni e Figc. Sembra quasi che nessuno se ne voglia occupare, e anche l'esterno sembra godere di poca cura: dai grandi cuscini abbandonati davanti alle cancellate alle biglietterie trasformate in sgabuzzini. Eppure è una struttura storica che fino a pochi anni fa ospitava le partite della nazionale di rugby. È un posto con qualcosa di magico, soprattutto per la parte biancoceleste della Capitale: proprio lì, nel Flaminio (che nel 1957 prese il posto dello "Stadio della Rondinella"), la Lazio ha vissuto la prima parte della sua storia ultracentenaria.

Entrati all'interno dello stadio, l'abbandono: sul campo pianticelle alte fino mezzo metro si alternano all'erba secca, e i bagni, ovviamente inagibili, sono sporchi con incrostazioni e umidità a fare da padroni. Eppure non più tardi di 5 anni fa c'era chi voleva riportare il Flaminio a nuova vita: nel 2009 da parte della tifoseria laziale venne presentata una petizione di 15mila firme per cercare di riportare l'aquila nel suo nido. Ma Lotito ha altre idee per la costruzione dello "Stadio delle Aquile" possibilmente sui suoi terreni in zona Tiberina.

Con le norme attuali sarebbe molto difficile rivitalizzare il Flaminio: per l'eventuale restauro - che dovrebbe prima essere avallato dalla Fondazione Nervi (l'architetto che lo progettò) - occorrerebbero investimenti da 12-13 milioni e ampie garanzie per le infrastrutture come i parcheggi. Di conseguenza, e soprattutto, non può diventare fonte di guadagno per l'impossibilità di organizzare attività collaterali a fini commerciali. Sarebbe più percorribile il progetto di farlo diventare il centro sportivo di Coverciano versione romana, ma al momento la Figc non pare interessata al discorso. E il Flaminio resta lì. Sempre più triste e desolato.



http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/09/06/foto/sporco_e_abbandonato_cos_muore_lo_stadio_flaminio-95091645/1/#1
 

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Campo Testaccio è sprofondato in un cratere di tre metri di profondità, ampio quanto l’intero terreno di gioco: recintato alla meno peggio con vecchie catene arrugginite, è diventato ritrovo di senza fissa dimora, sommerso da erbacce e rifiuti. La storia attraversa tre amministrazioni comunali e per ora nulla è valso il lavoro dei comitati di quartiere.

Tutto nasce quando viene sviluppata l’idea del PUP, Piano Urbano Parcheggi: ad aggiudicarsi la gara per la realizzazione dei lavori fu l’azienda Consorzio Romano Parcheggi. L’AS Testaccio diede la disponibilità alla realizzazione di intervento di riqualificazione urbana. Iniziano i primi lavori, viene smantellato il terreno e lo sbancamento che origina il cratere di tre metri: poi niente più. Si parla di mancanza di fondi, spuntano reperti di interesse archeologico, si apre un contenzioso con l’Amministrazione Comunale che intima al Consorzio di portare a compimento l’intervento. Sono passati 5 anni, il Campo Testaccio non esiste più.

Ricorso al Tar: l’esito è favorevole al Comune ma ne pende un altro al Consiglio di Stato. L’As Testaccio chiede il ripristino del campo e l’assessore Pancalli sta cercando di trovare una soluzione: “La volontà è quella di restituire Campo Testaccio alla città. La vicenda è complessa, siamo in attesa del corso della giustizia“.

(Corsport)
 
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