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Discussion Starter #4
Sonic from Padova said:
^BENVENUTO ASESSA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao e Grazie...anzi scusate se non mi sono presentato :
Antonio da Salerno, abito però a Bellizzi (10km) a 1km dall'aeroporto.....

Appassionato di aviazione e simulazione aerea....


Complimenti per il forum
 

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ricercatore pampers
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Benvenuto
 

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Discussion Starter #11
Bufera sull'aeroporto!

Premessa : il 1° Maggio 2005 alcuni turisti francesi che erano ospiti dell'aeroclub di salerno , non sono potuti ripartire in tempo utile per poter arrivare alla loro destinazione finale (LIONE) a causa dell'improvvisa mancanza degli addetti al servizio antincendio. Ne è nata una grossa polemica , aggiungo giustissima, su come è gestito l'aeroporto.

Ecco alcuni articoli apparsi ieri sul Mattino :

«Adesso basta. Si parte». Il sindaco Mario De Biase è su tutte le furie. Giudica quanto accaduto domenica primo maggio «intollerabile». E ieri sera, nel corso della seduta straordinaria del consiglio di amministrazione del Consorzio Aeroporto Salerno spa ne ha avute per tutti. Si è arrabbiato, e molto. Ha chiesto il licenziamento dei responsabili del servizio anti-incendio che si sono assentati in quella giornata e ha voluto giustificazioni sulla voluminosa documentazione presentata dalla società Air Sal Linee Aeree Campane al Consorzio. Ma ha anche comunicato al cda il suo aut aut: «aeroporto funzionante subito, altrimenti saranno guai per tutti». Il primo cittadino di Salerno non ammette più deroghe: ora prenderà in mano la situazione, personalmente. E così nella seduta del consiglio ha sbattuto sul tavolo delle riunioni i documenti contenuti in una cartellina blu e ha chiesto il perchè del silenzio. Un silenzio che avrebbe consentito l’immediato «decollo» dell’aeroporto: nel giro di appena tre mesi. Un progetto, quello presentato dalla società, che non è incompatibile con i programmi di sviluppo in cantiere e con la stessa cooperativa che gestisce la struttura. Ma che avrebbe consentito a Salerno di diventare tappa per i tour operator già da questa estate. Già, perchè la Air Sal ha presentato il primo progetto nel settembre del 2004: da allora, nessuna risposta. Ora Mario De Biase ha intenzione di dare risposte e far partire quel programma. «Il fatto strano - ribadisce De Biase - è che tutto ciò è accaduto all’insaputa di due soci, quali il Comune e la Provincia. Hanno accantonato questa proposta senza dire nulla, lasciando in bilico una società che aveva deciso di investire fondi propri e che ha già disponibili in pista due aerei con lo stemma di San Matteo». «Assurdo, assurdo» commenta il primo cittadino. «Il primo giugno questi due veivoli partiranno da Linate per conto dell’Alpitour e noi ne restiamo fuori». Poi va giù duro anche nei confronti del disagio arrecato domenica agli aero-turisti francesi. «Chi ha provocato questo disservizio deve essere licenziato - dice - hanno seguito corsi di formazione gratuiti, a spese del Consorzio, gli abbiamo dato la possibilità di lavorare e devono farlo. Ovviamente chiedo provvedimenti nei confronti soltanto di chi ha sbagliato. Ho personalmente contattato i vigili del fuoco in pensione e possono aiutarci loro a sopperire alle mancanze». Del resto quanto dichiarato dal sindaco è anche sottolineato dal delegato responsabile alla sicurezza operativa, Raffaele De Stefano, nella sua relazione presentata ieri mattina ad Augusto Strianese, presidente del Consorzio. Una relazione che è lo stesso De Biase a mostrare. «Il personale è perfettamente addestrato per svolgere compiti propri - si legge nella relazione - non esistono distinzioni di ruoli nell’ambito del servizio svolto; pertanto ciascun operatore è in grado di saper valutare l’evoluzione in corso e di saper intraprendere le azioni necessarie senza una supervisione». Questo perchè nessun caposervizio si è reso disponibile. Insomma, esisterebbero mansioni polifunzionali che rendono adatto a ciascun ruolo ciascun addetto. «Se un aereo doveva atterrare - dice ancora Mario De Biase - mi chiedo che fine avrebbe fatto. Magari sarebbe dovuto tornare indietro. Certo, che bella figura!».

E ancora :

Nervi tesi a Pontecagnano il giorno dopo la sospensione del servizio nella mattinata del primo maggio. Da un lato i dirigenti del Consorzio che sono pronti a individuare i responsabili e a denunciarli per interruzione di pubblico servizio; dall’altro il sindacato pronto a difendere le ragioni dei propri iscritti. A sostenere le ragioni del Consorzio, il vicepresidente Mimmo Volpe che lancia accuse e promette controlli più rigidi sul personale. «Non tengono conto dei sacrifici che fanno gli enti locali per tenere aperto questo aeroporto - commenta - non si rendono conto che se le cose non vanno i soci potrebbero decidere di non voler più investire in questo settore». E aggiunge: «Occorrono almeno cinquantamila euro al mese per la gestione - continua - domenica ho personalmente chiamato i vigili del fuoco per garantire il servizio e hanno risposto che non sono abilitati a questo tipo di servizio. La nostra dirigenza è molto arrabbiata per quanto accaduto». Lancia accuse di cattiva gestione, invece, il segretario provinciale della Cgil Vito Luciano. «Non riusciamo a capire questa eterna situazione di precarietà - dice - soprattutto dal momento nell’ultimo anno a noi risultano seimila movimenti all’anno. Non si è a pieno regime perchè non ci sono voli di linea ma se non si investe non si sviluppa». Volpe e Luciano raccontano la stessa cosa: i diciassette dipendenti erano precari e sono stati stabilizzati, part time ma a tempo indeterminato. Ma raccontano i due aspetti della stessa medaglia. «Dobbiamo cercare di garantire la stabilizzazione definitiva - dice Luciano - soltanto così sin può iniziare a parlare di sviluppo». «Più di questo non si può fare - gli fa eco Volpe - è già tanto». La squadra anti-incendio si compone di solito di cinque membri: un caposquadra, un centralinista, due autisti e un cosiddetto «punto mobile» che gestisce i rapporti con la torre di controllo. «Una buona gestione - conclude Luciano - avrebbe garantito meglio questo servizio pagando le reperibilità e dando garanzie contrattuali ai propri dipendenti»

Interviene anche AirSal, compagnia aerea salernitana che conta di partire a settembre con i voli di linea da salerno (www.airsal.it)

«Ignorati i nostri airbus con lo stemma di S. Matteo»
«Avevamo dato garanzie alla società di gestione dell’aeroporto di Pontecagnano di poter avviare il traffico aereo delle linee charter nel giro di tre mesi, al massimo quattro. Ma non abbiamo mai avuto risposte. Ogni giorno che passa è un giorno perso». Giuseppe Giorgianni, direttore generale di Air Sal Linee Aeree Campane lo dice con rammarico. «Siamo pronti a portare qui il traffico aereo di un jumbolino da cento posti e di airbus 318 da 120 posti - continua - secondo uno studio di fattibilità presentato nel 2004. Uno studio che è finito nel cassetto fino a quando non abbiamo incontrato il sindaco De Biase e abbiamo deciso di chiedere a lui spiegazioni. Ma era stato tenuto all’oscuro di tutto. Dalla società di gestione ci hanno dato delle risposte vaghe: l’aeroporto è in fase di ampliamento, la pista è corta, manca l’illuminazione. Ma sono soltanto scuse per mettere dei tappi alla buona volontà della nostra società che ha deciso di caricarsi l’onere di tutte le spese. Del resto bastavano tredici accorgimenti, per noi semplici da realizzare, per far partire il servizio. Basti pensare che in Sardegna ci sono piste più corte, di 1200 metri e vi atterranno voli charter mentre a Salerno la pista è di 1495 metri e ci vengono posti divieti». E ancora: «Secondo una indagine della Gesac a Salerno potrebbe esserci una movimentazione di 300-350mila passeggeri all’anno. Potenza chiede questo aeroporto e anche i tour operator ci danno la propria disponibilità ad organizzare charter per la Costiera e per il Cilento. Insomma, un’occasione persa». La filosofia della società, del resto, è semplice: caratterizzarsi sempre più come società salernitana e diffondere così la propria immagine nel mondo. Questa estate, a partire dal primo giugno, e a partire da Linate, saranno attivi diversi voli per la Spagna, la Grecia e la Tunisia. I velivoli con lo stemma di San Matteo sono già stati prenotati per partenze anche da Napoli e Pisa oltre che da Milano. Atterreranno anche a Linate, Olbia, Venezia e Catania. Il tutto anche con una forte ricaduta economica. Basti pensare che ciascun passeggero si ritroverebbe a pagare 15 euro di tasse aeroportuali e le compagnie aeree 700 euro per ciascuna operazione. Questa cifra, però, salirebbe a 1200 euro per gli aerei più grandi. Obiettivo della società Air Sal, inoltre, è anche quello di richiamare sul territorio assistenti di volo e personale salernitano che al momento lavora per altre compagnie oltre che dare una caratterizzazione locale ai servizi. «La stazione è pronta, mancano pochi arredi - continua il direttore Giorgianni - non capisco perchè non viene aperta. Ci siamo resi disponibili anche alla gestione di questo servizio, ma non abbiamo risposte. Per fortuna i nostri progetti sono piaciuti al sindaco De Biase che crede nelle potenzialità di sviluppo. Non vogliamo pestare i piedi a nessuno, ma lavorare compatibilmente con i progetti già in cantiere».


Gli interventi da realizzare
La Air Sal si è dichiarata pronta a realizzare tutti gli interventi richiesti dall’aeroporto di Pontecagnano. Eccoli: rifacimento segnaletica in pista; certificato di agibilità del piazzale; innalzamento di categoria del servizio antiincendio, installazione vis-papi sulle testate di pista; accordo con Enav per la gestione dei vis-papi; certificazione di omologazione vis-papi; installazione apparecchiature particolari; accordi per la presenza di forze dell’ordine, attrezzature e personale di rampa.


Ciao
 

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Lol, speriamo che le turisti francesi sono finalmente arrivati alla loro patria! :)

Ciao, asessa, ed un benvenuto cordiale! :wave:
 

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Discussion Starter #13
Whose Homepage said:
Lol, speriamo che le turisti francesi sono finalmente arrivati alla loro patria! :)

Ciao, asessa, ed un benvenuto cordiale! :wave:
Grazie per il benvenuto, i turisti francesi sono arrivati ma hanno dovuto fermarsi a bastia...penso che chiederanno anche i danni all'ente.
 

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Discussion Starter #15
albabes said:
aproposito.. , ci sono novita sul nuovo aeroporto internazionale di grazzanise (caserta)?
Mha la vedo dura...è sempre un aeroporto militare ....cmq bisogna vedere quali passi farà la giunta regionale appena rieletta....


Cmq tornando a Salerno, il mese prossimo inizieranno i lavori di illuminazione della pista, istallazione NDB e arredo dell'aerostazione...dovrebbe essere tutto pronto per il 21 Settembre . Entro quella data sarà operativo l'aeroporto.
 

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Aeroporto di Pontecagnano: futuro incerto per lo scalo

Metropoli: Londra, Barcellona, Parigi, Milano, Berlino. Aeroporti: Stansted, Girona, Beauvais, Orio, Shoenefeld. Le città sono conosciute, gli aeroporti un po’ meno. Sono i cosiddetti “scali di prossimità”, l’ossigeno per la crescita del trasporto aereo e dello sviluppo turistico delle metropoli cui si riferiscono.
Distando tutti 50 e più chilometri dai centri urbani sono gli aeroporti nati, cresciuti e strutturati per ospitare la prima silenziosa rivoluzione del XXI secolo: le compagnie “low cost”, quelle ormai note e accreditate presso il pubblico per la politica di tariffe competitive e costi per passeggero ridotti al minimo grazie ad economie di scala rigorose.

Per intenderci, sono gli unici vettori che in questi anni di tracolli e continue amministrazioni controllate non solo non hanno accusato difficoltà, ma addirittura hanno vantato tassi di crescita a due zeri, macinando utili e arrivando, come nel caso di Ryanair, a trasportare quasi 30 milioni di passeggeri l’anno e capitalizzando più del colosso europeo British Airways. Analogo discorso vale per altri importanti attori di questo mercato, da Easyjet a Virgin a Germanwings.

Uno degli aspetti più d’impatto è l’altissima percentuale della popolazione che si è accostata per la prima volta ai viaggi di piacere, anche per pochi giorni, un tempo disincentivati dalle tariffe proibitive delle compagnie di bandiera: il 70% di nuovi consumatori non si sarebbe neanche mosso da casa se non avesse scoperto che al prezzo di una cena poteva arrivare a Londra. Il tasso di ripetitività dei voli non strettamente necessari, poi, è triplo rispetto a chi viaggiava con i vettori tradizionali.

Le conseguenze di questa effervescenza sono evidenti. Permettere di raggiungere con un volo diretto le grandi città d’Europa a poche decine di euro ha dato il via a fenomeni di crescita, innovazione e sviluppo territoriale in tempi brevi, impensabili per altri settori, creando una coscienza turistica e contribuendo a modernizzare aree che da sempre hanno vissuto ai margini dei grandi agglomerati urbani, senza intercettarne i flussi turistici. In casa nostra ovviamente la situazione non è così rosea: l’aeroporto di Napoli è al limite della saturazione, e non solo perché deve servire 3 regioni e 5 milioni di abitanti.

Negli anni ha assunto anche il ruolo di terminale aeroportuale delle low cost, ospitando Easyjet, Transavia, Hapag Lloyd, Thomsonfly e Myair, proprio le compagnie che chiedono unicamente di lavorare in scali decongestionati, con costi di handling ridotti e procedure di imbarco e sbarco celeri. E’ evidente che una tale situazione non può essere vincente per il trasporto aereo campano. Quello che per noi salernitani può rappresentare una svolta e che interessa più da vicino la nostra economia è il ruolo che la Regione vorrà dare al nostro aeroporto di Pontecagnano, perennemente alla ricerca di un business model.

Se tutte le grandi città europee hanno affidato agli scali cittadini la funzione di city airport, destinando risorse a quelli regionali per il traffico intercontinentale e a basso costo, a maggior ragione questo vale per Napoli. Il ruolo di scalo urbano per Capodichino è già segnato, innanzitutto dalla geografia del territorio, con la pista 24 delimitata da aree semindustriali e la pista 06 addirittura contigua al centro urbano. Così come è evidente che se Stansted dista da Londra 70 Km e Girona 80 da Barcellona, la distanza tra Pontecagnano e Napoli appare ideale per il modello di collegamenti aerei a basso costo.

Probabilmente all’inizio avrà fatto storcere il naso ai locali leggere sui display e le locandine pubblicitarie Parigi Beauvais, Bruxelles Charleroi e Milano Orio, ma è altrettanto vero che con la pioggia di finanziamenti diretti degli Enti locali, delle compagnie aeree e dei primi passeggeri curiosi di visitare nuove realtà, le apparenze campanilistiche si sono subito dissipate. Senza contare la straordinaria forza dell’indotto, i cui servizi per accogliere i viaggiatori, dai parcheggi agli alberghi alla ristorazione, hanno contribuito in modo determinante a rilanciare zone apatiche di numerosi paesi dell’Unione Europea.

Con una politica che realmente creda nel progetto e che crei i seri presupposti per uno scalo “Napoli Pontecagnano”, imprenditori audaci e concreti come Michael O’Leary e Stelios Haji-Ioannou, i guru di Ryanair e Easyjet, non aspetterebbero altro che aggiungere il nostro aeroporto al network europeo che con tenacia stanno creando. Alla società di gestione è garantito, tra l’altro, un autofinanziamento costante dovuto alle cospicue entrate delle tasse aeroportuali, che in questi vettori rappresentano una parte consistente della tariffa finale pagata dal passeggero ed in molti casi il costo maggiore del volo.

Non è difficile immaginare il seguito: oltre a servire Napoli il nuovo scalo schiuderà porte enormi ai gioielli della nostra provincia. Le due coste e la città di Salerno completeranno l’offerta di un turismo archeologico, congressuale, balneare ed enogastronomico che altrove hanno dovuto inventare e che noi abbiamo in casa, senza contare il sollievo alla fame di aeroporti che da sempre affligge la Lucania e la Calabria. Un vero aeroporto avrebbe poi effetti benefici sull’europeizzazione delle imprese locali e sulla rinnovata attrattività delle nostre aree industriali, penalizzate anche da un isolamento di fatto che nessuna legge obiettivo è riuscito a scongiurare.

Basta chiedere agli abitanti di Charleroi, di Skavsta o di Beauvais che effetti hanno riscontrato sulla loro economia. Quello che invece manca a Pontecagnano per raggiungere criteri di efficienza necessari è un’adeguata rete di infrastrutture. Il prolungamento del raccordo autostradale è indispensabile, così come un sottopasso per il flusso veicolare. Finora non si è andati oltre studi di fattibilità. Ma anche qui ciò che già c’è corre in soccorso. Mentre altrove ci si deve solo affidare a servizi di navetta o costruire apposite linee ferroviarie, la strada ferrata che attraversa perpendicolare l’aerostazione è adatta al collegamento veloce con la stazione di Napoli e il previsto prolungamento della metropolitana provvederà a servire quella di Salerno.

Come proposto dall’On. De Luca il finanziamento delle opere necessarie può essere stanziato dal Programma Operativo Nazionale dei Trasporti e accedendo alle risorse previste a livello regionale. Sul nostro aeroporto si sono spesi decenni di parole. E’ ora il momento di cogliere l’ opportunità di un’economia di settore che sembra realmente disegnata su misura. Questo treno, pardon, aereo potrebbe non tornare più.

Ma come saggiamente diceva Orazio “Verba movent, exempla trahunt”, più che le parole convincono gli esempi.

Elio De Meo - Vice Presidente Vicario Giovani Imprenditori Assindustria


salernonotizie.it
 

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Tutte [email protected]@@te dette da uno che secondo me non sa neanche come sia attualmente l'aeroporto e non sa come ragionano le LC stile Ryanair.

Per fare atterrare aerei come quelli di RYR o EZY a salerno ci vorrebbe una pista di almeno 2000mt, ed a salerno attualmente è di 1400mt ;)
Inoltre RYR si fa pagare dall'aeroporto dove opera ad ogni volo...quindi non so se è fattibile per un aeroporto che sta partendo agevolare cosi ryr.

Cmq a settembre l'apt apre con i voli di linea di Airsal (www.airsal.it) che opera con BAe 146-200 da 99 posti ed è l'unico aereo nel segmento 100 posti a poter operare da piste corte come quelle di salerno.
Allego un immagine dell'aereo in corso di repaint


Ciao
 

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Giovedì 14 Luglio 2005

Imprenditori sbloccano l’aeroporto Pontecagnano

Napoli – Dichiarazione del Consigliere Regionale Ugo CARPINELLI, componente della III^ Commissione Turismo, Agricoltura e Attività Produttive: “Esprimo apprezzamento al coraggio di un gruppo di imprenditori capitanati dal direttore generale dell’AirSal, Giuseppe Giorgianni che facendosi carico di circa 40 milioni di euro di investimento, determinerà la svolta dell’ormai annosa questione dello scalo aeroportuale di Pontecagnano. Grazie a questi capitani coraggiosi finalmente entro il 2006 due vettori aerei, denominati Città di Salerno e Provincia di Salerno, risponderanno concretamente all’antica richiesta degli operatori turistici ed economici della provincia ed in particolare del Cilento e della Piana del Sele. Dal mio versante istituzionale, nel rivolgere i migliori auguri all’AirSal, nel unirmi alle felicitazioni della comunità Salernitana, non mancherò di sostenere con impegno e determinazione tutte le priorità indispensabili a garantire la definitiva apertura dello scalo aeroportuale di Pontecagnano. L’avvio dei voli segnerà una svolta nell’economia turistica della provincia di Salerno e risponderà alla domanda pressante degli operatori agricolo e lattiero caseari che commerciano con il Nord Europa e il Nord America”.
 

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Speriamo robyk, purtroppo i tempi sono stretti e i lavori non sono cominciati. Seppur servano 15 gg per istallare le luci pista e il ndb, altri 15 per istallare gates/banchi check in/nastri bagagli. Diciamo che se cominciassero il 1° agosto si sarebbe ancora in tempo ma la vedo dura.
 
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