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Rossonero User
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http://www.corriere.it/cronache/08_...ta_072bb264-3462-11dd-befe-00144f02aabc.shtml
Sanità, i conti in rosso 54 euro di debito a testa
Le cifre del 2007: in regola otto Regioni

Nessuno escluso, nemmeno i neonati. L’anno scorso ogni italiano ha accumulato senza saperlo un piccolo debito. Non le rate della macchina o il mutuo da pagare. Ma la spartizione, alla maniera di Trilussa, del disavanzo della Sanità pubblica: 54 euro a persona solo nel 2007 per un totale di 3 miliardi e 169 milioni. È una delle spese più importanti del bilancio dello Stato perché mette a disposizione le risorse necessarie per garantire la salute dei cittadini. Ed è anche una delle più pesanti: sempre nel 2007 ha raggiunto i 102 miliardi e 519 milioni di euro. Il 6,7 per cento del nostro Pil, cioè della ricchezza prodotta in un anno da tutto il Paese, il triplo della manovra annunciata dal governo per i prossimi tre anni. Oppure, se preferite, 20 volte il costo della linea ferroviaria ad alta velocità nel tratto più difficile, quello tra Firenze e Bologna tutto viadotti e tunnel. Ed è una voce che continua a crescere anche se non più ai ritmi di una volta: più 2,9 per cento rispetto al 2006 contro il boom del 7,3 per cento registrato nel 2005.

Le Regioni
Se non guardiamo più l’Italia dall’alto e avviciniamo gli occhi alla cartina scopriamo che la situazione cambia di parecchio a seconda dei casi. L’ultimo rapporto sulla finanza pubblica dell’Isae, Istituto di studi e analisi economica, ribalta antiche convinzioni: la spesa pro capite più bassa è in Calabria, con 1.581 euro a persona, quella più alta nella provincia autonoma di Bolzano con 2.202. E anche concentrandosi sul risultato finale del 2007, avanzo o disavanzo, si scopre che la classica divisione Nord—Sud funziona ma non troppo. Sono otto le Regioni in piena regola, che cioè hanno chiuso i conti della Sanità senza spendere tutti i soldi messi a disposizione. Al primo posto c’è la Toscana con un avanzo di 95 milioni di euro, poi le Marche e il Friuli Venezia Giulia con 24, seguite proprio dalla provincia di Bolzano (17) che a testa spenderà pure parecchio ma è in grado di coprire i costi. Restano sopra la linea di galleggiamento anche Umbria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Tutti gli altri hanno speso più di quello che avevano in cassa, comprese Regioni solitamente virtuose come la Liguria, il Piemonte e la Val d’Aosta. Anche se a pesare davvero sono Lazio, Campania e Sicilia: in tre coprono l’83 per cento di tutto il disavanzo nazionale.

Medicine e posti letto
I due elementi che pesano di più sono proprio questi due: spesa per farmaci e numero di posti letto per abitante. Sempre secondo l’ultimo rapporto dell’Isae, la spesa per l’acquisto di beni e servizi, circa un terzo sono medicine, è cresciuta a livello nazionale di quasi il 10 per cento nell’ultimo anno. Sembra un fenomeno inarrestabile. E coinvolge tutti: sia le Regioni virtuose come le Marche sia quelle messe peggio come il Lazio. Il numero dei posti letto, invece, è un indicatore più fedele dell’equilibrio economico. Più alto nelle Regioni in deficit, più basso in quelle in avanzo. Ogni mille abitanti ce ne sono 4 negli ospedali pubblici del Lazio, 4,1 in quelli dell’Abruzzo, due tra le Regioni messe peggio. Contro i 3,8 e i 3,7 della Toscana e delle Marche che invece sono in regola. Ma ci sono le eccezioni. Come i pochi posti letto della Sicilia (3,3 ogni mille abitanti) che pure è in deficit, e il numero altissimo della provincia di Trento (4,2) che invece ha i conti a posto.

Cliniche private
Un altro criterio possibile per capire perché c’è chi spende troppo è il numero di posti letto nelle cliniche convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Strutture private, conto pagato dallo Stato. Non è forse un caso se la Regione con il buco di bilancio più profondo, il Lazio, è anche quella con il più vasto parco cliniche d’Italia: ogni mille abitanti 1,7 posti letto contro una media nazionale di 0,9. Un terzo dei posti letto disponibili in tutta la regione è proprio nelle strutture private convenzionate. Un rapporto senza pari in tutta Europa. Ed è inevitabile pensare ad Alberto Sordi, al suo dottor Guido Tersilli che, una volta fatta carriera, proprio a Roma era diventato «primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue». Anche la Campania è sopra la media nazionale con 1,1. Mentre Regioni con i bilanci in ordine come il Veneto o l’Umbria sono molto meno generose quando devono accreditare le strutture private: 0,3 posti letto ogni mille abitanti.

Gli osservati speciali
L’anno scorso le sei Regioni messe peggio (Lazio, Campania, Sicilia, Puglia, Liguria e Abruzzo) si sono impegnate a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2010. Per questo hanno ricevuto risorse aggiuntive (3 miliardi di euro) in modo da ripianare i vecchi debiti. Hanno accettato di utilizzare proprio per la Sanità gli aumenti delle addizionali regionali su alcune tasse come l’Irap e l’Irpef. Hanno cercato di ridurre le spese per il personale con il blocco del turn over, cioè non rimpiazzando i dipendenti che vanno in pensione. Mentre sulla riduzione del numero dei posti letto, specie per le strutture private, è lo stesso rapporto Isae a definire «molto lontane dall’avvio le misure strutturali ampiamente previste dai piani di rientro». In tutte e sei le Regioni il disavanzo è nettamente diminuito rispetto all’anno precedente: più che dimezzato in Campania e Molise, quasi dimezzato in Abruzzo e Liguria, taglio intorno al 25 per cento per Lazio e Sicilia. Ma l’obiettivo del pareggio nel 2010 è ancora lontano. Solo due giorni fa il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha ipotizzato il commissariamento e il ritorno alle urne come «punizione» per quelle Regioni che non riusciranno a centrare l’obiettivo. Ma sono tutte a dover stare attente. In tempo di stretta sulle spese si ipotizza un taglio di 3 miliardi di euro ai fondi per la Sanità: tre miliardi, proprio quanto abbiamo speso in più l’anno scorso.

Lorenzo Salvia
07 giugno 2008
 

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Back. Stronger.
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Evviva! Mangiatevi la cecina e fagioli all'uccelletta e si 'ampa senza pesi per lo stato!
 

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[highlight]Il "Nord" non è un essere pensante, che può provare piacere o disturbo.
Se questo thread è l'ennesima collezione di insulti vomitati e di pregiudizi, non avrà vita lunga.[/highlight]
 

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E' evidente che il meccanismo di responsabilizzazione di molte regioni fatica ancora molto ad essere messo a punto... vedremo col federalismo fiscale
 

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Bob The Builder
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risultati noti....
 

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In questo articolo basta leggere un dato per capire come va una nazione.
L`83% e` dovuto a Lazio, Campania e Sicilia.
Mi chiedo,fa comodo al Nord avere questa situazione?
O meglio siccome sono 50 anni che la situazione non cambia e` ora di iniziare a costruire altre politiche invece della solita immigrazione verso il nord?
Non ti preoccupare perché il debito pubblico della sanità della Campania è in diminuzione, così come previsto dagli accordi e che porterà entro l'anno prossimo al pareggio di bilancio.
 

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Valpolicella abuser
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Mentre per ovvie ragioni i deficit di Sicilia e Campania sono comprensibili anche se non scusabili quelli del Lazio sono proprio una vergogna!!
 

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[highlight]Il "Nord" non è un essere pensante, che può provare piacere o disturbo.
Se questo thread è l'ennesima collezione di insulti vomitati e di pregiudizi, non avrà vita lunga.[/highlight]
Ti riferivi a me?
O hai gia inteso come finira` il thread?
 

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Non ti preoccupare perché il debito pubblico della sanità della Campania è in diminuzione, così come previsto dagli accordi e che porterà entro l'anno prossimo al pareggio di bilancio.


sarebbe una notizia meravigliosa. mi auguro che sia veramente così, mi permetto però di attendere i fatti. :)
 

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Valpolicella abuser
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Trovo fortemente ingiusto che alcune regioni negli anni 90 e 2000 abbiamo dovuto tagliare i costi e chiudere molti ospedali per rientrare nei bilanci mentre altre allo stesso tempo se ne fregavano altamente.
 

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Trovo fortemente ingiusto che alcune regioni negli anni 90 e 2000 abbiamo dovuto tagliare i costi e chiudere molti ospedali per rientrare nei bilanci mentre altre allo stesso tempo se ne fregavano altamente.
Questa maledetta parola: bilancio. Ora anche le cabine telefoniche hanno il bilancio. Quando non c'erano i bilanci si viveva tutti meglio. Ora qualsiasi cosa è un'azienda, il male del 2000.
 

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Porta Ticinese User
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Questa maledetta parola: bilancio. Ora anche le cabine telefoniche hanno il bilancio. Quando non c'erano i bilanci si viveva tutti meglio. Ora qualsiasi cosa è un'azienda, il male del 2000.

concordo con te che un ospedale non può essere trattato come un'azienda, però gli sprechi vanno evitati e la gestione deve essere oculata.
 

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Un ospedale DEVE essere trattato come un'azienda, cioé in maniera efficiente.
Partire dal concetto che tanto c'è qualcuno che paga e quel qualcuno non siamo noi è da irresponsabili.
 

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Un ospedale DEVE essere trattato come un'azienda, cioé in maniera efficiente.
Partire dal concetto che tanto c'è qualcuno che paga e quel qualcuno non siamo noi è da irresponsabili.

la salute delle persone non può essere trattata come un business, comunque ho anche scritto che la gestione DEVE evitare sprechi ossia DEVE essere efficiente
 

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la salute delle persone non può essere trattata come un business, comunque ho anche scritto che la gestione DEVE evitare sprechi ossia DEVE essere efficiente
E' l'amministrazione pubblica ad ammettere sprechi e inefficienze, non di certo il privato. Me lo dici che sarebbe successo alla sanità delle regioni in default se non ci fosse stato lo stato che ripianava tutto coi soldi delle altre regioni virtuose? E' troppo comodo fare i solidali coi soldi degli altri.
 

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E' troppo comodo fare i solidali coi soldi degli altri.
Parafrasando: "è comodo fare i froci col XXXX degli altri" :lol:
Comunque si è cosi, al sud ci sono tantissimi medici dirigenti o ad "alta specializzazione" oppure tanti "professori universitari ospedalieri" :lol:, d'altro canto nei pronto soccorsi c'è carenza di personale, soprattutto infermieri e anestesisti, ma la parola d'ordine che ti ripetono sempre è: "occhio alla spesa" :eek:hno::eek:hno:
 

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E' l'amministrazione pubblica ad ammettere sprechi e inefficienze, non di certo il privato. Me lo dici che sarebbe successo alla sanità delle regioni in default se non ci fosse stato lo stato che ripianava tutto coi soldi delle altre regioni virtuose? E' troppo comodo fare i solidali coi soldi degli altri.
Ma quali "altri"? Non siamo in uno stato leghista e federale, il paese è uno e basta. Gli sprechi sono altri, un ospedale deve guarire la gente e basta, altro che soldi!
 
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