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SASSARI | Porto di Porto Torres

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Il polo di PortoTorre nel Sistema portuale sardo
Costituito dal porto commerciale e da quello industriale a supporto della relativa zona ed, in particolare, delle raffinerie localizzate nel retroterra portuale.

Il porto di Porto Torres è composto da due bacini portuali:
  • il porto commerciale in cui ormeggiano le navi Ro-Ro passeggeri e merci
  • il porto industriale, specializzato nella movimentazione di rinfuse liquide (prodotti petroliferi e prodotti chimici) e rinfuse solide ed attualmente adibito allo scalo di navi passeggeri, che non possono ormeggiare nel porto commerciale







Il porto di Porto Torres si estende per una superficie di 4.221.610 m2 comprendendo le aree dei bacini del porto commerciale (510.815 m2 ,di cui 31.820 m2 di superficie a terra) e del porto industriale (3.709.795 m2 ,di cui 34.790 m2 di superficie a terra). Sono presenti complessivamente 9 banchine, 6 relative al porto commerciale, di cui 2 per Ro-Ro passeggeri e merci e 3 al porto industriale, di cui 1 per traghetti passeggeri di ultima generazione che per lunghezza e pescaggio non possono ormeggiare nel vecchio porto commerciale. La lunghezza complessiva delle banchine è di 4.324 m.

Porto commerciale
Il porto commerciale, di cui si riporta, di seguito, una planimetria, opera principalmente al servizio di navi Ro-Ro passeggeri e merci ma di lunghezza inferiore a 180 metri. Infatti, attualmente, le navi di ultima generazione delle due compagnie che attraccano a Porto Torres (Tirrenia e Grimaldi), presentano dimensioni tali (come lunghezza e pescaggi) da non poter attraccare nel porto commerciale per cui sono state trasferite nel porto industriale. A questo inconveniente si sta ovviando con l’esecuzione dei lavori di dragaggio del bacino di ponente e la realizzazione di un nuovo molo ovest nel quale si otterranno nuovi accosti.




Il porto commerciale presenta attualmente 6 banchine, alcune non utilizzate ed altre dedicate all’accosto delle navi di servizio.

Banchina - Lunghezza banchina (ml.) - Superficie (mq) - Destinazione d'uso - Pescaggio
PONTILE FARO NE - 152 - INAGIBILE - 5.05
PONTILE FARO SW - 150 - 3070 ORMEGGIO PILOTINE CORPO PILOTI - 6
BANCHINA DI LEVANTE - 450 - 4600 - TRAGHETTI E NAVI DA CARICO - 6.50
PONTILE EST 127 - 6.05
MOLO TELEFERICA - 145 - 22000 - TRAGHETTI RO-RO - 7
BANCHINA DOGANA - 195 - 2145 - ORMEGGIO RIMORCHIATORI - 6.05


Porto industriale
Per quanto concerne il porto industriale, questo è composto da tre pontili: uno dedicato al traffico Ro-Ro, uno alle rinfuse liquide e l’altro è inutilizzato.




Nome Banchina - Lunghezza banchina (ml.) - Superficie (mq) - Destinazione d'uso - Pescaggio
PONTILE ASI - 1050 - 25600 - ORMEGGIO NAVI RO-RO - 8R-14T
PONTILE ANIC N°1 - 1145 - 5445 - RINFUSE LIQUIDE - 8R-14T
PONTILE ANIC N°2 - 910 - 3750 - INUTILIZZATO - 8R-1 4T

Nei campi relativi al pescaggio è stata indicata sia la profondità alla radice (R) che nella testata (T) dei pontili.

Si può quindi affermare che lo scalo di Porto Torres, appaia, attualmente come un porto in grande sofferenza infrastrutturale, con un porto commerciale ormai inadeguato ad accogliere le navi dei nuovi servizi Ro-Ro, ed un porto industriale che supplisce a tale carenza, fornendo però un servizio qualitativamente non appetibile. Tale carenze trovano riscontro nell’abbandono, da parte di qualche compagnia, di alcune linee (es. Porto Torres – Livorno) e del continuo disagio sopportato dagli utenti in fase di imbarco/sbarco.


Analisi dei servizi presenti in porto
Così come nei due casi precedenti, di seguito si riportano le schede relative ai servizi presenti in porto. Si evince che il porto ha una sufficiente articolazione di servizi essenziali e aggiuntivi ma, per quanto concerne il costo dei servizi alle navi, Porto Torres si colloca sullo stesso piano del porto di Cagliari. A Porto Torres i servizi al passeggero sono praticamente assenti come assente risulta una vera e propria stazione marittima (sono presenti nelle vicinanze solo alcuni servizi essenziali come la biglietteria, l’edicola, il bartabacchi). Dati gli importanti valori di flusso che fanno dello scalo il terzo porto della Sardegna dopo Olbia e Golfo Aranci, l’assenza di servizi al passeggero manifesta una forte inadeguatezza dello scalo a sopportare anche limitati flussi di passeggeri in transito. E’ comunque bene sottolineare come lo scalo sia in fase di profondo riadeguamento nella sua parte funzionale ed infrastruttuturale che vedrà, nel giro di pochi anni, la realizzazione di un nuovo scalo più adeguato alle esigenze di traffico dei passeggeri.

Analisi dell’accessibilità allo scalo
Solo 11 comuni hanno una distanza temporale minore di 30 minuti da Porto Torres: la prima isocrona che ricomprende la città di Sassari, si estende a sud-ovest lungo la SS 131 sino a Ossi (30 minuti dal porto), toccando la costa occidentale sassarese (Argentiera), ed ad est lungo la costa di Sorso, grazie alla strada costiera SS 200. La seconda isocrona (tra 30 e 60 minuti di viaggio) comprende una fascia piuttosto estesa di 48 comuni, che si estende prevalentemente a sud lungo la SS 131 sino a Macomer (60 minuti dal porto), a est lungo la SS 200 sino al comune di Trinità d’Agultu (55 minuti) e a sud-est lungo la SS 597 sino ad Oschiri (60 minuti). Nella seconda isocrona sono presenti comuni di rilevante importanza turistica come Alghero, Stintino, Castelsardo. Inoltre vi sono comuni a vocazione industriale produttiva come Thiesi ed Ozieri-Chilivani. La terza isocrona (tra 60 e 90 minuti) si estende a sud, lungo la SS131, sino al comune di Santa Giusta (90 minuti dal porto) e a est sino a Olbia (90 minuti). All’interno di questa isocrona si ritrovano comuni come Bosa ed Oristano a sud, Olbia, Tempio e altri comuni della Gallura a est.




Distanze e relativi tempi di navigazione
Porto di arrivo - Distanza[miglia nautiche] - Tempo massimo di navigazione
Genova - 253 - 10 h 00’
Propriano - 50 - 3 h 30’
Marsiglia - 231 - 16 h 30’

N° corse settimanali Porto Torres Genova
Compagnia - Periodo - Frequenza - Corse settimanali Febbraio/Agosto
(Genova) Tirrenia - Tutto l’anno - giornaliero - 7/12
(Genova) Moby Lines Maggio-Settembre - giornaliero - 7
(Genova) Grimaldi -Tutto l’anno - giornaliero - 7/11
(Propriano - Marsiglia) La Meridionale - Tutto l’anno - bisettimanale 2/2
(Marsiglia) SNCM - Aprile-Ottobre - Settimanale/bisettimanale 0/2


Flussi di traffico
Per quanto concerne lo scalo di Porto Torres sono stati considerati i flussi di traffico dei collegamenti con il continente e con la Francia. L’andamento altalenante del traffico passeggeri nel periodo 1994-2006 è analogo a quello registrato per Arbatax: il dato è sostanzialmente costante però con oscillazioni medie del 10% fra un minimo di 885.122 del 2006 e 1.170.071 del 2001. Tale valore costante evidenzia come l’ingresso di un nuovo armatore sulla tratta per Genova, quale Grandi Navi Veloci di Grimaldi, non abbia determinato un aumento del traffico ma solo una sua più razionale ripartizione; in ciò, probabilmente, Porto Torres sconta la mancanza di adeguate infrastrutture portuali in grado di soddisfare a pieno le esigenze dell’utenza. L’andamento mensile relativo all’anno 2006 è simile a quello regionale. Tuttavia, per quanto concerne il periodo invernale, si registra un dato minimo mensile di 208 pax/corsa mentre per il periodo estivo i passeggeri per corsa risultano 1.257, valore decisamente alto rispetto ai valori degli altri porti.





Interventi in atto
La programmazione degli interventi relativi al porto di Porto Torres ha subito, nel corso degli ultimi anni, diverse modifiche che hanno portato a ripetuti adeguamenti del Piano Regolatore Portuale. Nell’originario Piano Regolatore Portuale, in vigore sino al Febbraio 2003, erano previsti per il porto commerciale i seguenti interventi:
  • Realizzazione del molo di levante;
  • Realizzazione molo di ponente con 4 accosti di 180 m ciascuno per l’attracco delle navi traghetto di linea e per le navi veloci;
  • Realizzazione darsena per imbarcazioni di servizio (attualmente in fase di progetto preliminare);
  • Ristrutturazione porto turistico e pescherecci (di competenza dell'Assessorato Regionale LL.PP. e del turismo);
  • Dragaggio fondale a –10 m con bacino storico a –7m;

Nel giugno 2002 sono partiti i lavori per la realizzazione del Molo di Ponente, che prevedeva la realizzazione di 4 accosti interni, per i quali si prevede il completamento entro Giugno 2006. In corso d’opera è stata introdotta una variante al progetto del profilo interno del molo, con la realizzazione, vista la lunghezza delle navi che attualmente attraccano nella darsena industriale (214m), di 3 accosti, uno da 180 m e due da 240 m, invece che 4 da 180 m. A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza per l’esplosione della gasiera “Panam Serena” nel Gennaio 2004, i lavori del porto hanno avuto un accelerazione e il Piano Regolatore Portuale un ulteriore adeguamento, per limitare l’eccessiva esposizione al vento da parte delle navi, che determina ancora oggi forti problemi in fase di attracco. È stata prevista la demolizione del pontile Faro e l’ampliamento e assemblaggio delle banchine Segni, Dogana e Sud Ovest per la creazione di un accosto lungo 300 m. Tale intervento risulta in esecuzione dal febbraio del 2005 e l’ultimazione è prevista per l’agosto del 2006.

Interventi per il breve-medio periodo
Attualmente è in fase di studio un’ulteriore modifica al Piano Regolatore Portuale che prevede una nuova configurazione del molo di levante con la realizzazione di due nuovi accosti. La nuova configurazione prevede che il molo si estenda oltre il molo di ponente, realizzando un ampliamento notevole dello specchio acqueo e acquisendo funzione strutturale di molo di sopraflutto. L’intervento permetterebbe, infatti, di ottenere un nuovo bacino d’evoluzione oltre a 2 ulteriori accosti di 275 m orientati a nord ovest, limitando l’azione dei venti dominanti. Per limitare l’attraversamento urbano dei veicoli in imbarco e sbarco si prevede la realizzazione di una strada a due corsie, interna al porto. Per quanto riguarda i lavori di dragaggio dei fondali si prevede che (ultimazione nel periodo estivo del 2006) il bacino di ponente verrà portato a – 10 m di profondità mentre per le restanti parti sarà possibile raggiungere, in questa fase, quota –7, -8 m. Per quanto riguarda il porto industriale si segnalano i seguenti interventi:
  • Dragaggio banchina ASI porto industriale: i lavori sono stati aggiudicati ma non ancora avviati in quanto la zona industriale di Porto Torres è stata dichiarata sito di bonifica ambientale. Per questo motivo il lavoro deve essere monitorato dal Ministero dell’Ambiente con studi d’indagine approfondita sulla natura dei materiali di dragaggio.
  • Realizzazione del Terminal Portuale, prevista nella banchina del porto Industriale: i lavori sono bloccati per i motivi precedenti (natura dell’area industriale di sito di bonifica ambientale).

In conclusione è possibile affermare come nello scalo di Porto Torres sia in atto una profonda trasformazione infrastrutturale, che, nel medio-lungo periodo, ne modificheranno completamente l’assetto: ciò dimostra che attualmente il porto è inadeguato sia in termini di offerta che di funzionalità. Anche nel caso di Porto Torres gli interventi previsti vertono, per la quasi totalità, nel potenziamento del sistema infrastrutturale tralasciando importanti aspetti riguardanti la pianificazione dell’offerta in termini di rete, gestione e qualità del servizio.


Porto Torres nel Piano Regionale Trasporti
Per quanto concerne lo scalo di Porto Torres l’andamento del traffico passeggeri nel periodo 1986-2006 (v. figura 12) è sostanzialmente costante, con oscillazioni non superiori al 25-27%. In dettaglio si nota una crescita del periodo 1993-97 che coincide con l’ingresso, nella tratta Genova-Porto Torres, dell’operatore “Grandi Navi Veloci” di Grimaldi, che con natanti allora di nuova concezione, caratterizzati da elevati livelli di comfort ed alte velocità di navigazione, ha richiamato nuova domanda di viaggio sul collegamento con Genova. Il porto di Porto Torres è, attualmente in fase di grande trasformazione, attraverso una serie di interventi descritti nei precedenti capitoli. Indipendentemente però dagli interventi di potenziamento, che riguardano prevalentemente il porto commerciale, l’aspetto intorno al quale si “giocherà” lo sviluppo futuro dello scalo riguarda il ruolo e le funzioni che dovranno essere riassegnate al Porto Industriale e alle aree retrostanti.
Infatti, la presenza di un ampio porto industriale, localizzato all’interno di un’area in crisi produttiva (che pertanto non utilizza tale porto per i propri traffici), rafforza l’ipotesi che tale infrastruttura, con un’elevata disponibilità di spazi, possa essere messa al servizio del traffico commerciale, in virtù della favorevole posizione geografica di Porto Torres sul versante nord occidentale della Sardegna. Lo scalo industriale ben si presta per i suoi ampi spazi retroportuali, ad essere utilizzato specificatamente per la movimentazione delle merci, anche se, nell’ipotesi di un potenziamento dei collegamenti di linea passeggeri verso altri porti frontalieri, una quota del traffico passeggeri potrebbe ulteriormente essere dirottata (come peraltro già avviene) sull’attuale porto industriale (ovviamente qualora questo fosse
appositamente attrezzato). Lo scalo (inteso come polo integrato commerciale-industriale) potrebbe infatti servire ad ospitare collegamenti con i porti del nord Italia e del centro nord (ad esempio Livorno), riequilibrando i flussi destinati a Olbia, che per le ragioni sopra dette, già opera, nel periodo estivo, in regimi vicini alla congestione. Grandi potenzialità di espansione, inoltre, possono essere individuate per collegamenti veloci con il versante francese (verso porti come Tolone e Nizza, in aggiunta al già esistente collegamento con Marsiglia) e soprattutto con quello spagnolo (verso porti come Valencia e Barcellona), aprendo così la Sardegna a nuovi
mercati. È bene evidenziare come il ruolo del porto industriale, e del suo sviluppo come scalo merci, debba necessariamente essere collocato in un ottica regionale e nazionale di assetto del sistema di scambio delle merci, attraverso un’analisi complessiva delle funzioni da assegnare ad ogni scalo regionale: per questo, nel presente documento, possono essere fornite solo indicazioni di indirizzo, da confermare attraverso un’analoga analisi sul trasporto merci. Il Piano Regionale dei Trasporti definisce l’assetto spaziale e funzionale del sistema portuale sardo, che si articola in 7 poli portuali che coprono omogeneamente il territorio isolano. Nello specifico, il polo di Porto Torres, con funzioni di:
  • principale scalo dell’isola per i collegamenti ro-ro misti con il porto di Genova da localizzare nel porto commerciale;
  • principale scalo dell’isola per i collegamenti ro-ro misti internazionali con la Francia e in prospettiva futura con la Spagna (porto di Barcellona) da localizzare sempre nel porto commerciale;
  • porto crocieristico con sole funzioni di transito.
  • porto di appoggio a quelli dell’arco costiero ligure che presentano situazioni di saturazione degli spazi e che a Porto Torres invece troverebbero la disponibilità delle aree industriali ormai dimesse o a rischio di dismissione
  • scalo al servizio delle aree industriali contigue da localizzarsi nel porto industriale nel breve periodo;

Assetto dei collegamenti da Porto Torres
Per quanto riguarda i collegamenti dal porto di Porto Torres gli obiettivi e le linee strategiche delineate dal PRT mirano al rafforzamento delle attuali funzioni espresse dallo scalo. Queste riguardano da un lato il collegamento marittimo con Genova e, dall’altro, i collegamenti marittimi internazionali. Per quanto riguarda il primo punto il mercato sembra già dare delle risposte concrete in quanto è previsto a partire dal 2007 l’incremento dei servizi estivi grazie all’inserimento sulla linea della compagnia Moby Lines che così diventa il terzo operatore ad inserirsi sulla linea. Per quanto riguarda i collegamenti internazionali l’obiettivo è quello di rafforzare il ruolo di scalo principale della regione per i collegamenti ro-ro internazionali (se si esclude quello con la Corsica da S.ta Teresa di Gallura) estendendo la rete dei collegamenti estivi al mercato turistico Spagnolo. Occorre, cioè sviluppare tutte le azioni politiche e commerciali che creino le condizioni favorevoli che attraggano i vettori marittimi italiani che già effettuano collegamenti annuali tra la Penisola e la Spagna. In particolare il collegamento marittimo più favorevole per una toccata intermedia nello scalo di Porto Torres è quello tra Civitavecchia e Barcellona la cui rotta naturale attraversa le Bocche di Bonifacio. La possibilità di attivare questo tipo di collegamento, almeno nel periodo estivo, consentirebbe in realtà di avere 2 nuove linee, una per Barcellona e una per Civitavecchia.

Il raggiungimento di questi obiettivi è strettamente legato all’inserimento del porto all’interno delle competenze dell’Autorità Portuale di Olbia-G.fo Aranci che può garantire allo scalo un supporto politico-gestionale-amministrativo in grado di intraprendere e supportare iniziative come quelle appena delineate.

Per quanto riguarda Porto Torres, la trasformazione radicale dello scalo proseguirà anche nel breve medio periodo, considerando che verranno attuati i seguenti interventi:

  • - realizzazione di nuovo molo di levante con funzioni di soprafflutto, ampliamento specchi acquei e realizzazione di due nuovi accosti;
  • - realizzazione di viabilità adeguata a smaltire il flusso di veicoli in sbarco e imbarco, in connessione con la rete stradale statale;

Per quanto riguarda il porto industriale si segnalano i seguenti interventi:
  • - dragaggio banchina ASI porto industriale (il lavoro deve essere monitorato dal Ministero dell’Ambiente con studi d’indagine approfondita sulla natura dei materiali di dragaggio);
  • - realizzazione del Terminal Portuale, prevista nella banchina del porto Industriale(i lavori sono bloccati per natura dell’area industriale di sito di bonifica ambientale).

Il Porto Industriale di Porto Torres è dotato di ampi spazi a terra e di raccordo ferroviario in banchina; per esso è previsto nell’APQ 2004 il collegamento ferroviario al Centro intermodale merci. Il finanziamento previsto è di 8M€ di cui 4,65 già disponibili (Legge Obiettivo) e 3,35 da reperire a valere sulla L. 433/2001.
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Porto Torres. Una proposta di economia alternativa
Pool di architetti per trasformare il porto commerciale del Nord ovest
Nel libro dei sogni hanno inserito le proposte per trasformare il porto commerciale in uno dei più grandi scali turistici del Mediterraneo.
Un pool di architetti ha provato a disegnare un'economia alternativa alla monocoltura chimica, fatta di pontili, yacht, cinema multisala, scuole di vela, megalocali e ristoranti. Tutto ruota attorno all'accesso dal mare. È una specie di piano di rinascita per Porto Torres, che ora dovrà essere studiato dalla politica. «Porterà centinaia di posti di lavoro e non costerà nulla alle casse pubbliche - promette Giacomo Sanna, consigliere regionale del Psd'Az e sponsor dell'iniziativa imprenditoriale - perché i finanziamenti saranno tutti privati». Cioè un prestito di lungo termine, emesso dalle banche, per comporre il porto come un mosaico, pezzo per pezzo. C'erano diversi operatori del porto, il sindaco Luciano Mura, alcuni futuri candidati consiglieri. Una platea critica soprattutto verso uno degli aspetti del progetto: il trasferimento delle navi di linea al porto industriale per realizzare uno specchio d'acqua in città ad uso e consumo dei diportisti. Una retromarcia difficile da attuare, perché nello scalo davanti alle ciminiere ci sono già grossi problemi di sicurezza per il ridotto spazio di manovra tra le banchine e il pontile liquidi in cui scorrono idrocarburi e altre sostanze infiammabili. Forse solo immaginando un futuro senza petrolchimico si potrebbe pensare a un trasloco definitivo dei supertraghetti. Il piano battezza il porto con il nome di "Marina di Turris Libisonis": un migliaio di posti barca tra i bracci di ponente e levante, un'area a ovest riservata ai servizi e alla passeggiata, un terminal crociere nel molo di Ponente 3 oggi inutilizzato, ma che dovrebbe almeno essere raddoppiato per poter ospitare gli enormi hotel galleggianti. Lo specchio d'acqua davanti alla Torre Aragonese si trasformerebbe in uno yacht club con annessa struttura di servizio. Poi, dove un tempo c'era la spiaggia della Marinella, dovrebbero comparire un centro velico e un cinema multisala. (s. s.) L'Unione Sarda - Lunedì 01 marzo 2010


(oh, mai che una volta tutti 'sti geni plurilaureati siano capaci di condividere e pubblicare un progetto in rete... così, per conoscere, criticare, nell'interesse loro e della comunità... nudda)
mmm interessante! speriamo non succeda come quaggiù da noi dove ormai paradossalmente è diventato impossibile parlare di iniziative imprenditoriali, finanziamenti privati, perchè subito subentra diffidenza (e invidia dico io).


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Mhhh una locandina acquisita... mhhh insomma giusto ci facciamo vedere, poi se ne volete sapere un'unghia di più venite a fare numero alla nostra iniziativa politica.. mhhh uffa, ma non potevi smentirmi? :lol:
fregatene tanto l'incontro è già avvenuto. :lol: cmq chiaro.. mica questi architetti hanno lavorato per la gloria. Tutta roba mossa dalla politica in vista delle vicine elezioni. Tra l'altro credo che questa iniziativa si colleghi col progetto di legge sui porti turistici presentato dai riformatori che si discuterà queste settimane in consiglio.. Boh, vediamo che ne viene fuori..
Mhhh una locandina acquisita... mhhh insomma giusto ci facciamo vedere, poi se ne volete sapere un'unghia di più venite a fare numero alla nostra iniziativa politica.. :lol: mhhh uffa, ma non potevi smentirmi?
a mio avviso, l'area è troppo vicina a quella industriale per avere successo che è brutta a vedersi ed inquinatissima, voglio vedere quanti e quali privati andrebbero ad investire lì.
sarà pure vicino ad un polo industriale ma comunque porto torres è una località frequentata da migliaia di turisti ogni estate, inoltre ha delle coste e delle spiagge che non hanno nulla da invidiare ad altre zone della sardegna, per non parlare della sua localizzazione strategica a pochissima distanza da località come castelsardo, stintino e alghero.
anche Chia si trova ha pochissima distanza dalla raffineria di Sarroch, resta comunque una delle località turistiche più famose dell' isola, inoltre, fortunatamente, l' industria petrolchimica un giorno finirà, i soldi per la bonifica dell' area industriale sono stati già stanziati, è ora che si pensi ad una riconversione economica della zona, è da 30 anni che l' industria è in crisi a porto torres.

porto torres è anche questo:






a mio avviso, l'area è troppo vicina a quella industriale per avere successo che è brutta a vedersi ed inquinatissima, voglio vedere quanti e quali privati andrebbero ad investire lì.
Nuove da La Nuova

Pinuccio Saba said:
La Regione ha messo a disposizione i fondi per realizzare il polo merci
Tre milioni per il dente d’attracco La ferrovia arriverà fino al molo Asi
La Soprintendenza cederà al Comune due immobili dove realizzare un punto di ristoro per i passeggeri


PORTO TORRES. Quel terminale merci marittimo-ferroviario sta a cuore davvero a tutti se in pochissimo tempo la Regione ha messo a disposizione dell’Autorità portuale le risorse per realizzare il dente d’attracco.
Avantieri, infatti, la Regione Sardegna ha accreditato all’Autorità Portuale del nord Sardegna i tre milioni necessari per la costruzione di un tratto di ferrovia che, dall’ingresso del porto industriale, arriverà fino alla terza banchina del molo ex Asi, dove verrà realizzato l’attracco speciale che consentità l’imbarco dei vagoni direttamente fin dentro la pancia della nave che collegherà Porto Torres con Savona.
Il presidente dell’Authority Paolo Piro ha già convocato per mercoledì prossimo una riunione del Comitato portuale, nel corso del quale si dovrà decidere a chi sarà assegnata la gestione tecnica del progetto, appalti e quant’altro. L’amministrazione comunale già svolge un ruolo di raccordo e coordinamneto fra i diversi enti interessati (dalla Soprintendenza al Consorzio industriale provinciale, dall’autorità marittima alle ferrovie dello stato, al Sit e alla stessa Authority) e non è escluso che sarà proprio il comune di Porto Torres a dover seguire l’intero progetto.
Oltre al ripristino della vecchia strada ferrata che dalla stazione di via Stintino arriva fin dentro lo stabilimento petrolchimico (costruita del 1985 ma mai utilizzata), dovranno essere installati i sistemi di sicurezza nei due passaggi a livello senza barriere mentre dovrà essere costruito il raccordo, lungo circa un chilometro e mezzo, che dall’ingresso del porto arriverà fino al molo Asi.
Con questo raccordo ferroviario-marittimo, la Regione intende creare un polo merci che colleghi la Sardegna con l’Italia settentrionale e l’Europa centro-meridionale. E, più pragmaticamente, consentire un trasporto sicuro e a costi ragionevoli dei vagoni in costruzione alla Keller di Villacidro, vagoni destinati alle ferrovie iraniane.
Ma quello di Porto Torres è anche un porto passeggeri che, finora, patisce la totale mancanza di servizi a favore degli utenti. In considerazione della distanza fra la stazione marittima e le banchine di ponente, il comune ha raggiunto un accordo con la Soprintendenza che cederà all’amministrazione municipale i due immobili al momento adibiti a deposito.
Qui potrebbero essere ospitati quegli esercizi commerciali che stanno agonizzando al porto industriale e nel contempo offrire ai passeggeri in arrivo e in partenza un minimo di ristoro, assistenza e protezione dalle intemperie invernali o dal solleone estivo. Il comune ha già messo a disposizione della Soprintendenza archeologica uno spazio adeguato alla custodia delle migliaia di reperti provenienti dagli scavi dell’antica Colonia Julia Turris Libisonis.
La Nuova Sardegna, Giovedì 1 luglio 2010

La Regione ha scelto lo scalo industriale e stanziato tre milioni di euro per le infrastrutture

A Porto Torres il terminal ferroviario della Sardegna

L’assessore Lorettu: «Dovrà essere operativo dalla primavera del 2011»

SASSARI. Il porto industriale di Porto Torres diventa il terminale ferroviario marittimo sardo, mentre quello di Savona viene identificato come lo scalo di destinazione per la penisola. La decisione è stata ufficializzata ieri dall’assessore regionale ai Trasporti, Liliana Lorettu, a conclusione di una riunione tecnica alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’Autorità portuale, della società RaiOne e di quella marittima Spedizioni. La scelta non è casuale: gli studi di settore hanno sempre confermato le potenzialità del porto turritano, volano di sviluppo del nord Sardegna.


La Regione ha scelto Porto Torres

Lo scalo industriale diventa terminal ferroviario marittimo della Sardegna

SASSARI. Il porto industriale di Porto Torres diventa il terminale ferroviario marittimo sardo, mentre quello di Savona viene identificato come lo scalo di destinazione per la penisola. La decisione è stata ufficializzata ieri dall’assessore regionale ai Trasporti, Liliana Lorettu, a conclusione di una riunione tecnica alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’Autorità portuale del nord Sardegna, della società RaiOne e di quella marittima Spedizioni.
L’incontro era stato convocato per affrontare i problemi del trasporto merci su rotaia e per verificare la fattibilità della mobilità all’interno della Sardegna e poi dall’Isola verso il continente e il nord Europa. La scelta dello scalo marittimo di Porto Torres non è casuale: l’idea viaggia ormai da parecchi anni e la filosofia del Piano regionale dei trasporti è fin troppo chiara. Anche perchè gli studi di settore hanno ampiamente confermato le potenzialità del porto turritano che - non a caso - è stato indicato come volano per lo sviluppo del territorio del nord Sardegna, nell’attuazione di una rete di collegamenti che vede in primo piano anche l’aeroporto di Alghero.
Il fronte Porto Torres-Savona - per quanto riguarda il trasporto merci su rotaia da porto a porto - si basa su elementi concreti. Lo scalo ligure dispone già di un invaso ferroviario attrezzato e di tutte le infrastrutture tecniche. Per quanto concerne il porto del nord Sardegna, la Regione ha provveduto a affidare gli incarichi di progettazione e gli appalti, grazie a un finanziamento di 3milioni di euro messi a disposizione dalla giunta.
«Si prevede la disponibilità delle opere infrastrutturali - ha detto l’assessore Liliana Lorettu - per la primavera del prossimo anno».
Il tavolo tecnico è stato aggiornato alla prossima settimana per una serie di approfondimenti e per la valutazione dettagliata della sostenibilità economica. «L’obiettivo della Regione - ha concluso l’assessore regionale ai Trasporti - è quello di attivare il trasporto merci su ferro a partire già dalla primavera del 2011».
Per lo scalo marittimo di Porto Torres, che ha dovuto sopportare lunghi anni di sofferenza a causa di lavori senza fine e di incompiute che ne hanno condizionato la piena potenzialità, si tratta di una opportunità straordinaria. Ora occorrerà fare in modo che gli impegni ufficializzati dall’assessore Lorettu, e anche i tempi di attuazione, siano rispettati.
Il Piano regionale trasporti assegna al porto di Porto Torres funzioni rilevanti: scalo merci e container integrato con quelli dell’arco costiero ligure e del centronord della Spagna, che soffrono di fenomeni di saturazione degli spazi: scalo merci attrezzato, in particolare per il trasferimento modale gomma-ferro e per il traghettamento di carri. Le proposte sono importanti: principale porto dell’isola per i collegamenti Ro-ro misti nazionali con lo scalo di Genova e, in prospettiva, futura con Civitavecchia. Già attivi i collegamenti misti internazionali con la Francia (e si guarda anche alla Spagna). La fase decisiva è cominciata.
Dalla Nuova di oggi

La Nuova Sardegna said:
Bocciato il terminal ferroviario
Gli operatori del porto chiedono una modifica del progetto

PORTO TORRES. Quel terminal ferroviario, così come ipotizzato, non va bene. Gli operatori del porto bocciano il progetto dell’Autorità portuale e indicano le soluzioni alternative.
La ragione è molto semplice: i binari attraverserebbero quasi per intero la banchina dell’Asi fino al molo numero tre, quello destinato a ospitare il nuovo dente d’attracco, togliendo così spazi vitali alla movimentazione delle merci “rinfuse” ma anche all’area di sosta di camion e rimorchi.
Il problema è stato evidenziato nel corso dell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi fra gli operatori del porto e la commissione comunale alla Portualità. I binari, è stato sottolineato, andrebbero a tagliare ulteriormente gli spazi riservati alla movimentazione delle rinfuse. Spazio già limitato, hanno aggiunto, da alcune concessioni che potevano essere spostate di qualche decina di metri così da non incidere sull’area riservata alle operazioni di carico e scarico.
Non solo. Per la realizzazione del dente di attracco che consentirà l’accesso dei vagoni alle stive della nave che collegherà Porto Torres con Savona, sarà necessario realizzare uno scasso in banchina profondo trenta centimetri e questa modifica, di fatto, impedirà l’attracco delle navi delle altre compagnie di navigazione che, in caso di maltempo, vengono dirottate sul porto industriale.
Proprio per questo motivo (banchina troppo bassa) le navi della Grimaldi, che assicurano il collegamento con Civitavecchia e Barcellona, non possono ormeggiare agli Alti Fondali.
Ma gli operatori del porto non si limitano a bocciare il progetto e propongono una soluzione alternativa che questa settimana sarà presentata ai progettisti che stanno predisponendo il piano regolatore generale del porto. Si tratta di rispolverare un vecchio progetto del Consorzio industriale (che aveva trovato anche i finanziamenti) che prevede il banchinamento della scogliera frangiflutti del molo Asi e della scogliera che arriva fino alla fice del Rio Mannu, e la realizzazione di una nuova banchina parallela a quella già esistente. Un progetto suggestivo che, inoltre, non dimentica le attività legate alla nautica da diporto e non, ma che richiede ingenti investimenti (almeno una ventina di milioni di euro) e tempi lunghi.
Particolari che si scontrano con l’intenzione della Regione di procedere rapidamente alla costrzione del raccordo marittimo-ferrioviario finalizzato, tra l’altro, al trasporto delle carrozze ferroviarie in fase di costruzione dalla Keller di Villacidro.
«Nulla da eccepire sulle ragioni, anche politico-elettorali che spingono la Regione a fare in fretta - chiariscono gli operatori del porto - ma ci sembra un controsenso realizzare una struttura portuale che indubbiamente porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro, ma a discapito di quelle aziende che invece già operano da decenni e con numerosi dipendenti». PINUCCIO SABA
TRASPORTI: REGIONE, SOSTEGNO A GRIMALDI PER TRATTA BARCELLONA

(AGI) - Cagliari, 30 set. - La Regione offrira’ “massimo sostegno” alla Grimaldi Lines, che garantisce la linea Civitavecchia-Porto Torres-Barcellona, soprattutto nel periodo invernale, quandoi si registra un fisiologico calo di presenze e una conseguente difficolta’ di gestione economica della tratta. L’hanno assicurato stamane a Villa Devoto, il presidente della Giunta Ugo Cappellacci e gli assessori dei Trasporti e del Turismo, Liliana Lorettu e Sebastiano Sannitu, in un incontro con i vertici della compagnia per scongiurare la possibile soppressione della linea.
Il collegamento navale e’ ritenuto importante e strategico dalla Regione, dato l’incremento generale dei flussi dal mercato spagnolo e visti i numeri degli arrivi con Grimaldi: piu’ di 80 mila nel periodo estivo e piu’ di 50 mila nel resto dell’anno. Sannitu ha dunque dato immediata disponibilita’ a portare avanti un’operazione di co-marketing con la Grimaldi - Lines per promuovere la destinazione turistica isolana. (AGI) Red-Rob
:bash:

Porto Torres, arriva la nave dei veleni respinta dai porti del Mediterraneo

Porto Torres aspetta la nave dei veleni. È questione di giorni, forse di ore, ma l'arrivo di un vascello che scaricherà tonnellate di fok, un residuo ottenuto dalla lavorazione dell'acetilene, sembra cosa certa. Il fok è un olio dal quale non si può ottenere nulla. Uno scarto, un rifiuto, l'ennesimo che verrebbe versato nei container che stanno ai piedi di quel mostro che è il Petrolchimico di Porto Torres.
Quella grossa condotta lunga più di un chilometro costruita in fretta per consentire al cargo di smaltire il proprio carico, tra la gente del posto ha dato nell'occhio. Le squadre di operai al lavoro anche nei fine settimana non sono passate inosservate. Sabato e domenica, si è lavorato alacremente come quando si ha una scadenza alle porte. E la notizia di una nuova nave dei veleni che da tre mesi attraversa il Mediterraneo in cerca di qualcuno che si prenda il suo scarto, è girata in fretta. Tutti dicono che la nave, dopo una lunga ricerca, abbia trovato il suo porto sicuro: il deposito del Petrolchimico. Da quel momento il vascello ha ormeggiato nella costa siciliana, in attesa che gli operai terminassero la costruzione di quel condotto che consentirà di eseguire le manovre in maniera più comoda. Sembrerebbe uno scarico di routine, ma la gente dell'area industriale di Porto Torres, delle operazioni di routine non si fida troppo e vuole saperne di più. In una mattina di sole d'ottobre, intorno a una darsena, la gente parla, ma con cautela. Le frasi si interrompono ed è vietato fare nomi: i padroni del Petrolchimico qui fanno ancora paura.

AREA OFF LIMITS Quest'area da ieri mattina è off limits: le autorità dicono che è in corso un disastro ambientale. Le persone qui non devono starci, non possono vivere, né lavorare. Perché respirare quest'aria fetida, dove l'odore di benzene resta addosso, ora non si può più. Da ventiquattr'ore, questo quadrato di cemento che circonda il molo è diventato pericoloso. Gli imprenditori che negli ultimi trent'anni hanno aperto le proprie attività e quello stabilimento chimico lo hanno visto nascere sotto i loro occhi, ora devono andare via. Chiudere bottega e trasferirsi altrove, ma nessuno ha detto loro dove. Cantieri navali, officine, depositi di rimessaggio, da due giorni sono fuori legge.

ARIA IRRESPIRABILE Eppure questo tanfo di benzina che sale su da quella pozza d'acqua che acqua non è, loro lo sentono da anni. Il liquido nero verdastro che sta al posto del mare fluttua sul cemento e lascia un residuo scuro. L'aria è acida e la puzza di quello che ora è ufficialmente veleno, toglie il respiro, si incolla alla pelle. Ma chi lavora qui, ormai non lo sente più. Si sono abituati a tutto.

SOGNO SVANITO Negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con il sogno svanito del polo industriale, con i danni che quella produzione ha provocato alle loro terre e alla loro salute. Hanno riposto tutta la loro fiducia nei tecnici che periodicamente eseguivano il monitoraggio dell'ambiente in cui vivevano e lavoravano. Ora che quel disastro ambientale lo vedono tutti, loro pretendono delle risposte. Alla notizia di una nuova nave che potrebbe portare nelle loro case altro veleno, vogliono saperne di più.

MARIELLA CAREDDU

Giovedì 07 ottobre 2010 07.46
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/198684
Sono felice che si mettano in campo delle alternative alle bocche, attendo i dettagli per giudicare meglio (un "metrò" da Santa Teresa a Stintino? mezzi veloci fra Porto Torres e Ajaccio?)

Alguer.it said:
Il progetto “In.Port.o” sarà presentato martedì 14 dicembre nella sala Filippo Canu. Prevede lo studio di fattibilità di un sistema di trasporto marittimo veloce che colleghi il nord Sardegna e la Corsica

Metrò del mare tra Sardegna e Corsica

PORTO TORRES - Sarà presentato ufficialmente all’opinione pubblica, martedì 14 dicembre, alle ore 9, nella sala Filippo Canu, il progetto “In.port.o”, che prevede la realizzazione di un corridoio marittimo tra il Nord Ovest della Sardegna e il sud ovest della Corsica. Il piano è finanziato dall’Unione Europea e il Comune di Porto Torres è capofila e organizzatore del convegno. “In.port.o” è stato sovvenzionato in seguito all’intervento della Provincia di Sassari presso il partenariato di cooperazione costituito da tre regioni italiane (Sardegna, Liguria e Toscana) e dalla Corsica. Il progetto è stato preparato dall’agenzia Demos.

L’inizio dei lavori è previsto per le 9,30 con i saluti del sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa, del sindaco di Propriano e presidente de l’Office des Transports de la Corse, Paul Marie Bartoli e del presidente della Provincia, Alessandra Giudici. Successivamente verrà dato spazio alla relazione tecnica del Comune, capofila del piano, con l’intervento del responsabile di progetto, Claudio Vinci. Seguirà la relazione del membro dell’Office des Transports de La Corse, Claude Ricci, del responsabile dell’agenzia di sviluppo in house Demos, Pietro Esposito, del dirigente del settore Pianificazione e Programmazione dell’amministrazione provinciale di Sassari, Salvatore Masia e dell’esperto di Europrogettazione dell’assessorato regionale ai Trasporti, Marco Celi.

«L’amministrazione comunale – afferma il sindaco Beniamino Scarpa - assegna grande importanza, oltre che al potenziamento del collegamento con la Corsica, all’azione denominata “metrò del mare” che prevede lo studio di fattibilità e la successiva sperimentazione di un sistema di trasporto marittimo veloce che colleghi Porto Torres alle altre località turistiche del Golfo dell’Asinara e al Parco con un percorso circolare. L’obiettivo – conclude il sindaco – è realizzare un collegamento che unisca Porto Torres, Stintino, Cala Reale, Cala d’Oliva, Castelsardo, Sorso e ancora Porto Torres, possibilmente con imbarcazioni che percorrano le tratte simultaneamente nei due sensi, con un collegamento diretto tra Porto Torres e l’isola dell’Asinara».
Evviva :) un pugno negli occhi in meno

(guardate il video)

Porto Torres, abbattuta una ciminiera di 130 metri, simbolo degli sprechi
È crollata al suolo dopo che per 40 anni è stata uno dei simboli degli sprechi del polo petrolchimico di Porto Torres (Sassari). La prima ciminiera della Centrale elettrica n. 3, costata decine di miliardi di lire, ma mai entrata in funzione, è stata abbattuta. Per la demolizione della ciminiera, alta 130 metri, non è stato utilizzato l’esplosivo per motivi di sicurezza poichè la Centrale 3 è comunque non troppo distante dagli impianti e dai depositi. La procedura usata ricorda la tecnica utilizzata per l’abbattimento degli alberi. Con una serie di interventi è stara indebolita la base della ciminiera che si è abbattuta su un fianco. Quelle ciminiere che si stagliano contro il cielo sono quasi il simbolo della storia del petrolchimico. Quella centrale, la «Cte3», non è mai entrata in funzione, addirittura non è mai stata completata anche se è costata decine di miliardi. Ora quella centrale elettrica sta per essere smantellata, quasi a sottolineare il fallimento di una politica industriale (video Ivan Nuvoli). La Nuova Sardegna
Da La Nuova Sardegna di oggi

Abbattuta la terza centrale elettrica
Porto Torres, era stata costruita ai tempi della Sir di Nino Rovelli
Realizzati nel 1979 gli impianti non sono mai stati utilizzati

PORTO TORRES. Alle 13,04 la ciminiera alta 130 metri ha cominciato a vacillare. Poi, come un gigante ferito, si è piegata lentamente su un lato in direzione del mare, si è spezzata in tre parti ed è precipitata al suolo. Uno spettacolo durato pochi secondi, al quale ha assistito una piccola folla di curiosi che fin da mezzogiorno si era radunata sulla strada Porto Torres-Stintino, a meno di due chilometri dalla centrale «Cte 3» del petrolchimico, costruita nel 1979 dalla Sir di Nino Rovelli con i soldi della Cassa per il Mezzogiorno ma mai entrata in funzione.
Il crollo della ciminiera ha sollevato una nuvola di polvere rossastra che il vento ha subito spazzato via. È così iniziata la fase conclusiva della demolizione della terza centrale termoelettrica costruita all’interno dello stabilimento petrolchimico. Demolizione per la quale non è stato utilizzato l’esplosivo a causa della relativa vicinanza degli impianti per la lavorazione di prodotti chimici. Come ieri avevano anticipato i tecnici della Sindyal, la ciminiera è stata indebolita alla base con alcuni macchinari così da far inclinare la torre con la sola forza della gravità. Nei giorni scorsi, inoltre, sia la ciminiera sia il “letto” di terra che doveva accoglierla, sono stati abbondantemente irrorati d’acqua e anche per questa ragione la nuvola di polvere era meno imponente del solito e si è diradata in pochi minuti. Per quella centrale mai entrata in funzione erano stati spesi 30 miliardi di lire, costruzione che la Sir aveva completato nel 1979. La centrale era già stata collegata agli impianti (oltre all’energia elettrica avrebbe dovuto produrre vapore), ed erano state installate le caldaie. Poi, all’improvviso, arrivò la prima grande crisi della chimica. Le turbine, scaricate e pronte a essere installate, vennero rapidamente rispedite al mittente e le caldaie riempite d’acqua per evitare che venissero corrose. La centrale avrebbe dovuto soddisfare le esigenze energetiche dovute al raddoppio del petrolchimico. Questo secondo i progetti della Sir di Rovelli. Un investimento necessario, si pensava allora, che avrebbe prodotto 180 megawatt di energia per alimentare le linee di produzione, gli impianti dell’aria compressa. Un investimento di una trentina di miliardi (dell’epoca) per una termocentrale alimentata a olio combustibile. Poi, all’inizio degli anni ’80, la grande crisi. Si sperò nell’arrivo dell’Eni-Anic, che fra il 1981 e il 1982 aveva rilevato l’impero portotorrese di Nino Rovelli, ma il passaggio alla gestione pubblica non portò quei benefici sperati. E così da un impianto che occupava quasi cinquemila persone, si è arrivati a poco più di mille. Tutti i progetti degli anni ’70 si erano sciolti come neve al sole e anche quelle strutture, quasi completate, finirono nel dimenticatoio. In questi anni lo stesso petrolchimico è stato ridimensionato e alcune linee di produzione sono state smantellate. Ora è la volta della centrale elettrica, la Cte3, poco più giovane della Cte2 ancora in funzione ma anch’essa destinata alla chiusura visto che da anni marcia in deroga alla normativa comunitaria in materia ambientale. Verranno smantellati l’impianto di desalinizzazione, il corpo centrale, i bruciatori, i chilometri di condotte. Dovrà essere bonificata anche l’area e saranno demolite le strutture di servizio adiacenti l’impianto.
(ah, se non si fosse messa in mezzo la Francia.. :D )

Sassari Notizie said:
Più traghetti per Corsica e Francia. Dal 7 maggio tre corse settimanali
Nel 2010 la mini crociera ha contato 12mila passeggeri


PORTO TORRES. Dal 7 maggio cresceranno le opportunità di sbarco nelle coste corse e francesi: la compagnia La Meridionale incrementerà da due a tre le tratte settimanali da Porto Torres per Propriano e Marsiglia. Le navi dirette verso i litorali transalpini partiranno il martedì, il giovedì e il sabato. «È una decisione importante, che conferma la validità delle relazioni instaurate con le autorità governative della Corsica. L’incremento delle tratte veicolerà più turisti e potenzierà gli scambi commerciali», commenta il sindaco Beniamino Scarpa.

Da due a tre corse settimanali. A darne notizia è stato il primo cittadino di Propriano, Paul Marie Bartoli, durante il convegno “In.port.o” che si è svolto stamane in città: «Si passerà da due a tre corse settimanali e di questa decisione della compagnia ci auguriamo possano beneficiarne entrambe le isole».

In arrivo una nuova nave. Per la linea sono previste altre novità: «In questo momento è coperta dal traghetto Scandola e lo sarà fino a giugno, quando ci sarà la sostituzione con la motonave Kalliste – afferma il direttore de “La Meridionale per Corsica e Sardegna, Victor Castellani – capace di trasportare 550 passeggeri, 300 in più di quella attuale. Inoltre aumenteranno le possibilità di carico delle merci, visto che è maggiore anche la capienza del garage». Il nuovo calendario delle corse entrerà in vigore il 7 maggio. «La fase di sperimentazione terminerà l’1 ottobre e se i risultati saranno positivi proseguiremo così per tutto l’anno. Nel 2010 – prosegue Castellani – abbiamo avuto un buon numero di passeggeri, circa 12mila, e nel 2011 contiamo di arrivare a quota 18mila». «La decisione della compagnia francese ci soddisfa e ci auguriamo che all’incremento delle corse corrisponda un incremento dei visitatori. Auspichiamo anche – conclude il sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa – che le nostre imprese sfruttino le potenzialità offerte da questa iniziativa».

Prenotazioni on line. Le nuove corse sono già prenotabili on line. Per arrivare a Marsiglia da Porto Torres, si possono spendere dai 75 ai 200 euro (solo andata), a seconda che si scelga la sistemazione in poltrona o in cabina.
La Nuova Sardegna said:
Corsica, crescono i collegamenti
Tre corse settimanali dal porto turritano per Propriano e Marsiglia
Una opportunità di crescita per entrambe le isole


PORTO TORRES. Dal prossimo 7 maggio la compagnia di navigazione corsa “La Meridionale” incrementerà da due a tre le corse settimanali che collegano Porto Torres con Propriano e Marsiglia. La tratta era stata inaugurata sei anni fa e nel corso del 2010 ha trasportato oltre 12 mila passeggeri. Il nuovo calendario prevede che le navi partiranno da Porto Torres il martedì, il giovedì e il sabato. A darne notizia è stato il sindaco di Propriano, Paul Marie Bartoli, durante il convegno “In.port.o” che si è tenuto ieri mattina nella sala Filippo Canu.
«Si passerà da due a tre corse settimanali - ha chiarito il sindaco Bartoli - e di questa decisione della compagnia ci auguriamo possano beneficiarne entrambe le isole». «In questo momento è coperta dal traghetto Scandola e lo sarà fino a giugno, quando ci sarà la sostituzione con la motonave Kalliste - ha spiegato il direttore de “La Meridionale” Victor Castellani - capace di trasportare 550 passeggeri, 300 in più di quella attuale. Inoltre aumenteranno le possibilità di carico delle merci, visto che è maggiore anche la capienza del garage». «La fase di sperimentazione terminerà il primo ottobre e se i risultati saranno positivi proseguiremo così per tutto l’anno. Nel 2010 - ha aggiunto Castellani - abbiamo avuto un buon numero di passeggeri, circa 12 mila, e nel 2011 contiamo di arrivare a quota 18 mila». «Una decisione importante, che conferma la validità delle relazioni instaurate con le autorità governative della Corsica - ha commentato il sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa -. L’incremento delle tratte veicolerà più turisti e potenzierà gli scambi commerciali. Auspichiamo - ha concluso - che le nostre imprese sfruttino le potenzialità offerte da questa iniziativa».
Una notizia che ha “arricchito” il programma del convegno aperto dalla relazione del responsabile di progetto del comune di Porto Torres, Claudio Vinci, che ha elencato i punti cardine di “In port.o”. «Saranno elaborati studi di fattibilità su trasporti marittimi e costieri e trasporti integrati marittimi e aerei; si lavorerà per rafforzare la linea Porto Torres-Propriano tramite l’utilizzo di “navi veloci”, per un collegamento tra i porti commerciali e turistici, i parchi e le aree marine costiere e per un congiungimento tra gli aeroporti di Alghero e Campo dell’Oro con Porto Torres e Propriano, in modo da integrare il trasporto marittimo a quello aereo». «Il progetto è stato seguito con molto interesse dalla Provincia - ha affermato Alessandra Giudici - e l’attenzione dell’ente è stata di recente rivolta anche a un altro progetto, quello della creazione del network degli Stretti europei, per fare di questi luoghi dei laboratori per politiche ambientali. Per quanto riguarda”In.port.o” ci consentirà di implementare il trasporto tra il Nord Ovest della Sardegna e la Corsica del sud». Per il presidenta della Camera di commercio di Sassari Gavino Sini «progetti come “In.port.o” sono strumenti per lo sviluppo, a cui le istituzioni devono dare gambe», mentre secondo l’assessore comunale alla Portualità, Gian Luca Fresi, «il piano dà ottime possibilità di ampliamento dell’offerta turistica».
Molto bene! E l'altra ciminiera?
Evviva :) un pugno negli occhi in meno

(guardate il video)

Porto Torres, abbattuta una ciminiera di 130 metri, simbolo degli sprechi
È crollata al suolo dopo che per 40 anni è stata uno dei simboli degli sprechi del polo petrolchimico di Porto Torres (Sassari). La prima ciminiera della Centrale elettrica n. 3, costata decine di miliardi di lire, ma mai entrata in funzione, è stata abbattuta. Per la demolizione della ciminiera, alta 130 metri, non è stato utilizzato l’esplosivo per motivi di sicurezza poichè la Centrale 3 è comunque non troppo distante dagli impianti e dai depositi. La procedura usata ricorda la tecnica utilizzata per l’abbattimento degli alberi. Con una serie di interventi è stara indebolita la base della ciminiera che si è abbattuta su un fianco. Quelle ciminiere che si stagliano contro il cielo sono quasi il simbolo della storia del petrolchimico. Quella centrale, la «Cte3», non è mai entrata in funzione, addirittura non è mai stata completata anche se è costata decine di miliardi. Ora quella centrale elettrica sta per essere smantellata, quasi a sottolineare il fallimento di una politica industriale (video Ivan Nuvoli). La Nuova Sardegna
Calma, calma :lol: ma sei proprio un bombarolo!

Oltretutto sono molto felice perché da quanto leggo si tratta di un intervento non isolato, una sorta di inizio simbolico delle bonifiche e del rilancio dell'area :) ottimo

Molto bene! E l'altra ciminiera?
La Nuova Sardegna said:
Un nuovo abbattimento ieri al petrolchimico via la seconda ciminiera
Ora dovrà essere smantellato il corpo di fabbrica della centrale elettrica numero 3 dello stabilimento

PORTO TORRES. Abbattuta anche la seconda ciminiera della centrale elettrica numero 3 dello stabilimento petrolchimico. Ora dovrà essere smantellato il corpo di fabbrica della centrale che, nel frattempo, era stato liberato di quasi tutti gli apparati per la produzione dell’energia elettrica che doveva servire per alimentare gli impianti dello stabilimento della Marinella.
Rispetto alla prima torre, la seconda ciminiera e precipitata al suolo con una ventina di minuti di anticipo. Cinminiera che si è leggermente abbassata, come se dovesse implodere, ma poi si è inclinata in direzione del mare per poi finire nella solita nuvola di polvere rossastra che spinta dal vento è arrivata fino alla strada per Stintino.
Lo smantellamento della «Cte 3», è bene precisarlo, non rientra nel progetto più ampio delle bonifiche industriali anticipato dall’Eni e finanziato con 550 milioni di euro. La decisione di smantellare la centrale risale infatti ai primi mesi del 2008, quando i vertici di Polimeri Europa parlavano ancora di ammodernamento del cracking dell’etilene così da poter affrontare la competizione sui mercati internazionali, e snocciolavano un elenco di milioni e milioni di euro finalizzati al potenziamento del sito industriale di Porto Torres.
Ma il lavoro di questi mesi è solo un piccolo “anticipo” di quello che potrebbe accadere non appena l’Eni metterà a disposizione i fondi per le bonifiche.
La demolizione della “Cte 3” è anche il simbolo del declino del petrolchimico portotorrese, declino iniziato nei primissimi anni ’80 e che attraverso varie dismissioni nel 2009 ha portato al fermo degli impianti di produzione di fenolo e cumene. Lo smantellamento della centrale elettrica che non ha mai funzionato può rappresentare, però, una tappa - almeno ideale - per il rilancio della zona industriale. Proprio la centrale, infatti, segna il confine fra la zona più compromessa dal punto di vista ambientale e quella che invece può essere messa a disposizione (in tempi relativamente rapidi) per nuove iniziative imprenditoriali. Eni e lungaggini burocratiche permettendo.
tra una settimana sbarco e non voglio più vedere ste zozzerie :lol:
Calma, calma :lol: ma sei proprio un bombarolo!
C'è stato uno sversamento durante le operazioni di scarico :( hanno subito iniziato a ripulire ma e il problema sembra contenuto, ma ... :bash:











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