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SASSARI | Porto di Porto Torres

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Il polo di PortoTorre nel Sistema portuale sardo
Costituito dal porto commerciale e da quello industriale a supporto della relativa zona ed, in particolare, delle raffinerie localizzate nel retroterra portuale.

Il porto di Porto Torres è composto da due bacini portuali:
  • il porto commerciale in cui ormeggiano le navi Ro-Ro passeggeri e merci
  • il porto industriale, specializzato nella movimentazione di rinfuse liquide (prodotti petroliferi e prodotti chimici) e rinfuse solide ed attualmente adibito allo scalo di navi passeggeri, che non possono ormeggiare nel porto commerciale







Il porto di Porto Torres si estende per una superficie di 4.221.610 m2 comprendendo le aree dei bacini del porto commerciale (510.815 m2 ,di cui 31.820 m2 di superficie a terra) e del porto industriale (3.709.795 m2 ,di cui 34.790 m2 di superficie a terra). Sono presenti complessivamente 9 banchine, 6 relative al porto commerciale, di cui 2 per Ro-Ro passeggeri e merci e 3 al porto industriale, di cui 1 per traghetti passeggeri di ultima generazione che per lunghezza e pescaggio non possono ormeggiare nel vecchio porto commerciale. La lunghezza complessiva delle banchine è di 4.324 m.

Porto commerciale
Il porto commerciale, di cui si riporta, di seguito, una planimetria, opera principalmente al servizio di navi Ro-Ro passeggeri e merci ma di lunghezza inferiore a 180 metri. Infatti, attualmente, le navi di ultima generazione delle due compagnie che attraccano a Porto Torres (Tirrenia e Grimaldi), presentano dimensioni tali (come lunghezza e pescaggi) da non poter attraccare nel porto commerciale per cui sono state trasferite nel porto industriale. A questo inconveniente si sta ovviando con l’esecuzione dei lavori di dragaggio del bacino di ponente e la realizzazione di un nuovo molo ovest nel quale si otterranno nuovi accosti.




Il porto commerciale presenta attualmente 6 banchine, alcune non utilizzate ed altre dedicate all’accosto delle navi di servizio.

Banchina - Lunghezza banchina (ml.) - Superficie (mq) - Destinazione d'uso - Pescaggio
PONTILE FARO NE - 152 - INAGIBILE - 5.05
PONTILE FARO SW - 150 - 3070 ORMEGGIO PILOTINE CORPO PILOTI - 6
BANCHINA DI LEVANTE - 450 - 4600 - TRAGHETTI E NAVI DA CARICO - 6.50
PONTILE EST 127 - 6.05
MOLO TELEFERICA - 145 - 22000 - TRAGHETTI RO-RO - 7
BANCHINA DOGANA - 195 - 2145 - ORMEGGIO RIMORCHIATORI - 6.05


Porto industriale
Per quanto concerne il porto industriale, questo è composto da tre pontili: uno dedicato al traffico Ro-Ro, uno alle rinfuse liquide e l’altro è inutilizzato.




Nome Banchina - Lunghezza banchina (ml.) - Superficie (mq) - Destinazione d'uso - Pescaggio
PONTILE ASI - 1050 - 25600 - ORMEGGIO NAVI RO-RO - 8R-14T
PONTILE ANIC N°1 - 1145 - 5445 - RINFUSE LIQUIDE - 8R-14T
PONTILE ANIC N°2 - 910 - 3750 - INUTILIZZATO - 8R-1 4T

Nei campi relativi al pescaggio è stata indicata sia la profondità alla radice (R) che nella testata (T) dei pontili.

Si può quindi affermare che lo scalo di Porto Torres, appaia, attualmente come un porto in grande sofferenza infrastrutturale, con un porto commerciale ormai inadeguato ad accogliere le navi dei nuovi servizi Ro-Ro, ed un porto industriale che supplisce a tale carenza, fornendo però un servizio qualitativamente non appetibile. Tale carenze trovano riscontro nell’abbandono, da parte di qualche compagnia, di alcune linee (es. Porto Torres – Livorno) e del continuo disagio sopportato dagli utenti in fase di imbarco/sbarco.


Analisi dei servizi presenti in porto
Così come nei due casi precedenti, di seguito si riportano le schede relative ai servizi presenti in porto. Si evince che il porto ha una sufficiente articolazione di servizi essenziali e aggiuntivi ma, per quanto concerne il costo dei servizi alle navi, Porto Torres si colloca sullo stesso piano del porto di Cagliari. A Porto Torres i servizi al passeggero sono praticamente assenti come assente risulta una vera e propria stazione marittima (sono presenti nelle vicinanze solo alcuni servizi essenziali come la biglietteria, l’edicola, il bartabacchi). Dati gli importanti valori di flusso che fanno dello scalo il terzo porto della Sardegna dopo Olbia e Golfo Aranci, l’assenza di servizi al passeggero manifesta una forte inadeguatezza dello scalo a sopportare anche limitati flussi di passeggeri in transito. E’ comunque bene sottolineare come lo scalo sia in fase di profondo riadeguamento nella sua parte funzionale ed infrastruttuturale che vedrà, nel giro di pochi anni, la realizzazione di un nuovo scalo più adeguato alle esigenze di traffico dei passeggeri.

Analisi dell’accessibilità allo scalo
Solo 11 comuni hanno una distanza temporale minore di 30 minuti da Porto Torres: la prima isocrona che ricomprende la città di Sassari, si estende a sud-ovest lungo la SS 131 sino a Ossi (30 minuti dal porto), toccando la costa occidentale sassarese (Argentiera), ed ad est lungo la costa di Sorso, grazie alla strada costiera SS 200. La seconda isocrona (tra 30 e 60 minuti di viaggio) comprende una fascia piuttosto estesa di 48 comuni, che si estende prevalentemente a sud lungo la SS 131 sino a Macomer (60 minuti dal porto), a est lungo la SS 200 sino al comune di Trinità d’Agultu (55 minuti) e a sud-est lungo la SS 597 sino ad Oschiri (60 minuti). Nella seconda isocrona sono presenti comuni di rilevante importanza turistica come Alghero, Stintino, Castelsardo. Inoltre vi sono comuni a vocazione industriale produttiva come Thiesi ed Ozieri-Chilivani. La terza isocrona (tra 60 e 90 minuti) si estende a sud, lungo la SS131, sino al comune di Santa Giusta (90 minuti dal porto) e a est sino a Olbia (90 minuti). All’interno di questa isocrona si ritrovano comuni come Bosa ed Oristano a sud, Olbia, Tempio e altri comuni della Gallura a est.




Distanze e relativi tempi di navigazione
Porto di arrivo - Distanza[miglia nautiche] - Tempo massimo di navigazione
Genova - 253 - 10 h 00’
Propriano - 50 - 3 h 30’
Marsiglia - 231 - 16 h 30’

N° corse settimanali Porto Torres Genova
Compagnia - Periodo - Frequenza - Corse settimanali Febbraio/Agosto
(Genova) Tirrenia - Tutto l’anno - giornaliero - 7/12
(Genova) Moby Lines Maggio-Settembre - giornaliero - 7
(Genova) Grimaldi -Tutto l’anno - giornaliero - 7/11
(Propriano - Marsiglia) La Meridionale - Tutto l’anno - bisettimanale 2/2
(Marsiglia) SNCM - Aprile-Ottobre - Settimanale/bisettimanale 0/2


Flussi di traffico
Per quanto concerne lo scalo di Porto Torres sono stati considerati i flussi di traffico dei collegamenti con il continente e con la Francia. L’andamento altalenante del traffico passeggeri nel periodo 1994-2006 è analogo a quello registrato per Arbatax: il dato è sostanzialmente costante però con oscillazioni medie del 10% fra un minimo di 885.122 del 2006 e 1.170.071 del 2001. Tale valore costante evidenzia come l’ingresso di un nuovo armatore sulla tratta per Genova, quale Grandi Navi Veloci di Grimaldi, non abbia determinato un aumento del traffico ma solo una sua più razionale ripartizione; in ciò, probabilmente, Porto Torres sconta la mancanza di adeguate infrastrutture portuali in grado di soddisfare a pieno le esigenze dell’utenza. L’andamento mensile relativo all’anno 2006 è simile a quello regionale. Tuttavia, per quanto concerne il periodo invernale, si registra un dato minimo mensile di 208 pax/corsa mentre per il periodo estivo i passeggeri per corsa risultano 1.257, valore decisamente alto rispetto ai valori degli altri porti.





Interventi in atto
La programmazione degli interventi relativi al porto di Porto Torres ha subito, nel corso degli ultimi anni, diverse modifiche che hanno portato a ripetuti adeguamenti del Piano Regolatore Portuale. Nell’originario Piano Regolatore Portuale, in vigore sino al Febbraio 2003, erano previsti per il porto commerciale i seguenti interventi:
  • Realizzazione del molo di levante;
  • Realizzazione molo di ponente con 4 accosti di 180 m ciascuno per l’attracco delle navi traghetto di linea e per le navi veloci;
  • Realizzazione darsena per imbarcazioni di servizio (attualmente in fase di progetto preliminare);
  • Ristrutturazione porto turistico e pescherecci (di competenza dell'Assessorato Regionale LL.PP. e del turismo);
  • Dragaggio fondale a –10 m con bacino storico a –7m;

Nel giugno 2002 sono partiti i lavori per la realizzazione del Molo di Ponente, che prevedeva la realizzazione di 4 accosti interni, per i quali si prevede il completamento entro Giugno 2006. In corso d’opera è stata introdotta una variante al progetto del profilo interno del molo, con la realizzazione, vista la lunghezza delle navi che attualmente attraccano nella darsena industriale (214m), di 3 accosti, uno da 180 m e due da 240 m, invece che 4 da 180 m. A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza per l’esplosione della gasiera “Panam Serena” nel Gennaio 2004, i lavori del porto hanno avuto un accelerazione e il Piano Regolatore Portuale un ulteriore adeguamento, per limitare l’eccessiva esposizione al vento da parte delle navi, che determina ancora oggi forti problemi in fase di attracco. È stata prevista la demolizione del pontile Faro e l’ampliamento e assemblaggio delle banchine Segni, Dogana e Sud Ovest per la creazione di un accosto lungo 300 m. Tale intervento risulta in esecuzione dal febbraio del 2005 e l’ultimazione è prevista per l’agosto del 2006.

Interventi per il breve-medio periodo
Attualmente è in fase di studio un’ulteriore modifica al Piano Regolatore Portuale che prevede una nuova configurazione del molo di levante con la realizzazione di due nuovi accosti. La nuova configurazione prevede che il molo si estenda oltre il molo di ponente, realizzando un ampliamento notevole dello specchio acqueo e acquisendo funzione strutturale di molo di sopraflutto. L’intervento permetterebbe, infatti, di ottenere un nuovo bacino d’evoluzione oltre a 2 ulteriori accosti di 275 m orientati a nord ovest, limitando l’azione dei venti dominanti. Per limitare l’attraversamento urbano dei veicoli in imbarco e sbarco si prevede la realizzazione di una strada a due corsie, interna al porto. Per quanto riguarda i lavori di dragaggio dei fondali si prevede che (ultimazione nel periodo estivo del 2006) il bacino di ponente verrà portato a – 10 m di profondità mentre per le restanti parti sarà possibile raggiungere, in questa fase, quota –7, -8 m. Per quanto riguarda il porto industriale si segnalano i seguenti interventi:
  • Dragaggio banchina ASI porto industriale: i lavori sono stati aggiudicati ma non ancora avviati in quanto la zona industriale di Porto Torres è stata dichiarata sito di bonifica ambientale. Per questo motivo il lavoro deve essere monitorato dal Ministero dell’Ambiente con studi d’indagine approfondita sulla natura dei materiali di dragaggio.
  • Realizzazione del Terminal Portuale, prevista nella banchina del porto Industriale: i lavori sono bloccati per i motivi precedenti (natura dell’area industriale di sito di bonifica ambientale).

In conclusione è possibile affermare come nello scalo di Porto Torres sia in atto una profonda trasformazione infrastrutturale, che, nel medio-lungo periodo, ne modificheranno completamente l’assetto: ciò dimostra che attualmente il porto è inadeguato sia in termini di offerta che di funzionalità. Anche nel caso di Porto Torres gli interventi previsti vertono, per la quasi totalità, nel potenziamento del sistema infrastrutturale tralasciando importanti aspetti riguardanti la pianificazione dell’offerta in termini di rete, gestione e qualità del servizio.


Porto Torres nel Piano Regionale Trasporti
Per quanto concerne lo scalo di Porto Torres l’andamento del traffico passeggeri nel periodo 1986-2006 (v. figura 12) è sostanzialmente costante, con oscillazioni non superiori al 25-27%. In dettaglio si nota una crescita del periodo 1993-97 che coincide con l’ingresso, nella tratta Genova-Porto Torres, dell’operatore “Grandi Navi Veloci” di Grimaldi, che con natanti allora di nuova concezione, caratterizzati da elevati livelli di comfort ed alte velocità di navigazione, ha richiamato nuova domanda di viaggio sul collegamento con Genova. Il porto di Porto Torres è, attualmente in fase di grande trasformazione, attraverso una serie di interventi descritti nei precedenti capitoli. Indipendentemente però dagli interventi di potenziamento, che riguardano prevalentemente il porto commerciale, l’aspetto intorno al quale si “giocherà” lo sviluppo futuro dello scalo riguarda il ruolo e le funzioni che dovranno essere riassegnate al Porto Industriale e alle aree retrostanti.
Infatti, la presenza di un ampio porto industriale, localizzato all’interno di un’area in crisi produttiva (che pertanto non utilizza tale porto per i propri traffici), rafforza l’ipotesi che tale infrastruttura, con un’elevata disponibilità di spazi, possa essere messa al servizio del traffico commerciale, in virtù della favorevole posizione geografica di Porto Torres sul versante nord occidentale della Sardegna. Lo scalo industriale ben si presta per i suoi ampi spazi retroportuali, ad essere utilizzato specificatamente per la movimentazione delle merci, anche se, nell’ipotesi di un potenziamento dei collegamenti di linea passeggeri verso altri porti frontalieri, una quota del traffico passeggeri potrebbe ulteriormente essere dirottata (come peraltro già avviene) sull’attuale porto industriale (ovviamente qualora questo fosse
appositamente attrezzato). Lo scalo (inteso come polo integrato commerciale-industriale) potrebbe infatti servire ad ospitare collegamenti con i porti del nord Italia e del centro nord (ad esempio Livorno), riequilibrando i flussi destinati a Olbia, che per le ragioni sopra dette, già opera, nel periodo estivo, in regimi vicini alla congestione. Grandi potenzialità di espansione, inoltre, possono essere individuate per collegamenti veloci con il versante francese (verso porti come Tolone e Nizza, in aggiunta al già esistente collegamento con Marsiglia) e soprattutto con quello spagnolo (verso porti come Valencia e Barcellona), aprendo così la Sardegna a nuovi
mercati. È bene evidenziare come il ruolo del porto industriale, e del suo sviluppo come scalo merci, debba necessariamente essere collocato in un ottica regionale e nazionale di assetto del sistema di scambio delle merci, attraverso un’analisi complessiva delle funzioni da assegnare ad ogni scalo regionale: per questo, nel presente documento, possono essere fornite solo indicazioni di indirizzo, da confermare attraverso un’analoga analisi sul trasporto merci. Il Piano Regionale dei Trasporti definisce l’assetto spaziale e funzionale del sistema portuale sardo, che si articola in 7 poli portuali che coprono omogeneamente il territorio isolano. Nello specifico, il polo di Porto Torres, con funzioni di:
  • principale scalo dell’isola per i collegamenti ro-ro misti con il porto di Genova da localizzare nel porto commerciale;
  • principale scalo dell’isola per i collegamenti ro-ro misti internazionali con la Francia e in prospettiva futura con la Spagna (porto di Barcellona) da localizzare sempre nel porto commerciale;
  • porto crocieristico con sole funzioni di transito.
  • porto di appoggio a quelli dell’arco costiero ligure che presentano situazioni di saturazione degli spazi e che a Porto Torres invece troverebbero la disponibilità delle aree industriali ormai dimesse o a rischio di dismissione
  • scalo al servizio delle aree industriali contigue da localizzarsi nel porto industriale nel breve periodo;

Assetto dei collegamenti da Porto Torres
Per quanto riguarda i collegamenti dal porto di Porto Torres gli obiettivi e le linee strategiche delineate dal PRT mirano al rafforzamento delle attuali funzioni espresse dallo scalo. Queste riguardano da un lato il collegamento marittimo con Genova e, dall’altro, i collegamenti marittimi internazionali. Per quanto riguarda il primo punto il mercato sembra già dare delle risposte concrete in quanto è previsto a partire dal 2007 l’incremento dei servizi estivi grazie all’inserimento sulla linea della compagnia Moby Lines che così diventa il terzo operatore ad inserirsi sulla linea. Per quanto riguarda i collegamenti internazionali l’obiettivo è quello di rafforzare il ruolo di scalo principale della regione per i collegamenti ro-ro internazionali (se si esclude quello con la Corsica da S.ta Teresa di Gallura) estendendo la rete dei collegamenti estivi al mercato turistico Spagnolo. Occorre, cioè sviluppare tutte le azioni politiche e commerciali che creino le condizioni favorevoli che attraggano i vettori marittimi italiani che già effettuano collegamenti annuali tra la Penisola e la Spagna. In particolare il collegamento marittimo più favorevole per una toccata intermedia nello scalo di Porto Torres è quello tra Civitavecchia e Barcellona la cui rotta naturale attraversa le Bocche di Bonifacio. La possibilità di attivare questo tipo di collegamento, almeno nel periodo estivo, consentirebbe in realtà di avere 2 nuove linee, una per Barcellona e una per Civitavecchia.

Il raggiungimento di questi obiettivi è strettamente legato all’inserimento del porto all’interno delle competenze dell’Autorità Portuale di Olbia-G.fo Aranci che può garantire allo scalo un supporto politico-gestionale-amministrativo in grado di intraprendere e supportare iniziative come quelle appena delineate.

Per quanto riguarda Porto Torres, la trasformazione radicale dello scalo proseguirà anche nel breve medio periodo, considerando che verranno attuati i seguenti interventi:

  • - realizzazione di nuovo molo di levante con funzioni di soprafflutto, ampliamento specchi acquei e realizzazione di due nuovi accosti;
  • - realizzazione di viabilità adeguata a smaltire il flusso di veicoli in sbarco e imbarco, in connessione con la rete stradale statale;

Per quanto riguarda il porto industriale si segnalano i seguenti interventi:
  • - dragaggio banchina ASI porto industriale (il lavoro deve essere monitorato dal Ministero dell’Ambiente con studi d’indagine approfondita sulla natura dei materiali di dragaggio);
  • - realizzazione del Terminal Portuale, prevista nella banchina del porto Industriale(i lavori sono bloccati per natura dell’area industriale di sito di bonifica ambientale).

Il Porto Industriale di Porto Torres è dotato di ampi spazi a terra e di raccordo ferroviario in banchina; per esso è previsto nell’APQ 2004 il collegamento ferroviario al Centro intermodale merci. Il finanziamento previsto è di 8M€ di cui 4,65 già disponibili (Legge Obiettivo) e 3,35 da reperire a valere sulla L. 433/2001.
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:eek:hno:
C'è stato uno sversamento durante le operazioni di scarico :( hanno subito iniziato a ripulire ma e il problema sembra contenuto, ma ... :bash:
Bisogna tornare all'opera? :bash:



:eek:hno:

Inquinamento a Porto Torres: danno più grave del previsto
Task force a lavoro, disposto divieto accesso arenile

(ANSA) - CAGLIARI, 13 GEN - Sarebbero decine di migliaia i litri di olio combustibile finiti in mare a Porto Torres durante le operazioni di scarico nella centrale E.On di Fiume Santo. Il danno, dunque, sembra piu' grave di quanto era emerso nelle prime ore. A lavoro da due giorni una task force di cento persone, con l'ausilio di cinque autobotti e due autocisterne.

Gia' recuperata una buona parte di prodotto sulle spiagge interessate. I sindaci di Sassari e Porto Torres hanno disposto il divieto temporaneo di accesso e di balneazione nell'arenile.(ANSA).
Sono molto felice che sia solo un "danno ambientale" e non un "disastro ambientale", che gioia, che gioia!


Fonte: Sardies


È danno ambientale

Porto Torres - L'emergenza non è finita, ma il materiale finito sulle spiagge da Porto Torres fino a Marritza è stato recuperato. Ancora un giorno per completare le operazioni di raccolta dell'olio combustibile finito sul litorale e poi si procederà con la successiva fase. Questo pomeriggio il comandante della Capitaneria di porto di Porto Torres, il capitano Giovanni Stella, ha spiegato ai giornalisti la dinamica dell'incidente di martedì scorso e ha illustrato i risultati dei rilievi effettuati ieri mattina dall'Atr42 della Guardia Costiera che ha sorvolato l'area.

«Nessuno ha mai tentato o voluto minimizzare il problema. Tutto è stato fatto alla luce del sole», ha esordito il capitano. Ma come è accaduto l'incidente? Tanti sono gli interrogativi a cui cercare di dare una risposta. La relazione finale dovrà essere consegnata al sostituto procuratore della Repubblica Paolo Piras, che ha affidato alla Capitaneria di porto un incarico di polizia giudiziaria, ovvero condurre le indagini e poi depositare presso l'autorità giudiziaria il rapporto. Il termine ultimo è il 14 febbraio ma il comandante Stella conta di farlo ben prima, forse anche questa settimana.

L'incidente – Torniamo a martedì scorso. Nel porto industriale turritano la nave cisterna sta scaricando l'olio combustibile che viene immesso nelle condotte di collegamento con la centrale di Fiumesanto. Intorno alle 16,45 avviene l'irreparabile: si rompe un piccolo pezzo della tubazione di drenaggio delle manichette flessibili. Il derivato del petrolio scivola veloce da lì, a terra, non dal collegamento con la nave e il pontile. Complice la struttura a cassoni della banchina, la cui soletta aveva da tempo ceduto, l'olio finisce in acqua, eludendo le doppie panne galleggianti per navi e banchina. Quando ci si accorge della perdita sono già andati via circa 17-18 metri cubi di combustibile, "scappati" lungo le feritoie della banchina. Le procedure per l'intervento sono tutte rispettate, secondo le disposizioni previste da due ordinanze della Capitaneria, ed è presente anche il nostromo, come esigono le regole. Il materiale è olio combustibile denso, insolubile e flottante, ovvero galleggia e non va a fondo. Ha la caratteristica di cambiare però di massa: a seconda della temperatura può infatti dilatarsi o meno. Solo una piccola parte in ogni caso viene fagocitata dalle correnti. Il grosso dell'olio rimane per fortuna intrappolato sotto la banchina.

Il danno ambientale - E il resto? È quello spiaggiato, non ce n'è altro. È stato l'Atr42 della Guardia Costiera impiegato ieri mattina sul golfo dell'Asinara a 3mila piedi di quota a rivelare che il temuto disastro ambientale non c'è. L'aereo doveva compiere il sorvolo già sabato scorso, ma era stato dirottato verso le Egadi per controllare lo sbarco di un gruppo di clandestini. Lo scandagliamento del mare tra l'isola dell'Asinara e Santa Teresa di Gallura è durato due ore e 10 minuti circa (tra le 10,10 e le 12,20), con tre passaggi per 18mila mq e un altro lungo la costa. Secondo la relazione del personale tecnico di bordo è stata accertata la totale assenza di olio. Un risultato più che attendibile: il radar sull'Atr42, dotato dello Slar (un sensore per la mappatura di superfici di grandi dimensioni), effettua infatti mille scansioni al minuto anziché le classiche 20.

Niente disastro - «In virtù di questi dati mi sentirei di affermare che l'emergenza ambientale sia rientrata», ha concluso il comandante Stella. Che ha precisato che tecnicamente non si può parlare di disastro ambientale ma solo di danno. Niente allarmismi insomma. A chiarire la differenza è il decreto legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale) agli articoli 452bis e 452quater: si ha danno ambientale quando si verifica una compromissione durevole o rilevante delle acque; il disastro si verifica invece se l'equilibrio dell'ecosistema marino ha subito un'alterazione irreversibile.

Come si diceva le operazioni di bonifica e di raccolta del materiale spiaggiato, ad opera di un'impresa specializzata incaricata dalla stessa E.On (la multinazionale tedesca proprietaria della centrale di Fiumesanto) si dovrebbero concludere entro 24 ore. Il controllo è esteso anche al bagnasciuga. Ma dovrà essere fatto tutto entro giovedì, giorno in cui è atteso un peggioramento delle condizioni climatiche. Più difficile sarà asportare il catrame da rocce e ciottoli. Poi si partirà con le "caratterizzazioni", fase che sarà curata dall'Arpas e per la quale interverrà anche l'Ispra. L'impianto da cui è fuoriuscito l'olio (e che era stato collaudato e messo in esercizio il 24 luglio 2002 dall'apposita commissione prevista dal Codice della Navigazione) non verrà inoltre riutilizzato prima di un intervento di ripristino, atteso nelle prossime settimane. Durante la bonifica si sono comunque già chiuse le feritoie.

Rimangono invece in vigore le ordinanze dei sindaci di Sassari, Porto Torres e Sorso che vietano ai cittadini l'accesso alle spiagge.

I risultati illustrati questo pomeriggio alla stampa dal comandante Giovanni Stella sono stati anticipati nella tarda mattinata in occasione di un vertice tecnico a cui hanno partecipato l'assessore provinciale all'Ambiente Paolo Denegri, il sindaco di Sorso Giuseppe Morghen, gli assessori all'Ambiente di Sassari (Monica Spanedda), Porto Torres (Davide Tellini) e Sorso (Francesco Sechi) e i rappresentanti di E.On e Arpas. Domani dovrebbe invece tenersi in Regione un incontro tra il presidente Ugo Cappellacci, l'assessore alla Difesa dell'Ambiente Giorgio Oppi e i vertici di E.On.
Allora, di inquinamento a PT non se ne parla più perché, vedi sotto, abbiamo tutto sotto controllo :bash: ... torniamo ai progetti. Torniamoci che è meglio.

La Nuova Sardegna said:
Va avanti il «Progetto binario»
Nuove prospettive dal collegamento con Savona Il presidente dell’Autorità portuale incontra gli operatori

PORTO TORRES. Il presidente dell’Autorità portuale Palo Piro, nei prossimi giorni incontrerà gli operatori portuali per esaminare i problemi dello scalo marittimo e individuare le giuste soluzioni. Piro ha accolto una richiesta degli operatori del porto che lamentano una scarsa attenzione da parte dell’Autorità portuale per i problemi dello scalo portotorrese. Nel corso dell’incontro si parlerà di temi specifici, legati alle imprese, ma anche delle prospettive di rilancio del porto turritano alle luce - anche - del parere positivo dei ministeri per l’Ambiente e delle Infrastrutture alla costruzione del molo di levante che dovrebbe garantire l’agibilità dello scalo marittimo per tutto l’anno.
Nel frattempo va avanti il “Progetto Binario” tra scalo di Porto Torres, Stazione e zona industriale per il nuovo collegamento con Savona. «È un progetto che è stato inserito all’interno del Piano Operativo Triennale 2011-2013 - spiega Paolo Piro -. La linea, oltre ad aprire nuovi collegamenti marittimi isolani, rappresenta un valido sostegno all’economia del territorio e garantirebbe la sopravvivenza di comparti industriali come quello della Keller di Villacidro». Nei primi mesi del 2010, l’Authority aveva redatto uno studio di fattibilità: l’intervento prevedeva la manutenzione, il ripristino e la messa in sicurezza di un tratto di binario (circa 1350 metri) e la realizzazione di un nuovo tratto (circa 1150 metri) con sbocco sulla banchina «Asi 3». Ora si lavora sugli aggiustamenti e il 2011 dovrebbe essere l’anno della svolta: in programma nuovi incontri per arrivare al più presto a una soluzione. Nel corso di una delle ultime conferenze di servizi era spuntata una variante: spostare i binari al molo Asi 1 e rivedere parte del tracciato. L’unico piccolo problema è quello relativo alla curva nel tracciato sulla quale si attende il parere degli ingegneri delle ferrovie.


:shifty: C'è qualcosa a Porto Torres che non inquina?

Ricerca CNR: i motori dei traghetti inquinano più dell’industria

SASSARI.
Gli ultimi dieci anni di industria pesante non avevano lasciato grossi segni sul Golfo e sull’isola dell’Asinara. In verità, un dato del genere, non se l’aspettavano nemmeno all’istituto biomolecolare del CNR. E infatti i risultati di uno studio commissionato nel 2002 dalla Provincia ha lasciato di stucco gli scienziati. L’obiettivo era quantificare il livello di inquinamento delle spiagge dell’isola, e capire quanti veleni fossero trasportati dalle correnti nell’area marina protetta. Nel 2007 i primi esiti della ricerca. Ebbene: la presenza di idrocarburi da sversamento è risultata pressoché nulla. Significa che l’inquinamento del petrolchimico o di Fiume Santo resta circoscritto nel litorale vicino a Porto Torres. Invece nei campionamenti effettuati a Cala d’Oliva e in altri punti negli anni successivi ecco la sorpresa: i laboratori riscontrano presenza di olio nei sedimenti marini, ma si tratta di sostanza inquinante che deriva da un processo di combustione. Dunque i principali indiziati sono i motori dei natanti. E dal momento che la percentuale di idrocarburi aumentava in maniera esponenziale sul finire dell’estate, e dal 2008 in avanti, il colpevole sembra essere proprio uno: il traghetto della continuità territoriale. Il convegno dei giorni scorsi di Legambiente, dunque, ha lanciato la proposta: autorizzare nell’isola dell’Asinara esclusivamente il traffico marittimo alimentato a bio-diesel. È biodegrabile in caso di sversamento (il mare lo smaltirebbe in un paio di settimane) e non produce emissioni come gli idrocarburi policiclici. (lu.so.)
Il comunicato dei Sindacati

Da Cinquestelle Sardegna Sassari (Facebook)

Cinquestelle Sardegna Sassari said:
"Eni spaccia le bonifiche ambientali per progetti produttivi".
Lo denuncia l'europarlamentare dell'IdV Giommaria Uggias

Dietro l'annuncio di investimenti della chimica verde di Eni un grande imbroglio. La denuncia dell'europarlamentare dell'Italia dei Valori: "Le comunità interessate si ribellino all'ennesimo inganno".


"Gli investimenti di Eni annunciati dal ministro del Lavoro Sacconi in alcune recenti interviste e in occasione della sua visita a Olbia nascondono l'ennesimo imbroglio. E le comunità interessate si devono ribellare alla solidarietà pelosa di un governo che continua, imperterrito, ad ingannare i sardi". Lo sostiene l'europarlamentare dell'Italia dei Valori Giommaria Uggias, in relazione alle notizie che accrediterebbero una transizione verso la cosiddetta "chimica verde" degli impianti di produzione isolani dell'azienda petrolchimica. "Sacconi ha asserito, nel corso del suo intervento a Olbia, di avere visto le carte dei nuovi progetti - spiega Uggias - e ha parlato di investimenti per un miliardo di euro, precisando en passant che in questa cifra vanno comprese le bonifiche ambientali che l'Eni è tenuta ad eseguire per legge". Basta una breve ricerca storica per comprendere le ragioni della denuncia di Uggias: "E' notizia di poco più di un anno fa - prosegue l'europarlamentare - l'illustrazione del piano industriale di Eni che, a fronte di 800 milioni di investimenti, ne prevedeva ben 550 per le sole bonifiche a Porto Torres".

La cifra é assolutamente insufficiente se si pensa che l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni è stato recentemente condannato dal Tribunale di Torino per inquinamento e l´ Eni é stata condannata a pagare 1.833.475.405,49 Euro per il disastro ambientale di un solo sito (Lago Maggiore - Pieve Vergonte).

"In sostanza, si sta spacciando per un imponente progetto produttivo un ripristino ambientale cui Eni è obbligata. Va precisato che quegli 800 milioni, peraltro, non produrrebbero alcun effetto sul piano dell'occupazione. Non è un caso che sulla natura del progetto il ministro si sia limitato solo a brevi cenni, senza entrare nel merito e evitando accuratamente di spiegare cosa si intenda, con precisione, per il progetto di green economy di Eni". Uggias chiede dunque alle comunità interessate "di ribellarsi all'imbroglio chiedendo ad Eni investimenti veri e capaci di produrre occupazione, invece della solidarietà pelosa portata dal ministro in una Sardegna che è stanca di promesse e illusioni".

Sacconi sta preparando il terreno per un accordo tra Eni e Ministero dell’Ambiente per cancellare gli errori ambientali che tristemente segnano ancora i territori, le falde acquifere e la salute di tanti cittadini italiani e sardi in particolare. Una miseria, un condono tombale, che abbuona agli sfruttatori della Sardegna il pagamento degli oneri per restituire alle comunità quei territori così come li hanno trovati.

Vigileremo affinché il governo italiano e la Regione non svendano i diritti dei sardi perché esiste una Direttiva europea, la 35/2004, che impone regole in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale e obbliga l’autore del fatto al risarcimento del danno, nel rispetto del principio di diritto "chi inquina paga"

Uggias è critico anche su altri aspetti della visita del ministro: "Senza dire assolutamente nulla ha dedicato solo un fugace e formale passaggio alla crisi dichiarata da Meridiana Fly e rilanciata dal sindaco Giovannelli nel suo saluto. Un allarme sociale che merita risposte reali, come sono reali e drammatiche le condizioni dei lavoratori sardi".
Improbabili architetture porto-cine-balneari

Cosa sarebbe 'sta cosa?!?


Btw, qualche giorno fa al TGR in questa edizione dal min 13:38 si è parlato proprio della situazione del porto di Porto Torres in cui si denunciano vari disservizi e difficoltà come la stazione marittima ancora chiusa, il fatto di non esserci servizi per i passeggeri e nessun punto di ristoro, le biglietterie a 1,5km dagli attracchi...unica nota positiva il servizio di navetta gratuito dell'atp e amministrazione comunale (anche se in tanti ne ignorano l'esistenza).

Insomma, un quadro agghiacciante...che prospettive ci sono?

Chiedo a voi della zona che magari ne sapete di più...
Uno schermo cinematografico per proiezioni estive. Sul resto, dico soltanto che due anni fa quando abbiamo fatto un comizio elettorale a Porto Torres l'abbiamo fatto alla Stazione Marittima.. ma proprio dentro.. perché non era utilizzata affatto come stazione marittima ma come sala convegni :shocked: l'ideale, poi, una fila lunga e stretta di poltrone chiuse ai lati dai gabbiotti :eek:hno:


Cosa sarebbe 'sta cosa?!?
Sardies said:
Arrivano 640mila euro per il porto di Porto Torres

Porto Torres - I lavori di bonifica nell'ex cantiere Tranship, il recupero e lo smaltimento delle imbarcazioni affondate nella Darsena Servizi, il servizio bus-navetta da e per il porto e il noleggio dei bagni chimici per l'area portuale. Opere e servizi finanziati con i fondi dell'autorità portuale, circa 640mila euro, resi disponibili attraverso una variazione al bilancio approvata durante l'ultima riunione del comitato portuale.

Le opere vanno ad aggiungersi a quelle per cui era già stata stabilita la copertura finanziaria. In totale i fondi a disposizione ammontano a più di sei milioni di euro e comprendono anche: i lavori di costruzione del primo lotto della Darsena pescherecci (2 milioni di euro); i lavori di pavimentazione dell'area sterrata in prossimità dell'ingresso della zona ad accesso ristretto (600mila); i lavori di rimozione respingenti, smaltimento, sistemazione bordo banchina e posa in opera di nuovi respingenti presso la banchina Alti Fondali, banchina di Riva e molo Asi (900mila); la realizzazione di un nuovo impianto antincendio nel porto industriale e presso la banchina Alti fondali (800mila); la realizzazione di un impianto fognario nei moli di Ponente (600mila); i lavori nella rotatoria e nel parcheggio dei mezzi pesanti nei moli di ponente (300mila); la messa a norma e completamento dell'illuminazione nel porto civico (250mila euro).

Il comitato portuale ha dato parere favorevole anche alla nuova struttura della segreteria tecnico-operativa, che prevede in pianta organica una figura con mansione di responsabile dell'Ufficio Ambiente.

«In questo provvedimento vengono messe a disposizione risorse per nuovi interventi e questo è un primo fatto positivo», ha commentato il sindaco Beniamino Scarpa. «Sarà, inoltre, attivato l'Ufficio Ambiente dell'autorità portuale, che dovrà occuparsi di tutela ambientale del territorio della circoscrizione dell'authority. È significativo che la sede operativa sia prevista a Porto Torres», ha aggiunto il sindaco. Il Comitato portuale ha, infine, espresso parere positivo sul rilascio della concessione demaniale marittima a un'impresa di Porto Torres per la realizzazione e la gestione di un imbarcadero, una struttura amovibile con camminamento in legno, per servizi turistici nel "pennello" frangi flutti delle Acque Dolci.
felis, non ti chiediamo più di modificare il titolo togliendo "Sassari", ma almeno togli il trattino! Porto-Torres non si può vedere!!! :)
Le Loro Vossignorie Cagliaritane sono troppo buone, Le ringraziamo per tanta munificità.

Salvo le formalità, sono d'accordo ma non posso più cambiare il titolo, può farlo solo un amministratore!
felis, non ti chiediamo più di modificare il titolo togliendo "Sassari", ma almeno togli il trattino! Porto-Torres non si può vedere!!! :)
tempo fa con l'ass. Lorettu la regione aveva individuato lo scalo di porto torres quale terminal marittimo ferroviario sardo. Non so se questo fosse già del piano trasporti della giunta soru, cmq si era parlato anche dei lavori di adeguamento:
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=143826&v=2&c=316&t=1

sapete se si è dato seguito a questo intendimento? non ho più sentito nulla
da tre anni a questa parte ai sardi non è dato sapere...
anche solo conoscere gli atti prodotti dalla regione è diventato impossibile
tempo fa con l'ass. Lorettu la regione aveva individuato lo scalo di porto torres quale terminal marittimo ferroviario sardo. Non so se questo fosse già del piano trasporti della giunta soru, cmq si era parlato anche dei lavori di adeguamento:
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=143826&v=2&c=316&t=1

sapete se si è dato seguito a questo intendimento? non ho più sentito nulla
Attenzione, riprendono le trasmissioni. Su minaccia della Skoda è stato ripescato il progetto del terminal ferroviario marittimo arenato chissà dove. L'assessore ai trasporti promette tempi celeri e cronoprogrammi. Seguiremo con interesse..

http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=183113&v=2&c=205&t=1
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