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Archeologia: via a lavori di restauro monumenti a Mozia
Musumeci, impegno mantenuto, fondi per 1,6 mln grazie a Po Fesr



(ANSA) - PALERMO, 30 DIC - "Un altro impegno assunto dal mio governo che, in meno di quattro mesi, è stato mantenuto". Il presidente Nello Musumeci - che lo scorso primo settembre si era recato a Mozia e aveva parlato del Piano portato avanti per il rilancio dell'isola che si trova nello Stagnone di Marsala - annuncia che la Regione Siciliana, attraverso la soprintendenza dei Beni culturali di Trapani, ha appena stipulato con la ditta aggiudicataria - la Ar Arte e restauro - anche il contratto per l'intervento di riqualificazione ambientale, di restauro archeologico e di valorizzazione dell'ex cittadina fenicia.
"A questi altri lavori - spiega il governatore - abbiamo destinato le risorse del Po Fesr 2014-2020 per oltre un milione e 600mila euro. Mozia rappresenta un unicum di eccezionale valore nel panorama mondiale dell'archeologia, come testimonianza ancora integra della civiltà fenicia, ma è anche allo stesso tempo uno dei contesti ambientali e paesaggistici meglio conservati. Qui la laguna, le saline, le vigne, la flora e la fauna di terra e di mare esercitano da sempre un fortissimo richiamo per i turisti provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta, senza dubbio, di una delle tante perle naturali del nostro territorio che bisogna proteggere e valorizzare".
Si interverrà, in modo capillare, sui monumenti archeologici agendo anzitutto sulle strutture murarie: dal "Luogo di arsione" al "Santuario di Cappiddazzu", dalla zona di "Porta Nord" a quella delle "Fortificazioni". E, ancora, la "Casa dei Mosaici", la "Casermetta", la zona di "Porta Sud", le zone Zone A e B dell'isola e il "Kothon". Complessivamente, per l'isola di Mozia, il governo Musumeci ha investito quattro milioni e mezzo di euro. I primi lavori, che furono avviati su input del compianto assessore Sebastiano Tusa, sono già in fase avanzata di realizzazione e riguardano il rilevamento topografico, la sistemazione del verde e degli arredi esterni, nuovi sentieri in terra battuta e anche una rete dati wi-fi. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un archivio informatico su base cartografica per la gestione dei dati archeologici territoriali.
A ciò si aggiungono una serie di servizi finalizzati a migliorare la gestione e a potenziare la capacità di attrazione turistica: la creazione di una rete geodetica, utile alla realizzazione di tutte le infrastrutture informatiche; l'esecuzione di un rilievo aerofotogrammetrico dell'intera isola; la creazione di un Sistema informativo territoriale (Sit); il posizionamento in punti strategici di alcuni cannocchiali Focus, strumenti per l'osservazione naturale assistita con relativa banca dati ipermediale multilingue. E' previsto, inoltre, un servizio di bike-sharing con due tipologie di mezzi: la classica bici a pedali e quella a pedalata assistita. "Non abbiamo trascurato alcun aspetto - conclude il presidente Musumeci - per preservare il grande patrimonio che ha reso celebre Mozia in tutto il mondo e per dotarla, allo stesso tempo, di strumenti moderni che consentano di apprezzarla fino in fondo, rendendola ancora più interessante e confortevole".
http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2019/12/30/archeologia-via-a-lavori-di-restauro-monumenti-a-mozia_b89c5ced-c707-43f0-ad98-777da491373b.html
 

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Musei e parchi archeologici gratis in Sicilia: i siti aperti domenica
03 Gennaio 2020



Come ogni prima domenica del mese, ingresso gratuito nei siti culturali della Regione siciliana: musei, gallerie, parchi archeologici.

Il 5 gennaio sarà quindi possibile visitare i parchi archeologici di tutta la Sicilia come il Parco di Naxos e Taormina, il parco di Siracusa, la Valle dei Templi, il parco di Selinunte, la Villa Romana del Casale, il parco del Lilibeo, il parco di Segesta, il parco di Himera Solunto e Iato, il parco di Tindari, ma anche i tanti musei come il Salinas di Palermo, il museo di Messina, il Pepoli di Trapani, il Bernabò Brea di Lipari, il Paolo Orsi di Siracusa, il museo di Caltagirone, il museo del Satiro a Mazara del Vallo, palazzo Abatellis a Palermo e palazzo Bellomo a Siracusa.

Molti i siti con libero accesso fin dalle 9 del mattino: il teatro romano di Catania, il museo di Lentini, la Casa Natale di Pirandello, il museo di Aidone, il museo di Marianopoli, il museo di Adrano, il Castello a Mare di Palermo, il palazzo Ajutamicristo, la palazzina Cinese, il Villino Florio, il palazzo della Zisa e palazzo Mirto sempre a Palermo, l’area archeologica di Halesa Arconidea a Tusa, la Villa Romana di Patti, la Casa Museo Uccello di Palazzolo Acreide, il Castello Maniace e l’Ipogeo di piazza Duomo a Siracusa.

Insomma una straordinaria occasione per avvicinarsi agli spazi culturali della nostra regione che, diffusi capillarmente in tutta l’Isola, offrono la possibilità di approfondire la storia della Sicilia e trascorrere una domenica in luoghi di grande bellezza.
https://gds.it/articoli/cultura/2020/01/03/musei-e-parchi-archeologici-gratis-in-sicilia-i-siti-aperti-domenica-fe0d7fdd-2216-4949-9c40-16a783e3b320/
 

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BENI CULTURALI - A GELA RIAPRE IL MUSEO ARCHEOLOGICO




3 febbraio 2020

Riapre domani (sabato 1 febbraio) il museo archeologico di Gela. Sono, infatti, terminati i lavori programmati dal governo Musumeci a seguito del crollo di un contro-soffitto avvenuto nello scorso agosto. Le attività di manutenzione straordinaria hanno riguardato il rifacimento del tetto del salone di ingresso, realizzato, sia in canne e gesso e danneggiato da precedenti infiltrazioni di acqua piovana, sia in policarbonato oramai vetusto, il risanamento di alcuni solai, l'impianto elettrico relativo all'lluminazione e tutta la recinzione esterna che costituiva grave pericolo per i passanti.
Domani l'ingresso sarà a pagamento, mentre il 2 febbraio, essendo la prima domenica del mese, sarà gratuito.

«Abbiamo rispettato - evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci - i tempi che ci siamo dati. Appena sei mesi per consentire ai visitatori la fruizione del museo archeologico: per questo ringrazio il direttore Luigi Gattuso per l'impegno profuso. Rimane preclusa l'area della struttura nuova, giudicata dai tecnici non solida e destinata perciò ad essere presto demolita e ricostruita. Entro la fine del prossimo anno Gela avrà uno spazio museale razionale e moderno, degno della sua tradizione».
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_ArchivioLaRegioneInforma/PIR_Gelaapremuseoarcheologico
 

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Pistacchi, mandorle ed olivi: 700 nuove piante nella Valle dei Templi
Messe a dimora anche delle piante medicinali ed aromatiche

Redazione
13 febbraio 2020



Alcune delle piante messe a dimora nella Valle dei Templi


Completata la messa a dimora di 700 nuove piante arboree da frutto nel Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. Si tratta di 350 pistacchi, 250 mandorle e 100 olivi, cui bisogna aggiungere oltre un centinaio tra lecci, carrubi, fichidindia e frutti minori vari, che assieme a 200 esemplari (tra arbustive ed erbacee) della nuova collezione di piante medicinali ed aromatiche, raggiugono la ragguardevole cifra di mille esemplari.

“L’attività di conservazione e manutenzione del pregiato patrimonio botanico e vegetale affidato alle cure del Parco è una importante priorità di questa direzione - ha detto il direttore del Parco archeologico e paesaggistico Roberto Sciarratta - . Il paesaggio della Valle al pari di ogni sistema rurale, ha necessità continua di essere accudito. Le principali protagoniste: le piante, in quanto tali nascono e muoiono. Pertanto, se da un lato bisogna provvedere alla continua manutenzione dell’esistente, per assicurare le migliori condizioni di longevità, dall’altro bisogna via via provvedere a nuove piantumazioni per assicurare la più adeguata copertura vegetale in armonia con l’assetto estetico e la pregiata sua storia”.

Anche sul fronte della biodiversità coltivata, dopo aver eseguito lo scorso mese di luglio, l’innesto di 26 “terebinti” (pistacchio selvatico) con 4 antiche varietà locali di pistacchio ( Santangilisi, Cerasuola, Grapparola, Bianca Napoletana ) e adeguato numero di maschi “domestici”, si è provveduto ora a piantumare nella stessa area ben 50 nuovi portainnesti. Questi costituiranno la base per completare la collezione delle varietà siciliane dell’importante frutta secca, che assieme alla collezione vivente del mandorlo rappresentano già un importante presidio di conservazione del germoplasma mediterraneo.

Tutte le attività agronomiche realizzate dal Parco, sia in fase di previsione che in fase di attuazione, sono ispirate ad un approccio sostenibile ed ecologico ed utilizzano esclusivamente tecniche e metodi dell’agricoltura biologica.
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/agrigento-valle-templi-piante-aromatiche-pistacchi.html
 

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CORONAVIRUS: IN SICILIA TOUR VIRTUALI NEI LUOGHI DELLA CULTURA

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22 aprile 2020


Sono tante le possibilità di visitare virtualmente i luoghi di cultura della Regione Siciliana, in questo periodo in cui non è possibile andare per musei e Parchi archeologici. Dai propri dispositivi elettronici è, infatti, possibile godere di tour multimediali nei vari siti che fino a poche settimane fa erano invasi da migliaia di turisti e attualmente chiusi al pubblico per l'emergenza Coronavirus.


La Regione dà questa straordinaria possibilità grazie alla nuova App "Sicilia archeologica", realizzata dall'assessorato dei Beni culturali. Un'applicazione gratuita per smartphone e tablet (scaricabile attraverso Google Play e App Store) che porta il visitatore in giro per i 14 Parchi archeologici siciliani e per gli itinerari subacquei della Soprintendenza del Mare, con una ricca collezione di immagini e testi. Un suggestivo viaggio con la possibilità di approfondire temi legati all'archeologia e alle numerose tracce lasciate in millenni di storia.


«Vogliamo offrire, da un lato - sottolinea il governatore Nello Musumeci - una ricca e variegata proposta multimediale per rimanere vicini ai tanti appassionati e turisti virtuali, fornendo spunti per un approfondimento e un momento di conoscenza, anche rimanendo a casa. Ma, dall'altro, anche rinnovare l'invito a non uscire, evitando così il proliferare del contagio. I numeri abbastanza contenuti dei casi positivi, fino a ora riscontrati in Sicilia, infatti, non ci devono fare distogliere l'attenzione dal rispetto delle regole. Solo così potremo venir fuori prima da questa epidemia. Ancora un altro po' di pazienza e poi, speriamo, il Coronavirus possa essere solo un cattivo e lontano ricordo».


Il web riserva ai visitatori virtuali, che vogliono accedere alla ricca offerta dell'Isola, anche i siti internet dei Parchi, dei musei, delle biblioteche e delle Aree archeologiche. I portali del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, del Parco di Selinunte, del Parco di Naxos e Taormina, della Villa romana del Casale, del Parco di Catania, del Parco di Segesta, del Parco Lilibeo offrono numerosi spunti di approfondimento e una ricca galleria di immagini. Anche il Museo Pepoli di Trapani, il Museo Riso di Palermo e il Palazzo D'Aumale di Terrasini consentono una visita delle collezioni online. Disponibili anche le consultazioni online per le Biblioteche regionali di Palermo e Messina, nonché i materiali e le pubblicazioni scaricabili (in formato pdf) del Centro regionale dell'inventario e catalogazione e del Centro per la progettazione e il restauro. La Soprintendenza del Mare offre la possibilità di accedere alle pubblicazioni editoriali prodotte fin dal 2004 e di potere ammirare gli itinerari culturali subacquei sul suo canale youtube.


E grazie a "Google Arts & Culture" (raccolta online di immagini in alta risoluzione di siti culturali di tutto il mondo), il Parco della Valle dei Templi di Agrigento è accessibile in maniera virtuale con tour guidati e approfondimenti sulle bellezze del sito archeologico più visitato di Sicilia. Un viaggio possibile sia da computer che da dispositivi mobili, grazie all'App "Arts&Culture". L'accesso può essere effettuato dal sito della Valle dei Templi (www.parcovalledeitempli.it), oppure scaricando l'applicazione "Google Arts & Culture".


Anche Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi per la Regione Siciliana, consente di navigare all'interno dei luoghi culturali dell'Isola con "Culture at home", una piattaforma web con la quale si possono realizzare interessanti esperienze di visita, gioco e intrattenimento, anche per i più piccoli, in vari siti come il Palazzo della Zisa e il Museo Salinas di Palermo, la Valle dei Templi ad Agrigento, il Chiostro del Duomo di Monreale. In questo periodo le audioguide sono gratuite grazie all'App "Audio Culture" (https://cultureathome.coopculture.it).


Sul sito web di Aditusculture, concessionario dei servizi aggiuntivi per la Sicilia orientale, infine, vengono presentati con testi e immagini il Museo Paolo Orsi di Siracusa, la Neapolis, il Castello Maniace, la Galleria di Palazzo Bellomo, il Museo di Messina, la zona archeologica di Tindari, la Villa romana di Patti e il Museo di Lipari.
 

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BENI CULTURALI, RECUPERATA UN'ANCORA ELLENISTICO-ROMANA


27 maggio 2020

Un'antica ancora di piombo di epoca ellenistico-romana del IV-III secolo avanti Cristo è stata recuperata, nei giorni scorsi, nei fondali di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, grazie alla Soprintendenza del mare della Regione Siciliana. L'ancora di piccole dimensioni, a ceppo fisso, con cassetta quadrangolare e perno centrale, presenta una decorazione a rilievo di delfino su uno dei due bracci. L'immagine del mammifero è associata ad Afrodite Euploia ed è uno dei simboli marini più benauguranti per la navigazione.

«Ancora una volta, dai nostri fondali - sottolinea il governatore Nello Musumeci - emergono importanti reperti delle civiltà più lontane. Fin dall'antichità, le città sorte sulle sponde del Mediterraneo hanno intrecciato la loro vita, la loro storia e i loro commerci con la Sicilia. L'unicità del nostro patrimonio archeologico è una risorsa importantissima. Il nostro compito e la nostra responsabilità è riportare alla luce queste queste testimonianze, tutelarle e valorizzarle, rendendole fruibili al mondo intero».

A segnalare la presenza dell'ancora, e la necessità di metterla in sicurezza, era stato il gestore di un diving della zona, Marcello Basile. La Soprintendenza del mare ha organizzato le operazioni di recupero, coinvolgendo il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza (con il quale esiste un Protocollo di intesa per le attività di ricerca e tutela dei reperti archeologici sommersi). L'operazione è stata effettuata in collaborazione con la Sezione navale di Trapani. Il reperto è stato recuperato a una profondità di 19 metri e l'ancora è stata portata a Palermo, nella sede degli uffici della Soprintendenza al Roosvelt.

«I nostri fondali e il nostro mare - sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana Alberto Samonà - continuano a rivelarsi un inesauribile serbatoio di memoria. Grazie alla sensibilità dei privati che vivono quotidianamente il mare e all'azione di collaborazione fra la Soprintendenza e la Guardia di Finanza, è stato possibile recuperare questo reperto di eccezionale valore storico e culturale. Questo ritrovamento ci inorgoglisce e ci ricorda che essere depositari di una ricchezza così grande, qual è il nostro patrimonio storico-culturale, vuol dire innanzitutto custodirlo, tutelarlo e valorizzarlo».

«L'operazione di recupero - aggiunge il soprintendente del Mare Valeria Li Vigni - ha testimoniato una forte attenzione da parte dei diving che potremmo definire le nostre 'sentinelle della cultura' che, oltre ad avere un ruolo didattico e ricreativo rivolto agli appassionati dei fondali marini, svolgono una funzione di tutela di quei reperti che costituiscono motivo di attrazione e valorizzazione alla visita. L'esigenza di prelevare l'ancora è stata dettata dai tentativi di depredazione che erano stati segnalati e quindi dall'esigenza di salvaguardare una testimonianza della nostra storia».
 

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BENI CULTURALI, RIAPRE ANCHE IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI MARSALA


23 giugno 2020


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Da mercoledì 24 giugno sarà di nuovo possibile visitare il Museo archeologico regionale Lilibeo di Marsala con accesso dalle 9 alle 19.30, sia dall'ingresso principale sul Lungomare Boeo che da Piazza della Vittoria. Il Museo si aggiunge al Parco archeologico aperto al pubblico già lo scorso
14 giugno. Per consentire la migliore efficienza dei servizi è consigliato effettuare la prenotazione on-line attraverso l'App Youline, al sito YouLine. In osservanza delle Linee guida anti-Covid i percorsi sono stati realizzati secondo una sola direzione. In base alle direttive nazionali, l'ingresso sarà consentito a chi presenta una temperatura corporea inferiore a 37,5 gradi e sarà indispensabile l'uso di una mascherina. I gruppi guidati o accompagnati non dovranno superare le dodici unità, oltre la guida.

Sarà possibile effettuare la visita dei due percorsi espositivi: l'uno dedicato ai rinvenimenti subacquei (nave punica di Lilibeo, nave tardo romana, relitti medievali), l'altro alla splendidissima civitas Lilybetana con i materiali dall'abitato, le fortificazioni, le vaste necropoli e i santuari. La visita alla scoperta dell'antica Lilibeo comprende la vasta area archeologica che costituisce il fulcro del Parco, con gli scavi delle Fortificazioni, le Terme, la strada romana Plateia Aelia e gli scavi adiacenti alla chiesa di S. Giovanni al Boeo.

«La provincia di Trapani è una miniera preziosa di antiche vestigia - dichiara l'assessore dei Beni culturali e dell'identità siciliana, Alberto Samonà. Il territorio di Marsala ha emergenze artistiche e archeologiche uniche che vanno ancor più valorizzate. Grazie alla rete dei Parchi stiamo lavorando per creare sistema e definire forti relazioni tra le diverse aree del territorio.
Aver riaperto il Museo nella giornata dedicata a San Giovanni, molto cara ai marsalesi, è un atto di attenzione a una comunità dalle forti tradizioni e dalla ricca storia».

Nel pomeriggio del 24 giugno alle ore 17,30 sarà, poi, aperta la Biennale internazionale d'arte sacra delle religioni dell'umanità, esposizione transnazionale promossa dalla Fondazione Donà dalle Rose e da Wish-World international sicilian heritage. Artisti provenienti da diverse parti del mondo daranno voce al duplice concetto tematico di tempo e gioco in cui l'arte costituisce strumento di indagine, denuncia e conoscenza, capace di generare crescita collettiva, nuovi contesti espressivi e dialogo interreligioso, superando ogni pregiudizio e barriera. La mostra, che sarà aperta per tutta l'estate, ospiterà diversi artisti sia all'interno delle sale che negli spazi aperti e nel giardino.
 

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SOPRINTENDENZA DEL MARE - USTICA, INDIVIDUATO UN ANTICO RELITTO ROMANO


08 luglio 2020

Un relitto giacente a una profondità di circa 70 metri di cui è ben evidenziato il carico, composto da anfore databili tra il II e il I secolo avanti Cristo, è stato individuato nello specchio d'acqua antistante Ustica dalla soprintendenza del Mare durante un'operazione di monitoraggio e rimessa in ordine dell'itinerario subacqueo. Le indagini preliminari sono state condotte con il supporto tecnico-logistico della Guardia di Finanza, comandata dal colonnello Martinengo del Roan, con il tenente colonnello Averna, comandante della Stazione navale, il luogotenente Bonura, comandante della sezione Operativa navale, il maresciallo Nobile, comandante del Nucleo subacqueo. Per la Sopmare, oltre alla soprintendente Valeria Li Vigni, erano presenti i funzionari Selvaggio e Agneto, responsabili degli itinerari subacquei, l'archeologa Testa, il responsabile del nucleo subacqueo Vinciguerra.

«Abbiamo ripreso le attività di ricerca e di manutenzione degli itinerari sommersi - dichiara la soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni - grazie all'assessore Alberto Samonà che ha manifestato la volontà di rimettere al centro dell'attenzione la Sopmare che rappresenta tutt'oggi un organo di ricerca, tutela e valorizzazione unico in Europa e che prosegue la propria attività in tutti i mari di Sicilia».
Le immersioni sono state effettuate dal segnalatore e altofondalista Riccardo Cingillo. Durante le tre giornate di lavoro sono state effettuate ricerche strumentali tramite ecoscandaglio, Rov e Rebreather.
A Ustica le ricerche proseguiranno con saggi, rilievi videofotografici, e analisi diagnostiche sui reperti recuperati.
«Proseguire e potenziare le ricerche in mare ispirate dall'entusiasmo ancora vivido di Sebastiano Tusa - sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'identità siciliana, Alberto Samonà - non è solo un atto di rispettosa memoria verso un uomo che ha investito gran parte della propria vita a valorizzare la Sicilia e il mondo sommerso, ma è soprattutto un investimento in termini di capacità di generare valore, attraverso il potenziamento di un segmento dell'offerta culturale connessa al patrimonio storico-archeologico sottomarino, in linea con i principi dettati dalla Convenzione Unesco sulla fruizione del patrimonio culturale. Ho dato un preciso input alla soprintendenza del Mare - prosegue il componente del governo Musumeci - perché prosegua nella ricerca sottomarina e possano ampliarsi le occasioni di conoscenza e divulgazione del patrimonio storico e archeologico custodito dal mare. Un ringraziamento doveroso alla Guardia di Finanza che ci ha accompagnato anche in quest'ultima scoperta».
 

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La Valle dei Templi non dormirà: nel weekend visite fino a tarda sera
10/07/2020
di Redazione
A luglio e ad agosto un nuovo calendario con orari che, in alcuni giorni, prevedono ingressi fino alle ore 23
La Valle dei Templi non dormirà: nel weekend visite fino a tarda sera




Agrigento - A luglio e agosto la Valle dei Templi di Agrigento non dormirà mai: sarà possibile visitarla lungo tutto l’arco della giornata e, da domani (sabato 11 luglio) anche dal tramonto a tarda sera, fino alle 22 nei feriali e fino alle 23 nei weekend e nei festivi; magari partecipando, da lunedì, ad uno dei tour di Luci in Valle. Una sensazione unica, quella di visitare la Valle al calar della notte. Uno spettacolo da godere anche in attesa di uno dei concerti in programma quest’estate alla Valle: si comincia domani (11 luglio) alle 21 con il live di Mario Venuti, «Nudo con la mia musica». Il concerto è quasi sold out, ma è già in prevendita il secondo appuntamento di venerdì 17 luglio, pensato dal direttore Roberto Sciarratta che è un grande appassionato di jazz e musicista lui stesso. Per questo ha scelto tre nomi del Sud, due napoletani, il sassofonista Marco Zurzolo e il tastierista storico di Pino Daniele, Ernesto Vitolo, a cui si unisce il chitarrista siciliano Osvaldo Lo Iacono. Zurzolo e Vitolo sono talmente legati al grande cantautore da dedicargli il concerto, «Neapolis», declinato in una chiave jazz rock.

Per quanto riguarda l’iniziativa «Luci in Valle» da lunedì prossimo, si potrà invece partecipare ad una visita guidata pensata soprattutto per le famiglie con bambini; una speciale collana luminosa - fornita a tutti i partecipanti - permetterà di camminare per la Valle. Il percorso notturno è dedicato alla mitologia, alla storia di Agrigento e della Valle e si srotolerà nel tratto superiore della Via Sacra, dal Tempio di Giunone al Tempio della Concordia. Le visite guidate di «Luci in Valle" dureranno tutto il mese di luglio, due a sera, alle 20,15 in italiano e alle 20,45 in inglese.
 

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Aperture serali anche per la splendida Villa Romana del Casale!





BENI CULTURALI - PIAZZA ARMERINA, LA VILLA SI VISITA DI NOTTE

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23 luglio 2020


Da sabato 25 luglio e fino al 25 ottobre la "Villa romana del Casale" di Piazza Armerina resterà aperta anche durante le ore serali. L'apertura dell'importante sito, patrimonio dell'umanità Unesco, con orario continuato dalle 9 alle 23 (ultimo ingresso alle 22) rappresenta una novità che renderà unico l'incontro con la storia e l'arte in uno dei più amati e visitati luoghi della cultura del Mediterraneo.

«La visita della Villa Romana e dei suoi splendidi mosaici nella suggestione delle luci notturne - osserva l'assessore regionale dei Beni culturali e dell'identità siciliana, Alberto Samonà - offre, anche a chi già conosce il sito archeologico, la possibilità di apprezzare la bellezza cogliendone le suggestioni offerte da un inedito gioco di luci e ombre. L'apertura dei luoghi d'arte durante le ore notturne rientra in una complessiva strategia di ampliamento della proposta turistico-culturale sulla quale è impegnato il governo Musumeci. Riaprire i luoghi della cultura, avvicinando l'offerta alla domanda, è il primo passo verso una gestione dei beni culturali che va incontro a un visitatore sempre più esigente, curioso e interessato a portare con sé dal viaggio un ampio bagaglio di emozioni. La visita notturna della villa del Casale - sottolinea l'assessore - non solo offre la possibilità a quanti lavorano durante il giorno di trovare un tempo per coltivare l'anima, ma consente di effettuare la visita agli scavi anche a quanti, cercando di coniugare cultura e natura, adoperano il tempo libero per dedicarsi alla scoperta delle bellezze naturali e paesaggistiche della Sicilia».

Per consentire il rispetto delle prescrizioni previste dal contenimento dell'emergenza Covid è necessario effettuare la prenotazione on-line attraverso l'App Youline, al sito YouLine Il costo del biglietto è di dieci euro o di cinque per i giovani dai 18 ai 24 anni. Sono previste gratuità per: minorenni, insegnanti, persone con disabilità.
 

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Archeologia: resti umani dell'eneolitico nella necropoli di Sant'Angelo Muxaro
29/07/2020
di Gaetano Ravanà
Le ricerche in località "Monte M'pisu" hanno infatti portato alla luce vasi e resti scheletrici molto interessanti

La ripresa della campagna di scavi archeologici - fortemente voluta dal governo Musumeci e avviata in Sicilia appena un anno fa - continua a produrre risultati sorprendenti. A Sant'Angelo Muxaro, piccolo centro dell'entroterra agrigentino, le ricerche in località "Monte M'pisu", nelle tombe a pozzetto della necropoli eneolitica risalente al IV millennio avanti Cristo, hanno infatti portato alla luce vasi e resti scheletrici molto interessanti. I ritrovamenti saranno sottoposti, nei prossimi giorni, a esami scientifici e specifici che consentiranno di identificarne il contenuto. Le analisi isotopiche sui reperti scheletrici serviranno a identificare, invece, il tipo di dieta alimentare adottata dalla popolazione.
«La valorizzazione del nostro patrimonio archeologico - sottolinea il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci - è una delle priorità del mio governo. Quello di Sant'Angelo Muxaro è uno degli otto cantieri che abbiamo attivato in tutta l'Isola, dopo un'interruzione di oltre dieci anni, per aprire una nuova stagione che consentirà alla nostra terra di ottenere un duplice risultato: da un lato arricchire l'offerta del nostro immenso giacimento culturale a turisti, studiosi e curiosi, dall'altro conservare la nostra memoria».
«Le attività di ricerca e di scavo archeologico negli ultimi decenni sono state condotte da Università e Istituti privati - dice l'assessore dei Beni culturali e dell'identità siciliana, Alberto Samonà - ed è stata precisa volontà del governo regionale, sotto impulso dell'assessore Sebastiano Tusa, quella di ricominciare a finanziare campagne in tutta la Sicilia affidandole alle professionalità che operano all'interno dell'assessorato dei Beni culturali. I risultati ci confortano e rafforzano la consapevolezza che le Soprintendenze siciliane, dotate di eccellenti archeologi e tecnici, hanno la potenzialità di continuare in quell'attività di ricerca che ci ha reso famosi nel mondo. Riprendere le campagne di scavo, inoltre è il modo per riappropriarsi di una tradizione scientifica indispensabile per lo studio e la conservazione della nostra memoria».
Di grande rilevanza anche le indagini che si stanno conducendo sul Monte Castello, alta e inaccessibile rocca sul fiume Platani identificata con Kamicos, cui è legato un patrimonio di leggende che ruotano intorno alla figura del cretese Minosse e del re sicano Kokalos. Un saggio in profondità, infatti, ha rivelato la presenza umana già cinquemila anni prima di Cristo mostrando ceramiche a decoro dipinto e inciso/impresso e, soprattutto, reperti di ossidiana di Lipari e Pantelleria che documentano già nel Neolitico rapporti commerciali ad ampio raggio. Quella di Monte Castello, infatti, si rivela una delle più importanti stratificazioni archeologiche mai documentate che, proprio in questo sito, descrive un continuum ininterrotto dal V millennio avanti Cristo fino ad età greca, romana e medievale.
La Regione Siciliana ha finanziato in totale otto cantieri nelle province di Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna, Ragusa e Messina. Le attività riguardano, soprattutto, quelle zone della Sicilia che fino a ora hanno ricevuto minori attenzioni, sia in termini di finanziamento per la ricerca, sia per l'inclusione nei grandi circuiti.
 

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BENI CULTURALI - RIAPRONO L'AREA LEONTINOI E MEGARA HYBLAEA


04 agosto 2020


A partire dal 5 agosto anche l'area archeologica di Leontinoi-S. Mauro e quella di Megara Hyblaea, ricadenti rispettivamente nei territori di Carlentini e Augusta, torneranno a essere accessibili al pubblico.

"Altri due importanti siti archeologici della Sicilia tornano nella disponibilità dei visitatori - dice Alberto Samonà, assessore dei Beni culturali e dell'identità siciliana - segno dell'impegno che il governo Musumeci, grazie a tutto il dipartimento dei Beni culturali sta profondendo nelle operazioni prescritte per le riaperture. La Sicilia possiede luoghi di grandissimo interesse storico-culturale, che intendiamo valorizzare. La riapertura di Leontinoi e Megara Hyblaea va in questa direzione'.

L'accesso ai due siti:

L'area di Leontinoi-S. Mauro sarà fruibile fino al mese di settembre con ingresso gratuito secondo il seguente calendario: la domenica dalle 9 alle ore 14,30 (ultimo ingresso alle ore 14) e dal martedì a sabato su richiesta di prenotazione da far pervenire attraverso l'App Youline al sito YouLine o telefonando almeno un giorno prima al recapito telefonico del Parco presso il Museo Archeologico di Lentini (095.7832962). L'ingresso è gratuito

L'area archeologica di Megara Hyblaea, ferme restando l'osservanza delle disposizioni anti- Covid, sarà fruibile fino al mese di settembre dal martedì a sabato dalle ore 9 alle ore 18,45 (ultimo ingresso alle ore 18) e la domenica dalle 9 alle ore 14,30 (ultimo ingresso alle ore 14). Il biglietto per l'accesso all'area di Megara Hyblaea è di 4 euro (due il ridotto).
 

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Ricercatori da Pisa, Berlino e Bologna: via ad una nuova campagna di scavi alla Valle
Il progetto prenderà il via il prossimo autunno e dunque prevede diversi interventi, in collaborazione con Università italiane e straniere, in vari settori della città

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Ricercatori da Pisa, Berlino e Bologna: via ad una nuova campagna di scavi alla Valle

Una nuova campagna di scavi interesserà il Parco della Valle dei Templi. Sono state già rese ufficiali, date e incarichi che porteranno in città specialisti del settore. Il progetto prenderà il via il prossimo autunno e dunque prevede diversi interventi, in collaborazione con Università italiane e straniere, in vari settori della città. Per tutte le attività è prevista la modalità del “cantiere aperto” secondo la tradizionale politica culturale del Parco di Agrigento improntata sulle strategie dell’archeologia pubblica.
Dal 14 settembre la scuola normale Superiore di Pisa, sotto la guida del professore Adornato, darà avvio alla prima campagna di scavo presso il tempio D e il suo santuario.
Il tempio D, conosciuto come tempio di Giunone, è stato parzialmente indagato negli anni venti del Novecento da Pirro Marconi ed in tempi più recenti ha ricevuto attenzione soprattutto da parte degli specialisti di architettura antica, che si sono soffermati su questioni metrologiche e sul rapporto con il gemello, ovvero il tempio della Concordia. Le attività della scuola , concordate e condivise con il Parco, "intendono - fanno sapere dal direttivo - soffermarsi sull’edificio sacro in una prospettiva olistica e contestuale, dal momento che il tempio è stato studiato in maniera totalmente astratta dalla sua dimensione spaziale, topografica e cronologica".
I primi di ottobre arriverà anche la Freie Universitat di Berlino che, sotto la guida della professoressa M. Truemper, avvierà una campagna di indagini geognostiche nell’area del ginnasio, mirata alla ricostruzione del paesaggio urbano che si sviluppa intorno all’importante edificio di età augustea. La campagna è propedeutica alla programmazione di future indagini archeologiche.
Anche l’Università di Bologna, che da anni è impegnata in un progetto di ricerca sistematica sull’intera Insula III quest’anno tornerà al quartiere ellenistico-romano, con un gruppo guidato dal professore Lepore, per proseguire lo studio sulle pitture provenienti dall’Insula che ha già dato risultati eccezionali. Il lavoro è connesso con il progetto Pinxerunt, promosso dal Parco, che coinvolge diverse Università italiane e che si propone come obiettivo quello dello studio sistematico del corpus delle pitture provenienti dal Quartiere, i cui risultati preliminari sono stati presentati nella mostra I colori di Agrigentum attualmente allestita presso il museo archeologico Pietro Griffo.

Per tutte le attività è prevista la modalità del “cantiere aperto” secondo la tradizionale politica culturale del Parco di Agrigento improntata sulle strategie dell’archeologia pubblica. Il Parco infine sta lavorando al nuovo progetto di scavo del teatro ellenistico che sosterrà con fondi propri.
 

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Archeologia: scoperta a Caltavuturo strada II secolo d.C.
Primo rinvenimento in Sicilia di un'arteria romana


 © ANSA



(ANSA) - PALERMO, 15 SET - A Caltavuturo, in un tratto della via Catina-Thermae, una delle strade più importanti della Sicilia, è stata scoperta una strada romana del II-III secolo dopo Crosto. Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei saggi archeologici preventivi richiesti alla Snam Rete Gas dalla Soprintendenza di Palermo durante la fase di progettazione dei lavori di rifacimento del metanodotto Gagliano-Termini Imerese.

"L'eccezionalità del rinvenimento - dicono Lina Bellanca, soprintendente dei Beni culturali di Palermo e Rosa Maria Cucco, l'archeologa che ha diretto gli scavi - consiste principalmente nel fatto che siamo di fronte all'unico tratto di strada romana costruita sull'Isola, fino ad oggi attestato. Altro dato straordinario è la coincidenza della strada appena scoperta con la Statale 120 "dell'Etna e delle Madonie"; il tratto stradale romano, di cui si conserva solo la massicciata (statumen) sottostante il basolato, certamente divelto dai secolari lavori agricoli corre, infatti, parallelo alla SS 120 e a una quota di poco inferiore confermando, almeno tra il Km 36 e il Km 37, una corrispondenza tra le due strade prima d'ora solo ipotizzata dagli studiosi di topografia antica".

"Siamo ancora una volta davanti a un rinvenimento importantissimo - dice l'assessore regionale dei Beni culturali Alberto Samonà - che ci dimostra quanto enorme sia ancora il potenziale inesplorato".

A Nord-Ovest dal luogo del rinvenimento archeologico si trova, peraltro, il sito della fattoria romana di Pagliuzza, insediamento che era servito dalla Catina-Thermae e dove, alcuni anni fa, sono stati rinvenuti oltre 500 denari d'argento di età repubblicana, che oggi sono esposti all'interno del Museo Civico di Caltavuturo. (ANSA).
 
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