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a proposito di spin-off

questo credo meriti un suo thread.
un trait d'union tra affari esteri e il thread siamo circondati da instabilità

mentre nessuno se ne accorge in iraq è piena guerra civile con un esercito di terroristi in piena fase di conquista.



Iraq, si combatte a Tikrit. Al-Maliki pronto a passo indietro
Continuano le trattative per la formazione del nuovo governo in vista della prima convocazione del Parlamento, prevista per il 1 luglio.
Isis ormai a 90 chilometri da Bagdad, mentre forze governative tentano di riprendere Tikrit.
Situazione critica dal punto di vista umanitario: migliaia di cristiani in fuga verso il Kurdistan iracheno




BAGDAD - Sembra arrivato al capolinea il governo del premier iracheno Nuri al-Maliki, più volte invitato dagli Usa e dalla comunità internazionale a farsi da parte per far posto ad un governo di unità nazionale che sappia fronteggiare la minaccia dei fondamentalisti sunniti dell'Isis. Dopo le parole di ieri pronunciate alla tv di Stato, nel quale al-Maliki escludeva un suo passo indietro, oggi fonti politiche di Baghdad vicine ai negoziati in corso tra i maggiori leader sciiti locali rilanciano l'ipotesi di un passo indietro del premier, la cui figura appare in questo momento un ostacolo verso quella rinnovata unità dei vertici istituzionali del Paese fondamentale per fronteggiare i jihadisti.

Le fonti del Consiglio islamico iracheno, guidato da Ammar al Hakim, hanno precisato che il blocco politico di Maliki "sta mostrando maggiore flessibilità nell'ipotizzare di non occupare il posto di premier". La retromarcia di al-Maliki sarebbe dovuta alle pressioni americane, soprattutto dopo la recente visita del segretario di Stato Usa John Kerry a Bagdad. Maliki, che ha già governato per due mandati, avrebbe pensato come futuro premier a Falih Fayyad, attuale consigliere per la Sicurezza nazionale e uno degli uomini più vicini all'attuale capo del governo.

Il Consiglio dei Rappresentanti, il Parlamento uscito dalle elezioni legislative del 30 aprile scorso, avrà formalmente un mese di tempo per eleggere un presidente e successivamente altri 15 giorni per nominare il premier, anche se in passato l'iter ha registrato notevoli ritardi. La 'moral suasion' portata avanti dagli americani verso il premier iracheno continuerà tramite il ministro degli Esteri britannico William Hague, giunto oggi a Baghdad per una visita a sorpresa. Hague avrà incontri con il premier ed altri alti funzionari per discutere degli ultimi sviluppi della situazione nel Paese.

SCHEDA / ISIS, MINACCIA GLOBALE

Sempre difficile la situazione sul campo, anche se il governo sembra aver avviato una prima controffensiva per recuperare le città in mano ai miliziani dell'Isis. Tre elicotteri governativi sono atterrati all'interno dello stadio e del campus universitario di Tikrit, la città natale di Saddam Hussein sotto il controllo dei fondamentalisti dallo scorso 12 giugno, e agenti delle forze speciali irachene stanno combattendo lungo le firme del fiume Tigri per riprendere il controllo della città. Il centro universitario sarebbe già sotto il controllo delle forze governative.

La minaccia dei terroristi mette in allarme anche i paesi limitrofi, che temono l'effetto contagio nella regione: oggi il re dell'Arabia Saudita Abdullah ha annunciato che saranno prese tutte le misure necessarie per proteggere il regno contro la "minaccia terrorista". L'annuncio del re è arrivato al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale.

Ma l'avanzata dei ribelli verso sud continua: in giornata hanno conquistato una cittadina, Mansouriyat al-Jabal, a un'ora di distanza da Baghdad, da cui si controllano quattro giacimenti di gas. Per i militanti, che controllano già ampie zone nel nord e nell'ovest del Paese mediorientale, si tratta di un altro importante successo. Il gruppo jihadista ha preso anche il controllo di al-Boukmal, città irachena al confine con la Siria.

Il premier iracheno Nuri al-Maliki ha confermato che sono stati aerei siriani a bombardare nei giorni scorsi le postazioni dei terroristi, anche se in un secondo tempo ha negato che i raid abbiano interessato il territorio iracheno. Maliki ha affermato che l'intervento aereo - fin qui negato però dagli organi di stampa siriani - non è stato richiesto dal suo governo ma è comunque "benvenuto".

L'AVANZATA DELL'ISIS IN IRAQ: LA MAPPA

Emergenza cristiani. Giungono notizie drammatiche dal nord del Paese: ieri i militanti sunniti hanno bombardato un gruppo di villaggi cristiani nella zona nota come Hamdaniya, che si trova a 75 chilometri dalla frontiera con la regione curda, e migliaia di cristiani sono così fuggiti dalla zona per cercare rifugio in Kurdistan. Centinaia di auto, molte con i crocifissi appesi agli specchietti retrovisori, hanno atteso per entrare nella città di Erbil, nel Kurdistan iracheno, regione rimasta per ora fuori dalle violenze scoppiate con l'avanzata del'Isis. La sorte dei cristiani d'Iraq è stata oggi oggetto delle parole di papa Francesco che ha ribadito "la vicinanza della Chiesa cattolica" ai cristiani della Siria e dell'Iraq, "ai loro vescovi e sacerdoti".
http://rt.com/news/169144-iraq-russian-jets-arrive/

Gli irakeni comprano caccia ed elicotteri russi.
è stata proclamata la nascita del califfato islamico di aleppo



inutile dire che rispetto a ieri non è cambiato un tubo, ma sta mappa è vagamente angosciante.
Iraq: scontri tra Stato Islamico e rivali confine Siria.
Bagdad: "Califfato minaccia il mondo"
Combattimenti al valico di Bukamal.
Miliziani dell'Is hanno proclamato la nascita del califfato islamico da Aleppo a Diyala


BEIRUT - Intensi combattimenti tra il gruppo estremista Stato Islamico e le brigate islamiste rivali si sono registrati nella località siriana di al-Bukamal, alla frontiera con l'Iraq. Lo riferisce l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. Secondo l'ong, lo Stato islamico ha ricevuto rinforzi militari dal deserto che circonda al Bukamal, nella provincia siriana di Deir al-Zur, ad appena 3 chilometri dal villaggio iracheno di al-Qaem, in mano all'organizzazione estremista.
Iraq, Isis annuncia la nascita del "califfato" da Aleppo a Diyala


In contemporanea, aerei del regime di Bashar al-Assad hanno bombardato i villaggi di Al Basira e al Quria, a Deir al Zur, dove ci sono stati gli scontri tra lo Stato islamico e il Fronte al-Nusra, propagine di al-Qaeda in Siria. Venerdì il Fronte al-Nusra e i suoi alleati avevano lanciato un'offensiva per recuperare i controllo di al-Bukamal: la località era in mano al gruppo Yund al Haq, Soldati del Diritto, che prima era legata al Fronte al Nusra, ma la settimana scorsa aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico.

La tv panaraba al Arabiya ha riferito che raid aerei sono stati compiuti da non meglio precisati velivoli nei pressi del valico frontaliero di Qaim, tra Siria e Iraq.

Ancora combattimenti a Tikrit. Le forze irachene sostenute da carri armati ed elicotteri militari stanno combattendo gli insorti sunniti che hanno preso il controllo di Tikrit, città natale di Saddam Hussein nel nord del Paese. Le truppe stanno ricevendo rinforzi con l'arrivo, nella tarda giornata di ieri, di 25 aerei da guerra Sukhoi Su-25, acquistati di seconda mano dalla Russia. I velivoli sono progettati per fornire supporto alle truppe di terra e distruggere obiettivi in movimento. "Questi aerei - dichiara il comandante dell'aviazione generale Anwar Hama Amin - entreranno in servizio entro pochi giorni, tre o quattro, per sostenere le unità e combattere i terroristi dello Stato islamico".

Minaccia per mondo intero. Ieri i jihadisti dello Stato islamico dell'Iraq hanno annunciato la ricostituzione del Califfato, regime politico islamico sparito da circa un secolo. In un audio su Internet, l'Is ha anche designato il suo capo Abu Bakr al-Baghdadi "califfo", cioè "capo dei musulmani" nel mondo. Secondo gli autori del filmato, il nuovo "stato" si dovrebbe estendere da Aleppo (Siria) a Diyala (Iraq).

"Le parole 'Iraq' e 'Levante' sono state rimosse dal nome dello stato islamico nei documenti ufficiali", ha precisato il portavoce dell'Isil (che dunque diventa Is), Abu Mohammad al-Adnani, nella registrazione audio diffusa in Rete, in cui ha sottolineato come il califfato rappresenti "il sogno di tutti i musulmani" e "il desiderio di ogni jihadista".

La proclamazione di un califfato islamico nell'ampio settore a cavallo tra Iraq e Siria è il segnale che il gruppo jihadista è diventato "una minaccia" per il mondo intero, ha detto il portavoce dell'esercito iracheno, Qassim Atta. "L'annuncio della nascita di un califfato è un messaggio da parte dello Stato islamico non solo per l'Iraq o la Siria, ma per la regione e il mondo. Il messaggio è che lo Stato islamico è diventato una minaccia per tutti i Paesi".
Iraq: Parlamento in stallo. al-Baghdadi minaccia Usa: "Attacco peggiore 11/9"
Scontro fra le forze politiche. Le truppe fedeli al primo ministro faticano ad avanzare verso Tikrit.
Obama invia altri 200 soldati a Bagdad.
Summit jihadisti in Algeria: "Sceglieranno tra al-Qaeda e Stato Islamico".
Leader Is: "Jihad durante Ramadan"



BAGDAD - Si è riunito per la prima volta a Bagdad il nuovo Parlamento iracheno, dopo le elezioni di aprile e nel mezzo della crisi esplosa con l'avanzata dei jihadisti dello Stato islamico. Ma i 328 parlamentari non sono riusciti a trovare un accordo e a eleggere il presidente, né i vicepresidenti. La seduta non ha raggiunto il quorum di presenti necessario per eleggere i vertici dell'assemblea e peraltro non c'era alcun accordo sui nomi tra le forze politiche. Una nuova seduta è stata fissata per martedì prossimo, l'8 luglio. Secondo la Costituzione irachena, solo dopo l'elezione dello speaker, si possono scegliere il nuovo presidente e premier.

Is minaccia Usa. Intanto, il leader dello Stato islamico (Is), Abu Bakr al-Baghdadi, nel primo messaggio audio dall'autoproclamazione del califfato, ha esortato alla jihad in pieno Ramadan ("Non c'è sforzo migliore in questo mese benedetto, o in qualsiasi altro, che il jihad sul percorso di Allah, quindi abbracciate questo cambiamento e promuovete la religione di Allah attraverso il jihad") e, soprattutto la lanciato una minaccia agli Usa: "Gli Stati Uniti sono alla testa degli infedeli e la loro battaglia contro i musulmani è persa. I mujahedin hanno giurato che l'America la pagherà cara, ancora di più rispetto a quello che è stato fatto da Osama Bin Laden", ha detto nel messaggio.

Premier contestato. Il primo ministro sciita Nuri al-Maliki, che punta a restare al potere, presente in aula e stato contestato dagli avversari curdi e sunniti che si oppongono all'eventualità di un suo terzo mandato consecutivo. La settimana scorsa il più importante leader religioso sciita nel Paese, il Grande ayatollah Ali al-Sistani, aveva chiesto ai deputati di accordarsi su un candidato a primo ministro prima della sessione in modo da evitare lunghi negoziati che potrebbero destabilizzare ulteriormente il Paese.


Oggi, dopo giorni di contesa sulla città siriana di Boukama, al confine con l'Iraq, i combattenti dello Stato islamico hanno confermato il loro predominio. È l'ultima vittoria del gruppo jihadista, a due giorni dalla creazione del califfato islamico.

Vittime in aumento. Secondo gli ultimi dati dell'Onu, l'offensiva jihadista ha fatto impennare il numero delle vittime in Iraq nel mese di giugno: 2417 morti, rispetto alle le 800 vittime a maggio. L'esercito iracheno fedele al premier al Maliki avanza, ma con fatica, nel tentativo di riprendere Tikrit, città chiave a Nord di Bagdad conquistata tre settimane fa dai miliziani qaedisti che si dicono ora padroni di un "califfato islamico" in territorio siro-iracheno. Stati Uniti, Russia e Iran hanno ribadito il sostegno militare diretto e indiretto all'esercito iracheno fedele ad al Maliki. "Alla luce della situazione della sicurezza a Bagdad", il presidente statunitense Barack Obama ha deciso di inviare un ulteriore contingente di 200 soldati a protezione dell'ambasciata Usa e dell'aeroporto di Bagdad, per "proteggere i cittadini Usa e le loro proprietà, se necessario, ed è equipaggiato per il combattimento". Mentre entro la fine della settimana, secondo il ministero della difesa di Bagdad, entreranno in funzione i primi cinque caccia russi Sukhoi, atterrati ieri nella capitale irachena come prima avanguardia di una dozzina di velivoli acquistati dall'Iraq al posto degli F16 americani, "promessi ma mai inviati da Washington".

Raduno estremisti islamici. Intanto in Algeria i salafiti libici e tunisini hanno promosso la convocazione di un grande raduno di estremisti islamici, che si terrà nel sud-est della Libia, al quale dovrebbero partecipare i capi di tutte le cellule jihadiste del Nord Africa, tra i quali anche Boko Haram. L'obiettivo, secondo quanto rivelano fonti della sicurezza algerina al quotidiano el Khabar, sarebbe quello di decidere se restare fedeli ad al Qaeda e ad Ayman al Zawahiri o passare con lo Stato islamico, il califfato sorto domenica fra la città siriana di Aleppo e il governatorato iracheno di Diyala.

Secondo gli analisti, è in atto uno scontro aperto tra i gruppi armati considerato che in passato Mokhtar Belmokhtar, esponente di spicco di al-Qaeda, aveva giurato fedeltà ad al Zawahiri salvo poi avvicinarsi ad Abu Bakr al Baghdadi, il capo dello Stato islamico diventato il nuovo califfo.



fico il congresso politico dei barbuti per decidere quale linea seguire.
se sceglieranno il califfo ci sarà da ballare, presto o tardi.
 

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zinnette user
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questo è argomento per Brunarino.
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #4 ·
piacevole evoluzione dialettica del barbuto incazzoso

Iraq, "Califfo" al-Baghdadi: "Conquisteremo anche Roma"
Appello ai musulmani di tutto il mondo perché immigrino nella sua nuova terra per combattere sotto la sua bandiera. al-Maliki: "Minaccia per tutta la regione"


Iraq, "Califfo" al-Baghdadi: "Conquisteremo anche Roma"ROMA - Abu bakr al- Baghdadi, il "califfo" autoproclamato dello "Stato islamico" che si estende fra l'Iraq e la Siria, ha promesso di conquistare anche Roma, lanciando un appello ai musulmani di tutto il mondo perché immigrino nella sua nuova terra per combattere sotto la sua bandiera. Ieri aveva minacciato gli Stati Uniti, parlando di un attacco peggiore di quello dell'11 settembre.

"Coloro che possono immigrare nello stato islamico dovrebbero farlo perché l'immigrazione nella casa dell'islam è un dovere" ha dichiarato al-Baghdadi in un messaggio audio postato su un sito web utilizzato dal gruppo prima noto come Stato islamico dell'Iraq e del Levante. "Affrettatevi o musulmani a venire nel vostro stato. E' il vostro stato. La Siria non è per i siriani e l'Iraq non è per gli iracheni.Questa terra è per i musulmani, tutti i musulmani", ha detto ancora, citato dal sito internet del giornale The Telegraph online, colui che si è definito il primo califfo dell'Islam, dalla dissoluzione dell'impero ottomano. "Questo è il mio consiglio per voi. Se lo seguirete, conquisterete Roma e diventerete padroni del mondo, con la volontà di Allah", ha concluso al-Baghdadi.

Il premier al-Maliki. Una dichiarazione pesante che viene definita dal premier iracheno, Nouri al-Maliki, "una minaccia per l'intera regione". Si tratta di un "messaggio a tutti gli Stati della regione, che avverte che adesso sono dentro il cerchio rosso" e "nessuno in Iraq o in nessun altro Paese vicino sarà al sicuro da questi piani", ha aggiunto al-Maliki. E ha offerto l'amnistia alle tribù che in questo periodo hanno combattuto contro il governo.

I combattimenti a Tikrit. Nelle ultime settimane gruppo militante estremista sunnita, ha preso il controllo di ampie zone nel nord e nell'ovest dell'Iraq, comprese le città di Mossul e Tikrit. L'aviazione irachena ha compiuto numerosi raid aerei su Mosul per colpire le postazioni dei ribelli sunniti. Secondo quanto riferisce l'emittente panaraba Al Jazira, si combatte ancora anche a Tikrit, dove l'esercito non è ancora riuscito a riconquistare la città. I miliziani dello Stato islamico hanno occupato la base di Sabaiker, che dista 20 chilometri dalla città; ma l'esercito sostiene di essere ancora all'interno dell'importante base militare.

L'appello. Il Consiglio degli ulema sunniti di Baghdad ha chiesto all'emiro dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, di fare marcia indietro dopo l'annuncio dell'istituzione di un califfato tra Aleppo, in Siria, e il governatorato iracheno di Diyala. Mentre un gruppo di intellettuali musulmani ha lanciato un appellocontro il nuovo "Stati islamico". Parlano di "un pericolo imminente per i popoli dell'Oriente arabo" e definiscono l'avanzata in Siria e Iraq dei miliziani qaedisti dello Stato islamico, "il nuovo volto del dispotismo".
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #5 ·
L' estate galoppa tra Livorno e Roma!
in effetti l'idea me l'ha data nadir :D

sto a fa diritto tributario, du cojoni...
 
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BANANED
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Civis ha aperto un thread sul Califfo? Ma allora è un musulmano tagliatore di teste, è la prova schiacciante!!
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #7 ·
ora, non volendomi lanciare in una analisi che sicuramente anche qui sopra qualcuno saprà fare meglio di me, tiriamo banalmente le fila.

un tizio, tale abu bakr al-baghdadi (nome di battaglia), iracheno di una quarantina d'anni, forse imam nella precedente carriera, subisce l'invasione irachena.

After the US invasion of Iraq in 2003, al-Baghdadi reportedly led several smaller militant groups before being promoted to a seat on the Majlis al-Shura of the mujahideen and the judicial council of the Islamic State of Iraq

Al-Baghdadi was announced as the leader of the Islamic State of Iraq on 16 May 2010, following the death of his predecessor Abu Omar al-Baghdadi in a raid the month before.[2] He continued to lead the group upon its formal expansion into Syria on 8 April 2013,[8] the organization later adopting the name Islamic State in Iraq and the Levant (ISIL)—alternatively translated from the Arabic as Islamic State in Iraq and Syria (ISIS). He is in charge of running all ISIS activity in Iraq.
As leader of the ISI, al-Baghdadi was responsible for managing and directing large-scale operations such as the 28 August 2011 attack on the Umm al-Qura mosque in Baghdad that killed prominent Sunni lawmaker Khalid al-Fahdawi.[9] Between March and April 2011, the ISI claimed 23 attacks south of Baghdad, all of which were alleged to have been carried out under al-Baghdadi's command.[9]
Following the US commando raid on 2 May 2011 in Abbottabad, Pakistan that killed al-Qaeda supreme leader Osama bin Laden, al-Baghdadi released a statement eulogizing bin Laden and threatened violent retaliation for his death.[9] On 5 May 2011, al-Baghdadi claimed responsibility for an attack in Hilla that killed 24 policemen and wounded 72 others.[9]
On 15 August 2011, a wave of ISI suicide attacks beginning in Mosul resulted in 70 deaths.[9] Shortly thereafter, the ISI pledged on its website to carry out 100 attacks across Iraq in retaliation for bin Laden's death.[9] It stated that this campaign would feature various methods of attack, including raids, suicide attacks, roadside bombs and small arms attacks, in all cities and rural areas across the country.[9]

insomma sto tizio si fa le braccia in iraq, tra i quedisti di al-zarqawi.
litiga con gran parte dei fondamentalisti colleghi, da al-quaeda ad al-nusra (diciamo viene isolato perchè non troppo sulla linea), ma vi rientra nelle grazie quasi subito dopo, stringendo un patto con al-zawahiri.
deve avere due palle tante, e grazie anche al ritiro usa dall'iraq, unito alla guerra civile siriana, riesce a conquistare un'area che oggi è tipo 2/3 d'italia. tra homs e baghdad.

l'altroieri annuncia che il suo emirato, è diventato un califfato.
leggeteve che vuol dire califfo.
ora nel mondo islamico vi sono due teste, quella quaedista e quella del califfato.
come si legge sopra pare stiano in congresso i maggiorenti incazzosi della jihad internazionale per decidere a quale delle due organizzazione prestare giuramento come organizzazione leader.

state tuned.
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #9 ·
(CNN) -- In a bold declaration of its ambition, the Islamic State in Iraq and Syria has laid claim to leadership of the global Islamist movement, calling on Muslims worldwide to swear allegiance to its leader, Abu Bakr al-Baghdadi.
By claiming such preeminence, ISIS is seeking to eclipse al Qaeda and its leader, Ayman al-Zawahiri, in what analysts see as the most dramatic shift in militant jihadism since 9/11. But ISIS also makes the outlandish claims -- if its words are taken literally -- that it leads 1.5 billion Muslims and that the world, not just the deserts of Syria and Iraq, are its new stage.

What did ISIS say?
The declaration was made Sunday in a 34-minute audio message by ISIS spokesman and ideologue Abu Muhammad al-Adnani al-Shami, who said that from now on, ISIS would simply be called the "Islamic State." That is much more than a change of name; it simultaneously strips away the geographical limits imposed by the previous name and underlines the movement's control of a wide swath of territory in Iraq and Syria. It even suggests that the group should exercise authority over Islam's holiest places.
In a direct challenge to al-Zawahiri, al-Shami said it is now "incumbent upon all Muslims to pledge allegiance to the Khalifah Ibrahim and support him."
Khalifah Ibrahim is the name now given to al-Baghdadi, a secretive figure never seen in ISIS' voluminous propaganda output. Al-Shami says that al-Baghdadi has accepted the pledge of allegiance offered by senior figures of the "Islamic State."
ISIS releases chilling new video Militants battle Iraqi forces for Tikrit Armed U.S. drones fly over Baghdad An unlikely alliance
"Thus he is the imam and Khalifah of Muslims everywhere," al-Shami concluded with stunning brevity.
Why a caliphate matters
Al-Shami said that in the areas now controlled by the group, the legality of all states and organizations becomes null and void, an assertion that the colonial-era borders of the Middle East are no longer valid. Instead, they are replaced by a caliphate carved from ISIS' recent territorial gains.
A video released by the group Sunday underlined the point in graphic fashion, showing the destruction of a border crossing between al-Hasakah in Syria and the Iraqi province of Nineveh. ISIS also released a series of photographs purporting to show a parade through its Syrian stronghold of Raqqa in celebration of the declaration and of the Khalifah Ibrahim.
The restoration of the caliphate was the dream of al Qaeda leader Osama bin Laden in establishing al Qaeda, but ISIS has seized more territory, and more cities, than any al Qaeda affiliate. Al Qaeda in the Arabian Peninsula briefly took control of a string of towns in southern Yemen early in 2012 but was driven out of them later that year.

ISIS' methods -- especially its habit of summary executions -- and its refusal to accept al-Zawahiri's authority have also led to a very public and bitter rupture with the parent organization. ISIS was disowned by al Qaeda in February after defying al-Zawahiri's demand that it cease operating in Syria in favor of another al Qaeda affiliate, Jabhat al Nusra. Al Qaeda's General Command said that ISIS was "not a branch of the al Qaeda group ... does not have an organizational relationship with it, and al Qaeda is not responsible for their action."
But the group's successes have shifted the balance. In language that appears to taunt al Qaeda and al Nusra, al-Shami said Sunday: "They never recognized the Islamic State to begin with, although America, Britain and France acknowledge its existence. ... Should we consult those who have abandoned us? Those who have betrayed us? Those who have disowned us and incited against us?"

Different from al Qaeda
Charles Lister, a Fellow at the Brookings Doha Center, said the impact of the announcement "will be global as al Qaeda affiliates and independent jihadist groups must now definitively choose to support and join the Islamic State or to oppose it."
"While it is now inevitable that members and prominent supporters of al Qaeda and its affiliates will rapidly move to denounce al-Baghdadi and this announcement, it is the long-term implications that may prove more significant," Lister says.
Al Qaeda's declining potency in its Afghan-Pakistan heartland, the death of bin Laden and the group's fracturing into semiautonomous franchises have left a new generation of jihadists looking for a spiritual home -- and a field of combat. ISIS provides that, and it has a slick propaganda machine producing high-quality videos posted on social media.
But Charles Lister says: "Al Qaeda will retain considerable support, and once the dust has settled, we will very likely find ourselves in a dualistic position of having two competing international jihadist representatives: al Qaeda, with a now more locally focused and gradual approach to success, and the 'Islamic State,' with a hunger for rapid results and total hostility for competition."
Lister said ISIS has evolved as a tightly controlled group with "an almost obsessive level of bureaucracy, account-keeping, and centrally controlled but locally implemented military-political coordination." But unlike al Qaeda, it has also "developed an increasingly efficient model of governance, capable of simultaneously implementing harsh medieval justice and a whole range of modern social services."
To Aram Nerguizian, senior fellow at the Center for Strategic and International Studies, the question is: "How can they create governance structures that don't completely chafe against the social fabric of these towns?"
ISIS has grown exponentially over the last four years, taking advantage of ungoverned space and violent Shia-Sunni sectarianism to win the attention and support of thousands of would-be jihadists. It has attracted hundreds and probably thousands of fighters from across the Arab world and Europe. Even so, its forces are spread across a huge area and would be vastly outnumbered and outgunned by the Iraqi military should it reorganize into an effective force. And ISIS depends on powerful Sunni tribes to the west and north of Baghdad as its hosts and partners. If they perceive its practices as too draconian or its caliphate as marginalizing them, the tolerance they have shown in the face of a common enemy -- the government of Iraqi Prime Minister Nuri al-Maliki -- will soon evaporate.

What happens in Syria?
One of the biggest questions is how other groups in Syria respond. One smaller Syrian faction, Jeish al-Sahaba, has already declared its allegiance to the "Caliphate." At a local level, some al Nusra fighters pledged allegiance to ISIS before it declared the caliphate. "We unified with ISIS to stop bloodshed and spare our region and its countryside the danger of war and displacement," said al Nusra's leader in the eastern town of al Bokamal.
But other al Nusra elements clashed with ISIS in the town Monday and seem to be still working with other factions, even the relatively secular Free Syrian Army, in Deir Ezzor, a province where ISIS is strong. Most analysts foresee an inconsistent mix of competition and coexistence, even cooperation between the two groups, whose ideological roots are similar.
But many Muslims see the declaration of a caliphate as both apostasy and a ludicrous overreach by ISIS. The Syrian opposition council in Eastern Ghouta, an important area in the battle against the regime of Syrian President Bashar al-Assad, last week attacked any notion that ISIS could form a state.
"ISIS must delete the world 'state' from the name of the faction and to be jihadi faction because ISIS does not have tangible or religious structure," the council said, in a statement obtained by the Syrian Observatory for Human Rights.
A spokesman for the Free Syrian Army in eastern Syria, Omar Abu Leila, described the declaration of the caliphate as "unbelievable."
"There are millions of Syrians who are not with ISIS, so how can they speak about a caliphate in our land?" he said.
ISIS declares 'caliphate' stretching across Iraq and Syria
CNN's Raja Razek and Salma Abdelaziz contributed to this report.
 

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Discussion Starter · #11 ·
qui si sommano 3 fenomeni distinti a rendere l'intera area una polveriera assoluta di instabilità

innanzitutto la situazione di iraq ed afghanistan
il secondo tutto sommato ancora riesce a mantenersi in una minima stabilità grazie al grosso contingente nato che vi insiste ancora.
per il resto i talebani comunque stanno riprendendo forte protagonismo e controllo di diverse aree.
il secondo è in piena fratturazione in 3 stati con guerra civile in corso







poi abbiamo le primavere arabe



in nero gli stati in cui è avvenuto un colpo di stato, in rosso le guerre civili, in blu cambi di governo, in arancione grossi sommovimenti, in giallo piccoli sommovimenti.



e in ultimo la grande insurrezione del maghreb



guidata dalla al-quaeda del nord-africa e del maghreb (gruppo salafita preghiera e combattimento).
connessa a questa la guerra del nord-mali, e la dichiarazione di indipendenza dell'azawad, ovvero lo stato islamico del nord mali.
che insieme al califfato costituisce il secondo stato non-riconosciuto di estremisti islamici esistenti nell'area della mezzaluna verde.

sotto questo ancora gli ultimi tentacoli dell'islam radicale, che stanno portando ad una forma di guerra civile la nigeria.
sono i boko haram
 

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Discussion Starter · #12 ·
Il Kurdistan chiede l'indipendenza

IRAQ - Kurdistan. 01/06/14. Il Kurdistan iracheno nei prossimi mesi terrà un referendum sull'indipendenza, fonte BBC.

La testata britannica cita una dichiarazione del presidente Massoud Barzani che avrebbe pronunciato un discorso sull'autonomia. Il capo della regione ha criticato la politica di Baghdad, che secondo lui, ha portato alla attivazione di terroristi nel nord dell'Iraq.

Barzani ha inoltre detto che l'Iraq è di fatto diviso a causa della crisi attuale. Egli ha sottolineato che, nonostante la volontà dei curdi di partecipare alla sua risoluzione pacifica, il diritto all'indipendenza del popolo «è naturale e inalienabile». Barzani ha citato in favore della sua tesi l'art.140 della costituzione, che permette Kurdistan autonomo di tenere un referendum sull'indipendenza, in caso di disaccordo con le politiche delle autorità irachene. I militanti islamici hanno costretto le truppe governative al ritiraro in un numero di città nel nord dell'Iraq, che, secondo la BBC i curdi hanno lasciato che ISIS prendesse un paio di aree controverse o mal delimitate, tra cui Kirkuk, ricca di petrolio. Lunedi 30 giugno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha indirettamente sostenuto l'iniziativa Barzani, chiedendo la creazione di uno stato curdo indipendente come mezzo per contrastare i ribelli Stato islamico dell'Iraq e del Levante. Durante il suo discorso a Tel Aviv, Netanyahu ha detto che i curdi. «Sono un popolo di guerrieri». E si è dimostrato favorevole alla loro indipendenza. Islamisti sunniti da parte delle organizzazioni LIH stanno combattendo in Siria e in Iraq. Il 30 giugno i militanti hanno annunciato la creazione di un "Califfato" il cui capo è "il leader di tutti i musulmani", Abu Bakr al-Baghdadi. Il territorio del "califfato", che si estende dalla città siriana di Aleppo, nella provincia irachena di Diyala.

Le forze irachene sono riuscite a prendere il controllo della città di Tikrit e Udzha. Il governo iracheno ha acquistato dalla Russia degli aerei da combattimento. L'accordo è stato pari a 500 milioni di dollari e Mosca ha anche inviato consiglieri militari in Iraq per contribuire ad addestrare i piloti locali. Mentre gli Stati Uniti, a sua volta, ha inviato al paese di circa 300 soldati, così come elicotteri e droni. L'Iran, ha deciso di aiutare la iracheni sciiti e il governo con forze speciali militari.
 

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Discussion Starter · #13 ·
comunque il dato politico è che ancora nel 2014 se si vuole dire di conquistare il mondo si dice:

unitevi a me, e conquisterete Roma e il mondo, se Iddio lo vorrà!

:naughty:

roma ancora fa la parte del leone nei sogni bagnati dei conquistatori incazzati
 

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DIABOLIKVS
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Chiaramente una volta conquistata, Roma dovrà diventare Capitale del Califfato.

Che si chiamerà Romanato.
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #15 ·
sì ma così verremo sottoposti alla shar'ia!

barba lunga, poligamia, dominio assoluto nella casa, diritti esclusivi per gli uomini, legge del taglione.....

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a pà, ma se gli mandiamo un messaggio di sostegno?

:naughty:
 
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DIABOLIKVS
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Una volta instaurato il Romanato, potremo vendicare Varo una volta per tutte...e da lì muovere verso le terre dei sarmati e quindi il celeste impero.

A sud est, quale nuovo Califfo, ho intenzione di ribadire agli idolatri indù che Dio è uno.

E sono io.

Non sfuggiranno manco loro al Romanato, così libero i marò.
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #17 ·
e se arrivati a roma facessero quel che facemmo noi con i colleghi del califfo, quei sozzi cartaginesi che a distanza di secoli ancora infastidiscono, dando ristoro a lider ladri socialisti?
 

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DIABOLIKVS
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Negativo,
l'obiettivo è farne una città santa dell'Islam.

Certo, ci toccherà recladdare le chiese.
 

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e i 40 ladroni
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Negativo,
l'obiettivo è farne una città santa dell'Islam.

Certo, ci toccherà recladdare le chiese.
Recladdate l'islam, piuttosto.
 

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Inquisitore emerito
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Discussion Starter · #20 ·
CONTAGIO' GIORDANO? - Preoccupa la situazione anche in Giordania, dove, malgrado le froniere chiuse, il contagio dell'Isil è ormai più di una eventualità remota. A preoccupare Re Abdallah due manifestazioni che si sono tenute nei giorni scorsi a Maan, 250 chilometri a sud della capitale, dove per la prima volta sono apparse le bandiere nere dell'Isil. Secondo il Washington Post, i miliziani islamici stanno facendo proseliti nel regno hashemita. Alle proteste di Maan hanno partecipato decine di giovani, alcuni a volto coperto, che hanno gridato slogan contro il re ed esposto striscioni inneggianti alla jihad. La città è una tra le più povere del Paese, con un tasso di disoccupazione altissimo, soprattutto tra i giovani, e potrebbe trasformarsi in un terreno fertile per l'estremismo islamico.Le autorità giordane hanno blindato i 200 chilometri di confine con l'Iraq, posto in stato di allerta la polizia di frontiera e schierato carri armati e mezzi militari. Ma più che un'invasione dell'Isil, Amman teme che il movimento islamista stia creando una propria cellula nel Paese, una preoccupazione confermata da fonti di intelligence e dagli stessi manifestanti: "Non rispetteremo più il governo e stiamo cercando un'alternativa che ci assicuri i nostri diritti, l'alternativa è lo Stato islamico", ha annunciato uno dei dimostranti, Mohammed Kreishan.
 
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