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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #1 ·
Tirrenia di Navigazione S.p.A. è una compagnia di navigazione italiana controllata dalla Fintecna che collega con le sue navi merci e passeggeri diversi porti italiani e del Mar Mediterraneo. Ha sede centrale a Napoli. Il futuro dell'azienda è messo in discussione visti i bilanci passivi da diversi anni, e relativo indebitamento. Viene quindi ipotizzata una progressiva privatizzazione e vendita dell'azienda a partire dalle società regionali ad essa collegate. L'operazione è stata più volte proclamata dai vari governi, ma di fatto reso difficile oltre che dalle organizzazioni sindacali, anche dall'importanza che la società pubblica è incaricata a svolgere. L'azienda di stato ha per ora la concessione sino al 31 dicembre 2012, data in cui la società dovrà essere privatizzata. L'amministrazione capitanata da oltre 20 anni dall'amministratore delegato Franco Pecorini, è stata inoltre criticata per investimenti costosi e risultati sbagliati, come la commessa nel periodo 1996 - 1997 di quattro costosissimi traghetti superveloci, utilizzati per breve tempo ed ora accantonati in disarmo e di difficile vendita, dato gli onerosi costi di gestione di queste navi.

Il Gruppo Tirrenia è uno dei maggiori complessi armatoriali europei. È costituito, oltre che dalla capogruppo Tirrenia di Navigazione, comprendente anche la Divisione Adriatica, dalle società Caremar (Campania Regionale Marittima), Saremar (Sardegna Regionale Marittima), Siremar (Sicilia Regionale Marittima), Toremar (Toscana Regionale Marittima). Nella Tirrenia di Navigazione sono confluite diverse storiche società di navigazione: la Compagnia Italiana Transatlantica, la Società Florio, la Compagnia Sarda di Navigazione e la Società ADRIA.

La Tirrenia con la sua flotta di 90 navi traghetto trasporta ogni anno 13 milioni di passeggeri, imbarca 2 milioni di auto al seguito e 6 milioni e mezzo di metri lineari di veicoli commerciali. Il decennio 1996-2005 è stato caratterizzato da un cospicuo ammodernamento della flotta, concentrando l'attenzione sull'adeguamento degli standard di vita di bordo a quelli della concorrenza. All'entrata in servizio di diverse nuove e moderne unità navali si è dunque affiancato un generale restyling interno delle navi, negli arredi e nelle rifiniture, per un maggiore confort dei passeggeri. I vecchi traghetti, capienti ma obsoleti, sono stati accantonati gradualmente tramite il passaggio degli stessi alla divisione Adriatica, pur rimodernati, e con la vendita a società navali estere di larga parte della vecchia flotta. (da Wikipedia)

 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #2 ·
L'Espresso - Mal di mare
di Fabrizio Gatti
Traghetti vecchi, nessun controllo, informazioni oscure, ruggine e incuria persino sulle scialuppe.
In viaggio sulle carrette di Stato della Tirrenia


 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #3 ·
Il linciaggio quotidiano della RAS (Regione Autonoma Sardegna) sul trasporto marittimo:

Il Presidente Soru e l'assessore dei Trasporti Sandro Broccia: no alla proroga della convenzione alla Tirrenia fino al 2012
Nella riforma del trasporto pubblico locale rientrano anche i collegamenti navali con le isole di La Maddalena e San Pietro, che giocano un ruolo niente affatto marginale nella questione Tirrenia.

La Regione: stop al monopolio Tirrenia
Chiesta ufficialmente al Governo nazionale la fine della convenzione tra lo Stato e la compagnia Tirrenia per i trasporti marittimi. Già nella Finanziaria nazionale la possibilità di abbattere i costi dei biglietti, migliorare la qualità dei servizi e aprire un nuovo mercato alle imprese sarde.

Il Presidente Soru replica al segretario di Federmar Cisal
Le parole del segretario nazionale di Federmar Cisal, in merito alla vicenda Tirrenia, non sono piaciute al Presidente della Regione: il sindacalista vorrebbe infatti impedire l'imbarco ai sardi che vorranno imbarcarsi a Genova.

Le iniziative contro il monopolio Tirrenia
La Regione alla testa di un movimento crescente perché non sia rinnovata la convenzione alla compagnia delle Partecipazioni Statali. Il cattivo servizio per i passeggeri e le merci della Sardegna, gli altissimi costi di quella che appare sempre di più come una vera e propria servitù. Il modello della continuità aerea: un bando internazionale che assegni le rotte.

Broccia: "La proposta della Regione sulla continuità territoriale marittima è chiara"
L'assessore regionale dei Trasporti risponde in maniera ferma ai Riformatori che, nei giorni scorsi, avevano polemizzato sulla condotta tenuta dalla Giunta in merito alla convenzione della Tirrenia, in scadenza nel 2008. "Chi parla di una flotta sarda, confonde le acque", commenta Broccia.
 

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Sono diventato papà :)
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come si fa a ridurre una compagnia così bella come la Tirrenia allo stato in cui si trova? E' praticamente vergognoso, per quantio riguarda il discorso sicilia la suddetta sta venendo sempre più spiazzata dalle concocrrenti SNAV, GNV e USTICALINES, che peccato!!
 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #5 ·
Incontro ravvicinato, tranquillo Soru a tu per tu con Berlusconi come con Prodi rilancia: “Basta col monopolio della Tirrenia”
di Marco Murgia - altravoce.net



Basta con «il monopolio della Tirrenia», sarebbe un esempio reale di taglio dei costi della spesa pubblica del paese: «Costa molto allo Stato e complica la vita ai sardi». È il passaggio chiave dell'intervento di Renato Soru nel primo incontro tra il governo guidato da Silvio Berlusconi e i presidenti delle regioni a palazzo Chigi. Cambia l'interlocutore, ma non la sostanza: nella solidarietà e nelle rivendicazioni. Prima i rifiuti campani inviati da Prodi e accolti nell'isola, poi il sì sullo stesso argomento alle richieste del Cavaliere. Ora la liberazione dalle carrette del mare: il governatore aveva già portato la proposta al tavolo del Professore prima di ribadirla, ieri, davanti al nuovo premier.

Davanti è il termine esatto: quando i presidenti delle arrivano nella sala dell'incontro, ad attenderli ci sono Berlusconi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro dell'economia Giulio Tremonti e quello per gli affari regionali Raffaele Fitto. A Soru spetta il posto di fronte al Cavaliere: si guarderanno, questa volta, e visto il clima cordiale dell'occasione si saluteranno tranquillamente all'inizio e alla fine. Giusto per smentire la storiella raccontata dallo stesso Berlusconi durante il comizio elettorale a Cagliari, nella scalinata di Bonaria sotto casa del governatore, sugli incontri romani tra i due in occasione della vertenza sulle entrate.

Mise su lo spettacolino, il premier: «Quel signore lì», disse indicando l'abitazione di Soru, «a Roma fa così»: chiamò dal pubblico un volontario («Tu sei me, io sono Soru») e gli diede la mano girando la faccia dall'altra parte. E giù le risate. Ieri, invece, solo sorrisi: «Abbiamo ritenuto di disturbarvi per stabilire un rapporto diretto», ha detto Berlusconi. «Siamo qui per servirvi: abbiamo a cuore il bene dei cittadini e vogliamo fare le cose migliori: siamo a vostra disposizione».

Fra le cose migliori per la Sardegna, dice Soru, ci sarebbe lo stop «al monopolio della Tirrenia: costa molto allo stato e complica la vita ai sardi». Argomentazioni forti: è un esempio reale di taglio dei costi della spesa pubblica, sottolinea, anche perché «non chiediamo la costruzione di un ponte». Quello è un concetto che proprio non entra nelle idee del governatore, ribadito spesso negli ultimi giorni: vede l'insularità come una risorsa, ripete spesso di non giudicarla «un limite ma piuttosto un'opportunità», al punto che «se fossi maddalenino non vorrei neanche un ponte che unisse l'arcipelago a Palau».

È storia vecchia, quella della lotta al monopolio dei mari, ma anche dimostrazione di coerenza. Dovrebbe concludersi, secondo quanto deciso dalla Commissione europea il prossimo 31 dicembre. Ma già nel novembre dello scorso anno, dopo due giorni di colloqui serrati con Enrico Letta, allora sottosegretario della presidenza Prodi, sembrava che il traguardo potesse essere raggiunto già all'inizio del 2008. La Tirrenia, disse Soru in quella occasione, «produce pochissime ricadute occupazionali ed economiche sulla nostra isola» a fronte di un servizio «estremamente non adeguato che, in un modo o nell'altro, è nell'esperienza di tutti i sardi». Il percorso sarebbe dovuto essere tutto istituzionale: attraverso l'inserimento nella Finanziaria nazionale di un emendamento che impedisse il rinnovo della concessione alla compagnia di navigazione e contemporaneamente desse il via libera alla continuità territoriale via mare. Non si fece: per alcune prese di posizione incomprensibili nell'isola, su tutte quelle della Cisl, e per le pressioni della compagnia di navigazione napoletana a Roma.

Allora serve riprovarci: appunto, una dimostrazione di coerenza. Risposte: se ne dovrà parlare, vedremo, discutiamone. Sino alle parole di Giulio Tremonti, tutte a favore della liberalizzazione del mercato. Si vedrà, insomma: anche perché la disponibilità di ieri è tutta da verificare nei fatti: dopo tutto «siamo solo all'ouverture», ha sottolineato il governatore della Puglia Nichi Vendola.
 

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^^ho letto tempo fa sull'articolo "Tirrenia mal di mare" che ci sono due navi superveloci bellissime, NUOVISSIME ma inutilizzate perchè costano troppo, e ora sono li a marcire!!!!!!!!!!!!!
 

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^^ho letto tempo fa sull'articolo "Tirrenia mal di mare" che ci sono due navi superveloci bellissime, NUOVISSIME ma inutilizzate perchè costano troppo, e ora sono li a marcire!!!!!!!!!!!!!
credo siano state per anni "parcheggiate" ad Olbia.
le vedevo lì ferme a ricoprirsi di salsedine...mentre circolavano alcune "navi bananiere" adibite a traffico passeggeri con scritto sopra Tirrenia....
 

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Sardegna In Volo
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come si fa a ridurre una compagnia così bella come la Tirrenia allo stato in cui si trova? E' praticamente vergognoso, per quantio riguarda il discorso sicilia la suddetta sta venendo sempre più spiazzata dalle concocrrenti SNAV, GNV e USTICALINES, che peccato!!
Motivi molto semplici, senza offesa...ma la gestione Napoletana e' stata disastrosa. Si sono visti miliardi e miliardi mangiati da non si sa chi. Il fatto di avere le concessioni nazionali sulle rotte che coprono circa l'80% del fatturato tirrenia (Continente -> Sardegna -> Continente) ha fatto sì che tirrenia non si sviluppasse. Solo con l'arrivo delle Grandi Navi Veloci e le loro navi moderne e stile nave da crociera la tirrenia e' dovuta correre ai ripari costruendo nuove navi e rimodernizzando le vecchie. Anche se comunque molte navi son state trasformate 3/4 volte in cantiere.
Basti pensare alle navi tipo "Nuove strade" che da così:

Sono diventate così:
 

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Sardegna In Volo
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credo siano state per anni "parcheggiate" ad Olbia.
le vedevo lì ferme a ricoprirsi di salsedine...mentre circolavano alcune "navi bananiere" adibite a traffico passeggeri con scritto sopra Tirrenia....
Penso vi riferiate alle navi Scatto, Guizzo, Aries, Capricorn, Scorpio e Tauron. Navi Idrogetto che per funzionare hanno bisogno di una quantita' immensa di benzina, per cui ritenute troppo onerose. Tra cui la difficolta' a partire con mare mosso, per cui oltre che dispensiose problematiche. Queste navi vanno a 40 nodi rispetto alle nuove navi che vanno a 29 nodi circa..
 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #10 ·
Penso vi riferiate alle navi Scatto, Guizzo, Aries, Capricorn, Scorpio e Tauron. Navi Idrogetto che per funzionare hanno bisogno di una quantita' immensa di benzina, per cui ritenute troppo onerose. Tra cui la difficolta' a partire con mare mosso, per cui oltre che dispensiose problematiche. Queste navi vanno a 40 nodi rispetto alle nuove navi che vanno a 29 nodi circa..
Credo ci fossero anche dei problemi di "onde anomale" nel Golfo dell'Asinara ed in Gallura, vista l'eccessiva velocità.
 

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Felis, leggende metropolitane...
l'onda c'era quando arrivava dentro il goldo di Olbia e iniziava a decellerare.
colpia Golfa Aranci da una parte e Punta Saline dall'altra.
ma era poca roba.
la realtà è che le hanno ordinate, ci sarà stato un bel giro di mazzette e poi visti i consumi enormi le hanno sostanzialmente ...buttate via.

avrebbero potute rivenderle perdendoci qualcosa...invece le fanno marcire.

poi qualcuno si chiede perchè Tirrenia fallisce...
 

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l'onda c'era, conosco persone di Punta Saline che l'hanno vista e "toccata", quando praticamente sommergeva il capo.
il problema è che le navi entrano nel golfo di Olbia lungo 2 canali, per il resto l'acqua è bassissima, le onde così diventano pericolose.
la soluzione però c'era...palese e logica: far rallentare il traghetto sino alla velocità normale di crociera delle altre navi da un paio di miglia prima di entrare nell'area compresa tra le isole di Figarola e Tavolara.

avrebbe perso 10 minuti di tempo.
tutto qui.

il problema era legato ai consumi elevati e al fatto che Tirrenia, da sempre, fa prezzi POLITICI, molto bassi, troppo bassi.
e un traghetto che consuma di più rispetto la media rende in passivo il guadagno della linea.
ergo...non si apre la nuova linea e il nuovo superfigoaliscafoturbo si lascia marcire.
 

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Sardegna In Volo
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Io parlavo di altra leggenda metropolitana...l'onda anomala continua che si diceva arrivare in spiaggia. Dopo uno o due episodi si era imposto di rallentare. Poi pero' ad ogni onda che arrivava in spiaggia la gente dava la colpa ai traghetti ed e' diventata leggenda metropolitana ;)
 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #18 ·
Ora il traghetto costerà di più? Tagli alla Tirrenia (IlGiornaleDiSardegna, 9 giugno 2008)
Per far fronte alle mancate entrate legate al taglio dell'Ici, lo Stato ha ridotto di 27 milioni di euro il contributo alla compagnia statale di navigazione Tirrenia e alle collegate, come la Saremar, che servono Carloforte e La Maddalena. Per i sardi, ora, c'è il rischio concreto di un rincaro dei prezzi delle traversate verso la Penisola e le isole minori.

Le solite idee geniali di Berlusconi: togliere i fondi lasciando il monopolio, così il risparmio delle tasse se lo pagheranno i sardi: e gli sta benissimo, ai sardi, tanto idioti da votare un partito che ha fatto eleggere quasi la metà di candidati non sardi nei propri collegi. :eek:hno:
 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #19 ·
Wow, stiamo accellerando: adesso sarà divertente come farà l'unto del SignorCraxi a finanziare i sindacati invece di ascoltare Confindustria. :bash:


''Sarebbe un vero controsenso mantenere una 'Alitalia del mare'''
Tirrenia, Coccia (Confitarma): ''Basta rinvii, faremo barricate per privatizzazione''
Il presidente degli armatori privati punta il dito contro la ''concorrenza scorretta'' esercitata dalla compagnia di navigazione a partecipazione statale: ''Ci sono almeno 2-3 cordate pronte e ci attiveremo in tutte le sedi''


Roma, 21 mag. (Adnkronos)- Confitarma affila le armi sul fronte della privatizzazione di Tirrenia. Gli armatori privati, infatti, non sono piu' disposti ad accettare ulteriori rinvii e, ora che il quadro politico lo consente, si attiveranno in tutti le sedi perche' l'operazione vada in porto. E' questo il monito che e' giunto oggi dal presidente di Confitarma, Nicola Coccia, assicurando che ci sono almeno 2-3 cordate pronte a scendere in campo per acquisire al societa' di navigazione ancora in mano pubblica. ''Basta a tattiche dilatorie, faremo anche le barricate'', ha detto, senza mezzi termini, a margine della Giornata del Mare, organizzata da Federmare.

''Vediamo- ha denunciato Coccia- una tattica tesa a rinviare l'argomento per arrivare prima a ottobre, poi a novembre e poi fino al momento in cui non si puo' fare niente''. E il presidente di Confitarma punta il dito contro la ''concorrenza scorretta'' esercitata da Tirrenia nei confronti dell'armamento privato.

''Fatte salve le attivita' delle societa' regionali, che hanno il loro ruolo importante, c'e' un forte impatto di Tirrenia- ha spiegato Coccia- sui collegamenti dove operano gli armatori privati, con navi piu' moderne e con una maggiore capacita' di stiva. Per sviluppare le nostre autostrade del mare, non possiamo subire la concorrenza di un competitor scorretto che finanzia le proprie perdite a carico dello Stato''.

Confitarma punta, dunque, i riflettori sulle mosse che il nuovo Governo intende muovere sul 'dossier' Tirrenia. ''Non abbiamo ancora elementi nuovi. L'unica certezza e' Pecorini, l'ultimo grande boiardo, che dopo 26 anni vuole rimanere per molto altro tempo ancora'', ha detto Coccia non risparmiando una battuta diretta all'amministratore delegato di Tirrenia Franco Pecorini.

''Il nostro Paese- ha aggiunto il numero uno di Confitarma- e' l'ultimo paese al mondo ad avere una flotta pubblica che fa una competizione scorretta nei confronti dei privati. Ora, tutti i termini sono scaduti e faremo le barricate per arrivare alla definizione di un assetto privatistico della gestione di Tirrenia. Ci sono almeno 2-3 cordate pronte e ci attiveremo in tutte le sedi, ora che ci sono anche le condizioni politiche. Peraltro- ha sottolineato- proprio nel momento in cui si sta cercando una soluzione per Alitalia, sarebbe un vero controsenso mantenere una 'Alitalia del mare'''.



Coccia ribadisce: necessario privatizzare Tirrenia
Le rassicurazioni del sottosegretario ai Trasporti Giachino al presidente Confitarma

03/06/2008 - 12:40 - L'assemblea annuale di Federagenti è stata un'ulteriore occasione per il presidente Confitarma, Nicola Coccia, per ribadire la necessità di privatizzare Tirrenia. Per Coccia l'attuale vertice, con l'a.d. Pecorini in carica da oltre 20 anni, non è una garanzia per una privatizzazione condotta "in totale trasparenza", si legge su Il Sole-24 Ore.
Coccia chiede di affrontare il problema privatizzazione subito, prima che si arrivi a fine anno a rinnovare le concessioni statali, in scadenza proprio a dicembre.
In risposta a queste solecitazioni, il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino ha ribadito la volontà dello Stato di uscire dalla compagnia di navigazione.


TIRRENIA: FIT-UILT, NO A IPOTESI SMEMBRAMENTO. GOVERNO CI CONVOCHI

(ASCA) - Roma, 4 giu - I segretari generali di Fit-Cisl e Uilt, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia, in una nota congiunta dicono no a ogni ipotesi di smembramento di Tirrenia e chiedono un incontro al Governo. ''Le recenti esternazioni del Presidente di Confitarma fatte all'Assemblea di Federagenti - affermano i sindacalisti - destano gravi preoccupazioni nel merito e nel metodo in quanto mirano a far saltare il progetto di riassetto e privatizzazione della flotta pubblica cosi' come sostenuto dal Sindacato per garantire mobilita' all'utenza e difendere l'occupazione nel settore''. In particolare, per Claudiani e Caronia, ''la richiesta da parte del Presidente di Confitarma al Governo di azzerare il vertice Tirrenia peraltro in altra dichiarazione definito invece valido ed efficiente per i risultati ottenuti mostra come abbia il chiaro scopo di voler eliminare chi si oppone ad una svendita del Gruppo Tirrenia''. ''Il Sindacato tutto - concludono i sindacalisti - si opporra' con determinazione ad ogni ipotesi di smembramento, di spezzatino e di distruzione di questo grande patrimonio del Paese e sollecita, come gia' fatto con una nota, un incontro con il Governo per affrontare e definire la questione''.

TIRRENIA: FILT CGIL, URGENTE CONFRONTO CON GOVERNO
(ANSA) - ROMA, 6 GIU - Avviare ''un confronto immediato'' su tutte le problematiche del settore marittimo, armamento pubblico e privato ed in particolare sul futuro di Tirrenia: e' la richiesta formulata al nuovo Governo dalla Filt Cgil. La Filt chiede al Governo, si legge in una nota, di ''approvare il piano industriale per dare attuazione agli investimenti previsti, confermare la proroga della convenzione al 2012, affidare le societa' regionali alle rispettive Regioni assicurando cosi' la necessaria continuita' di servizi e, per poter avviare un processo di privatizzazione capace di coniugare l'esigenza di salvaguardare il lavoro in tutti i suoi aspetti e gli interessi del Paese, sconfiggendo ogni tentativo di svendita del patrimonio con le conseguenze negative che cio' avrebbe sui lavoratori''. (ANSA). COM-BRB
 

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Vivere SS 729
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Discussion Starter · #20 ·
Tirrenia non sarà l’Alitalia del mare ecco le "cordate" pronte a rilevarla

MASSIMO MINELLA - LaRepubblica 9 giugno 2008

Tempo scaduto, o quasi, per Tirrenia. Il destino della flotta pubblica sarà più chiaro fra una manciata di giorni, quando il governo si pronuncerà sui nuovi vertici del gruppo. Il mandato del presidente Roberto Tana e dell’amministratore delegato Franco Pecorini è scaduto alla fine di maggio e al momento appare "congelato" in una proroga che pare però destinata a durare pochissimo. Entro metà giugno, infatti, si dovrebbe sapere se il lungo regno di Pecorini sul trono di Tirrenia (ventisei anni) è arrivato, o meno, al capolinea. E da questa decisione discenderà tutto il resto.
Se l’intenzione del governo, come appare più probabile, sarà quella di privatizzare la flotta di Stato, allora toccherà quasi sicuramente a un nuovo amministratore, o a un commissario, gestire la delicata fase di transizione. A quel punto tutto sarà più chiaro e gli imprenditori privati interessati a partecipare al bando di gara potranno finalmente uscire allo scoperto. I nomi? Disponibile a valutare il dossier c’è sicuramente Gianluigi Aponte, proprietario del gruppo armatoriale Msc. Ma si ipotizzano anche cordate fra armatori che, da sempre concorrenti sulle stesse tratte, ora potrebbero unire i loro sforzi per assicurarsi la compagnia di bandiera. Fra gli altri, si fa il nome di Vincenzo Onorato, proprietario della Moby Lines. Ma è certo che di fronte a un’opportunità come quella della Tirrenia privata non si tirerà indietro nemmeno il decano degli armatori italiani, il genovese Aldo Grimaldi, presidente di Grandi Navi Veloci e proprietario di Grimaldi Holding. «Faremo fino in fondo la nostra parte, nel rispetto di tutti i vincoli che il governo porrà, a cominciare dalla tutela dell’occupazione — spiega Nicola Coccia, presidente degli armatori privati italiani riuniti in Confitarma — Non ci sono più le condizioni perché lo Stato continui a mettere soldi su rotte che sono già ampiamente coperte dagli armatori privati. E’ una situazione che a lungo andare non può reggere, che assorbe oltre 200 milioni di euro l’anno e che negli ultimi quindici anni è arrivata a un costo di oltre 2 miliardi di euro. Una situazione che prefigura, senza opportuni interventi, l’esplosione di un caso analogo a quello dell’Alitalia».
Un’Alitalia del mare, insomma, da evitare a ogni costo e quindi da condurre in porto nel più breve tempo possibile, attraverso una serie di passaggi obbligati che, riservatamente, il governo avrebbe già individuato: la decisione di privatizzare, la scelta di un nuovo management per gestire la transizione e di un advisor; il lancio del bando di gara con la selezione delle offerte.
Tirrenia ha oggi una flotta di 76 navi che le consentono di effettuare 60mila traversate l’anno, percorrendo 4 milioni di miglia e trasportando 13 milioni di passeggeri, 2 di auto e 6,5 milioni di metri lineari di veicoli commerciali. Un business che il gruppo segue con Tirrenia e Adriatica per i collegamenti nazionali e internazionali, e con le quattro controllate (Caremar, Siremar, Toremar e Saremar) per i regionali.
Possibile che i privati vogliano accollarsi tutto quanto? «Tirrenia è nata per assicurare la continuità territoriale per i collegamenti dal continente alle due isole principali, Sicilia e Sardegna. Ma ormai quella continuità è oggi totalmente soddisfatta, agli stessi prezzi, dagli operatori privati che hanno sempre corse in coincidenza con quelle della flotta pubblica — spiega Coccia — Per questo non ci sono più valide motivazioni per continuare a operare, usufruendo del regime delle sovvenzioni pubbliche. Il precedente governo aveva ipotizzato il prolungamento del regime di sovvenzioni fino al 2012, ma questo non deve accadere e si deve rispettare la scadenza originaria: la fine del 2008». Confitarma teme invece che in attesa di una decisione chiara prima della pausa estiva, si finisca per rinviare tutto all’autunno per poi far scivolare nuovamente la proroga delle concessioni.
Partita differente è invece quella delle società regionali per cui gli operatori privati vedrebbero bene dei bandi di gara per la gestione del servizio di trasporto. «Il primo passo dovrebbe proprio essere quello di dirottare le società verso le regioni di riferimento interessate dai collegamenti per le isole minori — continua il presidente degli armatori italiani — A questo punto ogni regione dovrebbe fare la sua valutazione, scegliendo se organizzare in proprio il servizio o se mettere in gara i collegamenti. Sarebbe comunque già un fatto molto positivo se il governo scegliesse di separare i destini di Tirrenia e delle società regionali, così da cominciare a mettere un po’ più di ordine nelle cose. E poi decidesse di annunciare la privatizzazione, affidando il compito a un nuovo vertice, visto che quello in sella da così tanto tempo non può certo cambiare pelle all’improvviso».
Sarà comunque una partita difficile e molto delicata, tenuto conto che il sindacato ha già fatto sapere di non essere disponibile a condividere un progetto che potrebbe avere pesanti ricadute sul fronte occupazionale, già stimati in circa 1.600 esuberi. «L’Italia ha un problema gravissimo, che è la cronica mancanza di marittimi — spiega Coccia — Come si può pensare di ridurne ancora il numero? In Confitarma è appena entrata tutta la flotta fluviale russa, acquistata dal gruppo Barbaro. Ci facciamo carico dei marittimi russi e qualcuno pensa che Confitarma voglia danneggiare i nostri? Ma il problema non si porrà nemmeno con gli amministrativi. A parte il fatto che Tirrenia dispone di un management esperto a cui a più riprese hanno già attinto le imprese private, ritengo che eventuali problemi di eccedenze a terra potranno essere gestite con un fondo di qualche decina di milioni in grado di garantire uno scivolo per l’uscita dal lavoro. Una cosa è certa: la concorrenza sleale fatta ai privati grazie al sostegno pubblico rischia di metterci fuori mercato, proprio nel momento in cui l’Italia potrebbe acquisire la leadership del cabotaggio dentro al Mediterraneo».
 
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