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Discussion Starter · #1 · (Edited)
Gli edifici che compongono ai giorni nostri la Cavallerizza Reale facevano parte di un grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica ideato da Carlo Emanuele II di Savoia, che nel 1668 stabiliva la necessità di trasformare radicalmente il volto della città di Torino, dotandola tra l’altro di un prestigioso istituto, l’Accademia Militare, in grado di formare alti ufficiali, attingendo dalle giovani leve della nobiltà piemontese e non solo. La costruzione della prima parte “barocca” della Accademia Militare e della Cavallerizza Reale, che attraverso il Teatro Regio (terminato nel 1740) si collegavano a Palazzo Reale e al Duomo, con la Cappella della Sindone, costituisce il culmine di questo progetto architettonico e sociale, che significativamente univa tutti gli edifici nevralgici della capitale al sovrano e alla sua dimora. Amedeo di Castellamonte era l’architetto chiamato dai Savoia a elaborare un progetto unitario che non fu realizzato per intero, e subì modifiche nel corso dei lavori, ai quali si succedettero tra gli altri Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. Nelle Relazioni sull’Andamento delle costruzioni per le fabbriche e le fortificazioni, conservate presso l’Archivio di Stato di Torino, la Cavallerizza si dichiarava eretta tra il 1740 ed il 1741 secondo il disegno di Benedetto Alfieri, per uso dell’Accademia Militare. La Cavallerizza mantenne fino alla fine dell’Ottocento la sua funzione di area delle attività di servizio al Palazzo Reale e agli edifici di comando dello Stato Sabaudo: giochi ed esercizi cavallereschi, maneggio, scuderie e riparo per le carrozze sono ricordati ancora negli stucchi e nelle decorazioni sui portali e sulle volte. Le scuderie, infine, vennero portate a compimento a metà Ottocento su progetti di Carlo Bernardo Mosca e di Ernesto Melano. Nel secondo Novecento il braccio della Zecca venne occupato dalla Polizia di Stato, che utilizzò la Cavallerizza come ricovero per i propri mezzi, mentre parte degli edifici circostanti furono destinati ad abitazioni popolari. Verso la fine del secolo scorso il Comune di Torino ha acquisito dal Demanio l’intera area da restaurare
http://www.teatrostabiletorino.it/cavallerizza-reale/

Cavallerizza Reale

L’edificio viene progettato, all’interno della “zona di comando”della capitale barocca nel 1740 dal Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri, per svolgervi gli esercizi equestri. Realizzato solo per metà, è oggi un grande spazio in austero stile barocco adibito a funzioni teatrali.

Costruzione: 1740 - 1742
realizzazione della nuova Cavallerizza al posto della manica orientale delle scuderie castellamontiane su progetto dell’architetto Benedetto Alfieri, rimasto incompiuto
Trasformazione: 1840
progetto dell’architetto Ernest Melano per la parte centrale delle scuderie castellamontiane, rimasta irrisolta, e realizzazione di un ambiente voltato a un solo piano fuori terra
Trasformazione: 1840
progetto dell’architetto Ernest Melano per la parte centrale delle scuderie castellamontiane, rimasta irrisolta, e realizzazione di un ambiente voltato a un solo piano fuori terra
Bombardamento: 13 Luglio 1943
http://www.museotorino.it/view/s/f9695f4625ba437ea1fed462e27dac71


http://www.lucianopia.it/opere-e-progetti/2013-former-farmhouse-cascina-fossata/
 

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Discussion Starter · #6 ·
Dopo l'incendio, TRE pretendenti per la Cavallerizza

Chi sono i soggetti interessati ad acquistare il complesso barocco patrimonio dell'Unesco: la società Building e due fondi di investimento. Vocazione culturale, residenze e piccole botteghe, un teatro nei progetti possibili






Vocazione culturale prima di tutto, a partire dal teatro nel Maneggio Reale, e poi un hotel de charme verso i Giardini Reali, botteghe artigiane, locali, residenze per studenti, uffici e abitazioni: è il piano del Comune per rilanciare la Cavallerizza dopo la vendita a un privato per una cifra fissata in 11,5 milioni. Già tre i "pretendenti" che si sono fatti avanti: uno - l'unico finora a presentare una formale manifestazione d'interesse - è la torinese Building Spa, specializzata in ristrutturazioni di lusso​
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Pietro Boffa: "Vorremmo ricreare un quartiere ma i vincoli per ora ci bloccano"


http://torino.repubblica.it/cronaca...re_ma_i_vincoli_per_ora_ci_bloccano-94822635/

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Fassino: il futuro della Cavallerizza non cambierà
“La struttura mantiene la sua vocazione culturale”. L’edificio resta in vendita nonostante gli appelli




http://www.lastampa.it/2014/09/01/c...on-cambier-7v0Ts6W9n1ORFjEVggCPQP/pagina.html
http://www.skyscrapercity.com/showt...ght=building+cavallerizza+reale#post116995172
 

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Cronologia recente:
Dal novembre 2013 il Teatro Stabile ha lasciato gli spazi che gestiva
Nel maggio 2014 parte del complesso è stato occupato (con riapertura dei giardini reali alti)
Nell'agosto 2014 è stato appiccato un incendio doloso a parte delle pagliere (colpevoli ignoti)

Il sito dell'occupazione https://cavallerizzareale.wordpress.com/ è ricco di informazioni e foto:
Storia https://cavallerizzareale.wordpress.com/storia/
Piante https://cavallerizzareale.wordpress.com/documenti/piante-schede-modelli/
Rassegna stampa https://cavallerizzareale.wordpress.com/documentazione/stampa/
ecc.


Video de LaStampa http://www.lastampa.it/2015/02/28/m...bbandonato-mTQ1cGJX1llLrNmccgNHHJ/pagina.html
 

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Cavallerizza, ultimatum delle banche. “Entro giugno piano per la vendita”
Intesa e Unicredit scrivono al Comune chiedendo progetti certi per il complesso di via Verdi e gli altri immobili cartolarizzati


Suona come un ultimatum la richiesta inviata da Intesa Sanpaolo e da Unicredit al Comune di Torino qualche giorno fa. Le due banche chiedono al comune entro il 30 giugno un piano dettagliato per la dismissione di un pacchetto di immobili tra i quali figura anche la Cavallerizza e l’ex zecca di via Verdi. Per capire perché si è arrivati all’ultimatum, occorre fare un salto indietro alla fine del 2009. Quando il comune, alla ricerca di nuove fonti di finanziamento per far fronte ai propri impegni, decide di «cartolarizzare» una parte del suo patrimonio immobiliare.

[...]


A questo punto però le banche, anche in virtù della difficile vicenda della Cavallerizza, chiedono un po’ di chiarezza e fanno partire la richiesta di un piano dettagliato per la commercializzazione degli immobili. Sul secondo lotto restano infatti da rimborsare poco più di 30 milioni di euro. Nessun timore particolare, spiegano dagli istituti coinvolti. Piuttosto, la voglia di un po’ di chiarezza.
http://www.lastampa.it/2015/05/15/c...la-vendita-FFsdTMJR3wXSAUAtTAHS5I/pagina.html
 

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Un anno di “Occupy Cavallerizza”
Il movimento organizza concerti, social-picnic e una radio. Ma fa scappare gli investitori

[...]

La fuga degli investitori

Un anno di occupazione però ha il suo lato B, quello che sta costando a Palazzo civico l’empasse della vendita del comprensorio gioiello degli edifici che ha in catalogo il Comune. E ora però le banche battono il tempo all’amministrazione. I fatti sono chiari: già prima dell’occupazione sono andate deserte due gare. Da un anno a questa parte, però, come spiegano alla Divisione Urbanistica, l’interesse da parte degli investitori si è molto intiepidito. Un bene occupato, specialmente con i paletti che hanno posto i suoi occupanti rispetto ad una sua ipotetica vendita, vede fuggire i possibili acquirenti. E suona come un ultimatum la richiesta inviata da Intesa Sanpaolo e da Unicredit al Comune di Torino qualche giorno fa. Le banche chiedono al comune entro il 30 giugno un piano dettagliato per la dismissione di un pacchetto di immobili fra cui c’è la Cavallerizza. E il Comune sembra avere pronta la ricetta: «Il processo decisionale che, presto, illustreremo è la quintessenza della democrazia» sostiene l’assessore al Patrimonio Gianguido Passoni. Fra qualche giorno si sveleranno gli ingredienti.
http://www.lastampa.it/2015/05/23/c...vallerizza-xWyxBo3gD22k1An8zaFtGL/pagina.html
 

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Onestamente mi sembra un po' tirata per i capelli questa cosa: al momento la Cavallerizza non è un centro sociale occupato. E' un'occupazione all'acqua di rose, con laboratori teatrali, spettacolini, corsi di danza, lezioni di yoga e altre robe da fricchettoni.

In linea di massima non mi piacciono le occupazioni, ma questi mi sembrano tutt'altro che minacciosi e inamovibili, tanto più che da progetto mi pare sia stata accolta la loro richiesta di mantenere alcuni spazi da dedicare a sala prove e spettacoli.
 

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diciamo che siamo in una situazione "intermedia": il comune ha accondisceso che la struttura sia quantomeno "tenuta in piedi" dall'organizzazione, pena lo sfacelo assoluto, attirandosi anche di conseguenza le simpatie di una vasta platea (le sere del weekend ci organizzano serate che accolgono centinaia di persone).
 

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Discussion Starter · #20 ·
Nasce la nuova Cavallerizza

tutti gli enti e le istituzioni toccati dal problema e desiderosi di risolverlo hanno sostanzialmente stretto un patto, ufficializzato ieri mattina a Palazzo Civico davanti all’assessore al Patrimonio, Gianguido Passoni. Patto che prevede, entro l’estate, di arrivare a stendere una sorta di masterplan della Cavallerizza, cioè le indicazioni di ciò che si potrà fare in ogni frazione del complesso urbanistico, con relativo piano di costi e sostenibilità economica di tutte le parti di proprietà comunale e di quelli acquisiti dal Demanio militare dalla Cassa depositi e prestiti di Cassa, con un occhio ai giardini dei bastioni che sono diretta competenza della Sovrintendenza.

Sovrintendenza che, ieri, con Luisa Papotti, era presente al tavolo dove sedevano Comune, Regione, Archivio di Stato, Università, Edisu, Compagnia di San Paolo, Stabile, Regio, Accademia di Belle arti e pure Politecnico e Architettura. Attorno al tavolo c’erano, infatti, anche i professori Gron e Elisabetta Forni, sempre in prima fila con i giovani di «Cavallerizza 14,45» che occupano da un anno l’edificio. Anche loro potranno, e chiunque lo desidera, potrà suggerire progetti, idee per la cavallerizza che verrà. Gli architetti di «Homers» valuteranno ogni idea, ogni richiesta mentre gli economisti di «Equiter» valuteranno costi e sostenibilità economica di ogni progetto. Il masterplan che ne verrà fuori sarà la «Bibbia della Cavallerizza» alla quale dovranno rifarsi gli investitori che riterranno di partecipare al bando o bandi che verranno per trasformare il sogno in realtà. Passoni: «Un processo più democratico non esiste».
http://www.lastampa.it/2015/05/26/c...vallerizza-kTrj69ZCJaXFN9Kt5VEiHO/pagina.html
 
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