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Progetto Guggenheim

Chiamparino lancia l'idea durante la visita a New York. Le sesta sede del museo potrebbe nascere nell'ex Ogr

RAPHAEL ZANOTTI
Se Torino diventerà la sesta sede del Guggenheim Museum nel mondo lo dovrà probabilmente a un risotto. Galeotta fu la tavola attorno a cui, in maggio, si sono incontrati il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, il direttore dello Staff College Staffan De Mistura e Tom Banks del Guggenheim. Si era a New York, Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. In quel momento ambasciatori e personalità degustavano le prelibatezze preparate dagli undici cuochi piemontesi sbarcati all’Onu per il «Food Festival». E tra un apprezzamento e un bicchiere di Barolo, ecco l’idea. Quasi buttata lì, tra i tovaglioli della tavola, per fare conversazione. «Torino sarebbe un’ottima sede per il Guggenheim, perché non ci viene a trovare?».

Al ritorno a Torino, l’idea è piaciuta, ha cominciato a prendere forma. E così ci si è messi al lavoro. Con De Mistura, direttore della scuola per alti funzionari dell’Onu, a stabilire rapporti e il sindaco a coltivarli. Alla fine la visita c’è stata. Memore del risotto, e delle buone chiacchiere, l’esponente del Guggenheim a Torino c’è venuto davvero, nelle scorse settimane. E ha fatto un giro per verificare se quel progetto nato un po’ per caso fosse davvero realizzabile. I ciceroni del Comune l’hanno accompagnato in giro per la città. L’idea era soprattutto quella di proporre la reggia di Venaria Reale come sede. Banks l’ha visitata, l’ha trovata splendida, ma non adatta. Per riuscire a farne un distaccamento dell’importante museo di arte moderna e contemporanea sulla Quinta Avenue ci sarebbero stati troppi lavori.

Poi, però, l’ambiente idoneo è spuntato fuori. Quando Banks ha visto i 30.000 metri quadri delle ex Officine Grandi Riparazioni di via Castelfidardo, gli si è acceso un sorriso sul volto. Il passaggio successivo è stato contraccambiare il gentile invito. «Signor sindaco, perché a metà luglio non viene a visitare il Guggenheim di Bilbao, così le mostriamo che cosa abbiamo fatto da quelle parti?». Il distaccamento spagnolo ha dimensioni simili a quelle delle ex Officine Grandi Riparazioni: 32.500 metri quadri studiati e disegnati dalle effervescenti linee dinamiche dell’architetto nordamericano Frank O. Gehry. È costato 300 milioni di dollari. Per rimettere in sesto le ex Ogr ce ne vorrebbero 500. Ma dove trovarli?
È stato a quel punto che la tavola è tornata utile un’altra volta. Il sindaco ha subito informato Corrado Passera dei passi avanti fatti. E quest’ultimo pare si sia dimostrato molto entusiasta. Tanto da promettere il suo impegno nel reperimento dei fondi. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma i contatti che ci sono stati fanno ben sperare. Soprattutto per le ex Ogr, da tempo indicate come futura sede della Gam ma con problemi di finanziament

per ora è aria fritta ma.... che colpo sarebbe per Torino!!!
 

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Sicuramente Torino sarebbe in grado di ospitare pure un distaccamento del Louvre volendo, però se togliamo ad una città come VEnezia il Guggenheim cosa ci rimane a parte la biennale di contemporaneo?

Non ho ben capito poi se Torino si candida a sostituire in toto la sede veneziana o ad ospitare una parte della collezione.

Se si trattasse di una succursale minore allora sarei d'accordo ma sostituirsi interamente a Venezia sarebbe una mazzata per questa città che più di qualsiasi altra in Italia ha bisogno di arte contemporanea.

Detto questo è vero che il Guggenheim di Venezia è poco valorizzato e nel caso in cui Torino presentasse un valido piano alternativo (cosa che non ho dubbi farà se la cosa andrà avanti) è sacrosanto venga presa in considerazione.. ma spero che di fronte all'ultimatum della fondazione e alla temibilissima proposta torinese il comune di Venezia si dia una mossa perchè farsi togliere un'istituzione culturale come questa sarebbe La Vergogna, di quella da prendere a calci sindaco e amministrazione!!!
 

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Bob The Builder
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personalmente sentire Guggenheim e VEnezia..... sinceramente ho sempre pensato e penso che siano due cose opposte.... secondo me la collocazione naturale del guggenheim è una città come torino!!!!! io tifo caldamente per torino
 

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^^

beh se vogliamo ulteriormente affossare Venezia questo è l'occasione giusta.. senza nulla togliere a Torino sia chiaro.

poi secondo me il Guggenheim a Venezia ha un fascino particolare
 

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Bob The Builder
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sinceramnte non mi sembra di aver sparato zero su venezia.... ho solo detto che lo preferirei in una città come torino che è molto sottovalutata...
 

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...A proposito di Gugghenaim ..qualunque sia la sede prescelta spero che non si risolva nell'ennesima bolla di sapone...Voi forse non ne avete sentito parlare ma la Fondazione Pegghy Guggenhaim aveva stipulato nel lontano 2002 un'accordo o una convenzione con la Provincia Regionale di Palermo per istituire la sua seconda sede italiana a Palermo...nei locali dello splendido settecentesco Palazzo S.Elia...Se non ci credete eccovi sotto il link....Spero che per Torino la cosa possa andare in porto lo merita davvero...


http://www.provincia.palermo.it/pro...ermo/palermo_riv_pdf/palermo_mar_03/42_43.pdf
 

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Discussion Starter · #9 ·
un articolo di oggi su La Stampa riporta la denuncia della Rebaudengo che afferma che il Guggheneim, qualora finanziato dagli enti locali torinesi, assoribirebbe praticamente tutte le risorse culturali della regione. In parte e vero.


Poi francamente.... nelle varie ipotesi si dice che ristrutturare le OGM costerebbe 500 milioni di euro... e nello stesso articolo si dice che quel Capolavoro di Bilbao dall'archotettura ardita e tra le altre cose, rivestito di titanio... sarebbe costato "solo" 300 milioni di euro.

francamente a questo punto la spesa "torinese" al confronto mi sembrerebbe un po' ardita...

gugghemeim bilbao



OGR torino (tra l'altro... piccola considerazione: la maestosita degli interni è suggestiva proprio perchè gli interni sono svuotati: sarà cosi anche una volta "riempito"? non credo proprio (purtroppo...))



 

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La freddezza di mecenati e addetti ai lavori.
"Guggenheim a Torino?Sì, ma a spese loro"

Il sindaco: "Nessuna competizione con Cacciari"


Le Ogr sono diventate una possibile sede per ispitare le opere del museo Guggenheim


TORINO
L’idea di importare il Guggenheim a Torino piace agli ammnistratori pubblici, sindaco in testa, ma lascia tiepidi gli addetti ai lavori. «Importare la Guggenheim? Ma che senso avrebbe? In tema di arte contemporanea, casomai, Torino potrebbe esportare. Per paradosso, potremmo andare noi a Venezia!». Reagisce così, esclamativa e stupefatta, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. «Non nascondo che la notizia mi ha sorpresa, dal momento che Torino, oggi, è una città artisticamente quotatissima a livello internazionale e dunque non abbiamo alcuna urgenza di potenziare l'offerta accogliendo la Guggenheim a nostre spese» aggiunge la presidente della Fondazione di via Modane.

Ne fa anche una questione di denaro, la Sandretto, e non lo nasconde. «Certo, se si accollassero i costi dell'operazione e decidessero di investire su Torino, allora la questione sarebbe differente. Ben vengano nuove istituzioni culturali, che danno alla città visibilità maggiore, entrando in un gioco di possibili sinergie e stimolando anche una positiva competizione». «Ma - precisa - storicamente la Guggenheim si fa finanziare dal Paese ospite, come accade a Bilbao, dove tra l'altro mi risulta che il numero di visitatori non sia imponente».

Nessuna partigianeria, davvero nessun timore per la Fondazione Sandretto di perdere un po' di terreno, nell'eventualità di un trasloco del prestigioso museo internazionale sotto la Mole? «Assolutamente no. Noi lavoriamo benissimo con altre istituzioni, tipo Gam e Castello di Rivoli. Casomai, una pregiudiziale potrebbe riguardare, secondo me, l'eventuale invasione di arte americana, mentre Torino è da tempo concentrata su artisti di tante diverse nazionalità. Ma, soprattutto, mi preoccupa l'implicazione economica: i fondi erogati per la cultura scarseggiano e credo sarebbe meglio utilizzarli per potenziare le realtà del territorio. Per dire, la Gam ha da tempo bisogno di una sede adeguata e la questione è ancora lì, da risolvere». «Verissimo che la Gam esplode: la mostra fatta quest'inverno a Torino Esposizioni ha dato un'idea solo parziale delle tante opere che negli anni abbiamo acquistato e non riusciamo a esporre per problemi di spazio. E' una situazione da sanare» conferma Giovanna Cattaneo Incisa, presidente della Fondazione Torino Musei. E precisa: «Torino ha conquistato una posizione di prestigio internazionale in ambito artistico, ma se non si fanno investimenti, si rischia di vanificare i risultati raggiunti». Sull'«affaire-Guggenheim» la Cattaneo non si sbilancia, anche se l'erigendo museo potrebbe trovar casa proprio in quelle Ogr su cui la Galleria d'Arte Moderna aveva fatto più di un pensierino. «Preferisco non esprimermi prima di conoscere a fondo i termini della questione e confido nel sindaco Chiamparino e nel suo senso dell'opportunità. Certo, se il Guggenheim decidesse d'investire qui, credo sarebbe il benvenuto. E' importante che la cultura si declini al plurale».

Il sindaco Chiamparino, invece, esclude che la vicenda-Guggenheim possa pregiudicare gli ottimi rapporti che lo legano a Cacciari e a Venezia. «Credo che la città lagunare abbia già scelto i francesi di Pinault per assegnare Punta Dogana - dice - e il Guggenheim veneziano potrebbe allargarsi nella vicina Wake University. Quindi, nessuna competizione. Certo è però, che siamo proprio nella fase iniziale di un progetto fiorito a New York, nel corso della nostra visita all’Onu, e che è stata coltivata da Alain Elkann». E’ stato il presidente della fondazione Museo Egizio a curare i contatti con Thomas Krens, il direttore della Fondazione Guggenheim. L’ha invitato a Torino e con lui, a fine maggio, ha visitato le ex Ogr, tre edifici di elegante archeologia industriale accanto al nuovo Politecnico. «L’arrivo del Guggenheim - dice il vicesindaco Tom Dealessandri - sarebbe eccezionale perchè la vicinanza al Poli ci permetterebbe di offrire al visitatore un luogo dove accanto alla cultura ci sarebbero in mostra anche le nostre capacità scientifiche e del sapere».


lastampa
 

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Questo è il vecchio (2003) progetto preliminare di recupero delle OGR, ovviamente se il progetto Guggheneim si concretizzasse potrebbe essere stravolto.:)





Qui di seguito posto le schede del progetto preliminare per quanto riguarda la riqualificazione delle OGR


___________________

Pianta piano terra. Un ingresso dal viale della Spina centrale attraverso
una galleria vetrata addossata all'edificio, un ingresso da via Borsellino
dalla testata della manica Sud.




___________________

Pianta livello +7.50 nella manica Nord, verso le carceri, gli spazi espositivi
GAM nella manica Sud, verso il Politecnico, la sede dell'Urban Center e gli
spazi espositivi per la città




___________________

Pianta livello 21.00 nuovi volumi emergono dal profilo originario



___________________

Prospetto ala Sud - Città: Mostre e Urban Center gli spazi
del transetto riconfigurati e la galleria vetrata di accesso



___________________

Prospetto ala Sud - Città: Mostre e Urban Center volumi costruiti
al centro della manica; verso la Spina centrale gli spazi espositivi
della Città mantengono le volumetrie originarie.




___________________

Prospetto ala Sud - Città: Mostre e Urban Center l'archivio di architettura
e i volumi funzionali si addossano alla facciata, una terrazza interna amplia
gli spazi espositivi della Città




___________________

Sezione ala Nord - GAM - verso via Borsellino un ambiente a tutta altezza
per esporre grandi opere, un percorso inclinato collega gli spazi espositivi




___________________

Sezione ala Nord - GAM - al centro un importante volume accoglie spazi tecnici
funzionali e luoghi di pubblico incontro, il "duomo" mantiene un ruolo di centralità




___________________

Sezione ala Nord - GAM - a quota 7.50 il volume della "macchina dei sogni"
definisce un cannocchiale ottico per allestimenti speciali




___________________

Sezione trasversale ala sud e ala nord i diversi livelli espositivi



___________________

Sezione trasversale ala Sud livelli espositivi della Città, conferenze, spazi
di incontro




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Sezione trasversale ala Sud e transetto - spazi pubblici del transetto e uffici



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Sezione trasversale ala Nord e Sud, archivio di architettura, gli spazi di Urban
Center e l'esposizione delle grandi opere GAM


 

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cosa sono quei pali bianchi??

L'arredo urbano del boulevard della "spina centrale", un grande viale che taglia in 2 la città, nato dall'interramento del passante ferroviario (ancora in corso...).

Nella foto sottostante siamo davanti alle OGR, sulla sinistra, affianco all'edificio della provincia (in ristrutturazione) sorgerà la torre Intesa - SanPaolo.




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passando sotto il "nuovo" Poli....



 

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Il disegno è un pò vecchiotto, ma rende l'idea:



 

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Bob The Builder
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ma torino non potrebbe puntare ditrettamente su un museo nuovo e stramoderno?????????
 

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ma torino non potrebbe puntare ditrettamente su un museo nuovo e stramoderno?????????

Fino a ieri la destinazione d'uso più probabile del complesso era diventare sede della nuova GAM (come puoi vedere dal progetto preliminare precedentemente postato).:)
 
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