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Il Planetario di Torino nasce come centro di didattica e divulgazione dell'astronomia e della fisica spaziale basato sulle più moderne tecniche espositive con il compito di offrire al pubblico le più avanzate conoscenze relative all'Universo. In questa prospettiva la sistemazione del Planetario a fianco delle strutture scientifiche dell'Osservatorio Astronomico di Torino è intesa a favorire un contatto diretto tra gli addetti ai lavori ed il pubblico.

Il percorso della visita propone un cammino virtuale alla scoperta dell'Universo, dal sistema solare alle galassie, alla distribuzione della materia su scale cosmologiche. Si susseguiranno serie di postazioni interattive dove sarà possibile l'approfondimento differenziato di argomenti specifici a seconda del livello richiesto dal visitatore.

Meta finale del percorso di ricerca sarà il planetario dove si potranno ammirare le meraviglie del cielo, i movimenti dei pianeti, il trascorrere delle stagioni, il cielo degli antichi e delle future generazioni, nell'ideale scoperta dell'Universo che evolve. Il planetario presenterà anche filmati di eventi cosmici, mediante l'utilizzo di immagini raccolte dalle missioni spaziali e dai più potenti telescopi.

Lo spettacolo dell'Universo virtuale nel planetario sarà garantito da un sistema di proiezione tecnologicamente avanzato (Digistar 3 della Evans & Sutherland) che assicurerà viste dei più nitidi cieli notturni visibili (nelle diverse stagioni ed alle diverse latitudini), dei pianeti del sistema solare ed emozionanti viaggi intergalattici alla scoperta dell'immensità del cosmo.






Il Planetario di Torino rappresenta un'iniziativa scientifica ed educativa ambiziosa ed eccitante, un collegamento ideale fra lo scienziato di professione e lo scienziato per curiosità, fra la scoperta scientifica e la sua corretta divulgazione. Combinerà il planetario più avanzato d'Europa ed un'area espositiva pronta ad accogliere mostre sulle più recenti scoperte della moderna astronomia, e costituirà un esempio di centro educativo del 21esimo secolo.

Già nella sua struttura esterna in vetro trasparente rappresenta un chiaro invito al visitatore ad osservare l'Universo, di cui egli entrerà poi progressivamente a far parte, simboleggiando l'ideale cammino dell'uomo che da ignaro osservatore diventa interprete consapevole del mondo che lo circonda.

La sfera di alluminio (copertura del planetario), il cono di vetro e la scala a forma di infinito sono evocativi delle forme dell'Universo: un sistema binario, in cui una stella supergigante fa piovere materiale sul buco nero che orbita intorno ad esso.

L'elemento architettonico diventa simbolo semantico di una crittografia svelata, ponendosi a servizio della scienza e dell'educazione








museo interattivo
PIANO 0: INGRESSO

Il piano 0 è l'ingresso al Museo e sarà principalmente dedicato a fornire servizi necessari all'accoglienza del pubblico, quali saletta di attesa, cassa, reception, guardaroba e bookshop.

Inoltre alcune postazioni cominceranno a introdurre ai temi del Museo. Accanto all'entrata la saletta di attesa, oltre a dare informazioni sulla programmazione degli spettacoli del planetario, servirà come punto di informazione dedicato alle recenti scoperte, osservazioni e teorie dell'astronomia internazionale.

Il primo impatto che ognuno di noi ha con l'Universo è solitamente legato all'osservazione del cielo ad occhio nudo: il viaggio all'interno del Museo inizia proprio dall'astronomia antica e dalle primordiali deduzioni sul nostro Universo che gli astronomi del passato hanno ottenuto scrutando il cielo con l'unico mezzo che avevano a disposizione, gli occhi e un bellissimo cielo trasparente.



PIANO -1: Il visibile e l'invisibile

Quasi 400 anni fa, nel 1609 a Padova, Galileo Galilei punta il suo cannocchiale verso la Luna, usando così per la prima volta uno strumento per vedere nitidamente gli oggetti celesti. Da allora il progresso delle nostre conoscenze astronomiche è proceduto con lo sviluppo di sempre nuovi e migliori strumenti di indagine, non solo nel visibile, ma nelle bande radio, microonde, inrarosse, ultraviolette, X e gamma.
Il piano -1 è dedicato all'enormità di "visioni" che si dischiudono all'ampliarsi della nostra capacità di raccogliere e interpretare i segnali che giungono dallo spazio, sia con strumenti a Terra, sia con osservatori orbitanti oltre l'atmosfera.



PIANO -2: Il caffé delle stelle

Nel 1642, anno della morte di Galileo, nasce in Inghilterra il fisico matematico Isaac Newton, "colui che nel genio ha superato il genere umano" come è stato definito dai suoi successori. La leggenda vuole che Newton, vedendo cadere una mela da un albero, abbia iniziato a riflettere sulla natura della forza di gravità. A seguito delle sue geniali intuizioni nacque la teoria della gravitazione universale, primo pilastro della scienza moderna.
Ad accoglierci all'inizio del piano è Giuseppe Luigi Lagrange, grande matematico e scienziato nato e vissuto a Torino ed in Piemonte. Tra i maggiori matematici del XVIII secolo, Lagrange ha dato un'importante riformulazione alle leggi della meccanica newtoniana.

Prima di essere introdotto al mondo della cosmologia (a cui l'intero piano -3 è stato dedicato), nel piano -2 il visitatore sperimenta la natura più profonda della forza di gravità, forza che domina l'Universo e, come tale, responsabile della formazione delle stelle, dei pianeti e di tutto ciò che vediamo intorno a noi.



PIANO -3: L'Universo che fugge

La cosmologia diventa una scienza nella seconda meta dello scorso secolo con le rivoluzionarie scoperte che hanno completamente mutato l'immagine del nostro Universo e ci hanno dato la possibilità di delinearne la storia.

Nel 1929 il celebre astronomo Edwin Powell Hubble annuncia di aver realizzato una scoperta in grado di rivoluzionare completamente la nostra concezione dell'Universo: le galassie non sono immobili nello spazio, bensì si stanno allontanando l'una dall'altra! La scoperta che l'Universo è in espansione e quindi in evoluzione è stata una delle grandi rivoluzioni intellettuali del XX secolo ed ha contemporaneamente segnato la nascita della cosmologia moderna.

"L'Universo che fugge" vuole essere una proposta di comprensione della cosmologia moderna del tutto inedita e originale. A partire dai misteri ancora irrisolti della grande esplosione che ha dato inizio al nostro Universo il piano -3 introduce il visitatore a tutti i principali temi della cosmologia moderna: lo spazio-tempo e la relatività generale di Einstein, il possibile futuro del nostro Universo, l'"eco" del Big-Bang o radiazione cosmica di fondo, la necessità di forme di energia e materia oscura.



Il museo sarà dotato di una sala conferenze con attrezzature multimediali da utilizzare per speciali occasioni. Saranno possibili collegamenti con Osservatori o Centri spaziali per seguire in diretta fenomeni astronomici o eventi speciali. Il programma di attività sarà continuamente aggiornato e rinnovato. Verranno preparate mostre dedicate eventi/temi astronomici eccezionali.

A fianco del museo si troverà anche la raccolta degli antichi strumenti dell'Osservatorio Astronomico di Torino, quelli che operarono nei tre secoli passati dai tetti dell'Accademia delle Scienze e di Palazzo Madama.

Sarà anche possibile utilizzare, in particolari orari, strumenti dell'Osservatorio e piccoli telescopi amatoriali disposti su terrazza ove effettuare osservazioni dirette in occasioni di visite serali e di tempo favorevole.
 

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Discussion Starter · #4 ·
questa struttura è situata in collina , nel comune di Pino Torinese ed è adiacente allo storico osservatorio , siccome in collina lo spazio è poco , più in basso rispetto alla struttura è situato il parcheggio , il quale è collegato con la struttura medesima attraverso un ascensore di cristallo che attraversa il bosco collinare
 

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Rhoy said:
come mai in quasi tutti i planetari o le varie città della scienza ci sono delle sfere gigantesche?
che funzione hanno esattamente?

Perchè all'interno della sfera viene ricreata la volta celeste (in modo molto realistico),atraverso proiettori molto sofisticati, i planetari piu vecchi, tipo quello di milano invece di una sfera hanno una cupola....




Negli ultimi planetari la riproduzione della volta celeste ecc.. è molto superiore a quella nella foto....
 

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ricercatore pampers
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Bellissimo progetto!
 

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suburban bishop
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Il proiettore del planetario di Milano, per quanto un'ottima macchina della Zeiss, è degli anni '30, forse è il caso di dotarsi di qualcosa di più moderno...
Bellissimo il nuovo planetario di Torino, complimenti

Sti torinesi si stanno allargando un pò troppo, non è che vogliono superarci? :cheers:
 

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Mr_Beat said:
Il proiettore del planetario di Milano, per quanto un'ottima macchina della Zeiss, è degli anni '30, forse è il caso di dotarsi di qualcosa di più moderno...
Avevo letto sul Corriere della sera che al planetario era stato negato dal comune un finanziamento da 9 milioni di euro per l'ammodernamento ecc....

Io ora mi chiedo, è possibile che ha New York c'era la fila di uomini d'affari pronti a staccare un assegno da 240 milioni di dollari per costruire il planetario
mentre a milano non c'è ne uno disposto a fare una donazione?? Capisco che Milano non è New York, ma è anche vero che 9 milioni di euro non sono 240 milioni di dollari.

I Filantropi che fine hanno fatto???
 
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