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Avevo già programmato un giro in bici con foto ma mi ha colto la febbre.
Possiamo mandargli la visita fiscale? Guarisci presto (che vogliamo vedere le foto!!!).
Nell'attesa qui c'è un rendering.
Se qualcuno poi ha voglia di ridere, ecco un vecchio articolo della Stampa (2003) con i tempi di fine lavori...
15.10.2003 - Nasce il Palanuoto firmato da Isozaki
«Entro il 2006, come si può notare da questa simulazione grafica realizzata al computer, l’area di piazza d’Armi si trasformerà in un’attrezzatissima cittadella dello sport: e l’area Marchi-Combi sulla quale nascerà il nuovo “Palazzo del Nuoto” firmato Isozaki è l’ultimo, importante tassello di questa riqualificazione olimpica».
Così l’assessore allo Sport Renato Montabone ha presentato ieri il progetto appena approvato dalla giunta della nuova piscina (costo 15 milioni di euro parcheggi compresi) che sostituirà quella olimpica, a ridosso del Comunale, già chiusa qualche mese fa per fare spazio al nuovo Palahockey sempre firmato da Isozaki: «Il progetto è parte integrante - ha detto Montabone - di un concorso internazionale di architettura bandito dall’agenzia Torino 2006. A chi lo ha creato il Comune ha chiesto di potenziare la struttura della piscina che da impianto all’aperto è diventato coperto dotandola di un parcheggio interrato capace di accogliere 170 posti auto, accessibili da via Filadelfia, più 40 a raso. Questi parcheggi serviranno sia l’impianto sportivo sia l’adiacente facoltà di Economia e commercio».
Il fabbricato che nascerà è rivestito con pannelli di acciaio inox e un’imponente vetrata alta 6 metri e protetta da una pensilina di circa 9 metri e mezzo. La vasca (olimpica), misurerà 50 metri per 25 e sarà profonda due: «Si tratta di un impianto che consentirà lo svolgimento di attività agonistiche a livello nazionale e internazionale per il nuoto e la pallanuoto sia maschile sia femminile».
Ma la novità più importante, che trasforma questa piscina in un «Palazzo del Nuoto» saranno le gradinate per il pubblico (i posti saranno in tutto 1200) accompagnate da una serie di locali che vanno da quello per il ristoro a una palestra per il riscaldamento. Non è ancora tutto. Il piano-parcheggio sarà infatti collegato attraverso un tunnel sia pedonale sia veicolare, con il Palazzetto dell’Hockey. «Naturalmente - sottolinea ancora l’assessore allo Sport - questo impianto sarà a disposizione sia delle società agonistiche sia del pubblico “normale” che potrà accedervi pagando soltanto il biglietto d’ingresso».
Quando cominceranno i lavori? Nel giugno del 2004 e termineranno nella primavera del 2005. Sempre l’assessore Montabone, ieri mattina, ai margini della giunta ha annunciato un’altra importante novità che riguarderà i torinesi amanti del calcio. D’ora in poi il maxi-schermo su cui verranno proiettate le partite non sarà più allestito nelle piazze storiche del centro, ma nell’area lastricata in pietra che sorgerà di fronte al Palahockey: «Si tratta di un magnifico spazio che cercheremo il più possibile di utilizzare per le manifestazioni - conclude l’assessore - che troveranno in questa nuova piazza una cornice che non ha nulla da invidiare a quella offerta dal centro storico».
Emanuela Minucci
:lol: 2005! :lol:
Stavolta non è solo colpa del comune, però fa inc***re lo stesso.
 

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ma scusaste non c'è un libro dedicato alle strutture sportive del comune....
se non mi ricordo male si doveva chiamare "torino lo sport e la citta'"
mi sembra che li ci siano tutti i progetti della città di torino dedicati a questo ....... nessuno c'è l'ha????? ci sono dei progetti oltre questo molto interessanti.....
Lo conosco! E' delle Ed. Gribaudo, solo che costa 35 €.
Ho provato a farmelo regalare dalla mia ragazza, ma dice che mi devo disintossicare e mi ha regalato una cravatta! :eek:hno: Tristezza infinita.
 

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Articolo de La Stampa:

Il Palanuoto diventa realtà
Il Palanuoto è stato disegnato dell'architetto giapponese Isozaki

L’impianto di via Filadelfia, costato 20 milioni, dopo anni di controversie, è pronto. Design
e tecnologie all’avanguardia, tribune da 1200 posti, non potrà però ospitare
gare dei Mondiali
Silvia Garbarino

Osteggiato, discusso, vituperato. Prima. Iniziato, stoppato, bramato. Poi. Bello, ma un po’ penalizzato ora. Con due anni di ritardo sulla primissima stesura dei programmi (era preolimpica), il Palanuoto di via Filadelfia esiste da pochi giorni tutto intero e funzionante, splendente nelle sue 17 mila lastre di acciaio inox, 45 mila metri quadrati di volume, 15 mila metri cubi di viscere tecnologiche, 1000 metri quadri di pensilina, vetrate strutturali spesse 6 cm e lunghe ciascuna 5,60x2,70 mt, 2200 metri cubi di acqua. Sarà la reggia delle arti natatorie regionali (dal nuoto al sincro, dalla pallanuoto al salvamento, esclusi i tuffi che hanno la loro casa - riconosciuta anche a livello europeo - alla piscina Monumentale) e probabilmente italiane. Escluso che diventi fin da subito un gioiello apprezzabile a livello internazionale. Il perché è presto detto: il novello Palanuoto ha 8 corsie di gara lunghe 50 metri e non 10, la vasca di riscaldamento interrata è a 4 corsie anziché a 8, gli spalti dovrebbero contenere almeno 6 mila persone, come prevedono i regolamenti mondiali e olimpici

Nessuna svista imputabile ai progettisti, però. Parte integrante di un progetto nato nel 2003, legato al concorso internazionale comprendente la riqualificazione di piazza d’Armi, la ristrutturazione dello stadio Olimpico e la costruzione del PalaIsozaki - il tutto in vista dei Giochi invernali subalpini del 2006 -, il Palanuoto era stato ipotizzato e infine imposto dal Comune in sostituzione della piscina Olimpica di corso Sebastopoli, abbattuta per fare posto proprio al sorgente palazzetto olimpico disegnato da Isozaki. Otto anni fa occorreva stemperare le diatribe furenti con il popolo dell’Olimpica e delle società che in quello spazio antico avevano allevato validissimi atleti e che si ritrovavano a vagabondare per il Piemonte. Prospettare un impianto quale è adesso, con tribune da 1200 posti, grandi spogliatoi, vasca di riscaldamento, trattamento dell’acqua con ozono e non cloro, bar e uffici di direzione, 200 posti auto in parcheggi sotterranei e in superficie, nel costo «contenuto» dei 20 milioni di euro, parve la soluzione ideale. E fattibile.

A vanificare la celerità della costruzione (e ad innalzare nei più lungimiranti il rammarico per una soluzione più onerosa ma anche più prestigiosa) fino a fare slittare di due anni la consegna, sono stati gli 8 mesi di blocco dei lavori nel 2006, il fallimento di alcune aziende appaltatrici nel 2007, il rischio di vedere annegare speranze sportive e soldi pubblici. Ricordi amari, ma ricordi.

«Da qui rinascerà il nuoto torinese. Finalmente è disponibile un impianto adeguato alle esigenze delle società agonistiche, lo gestiremo per un anno ma la volontà è di proseguire per lungo tempo» sorride Enzo Bellardi, presidente regionale Fin. «Era un problema, ora è un orgoglio della città» sottolinea l’assessore allo sport Giuseppe Sbriglio. «Poteva finire malissimo, oggi siamo contenti» sintetizza il vice direttore generale del Comune, Giambattista Quirico.

Ancora due settimane di monitoraggio con gli atleti, poi a fine giugno con i campionati regionali di nuoto ufficialmente il Palanuoto sarà attivo. Per il pubblico potrebbero esserci ore disponibili nella pausa pranzo. L’obiettivo però è ricominciare a lavorare sodo con i professionisti della bracciate per creare nuovi campioni.
Foto: http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/44921/

Peccato per i mondiali, ma speriamo che una piscina in più riduca un po' l'affollamento per il nuoto libero nelle altre.
Oggi sono andato a vederlo dal vivo, fa la sua "porca figura" soprattutto vicino all'altro.
 
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