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Nuovo parco d'Arte Vivente di Torino

Parco d'Arte Vivente di Torino

















La “mission” del PAV è quella di creare a Torino un nuova istituzione d’arte contemporanea “trasversale”, funzionale quindi a coinvolgere un largo pubblico, al di là del normale bacino di utenza delle istituzioni artistiche esistenti. Tale funzione si inquadra nel contesto delle iniziative politico-amministrative tese ad una crescita della domanda culturale nel territorio metropolitano e al potenziamento del cosiddetto turismo culturale, nazionale e internazionale. Gli elementi fondanti del progetto sono il connubio di arte , ecologia e biologia e la partecipazione attiva dei visitatori alle esperienze artistiche. Infine la sua caratterizzazione dal punto di vista architettonico è quella di un progetto informato da criteri di “mutamento-trasformazione adattabilità-flessibilità”.

LOCALIZZAZIONE
L'intervento verrà realizzato in una area di trasformazione nel sito industriale dismesso dello stabilimento della FRAMTEK in via Giordano Bruno. La superficie destinata a parco è di circa circa 23.000 mq. di cui 750 mq. (3000 mc.)destinati alla struttura espositiva che accoglierà i servizi, le aule didattiche e l'installazione "BIOMA 2000" di Piero Gilardi. L'area è adiacente alla nuova sede degli uffici AMIAT in fase di realizzazione e a nuovi insediamenti di edilizia residenziale. Il parco confina verso lo scalo ferroviario di Torino Lingotto con la "Strada Olimpica" che collega il centro della città al Villaggio Olimpico e Media in fase di realizzazione sull'area degli ex Mercati Generali di Torino.

IBRIDAZIONE ARCHITETTURA – NATURA E ASPETTI BIOCLIMATICI
L’edificio è stato concepito come semi-ipogeo a pianta centrale ottagonale con corte interna. La modellazione del terreno che integra l’architettura con il paesaggio del parco circostante ha come effetto una sensibile riduzione delle superfici esposte all’esterno e in conseguenza delle dispersioni termiche. La superficie coperta dell'area espositiva compresi i servizi è di circa 750 mq. L’ingresso/serra è orientato a S per utilizzare l’apporto passivo di energia solare. I lati SE e SO della corte interna sono liberi da vegetazione e ospiteranno sistemi solari attivi. Sui lati opposti è addossata una vegetazione diffusa per l’ombreggiamento della corte durante il periodo estivo.La riduzione delle superfici vetrate è conseguente alla necessità di mantenere i vani e i percorsi degli ateliers privi dell’apporto di luce naturale. La struttura dell’edificio è composta da murature portanti in laterizio alveolare e solette in legno di abete a tavole affiancate con soprastante getto di calcestruzzo collaborante. La copertura è realizzata con un “tetto verde”. L’involucro esterno dell’edificio è isolato con terreno di riporto e protetto da uno strato in vetro cellulare con funzione di isolamento termico e protezione dall’umidità.I materiali utilizzati sono di origine naturale e non contengono sostanze di derivazione petrolchimica. Verrà impiegato legno di larice per il rivestimento delle facciate SE e SO della corte interna e pietra in blocchi a spacco per il rivestimento delle pareti NE e NO, terra cruda e intonaco a calce come rivestimento in alcune pareti interne, legno di abete a vista nel soffitto, e pavimenti in cemento oliato.

"BIOMA 2000" di Piero Gilardi
La struttura, di forma ottogonale, ospita un percorso di “atelier” di libera espressione nei quali il pubblico potrà fare delle esperienze di manipolazione artistica, amplificata da una spettacolarizzazione e virtualizzazione , basate su programmi informatici ad algoritmi genetici.

La struttura è stata pensata come “cellula esagonale”, inserita nel parco verde e contenente un percorso di sette atelier. Tale percorso è stato denominato “BIOMA 2000” e si snoda attraverso sette “moduli”, preceduti da un atrio con i vari servizi e intervallati da vani di “sosta meditativa”.

I laboratori outdoor e indoor avranno in particolare la funzione di accogliere stage sul tema arte-natura e le attività dei gruppi collaborativi artista-utenti che realizzeranno le installazioni artistiche nei siti naturali all’esterno della struttura.

Nei giardini e nelle installazioni disseminate nel verde, i visitatori possono sperimentare situazioni creative di apprendimento delle tecniche espressive più varie, dall’arte del movimento alla “alchimia biotecnologia” oltre a installazioni legate ai temi dell’energia come il bosco degli alberi dell’energia costituiti da tronchi in legno lamellare che portano grandi lastre-foglie formate da celle al silicio (pannelli fotovoltaici) che catturano i raggi del sole e li trasformano in energia.


INSTALLAZIONI INSERITE NEL PARCO D'ARTE
"Bioma 2000" di Piero Gilardi
"Trefle" di Dominique Gonzales- Foerster
"La maison" di Nils Udo
"La nave" di Richi Ferrero
"Soli come profeti" di Marco Porta
"Corsa di suoni" di Ennio Bertrand

I PARCHI D'ARTE, Piero Gilardi 2002
I parchi d'arte non sono un'eccezione infrequente nel novero delle istituzioni artistiche della modernità. Musei, Centri d'arte contemporanea, Kunsthalles costituiscono i pilastri del sistema, tuttavia collezioni di scultura open-air, parchi d'arte tematici e siti di "public art" vivono e nascono sempre più frequentemente nel tessuto urbanistico-culturale della società globale.
Ne mancano gli esempi nel passato storico di ibridazioni arte-natura come i giardini di Sen-no-Rikyu sulle alture di Kyoto, l'enigmatico "Bosco Sacro" orsiniano a Bomarzo, o, nella sua teatralità liturgica, il Sacro Monte di Gaudenzio Ferrari a Varallo Sesia.
Se negli esempi storici appare dominante il desiderio di autorappresentazione di compagini sociali, più o meno escatologiche, in quelli della modernità è prevalente la declinazione estetica di soggettività peculiari e visionarie.
Altro è lo spirito che anima il PAV, improntato alla problematica cogente delle interazioni simboliche ed estetiche nella vita di tutti i giorni, declinato nella coniugazione del bisogno creativo diffuso tra gli individui della società di massa.
Il percorso di libera espressione, che costituisce l'asse afferente della struttura del parco, è un dispositivo complesso di produzione semiotica corale che finalmente incarna le vaghe utopie situazioniste e la "scultura sociale" di Beuys, che raccoglie e attualizza le ondate premonitorie della controcultura urbana; che catalizza - come per altri versi Internet - la metafora colta dell' "Estètique relationelle", dando alla libera espressione, ludica segnica e virtuale uno sviluppo metodologico largo ed organico.
L'ambiente di questo percorso sarà animato dalla tensione ibridativa tra gli elementi naturali ed ecosistemici e le creazioni estetiche -e dunque artificiali- dei visitatori-attori, nella cornice maieutica di un percorso di opere "open-air" fatte dagli artisti che lo vorranno.
Biosfera e semiosfera si interse-cheranno nella funzione d'onda dei flussi creativi del PAV generando esperienze non solo di piacere estetico, ma anche di riflessione cognitiva.

In conclusione, il PAV non vuole essere un eden cognitivo-edonistico: il significato degli eventi culturali che vi verranno celebrati, il logos empatico ed insieme questionante dei conduttori delle attività e l'anima ibridata della ispirazione costruttiva stessa del sito, daranno ai frequentatori il senso di un movimento vitale complesso e mai completamente risolto, come quello che talvolta cogliamo nel nostro essere umani
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Tempi di realizzazione?
 

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fabrik said:
boh? l'ho scoperto per caso su europaconcorsi.. non sapevo nulla prima , su la stampa non avevo mai letto nulla...


Neanche io, mai sentito!
 

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[TORINO]PAV

Parco d'Arte Vivente​










La “mission” del PAV è quella di creare a Torino un nuova istituzione d’arte contemporanea “trasversale”, funzionale quindi a coinvolgere un largo pubblico, al di là del normale bacino di utenza delle istituzioni artistiche esistenti. Tale funzione si inquadra nel contesto delle iniziative politico-amministrative tese ad una crescita della domanda culturale nel territorio metropolitano e al potenziamento del cosiddetto turismo culturale, nazionale e internazionale. Gli elementi fondanti del progetto sono il connubio di arte , ecologia e biologia e la partecipazione attiva dei visitatori alle esperienze artistiche. Infine la sua caratterizzazione dal punto di vista architettonico è quella di un progetto informato da criteri di “mutamento-trasformazione adattabilità-flessibilità”.

LOCALIZZAZIONE
L'intervento verrà realizzato in una area di trasformazione nel sito industriale dismesso dello stabilimento della FRAMTEK in via Giordano Bruno. La superficie destinata a parco è di circa circa 23.000 mq. di cui 750 mq. (3000 mc.)destinati alla struttura espositiva che accoglierà i servizi, le aule didattiche e l'installazione "BIOMA 2000" di Piero Gilardi. L'area è adiacente alla nuova sede degli uffici AMIAT in fase di realizzazione e a nuovi insediamenti di edilizia residenziale. Il parco confina verso lo scalo ferroviario di Torino Lingotto con la "Strada Olimpica" che collega il centro della città al Villaggio Olimpico e Media in fase di realizzazione sull'area degli ex Mercati Generali di Torino.

IBRIDAZIONE ARCHITETTURA – NATURA E ASPETTI BIOCLIMATICI
L’edificio è stato concepito come semi-ipogeo a pianta centrale ottagonale con corte interna. La modellazione del terreno che integra l’architettura con il paesaggio del parco circostante ha come effetto una sensibile riduzione delle superfici esposte all’esterno e in conseguenza delle dispersioni termiche. La superficie coperta dell'area espositiva compresi i servizi è di circa 750 mq. L’ingresso/serra è orientato a S per utilizzare l’apporto passivo di energia solare. I lati SE e SO della corte interna sono liberi da vegetazione e ospiteranno sistemi solari attivi. Sui lati opposti è addossata una vegetazione diffusa per l’ombreggiamento della corte durante il periodo estivo.La riduzione delle superfici vetrate è conseguente alla necessità di mantenere i vani e i percorsi degli ateliers privi dell’apporto di luce naturale. La struttura dell’edificio è composta da murature portanti in laterizio alveolare e solette in legno di abete a tavole affiancate con soprastante getto di calcestruzzo collaborante. La copertura è realizzata con un “tetto verde”. L’involucro esterno dell’edificio è isolato con terreno di riporto e protetto da uno strato in vetro cellulare con funzione di isolamento termico e protezione dall’umidità.I materiali utilizzati sono di origine naturale e non contengono sostanze di derivazione petrolchimica. Verrà impiegato legno di larice per il rivestimento delle facciate SE e SO della corte interna e pietra in blocchi a spacco per il rivestimento delle pareti NE e NO, terra cruda e intonaco a calce come rivestimento in alcune pareti interne, legno di abete a vista nel soffitto, e pavimenti in cemento oliato.

"BIOMA 2000" di Piero Gilardi
La struttura, di forma ottogonale, ospita un percorso di “atelier” di libera espressione nei quali il pubblico potrà fare delle esperienze di manipolazione artistica, amplificata da una spettacolarizzazione e virtualizzazione , basate su programmi informatici ad algoritmi genetici.

La struttura è stata pensata come “cellula esagonale”, inserita nel parco verde e contenente un percorso di sette atelier. Tale percorso è stato denominato “BIOMA 2000” e si snoda attraverso sette “moduli”, preceduti da un atrio con i vari servizi e intervallati da vani di “sosta meditativa”.

I laboratori outdoor e indoor avranno in particolare la funzione di accogliere stage sul tema arte-natura e le attività dei gruppi collaborativi artista-utenti che realizzeranno le installazioni artistiche nei siti naturali all’esterno della struttura.

Nei giardini e nelle installazioni disseminate nel verde, i visitatori possono sperimentare situazioni creative di apprendimento delle tecniche espressive più varie, dall’arte del movimento alla “alchimia biotecnologia” oltre a installazioni legate ai temi dell’energia come il bosco degli alberi dell’energia costituiti da tronchi in legno lamellare che portano grandi lastre-foglie formate da celle al silicio (pannelli fotovoltaici) che catturano i raggi del sole e li trasformano in energia.


INSTALLAZIONI INSERITE NEL PARCO D'ARTE
"Bioma 2000" di Piero Gilardi
"Trefle" di Dominique Gonzales- Foerster
"La maison" di Nils Udo
"La nave" di Richi Ferrero
"Soli come profeti" di Marco Porta
"Corsa di suoni" di Ennio Bertrand

I PARCHI D'ARTE, Piero Gilardi 2002
I parchi d'arte non sono un'eccezione infrequente nel novero delle istituzioni artistiche della modernità. Musei, Centri d'arte contemporanea, Kunsthalles costituiscono i pilastri del sistema, tuttavia collezioni di scultura open-air, parchi d'arte tematici e siti di "public art" vivono e nascono sempre più frequentemente nel tessuto urbanistico-culturale della società globale.
Ne mancano gli esempi nel passato storico di ibridazioni arte-natura come i giardini di Sen-no-Rikyu sulle alture di Kyoto, l'enigmatico "Bosco Sacro" orsiniano a Bomarzo, o, nella sua teatralità liturgica, il Sacro Monte di Gaudenzio Ferrari a Varallo Sesia.
Se negli esempi storici appare dominante il desiderio di autorappresentazione di compagini sociali, più o meno escatologiche, in quelli della modernità è prevalente la declinazione estetica di soggettività peculiari e visionarie.
Altro è lo spirito che anima il PAV, improntato alla problematica cogente delle interazioni simboliche ed estetiche nella vita di tutti i giorni, declinato nella coniugazione del bisogno creativo diffuso tra gli individui della società di massa.
Il percorso di libera espressione, che costituisce l'asse afferente della struttura del parco, è un dispositivo complesso di produzione semiotica corale che finalmente incarna le vaghe utopie situazioniste e la "scultura sociale" di Beuys, che raccoglie e attualizza le ondate premonitorie della controcultura urbana; che catalizza - come per altri versi Internet - la metafora colta dell' "Estètique relationelle", dando alla libera espressione, ludica segnica e virtuale uno sviluppo metodologico largo ed organico.
L'ambiente di questo percorso sarà animato dalla tensione ibridativa tra gli elementi naturali ed ecosistemici e le creazioni estetiche -e dunque artificiali- dei visitatori-attori, nella cornice maieutica di un percorso di opere "open-air" fatte dagli artisti che lo vorranno.
Biosfera e semiosfera si interse-cheranno nella funzione d'onda dei flussi creativi del PAV generando esperienze non solo di piacere estetico, ma anche di riflessione cognitiva.

In conclusione, il PAV non vuole essere un eden cognitivo-edonistico: il significato degli eventi culturali che vi verranno celebrati, il logos empatico ed insieme questionante dei conduttori delle attività e l'anima ibridata della ispirazione costruttiva stessa del sito, daranno ai frequentatori il senso di un movimento vitale complesso e mai completamente risolto, come quello che talvolta cogliamo nel nostro essere umani
 

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pic related
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Comunque bella idea (ri-)aprire il thread.
Cambierei il nome in [Torino] Parco d'Arte Vivente, la battuta di Alex è azzeccata (a meno che quella di CityTO non fosse una scelta voluta per attirare l'attenzione).

Il sito ufficiale è http://www.parcoartevivente.it/pav/index.php

Ma questa la vedremo mai? E' un sacco bella, io l'avrei usata per il clessidra! Magari con la fiancata della Nave che si affaccia sull'Opera per Torino :D
 

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Turin is My City
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si era per attirare l'attenzionie :D:D:D:D:D
forse uno si fermava li e farsi 2000 seghe mentali e poi per curiosità lo apriva e veniva fuori questo bel progetto di arte verde.........
penso che l'associazione PAV potrebbe progettare il nuovo parco del valentino che mi sembra per 150 dell'unità lo rivogliono rifare...... sarebbe da invidia per le altre città europee avere un parco dedicato all'arte verde
 

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virtual
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Ho fuso i due vecchi thread del 2005 (uno di Fabrik e l'altro di Tunin) con quello nuovo aperto da Cityto, ho ripulito la discussione dai messaggi off topic e ho rinominato il tutto. L'altro omonimo thread di Cityto è stato cancellato.



Bellissimo. Ricordo che quando lo scoprii ne postai una immagine nella sezione Torino-Foto (è nella prima pagina del secondo thread, lo ricordo bene). :D

EDIT: ho controllato, a quanto pare il sito web è stato ristrutturato perchè l'immagine che postai non si visualizza più. :(
Era questa:
 

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Banned
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mi sono rotto il cazzo di sto parco.. doveva essere pronto secoli fa invece e sempre un pantano ridicolo... e adesso ci dicono che sara pronto a maggio?

nel frattempo a tokio avranno costruito 12 linee di metropolitana magnetica noi 5 anni per fare un giardino...
 

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passerby
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^^^^^^

vero. Era uno di quei pacchetti promessi già pronti e confezionati per le olimpiadi. :eek:hno:
 

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Turin is My City
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nn è pubblico...... il comune nn da una lira (ops euro) è tutto autofinanziato/o soldi di fondazioni (in primis crt)

il terreno in cui sorge è di proprietà privata
da enti pubblici da quello che so nn ha visto un euro
è un associazione
 

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passerby
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e poi nn mi sembra che fosse nel pacchetto olimpico .... nn me lo ricordo proprio
doveva essere inaugurato prima delle olimpiadi insieme al lotto adiacente (invece terminato) del nuovo deposito AMIAT
 

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pic related
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inoltre non è nemmeno un parco... è un parchetto. mi sembra proprio piccolo poichè l'hanno ricavato da un terreno che è avanzato dalle nuove case appena costruite a fianco
Beh non proprio un parchetto. Niente di enorme, ma sicuramente chi ha costruito avrebbe preferito poterlo usare per costruirci altre case...



Leggendo il sito ufficiale, mi sembra di capire che anche l'area in rosso farà parte del parco.
 

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passerby
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Proseguono (lentamente) i lavori per il completamento del PAV.

Ieri erano in azione, nel pomeriggio, un certo numero di giardinieri che mettevano a dimora degli alberelli lungo il lato del parco /giardino adiacente la via Zino Zini; è stato riportato e spianato il terreno di fronte alla struttura central.

La stessa struttura centrale, vista dall'esterno, parrebbe quasi terminata. Forse è la volta buona che lo aprono...
 
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