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Raga non è assolutamente una cosa privata.

Dopo che il Comune aveva dato mandato ad un consorzio di mettere insieme un certo numero di attività commerciali che avrebbero aperto ai Muri per rilanciarli e poi ci ha messo 6 mesi per dargli l'OK a procedere, questi si sono tirati indietro (perché è giusto, non si fa in questo modo... poi devi organizzare tutto all'ultimo perché in comune si sono grattati).
Questo era ciò che riguardava i privati.

Lo sa anche un universitario del primo anno di Scienze della Comunicazione che quando organizzi un evento o qualcosa di simile ci vuole sempre ALMENO un piano B se non anche un piano C. Eppure, dopo il forfait dei privati, il Comune per propria negligenza e perché non aveva un piano B, figuriamoci un piano C, ha affidato il rilancio dei Murazzi ad ARCI e AICS, che ovviamente con un budget probabilmente ridicolo e con neanche 10gg di tempo per immaginare, fare e promuovere tutto, hanno fatto quello che hanno potuto. Poi ci si è messo il tempo di merda a mostrare il lato negativo della cosa.

Se avesse fatto un mese di sole e poi solo dopo qualche giorno di pioggerella, le polemiche sarebbero scoppiate comunque, ma non gli si avrebbe dato tanto peso perché comunque centinaia di persone avrebbero approfittato della cosa. Invece così il giocattolo ha mostrato i suoi difetti appena è uscito dalla scatola.

Non sono per niente un sostenitore di questa iniziativa perché mi fa schifo l'idea di spiaggiarmi accanto a liquami puzzolenti e pantegane, però più di questo, nelle condizioni in cui il Comune ha messo chi voleva prendersene cura seriamente, non si poteva fare.
Le due associazioni tirate in ballo non hanno molti mezzi e se li hanno non hanno grandi competenze di gestione e organizzazione. E anche se fossero stati i migliori sulla piazza, con budget ridicolo, nessuna comunicazione se non quella sui Social e qualche publiredazionale sponsorizzato dal Comune e pochi giorni di tempo per operare, non ci sarebbe stato molto altro da fare.

Per questo sono d'accordo con Oscaruzzo.
Il problema è che i politici ormai avevano detto che avrebbero fatto qualcosa e quindi qualcosa hanno dovuto delegare.
Che schifo.
 

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passo dal Lungo Po quasi ogni giorno per andare a lavoro e ho notato le transenne del cantiere. non so quanto ci metteranno per finire i lavori, ma cazzarola, una transennatura un po' più carina gli faceva schifo? nei prossimi mesi Torino sarà invasa dai turisti e noi ci presentiamo con ste transenne oscene a coprire tra l'altro uno degli scorci più suggestivi della città... bah...
 

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Non sono mai stato un frequentatore dei Murazzi, ma le poche volte che ci sono andato ero sempre un po' scazzato per il delirio.
Nonostante provi repulsione per tutti quelli ai quali sono stati dati gli spazi e poi magari non hanno pagato l'affitto per anni o fatto altri magheggi.
Giancarlo è stato un punto di riferimento per almeno un paio di decenni e mi sembrerebbe poco rispettoso farlo fuori senza troppe remore. Lui come uomo può aver fatto anche degli errori e io che l'ho conosciuto fuori dal locale posso dire che è una persona alla mano, uno come tanti. Però il suo locale è stato uno dei simboli del divertimento notturno "fuori dagli schemi" di Torino e perciò vedrei molto male una sua esclusione dai Muri.
Detto ciò tanto è la fine che fanno tutti i locali storici, ahimé, di questa città.
Perché ormai c'è solo San Salvario. E importa solo San Salvario.
 

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A prescindere dalle assicurazioni che uno possa stipulare, chi apre un locale ai Murazzi deve partire dal presupposto che una volta ogni 4-5 anni potrebbe trovarsi con il locale pieno di fango e tutti gli arredi distrutti, causa piene (più o meno) straordinarie del Po.

Ha senso? Sono state prese delle precauzioni sistematiche per fare in modo che i locali siano perlomeno protetti dalle piene meno disastrose? è una domanda che mi pongo da un po' di tempo.

Sarebbe sensato secondo voi prevedere un progetto tipo "Mosè" di Venezia in miniatura per i Murazzi del Po?
 

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Secondo il mio modesto parere, c'era comunque troppo marciume per non intervenire drasticamente. Certo, si è fatto un vero disastro e ora sarà difficile che si risollevino i Murazzi... però oggettivamente c'erano un macello di locali travestiti da circolo ARCI (quindi con diverse esenzioni fiscali) che di circolo non avevano nulla, ma erano solo macchine da soldi infilate nelle arcate con un livello di sicurezza pari a quello di un elefante su uno spillo. Tutti i locali avevano gli spazi in concessione dal comune e non pagavano il canone da ANNI, quando molti posti in giro per Torino senza la fortuna di essere ai Murazzi hanno chiuso nonostante abbiano per decenni portato cultura e divertimento, non solo alcol e sballo.
Non faccio il perbenista eh, ai Muri ci sono andato anche io a spaccarmi di brutto, ma allo stesso tempo mi sono battuto per far funzionare dei posti che non hanno mai avuto i "vantaggi" dei locali dei Murazzi.

Come al solito, si è fatto di tutta l'erba un fascio, si è intervenuti con la falce perché era più facile (visto che tanto una marea di piccole cose da contestare a tutti c'erano) e ora ci si ritrova con la terra bruciata.
 

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Tristezza. Due personaggi che a loro tempo hanno avuto la loro fama, ma che francamente mi pare abbiano lasciato ben poco.
E a chi dovevano intitolarli? Ai Pampers e a Yotobi (che, per chi non lo sapesse, di mestiere fanno gli Youtuber)? O ai Righeira... uno per lato ;)

Battute a parte, i Murazzi sono il luogo in cui un tot di generazioni di torinesi hanno vissuto la musica (in quanto divertimento ma anche cultura), gli eventi, la vita notturna. Proprio perché questi personaggi fanno parte della storia della musica della nostra città, non mi sembra così fuori luogo dedicar loro un luogo così simbolico.
Dedicarli a Persiana Jones e Gigi D'Agostino che sono ancora vivi forse non era il caso :D
È vero che Farassino fuori da Torino è poco conosciuto, mentre Buscaglione lo è solo nel caso si apprezzi un certo periodo/genere musicale, ma quale modo migliore per "esportare" in maniera facile questi nomi, se non quello di legarli a un luogo simbolo per la città, in modo che i turisti non si trovino sempre a nominare i soliti monarchi, pittori e paesini fuori mano.
 

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Non credo sia una via percorribile. Hai idea di cosa vuol dire sottrarre 5 o 6 metri (se non di più visto che i Murazzi sono piuttosto ampi) di larghezza del fiume durante la piena, vorrebbe dire aumentarne la velocità e far crescere il livello a monte.
Vedo la risposta con qualche mese di ritardo :D

Cmq mi ero spiegato male: io intendevo un sistema di paratie mobili a fil di muro, per impedire semplicemente all'acqua di entrare in ogni benedetto locale ogni volta che piove troppo.

Anche perché, davvero raga, ma qualcuno di voi si prenderebbe la briga di investire in un locale il cui allestimento, potenzialmente, una volta l'anno va buttato e ricomprato, oltre alle spese per ripulire tutto da acqua, fango, nutrie e chissà che altre schifezze?
 

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Mamma mia che mucchio di sciocchezze.


«Quale divertimento? Non c’è più nessun posto dove andare. Non avere più il Fluido del Valentino dove andare a bere una birra è una tragedia e per la notte tarda non esiste più niente. Mi chiedo dove vada ora il giovanissimo, probabilmente a casa dopo essersi riempito il fegato di alcol economico. Le discoteche stanno morendo, ne sono rimaste pochissime. E poi sono cambiati i luoghi aggregativi, gli accentratori di divertimento: una volta c’erano musica e ballo, adesso alcol e lo sballo. E poi ci sono i social…».



:eek:hno:
Ma lui fuori dai Murazzi e San Salvario ci è mai uscito?
Sottoscrivo: che mucchio di sciocchezze.
Poi lo stereotipo della colpa dei social... wow, che argomentazioni.
Parla come se non ci fosse più un locale a Torino, critica gli accentratori di divertimento e poi lavora in uno dei locali intorno al quale questi accentratori girano. Basterebbe uscire nel proprio quartiere, invece che andare per forza in San Salvario o Vanchiglia, per trovare realtà vere, che però chiudono se la gente non le frequenta.

È vero, i muri erano una realtà unica: ogni locale aveva una sua identità specifica e ogni sera potevi decidere in quale infilarti in funzione dell'umore, oppure ne eri un affezionato perché rispecchiava il tuo essere.
Poi sono arrivati i congomerati di locali uno uguale all'altro (o quasi) tra San Salvario, Vanchiglia e piazza Vittorio.
Per carità, avranno i loro cocktail di riferimento, qualità più o meno bassa su bevande e cibo, apericena veg, natural, generici, più o meno buoni, ma alla fine molti di questi sono solo dei luoghi dove fermarsi a bere qualcosa: uno vale l'altro, per questo.

Ogni locale aveva una sua identità.
Esattamente come tutti i locali che non fanno parte degli agglomerati attualmente in voga e che per campare devono per forza avere una forte identità, una connotazione specifica che gli permetta di attirare un pubblico specifico, altrimenti chiudono.

Qui, quando per uno spintone cadeva la birra, altro che rissa: si tornava al banco e berne due insieme
Solo lì? Ok, mi sono risposto alla domanda con cui ho aperto il post.

Ai Murazzi il cellulare te lo dimenticavi, perché entravi in un mood di divertimento che era più coinvolgente e avvolgente.
Ai Murazzi il cellulare te lo dimenticavi... no piuttosto lo lasciavi in macchina perché sapevi che o ti saresti spaccato di brutto a causa dell'alcol scadente e ti saresti trovato a vomitare nel Po, oppure saresti finito in mezzo a qualche rissa rischiando di romperlo o ancora te l'avrebbero sfilato dalla tasca.

Devono trovare il coraggio di ricreare delle valvole di sfogo, a un certo punto era saltata fuori l’ipotesi delle vecchie carceri, delle cittadelle del divertimento, zone franche che non sono all’interno di quartieri abitati, come erano i Murazzi e i Docks Dora. Entrambi massacrati
Critica gli accentratori ma poi ne vuole altri. Oddio, ci sta il ragionamento, ma ce ne sono già e convengono di più a chi li fomenta perché fanno oscillare il mercato immobiliare. Se rilanci i Docks, non ci guadagna nessuno... :-(


Io davvero sti discorsi non li capisco. Ci sono realtà in giro per tutta Torino che per campare devono inventarsi la qualunque, attraverso programmazioni artistiche e uno sbattone disumano. Penso a locali e pub che sono più frequentati in settimana quasi che nel weekend, perché il weekend SI DEVE andare a San Salvario o Vanchiglia.
 

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Però scusate, sebbene anche io sia dell'idea che si possa fare di più, nulla vieta che si parta così e poi si cambi nei prossimi anni.

Inoltre, cosa pretendevate? I Murazzi li ho frequentati da quando sono arrivato a Torino (2001) e avevano 1 solo target, dedito ad alcol e bordello. Un po' piace anche a me, ma alla fine i locali erano diventati tutti uguali... facevi pochi metri e semplicemente cambiava la musica assordante: sembrava di essere alla Barceloneta, con gente sbronza che vomita nel Po e il costante rischio di farsi scippare.
E mi spiace dirlo, ma anche il buon Giancarlo (che ho conosciuto di persona, con cui ho chiacchierato diverse volte a cena e che stimo) nel weekend era diventato una discoteca come tante altre, camuffata da circolo ARCI tra l'altro.

Per evitare che diventino di nuovo un luogo di nessuno di giorno e di degenero di notte, bisogna usare delle attività che generino passaggio e che possano colpire target diversi, anche di età. Questo è un inizio. Ripeto: anche io avrei voluto sentire qualche idea un po' più particolare, più fresca, ma se non si comincia in qualche modo, non si potrà mai ambire di raggiungere risultati migliori.
In più, non stiamo mica parlando di un grattacielo che viene fatto in un modo e così resta: i locali chiudono e aprono in continuazione e succederà anche ai Muri.
 

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Una colletta per salvare Giancarlo2, il Covid rischia di spazzare via lo storico locale dei Murazzi
Il locale al Magazzino sul Po potrebbe non riaprire, servono 30 mila euro
Purtroppo ho già visto questa scena, in situazioni ben più precarie, e il fatto che traballi un bel locale che negli ultimi anni ha approfittato della sua posizione per fornire anche dell'arte e dell'intrattenimento di qualità, la dice lunga su cosa ci si può aspettare nel futuro dei circoli torinesi. Speriamo che tengano duro, sono dei bravi ragazzi.
 

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...
(della tangenziale est se ne può tranquillamente fare a meno, il tunnel sotto il Po non ho ancora capito a cosa servirebbe). Poi ognuno la pensa come vuole, per fortuna.
Più che un tunnel automobilistico, sotto il Po' bisognerebbe farci uno giga-vano di sfogo per scongiurare definitivamente le esondazioni cittadine.
 

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Nell'idea di chi li ha costruiti, la linea degli argini del Po in città è questa (e non credo che rischiamo di vederla superare, almeno per qualche anno).

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Me ne rendo conto. Allora non c'è da meravigliarsi se ci stanno mettendo anni a trovare imprenditori che vogliano investire in un luogo che una volta all'anno (in media) rischia di andare sott'acqua e fango, con le conseguenti spese per il ripristino dell'attività.

Lo sfogo lo fai fare prima di entrare in città e non in città. poi più che vano basterebbe lasciare esondabili le aree esondabili e non costruirci sopra. poi il problema ora sono i rii di collina, ed in secundis la dora. il po non ha un vero e proprio problema salvo che ogni volta che esonda devi ripulire le aree verdi circostanti. Poi la sabbia portata dal pò è quello che rende i nostri terreni ad alta fertilità.
Molto giusto. Non fa una piega.
 

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Ai Murazzi una nuova aula studio per gli studenti universitari: ci sarà anche il servizio ristoro
In totale ci saranno 100 posti a disposizione degli universitari

Ero certo che si sarebbe ripartiti al più presto con le inaugurazioni farlocche di epoca fassiniana, ma qui abbiamo raggiunto veramente l'apice del professionismo nel settore: inaugurare con tanto di taglio del nastro un'aula studio che esiste dal 2013 (se non erro), perché all'interno l'area ristoro è passata da caffetteria a ristorante self-service.

Geniali.
 

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Sarà l'ennesima location per provincialotti truzzi che vogliono fare i fighi con il cocktail in riva al Po il sabato sera (come piazza Vittorio e i locali di corso Moncalieri). Gran parte dei torinesi rimarranno nei quartieri "storici" movidari.
Poteva essere l'occasione di farli ripartire mantenendo le caratteristiche di luogo di sperimentazione musicale, dare sfogo all'underground torinese. Troppo difficile immaginare un piano organico votato alla musica.
Rimettere in pista i Murazzi di una volta è improponibile. Oltre al fatto che il tipo di locali che vanno per la maggiora tra i giovani ora sono il tipo che si trova in San Salvario, Vanchiglia, Borgo Rossini: spendi poco, bevi e basta. Stai lì e chiacchieri. La musica pare quasi disturbarli.

I locali che funzionano sono quelli attirano un pubblico più grandicello, con un potere d'acquisto maggiore e che in generale spende anche solo per mangiare qualcosa in un posto diverso.

Quando stavo al circolo, le serate più prolifiche erano quelle con l'età media pià alta, con pubblico attirato da spettacoli di cuntisti siciliani, rivisitazioni di classici greci, cantautori locali che facevano tributi a De Andrè, Battisti, De Gregori, etc.. Se veniva il giovane cantautore locale a fare i suoi pezzi, a parte qualche amico squattrinato, non attirava nessuno.
 

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Tutto molto bello ma per maggio (leggi Eurovision) ce la faranno a dare una pulita alle facciate per togliere quelle odiose tags? Spero che sia previsto un qualche intervento anche se non voglio illudermi troppo... o_O:cry:
Ci vogliono poche giornate di lavoro per un'azienda specializzata.
Farlo adesso significa solo che dovrai poi rifarlo a ridosso dell'evento.

Poi, chissà se l'hanno previsto o vogliono lasciarlo così per mostrare il "folklore" locale...
 

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"Non lo sarà - ha aggiunto - perché Italgas ha in mente un importante intervento che verrà sviluppato nel 2023".
Lasciatemi pensare: residenziale + centro commerciale?

Murazzi riaperti prima estate
E che c'azzeccano i Murazzi con la movida? almeno i Murazzi di oggi con la movida di oggi...
 
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