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contrordine compagni__manca sempre uno a far trentuno_ in questo caso due__conferma da libri digitalizzati di Museotorino di altri due sferisteri ( presumibilmente piccoli e coperti). ____uno presso il Fortino/Durio__l’altro in corso Peschiera angolo corso Re Umberto)_(quale angolo ???__ad occhio e croce uno dei due a sud__grave cantonata ??? )
_il pallamaglio viceversa doveva essere un terreno e non un edificio
 

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per Censin_____bella domanda______sempre ad occhio e croce probabilmente perche’ a Genova e Milano c’era grande continuità’ tra comune capoluogo e limitrofi che invece non c’era a Torino__________Milano poi aveva una grande tradizione di accorpamenti a partire dai famosi Corpi Santi _[vedere voce esauriente in Wikipedia]__
 

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per Censin_____bella domanda______sempre ad occhio e croce probabilmente perche’ a Genova e Milano c’era grande continuità’ tra comune capoluogo e limitrofi che invece non c’era a Torino__________Milano poi aveva una grande tradizione di accorpamenti a partire dai famosi Corpi Santi [vedere voce esauriente in Wikipedia]_
torino era relativamente piccola ed era contornata da borgate che non avevano mai assunto lo status di comune autonomo. l'unico caso, a mia memoria, di inglobamento è cavoretto,
 

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contrordine compagni__manca sempre uno a far trentuno_ in questo caso due__conferma da libri digitalizzati di Museotorino di altri due sferisteri ( presumibilmente piccoli e coperti). ____uno presso il Fortino/Durio__l’altro in corso Peschiera angolo corso Re Umberto)_(quale angolo ???__ad occhio e croce uno dei due a sud__grave cantonata ??? )
_il pallamaglio viceversa doveva essere un terreno e non un edificio
per sferisterio non si intende solo l'area in cui si gioca a pallapugno oppure a tamburello ma anche a bocce, quello della durio mi risulta che fosse del secondo tipo. " I Durio aprirono anche un famoso capannone “Kursaal Birreria Durio” e un bocciodromo per il ritrovo della buona società. " GIUSEPPE ANTONIO DURIO

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Come è noto, nel 1926 vennero create la "Grande Milano" e la "Grande Genova", con incorporazione da parte della grande città dei comuni limitrofi, diventati semplici sobborghi o frazioni ("delegazioni"); come mai non avvenne lo stesso per Torino, arrivando a creare una "Grande Torino"?
Non so Genova, ma Milano fu ampliata con R.D. 2 settembre 1923.
 

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Non so Genova, ma Milano fu ampliata con R.D. 2 settembre 1923.
I comuni di Genova e Milano hanno una superficie maggiore di Torino ma nel caso di Milano la differenza di 50 kmq è proporzionalmente minore della differenza di popolazione.
 

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carissimi forumer di Torino e Milano_________sugli assorbimenti delle grandi città del Nord di cui si parla, in rete si trovano buone conferme_

Genova:::probabilissimo motivo il disegno del regime di mettere sotto controllo il circondario molto piu’ socialisteggiante del capoluogo___
Milano:::più probabile un’iniziativa funzionale di gruppi economici della città rispetto ai dintorni ormai quasi fagocitati e peraltro non proprio contenti di perdere autonomia
Torino:::in Wikipedia c’e’ la pregevole ed esaustiva lista di tutti i comuni italiani scomparsi_______Torino ha solo due casi________Cavoretto ( come ricordato da Ace Spades ) e Revigliasco accorpato giustamente a Moncalieri_____


______oggi con la rete e in particolare Wikipedia ( grazie ai volonterosi ed anonimi contributori e comunque leggere con attenzione ) si riesce facilmente a farsi un’idea sia pure generale che poi volendo si puo’ approfondire_______una volta invece.............

_______giuro che la faccina al posto della p ed il grassetto non sono opera mia______non so neanche dove stanno e neanche li vado a cercare_______siete sicuri che il programma sia un buon programma ?????
 

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carissimi forumer di Torino e Milano_________sugli assorbimenti delle grandi città del Nord di cui si parla, in rete si trovano buone conferme_

Genova:::probabilissimo motivo il disegno del regime di mettere sotto controllo il circondario molto piu’ socialisteggiante del capoluogo___
Milano:::più probabile un’iniziativa funzionale di gruppi economici della città rispetto ai dintorni ormai quasi fagocitati e peraltro non proprio contenti di perdere autonomia
Torino:::in Wikipedia c’e’ la pregevole ed esaustiva lista di tutti i comuni italiani scomparsi_______Torino ha solo due casi________Cavoretto ( come ricordato da Ace Spades ) e Revigliasco accorpato giustamente a Moncalieri_____


______oggi con la rete e in particolare Wikipedia ( grazie ai volonterosi ed anonimi contributori e comunque leggere con attenzione ) si riesce facilmente a farsi un’idea sia pure generale che poi volendo si puo’ approfondire_______una volta invece.............

_______giuro che la faccina al posto della p ed il grassetto non sono opera mia______non so neanche dove stanno e neanche li vado a cercare_______siete sicuri che il programma sia un buon programma ?????
In relazione a Milano, parte di Greco (compresa p.le Loreto!) fu ceduta a Milano già nel 1904, presumo per avere la realizzanda nuova stazione tutta in territorio milanese...
Turro fu annessa nel 1918, a causa della crisi del relativo Consiglio Comunale.
Gli altri comuni (molti dei quali interni o comunque adiacenti alla nuova cintura ferroviaria) furono annessi anche per motivi fiscali (restando separati, le relative produzioni industriali o agricole erano soggette ai dazi comunali). Sotto questo profilo è curioso non sia stato aggregato anche Sesto San Giovanni (che nel 1923 era già un'importante polo industriale con le acciaierie Falck e la Breda)
 

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torino era relativamente piccola ed era contornata da borgate che non avevano mai assunto lo status di comune autonomo. l'unico caso, a mia memoria, di inglobamento è cavoretto,
A memoria mi sembra che le uniche due frazioni di Torino siano Cavoretto e Villaretto, "se sballio mi corrigerete" :)
 

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Torino era relativamente piccola ed era contornata da borgate che non avevano mai assunto lo status di comune autonomo. l'unico caso, a mia memoria, di inglobamento è Cavoretto
Esatto, solo Cavoretto (Revigliasco, come faceva notare Nilton, era sì un comune, ma fu aggregato a Moncalieri). E quelli che erano gli altri comuni si son saldati a Torino solo nel dopoguerra (tanto per dire, comuni grossi come Collegno, Rivoli, Settimo o Nichelino prima della WWII superavano appena i 10k abitanti, quando li superavano)
 

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Esatto, solo Cavoretto (Revigliasco, come faceva notare Nilton, era sì un comune, ma fu aggregato a Moncalieri). E quelli che erano gli altri comuni si son saldati a Torino solo nel dopoguerra (tanto per dire, comuni grossi come Collegno, Rivoli, Settimo o Nichelino prima della WWII superavano appena i 10k abitanti, quando li superavano)
e soprattutto erano lontane dalla città che fino alla grande espansione del dopoguerra era ancora contornata da campi e cascine
 

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carissimi forumer di Torino e Milano_________sugli assorbimenti delle grandi città del Nord di cui si parla, in rete si trovano buone conferme_

Genova:::probabilissimo motivo il disegno del regime di mettere sotto controllo il circondario molto piu’ socialisteggiante del capoluogo___
Milano:::più probabile un’iniziativa funzionale di gruppi economici della città rispetto ai dintorni ormai quasi fagocitati e peraltro non proprio contenti di perdere autonomia
Torino:::in Wikipedia c’e’ la pregevole ed esaustiva lista di tutti i comuni italiani scomparsi_______Torino ha solo due casi________Cavoretto ( come ricordato da Ace Spades ) e Revigliasco accorpato giustamente a Moncalieri_____


______oggi con la rete e in particolare Wikipedia ( grazie ai volonterosi ed anonimi contributori e comunque leggere con attenzione ) si riesce facilmente a farsi un’idea sia pure generale che poi volendo si puo’ approfondire_______una volta invece.............

_______giuro che la faccina al posto della p ed il grassetto non sono opera mia______non so neanche dove stanno e neanche li vado a cercare_______siete sicuri che il programma sia un buon programma ?????
Nulla di strano. :+p= :p Le faccine si possono richiamare anche con una combinazione di caratteri. Se tu avessi messo uno spazio dopo i due punti non accadeva. 😉
 

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Pensabdo di fare cosa gradita, ho ricostruito a memoria, come lo ricordavo, il vecchio Carcere Militare ex Ergastolo, quasi dirimpetto a casa mia, in pianta



Notare come la struttura, antecedente l'apertura delle vie, non fosse " a filo", ma corresse obliquamente, lasciando spazi vuoti sia su via Ormea che su via Tiziano, mentre provocava un restringimento notevole della carreggiata di corso Massimo; gli spazi vuoti sulle vie erano lasciati in terra battuta, senza marciapiedi (il muraglione serviva sia per giocare al pallone sia come...orinatoio!).
Si vede, in basso a sinistra, l'Asilo Notturno Umberto I, tuttora esistente, di fianco la caserma che ospitava il personale militare addetto alla custodia e ai servizi (abbattuta col carcere); più sopra il Circolo Garibaldi, tuttora esistente, ampliatosi dopo ia demolizione del carcere, e la Società Ippica Torinese, abbattuta esattamente 60 anni fa.
Si vede inoltre l'ingresso principale su via Ormea, e quello secondario su corso Massimo.
Alla fine del 1960, i pochi detenuti rimasti vennero trasferiti in altre strutture, l'area ceduta dal Demanio Militare al Comune; a marzo - aprile del 1961 iniziò la demolizione, durata parecchie settimane.
 

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Sullo spiazzo del Carcere all'angolo tra le vie Ormea e Tiziano, nella primavera del 1959 per alcune domeniche si era celebrata al mattino la messa, su un altare mobile collocato sul cassone di un camion; iniziativa voluta allora dalla Curia, per iniziativa di mons, Tinivella (che di fatto dirigeva l'Arcivescovado, vista l'età avanzata del card. Fossati), all'insegna dello slogan "Se la gente non via in chiesa a Messa, portiamo noi la Messa nei quartieri".
Iniziativa che poi però non ebbe seguito, e non venne ripetuta nemmeno dopo che il Carcere era stato abbattuto, con tutto lo spazio resosi disponibile.
 

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Su FB è comparsa questa. Purtroppo la risoluzione è quel che è.


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Edit: aggiungo la versione completa della foto, gentilmente fornita dall'autore del post.

1597313653415.png
 

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___OK dear Joe Tuby ___vedi un po’ questi autodidatti attempati anzicheno’ che vogliono informatizzarsi, passando da carta e penna a video e tastiera a modo loro.
___essendo pero’ un rigido trinariciuto dei vecchi tempi, continuo a pensare che un buon programma info dovrebbe fare quello che gli dice il titolare della tastiera ___se questi decide per una grafia normale ed un “due punti+++p” quello dovrebbe fare e soprattutto non cambiare dopo l’invio. ___comunque penso di aver capito che bisogna abbondare con la spaziatura.

___visto che siamo sul pezzo, provo a sparare altre due lamentele, sperando di non sbagliarle clamorosamente.
1 ogni post dovrebbe avere la data di uso corrente e non il tempo a ritroso, anche se questo credo sia un vezzo americano.
2 Trovato il riepilogo personale dei post inviati che però’ mancano del numero progressivo pagina/post.

___pistolotto con qualche nefandezza da identificare.
___questa volta senza dirgli niente non ha introdotto di suo il grassetto.
 

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Pensabdo di fare cosa gradita, ho ricostruito a memoria, come lo ricordavo, il vecchio Carcere Militare ex Ergastolo, quasi dirimpetto a casa mia, in pianta



Notare come la struttura, antecedente l'apertura delle vie, non fosse " a filo", ma corresse obliquamente, lasciando spazi vuoti sia su via Ormea che su via Tiziano, mentre provocava un restringimento notevole della carreggiata di corso Massimo; gli spazi vuoti sulle vie erano lasciati in terra battuta, senza marciapiedi (il muraglione serviva sia per giocare al pallone sia come...orinatoio!).
Si vede, in basso a sinistra, l'Asilo Notturno Umberto I, tuttora esistente, di fianco la caserma che ospitava il personale militare addetto alla custodia e ai servizi (abbattuta col carcere); più sopra il Circolo Garibaldi, tuttora esistente, ampliatosi dopo ia demolizione del carcere, e la Società Ippica Torinese, abbattuta esattamente 60 anni fa.
Si vede inoltre l'ingresso principale su via Ormea, e quello secondario su corso Massimo.
Alla fine del 1960, i pochi detenuti rimasti vennero trasferiti in altre strutture, l'area ceduta dal Demanio Militare al Comune; a marzo - aprile del 1961 iniziò la demolizione, durata parecchie settimane.
Dal balcone di casa, al quarto piano, si scorgeva una porzione del cortile interno, col portale barocco di ingresso alla cappella, di cui sopra il tetto spuntava il campaniletto, dal lato di via Tiziano; l'unica parte del complesso che vedemmo demolire con rincrescimento.
 

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Torno sul discorso avviato tempo fa, circa la morte in esilio di Carlo Alberto a Oporto nel 1849: come fu possibile allora traslare la salma fino a Superga, coi mezzi limitati dell'epoca? Via terra sono 2000 km, le ferrovie erano ancora allo stadio embrionale...Venne forse trasportato via mare, almeno in parte? Qualcuno ha qualche ragguaglio in merito?
 
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