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In questo tempo di pandemia, in cui si ricordano i precedenti casi di epidemie, stranamente non è stato ricordata l'epidemia di colera che si sviluppò esattamente 47 anni fa, in agosto - settembre del 1973; anche se non riguardò direttamente Torino, in quanto i focolai in Italia furono tutti al Centro- Sud e Isole, ebbe riflessi importanti anche da noi come in tutta Italia: dai primi di settembre, vennero chiuse d'autorità le pasticcerie e gelaterie, proibita la vendita di gelati sfusi (coni, coppette, ecc.) e di pasticceria fresca (il latte e la panna infatti erano i principali veicolatori del "vibrione" colerico), e lo rimasero fino a inizio ottobre.
Sorvegliati speciali coloro che arrivavano dal Sud e isole, mentre trascurabili furono i problemi derivanti dagli altri focolai nel Mediterraneo: in Spagna vigeva ancora il regime franchista, per gli italiani era indispensabile il passaporto per recarvisi, in Grecia vi era ancora il regime dei "colonnelli", pure con restrizioni sugli ingressi.
Da noi vi furono pochi casi sporadici "importati", prontamente isolati e messi in quarantena: vi fu comunque, nei primi di settembre, la corsa alla vaccinazione all'Ufficio d'Igiene. A dare una mano provvide il tempo, con diminuzione della temperatura a livelli decisamente "autunnali" già dalla seconda settimana di settembre, mentre il colera notoriamente si sviluppa con temperature alte. Anhe al Centro Sud, a partire da ottobre, con l'avanzare dell'autunno, l'epidemia scemò; in tutto però si registrarono non pochi casi letali.
A scatenare l'epidemia pare fosse stata una partita di mitili o "cozze" infetti, diffusi e commerciati in tutto il bacino mediterraneo. Infatti venne vietata severamente anche la vendita di frutti di mare in genere, guardati da allora per molti anni con diffidenza, finchè si perse la memoria dell'accaduto.
 

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Ricordo anche personalmente nel 1956 un caso di tifo che interessò una vicina di casa; il medico, in quel caso, omise di denunciare il caso alle autorità, proprio per evitare l'isolamento e la quarantena di tutta la famiglia.
Il bello è che continuai a frequentare i vicini (avevo 7 anni) e le loro figlie, la minore poco più grande di me, del tutto ignaro: a pensarci adesso, al rischio corso....
Anche allora, responsabili pare fossero i frutti di mare, consumati probabilmente dall'interessata in Liguria, di dove era originaria.
 

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Appare chiaro quali siano sempre stati i problemi derivanti dal consumo di mitili e altri frutti di mare, allevati molte volte appositamente vicino agli scarichi fognari, di cui si alimentano....assieme ai microrganismi che contengono!
Nel 1998, sull'isola di Rodi, in una cena in comitiva, rifiutai un piatto di cozze, tra voi lo stupore di altri commensali: troppo vivo era ancora il ricordo di quell'epidemia! Poi, che garanzie c'erano di salubrità?
 

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Luigi Cartello
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Grazie per averlo scansionato e messo a disposizione!
Per quanto riguarda la data, siccome parla della tranvia a vapore Torino-Gassino che è stata inaugurata nel 1880 ed elettrificata nel 1907, credo che sia precedente agli anni 20.
 

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non sono riuscito a datarlo anche se ipotizzo che sia anni '20. vi allego il link per scaricare la scansione
Difficile a dirsi. Si può giocare un po' con in nomi delle vie. Ad esempio a pagina 25 del PDF si parla dell'Alleanza Cooperativa in "via Genova angolo via Monte di Pietà". Via Genova si chiamava così nel '14 ma nel '31 era sicuramente già via San Francesco, almeno secondo questa carte del 1914 e del '31 rispettivamente

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Ergo il depliant è antecedente al '31. Ma magari si può fare di meglio, probabilmente sempre basandosi sulle pubblicità.
 

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Quel modello di Oldsmobile (pag.8) mi sembra davvero primitivo, decisamente più vicino al '14 che al '31 (ma a occhio avrei detto anche prima, i modelli Fiat che le somigliano sono dei primissimi anni del secolo...)
 

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la stazione entra in funzione nel 1895, l'edificio sulla destra che sembra chiudere via san donato è presente nel 1900 ma non nel 1905

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Difficile a dirsi. Si può giocare un po' con in nomi delle vie. Ad esempio a pagina 25 del PDF si parla dell'Alleanza Cooperativa in "via Genova angolo via Monte di Pietà". Via Genova si chiamava così nel '14 ma nel '31 era sicuramente già via San Francesco, almeno secondo questa carte del 1914 e del '31 rispettivamente

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Ergo il depliant è antecedente al '31. Ma magari si può fare di meglio, probabilmente sempre basandosi sulle pubblicità.
Via Genova venne reintitolata a San Francesco d'Assisi (dove nella via si trova la chiesa omonima) negli anni '20; al capoluogo ligure venne reintitolata in barriera di Nizza la via Demonte.
 

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Nel libretto vi è ancora la pubblicità dei vecchi bagni Diana, situati nell'isolato tra corso Massimo, via Petrarca, via Pietro Giuria e via Donizetti; trasferitisi a inizio anni '20 sulla sponda destra del Po oltre il Pilonetto (al loro posto sorse lo stabilimento SIAM di arredamenti metallici).
 

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L' opuscolo dedicato a Superga potrebbe risalire all'epoca dell'Esposizione del 1898, se non del 1911; come fu più per Italia 61, si coglieva l'occasione delle esposizioni per la propaganda turistica della città.
 

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In questo tempo di pandemia, in cui si ricordano i precedenti casi di epidemie, stranamente non è stato ricordata l'epidemia di colera che si sviluppò esattamente 47 anni fa, in agosto - settembre del 1973; anche se non riguardò direttamente Torino, in quanto i focolai in Italia furono tutti al Centro- Sud e Isole, ebbe riflessi importanti anche da noi come in tutta Italia: dai primi di settembre, vennero chiuse d'autorità le pasticcerie e gelaterie, proibita la vendita di gelati sfusi (coni, coppette, ecc.) e di pasticceria fresca (il latte e la panna infatti erano i principali veicolatori del "vibrione" colerico), e lo rimasero fino a inizio ottobre.
Sorvegliati speciali coloro che arrivavano dal Sud e isole, mentre trascurabili furono i problemi derivanti dagli altri focolai nel Mediterraneo: in Spagna vigeva ancora il regime franchista, per gli italiani era indispensabile il passaporto per recarvisi, in Grecia vi era ancora il regime dei "colonnelli", pure con restrizioni sugli ingressi.
Da noi vi furono pochi casi sporadici "importati", prontamente isolati e messi in quarantena: vi fu comunque, nei primi di settembre, la corsa alla vaccinazione all'Ufficio d'Igiene. A dare una mano provvide il tempo, con diminuzione della temperatura a livelli decisamente "autunnali" già dalla seconda settimana di settembre, mentre il colera notoriamente si sviluppa con temperature alte. Anhe al Centro Sud, a partire da ottobre, con l'avanzare dell'autunno, l'epidemia scemò; in tutto però si registrarono non pochi casi letali.
A scatenare l'epidemia pare fosse stata una partita di mitili o "cozze" infetti, diffusi e commerciati in tutto il bacino mediterraneo. Infatti venne vietata severamente anche la vendita di frutti di mare in genere, guardati da allora per molti anni con diffidenza, finchè si perse la memoria dell'accaduto.
La cosa strana è che i primi focolai si svilupparono in Europa lontano dal mare: in Spagna a Saragozza, a 200 km dal mare più vicino, e nei Balcani nel Kossovo (tra un gruppo di musulmani tornati dal pellegrinaggio alla Mecca).
 

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Da noi vi furono pochi casi sporadici "importati", prontamente isolati e messi in quarantena: vi fu comunque, nei primi di settembre, la corsa alla vaccinazione all'Ufficio d'Igiene.
"La Stampa" ,nella cronaca cittadina di quel tempo, ha documentato le file di persone in coda in via Consolata e traverse davanti all'Ufficio d'Igiene per la vaccinazione anticolerica, benchè gli esperti avvertissero della sua scarsa efficacia e utilità, a epidemia già iniziata e conclamata.
 

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Dall'Almanacco Piemontese di settembre: lo stadio allora Comunale (poi Olimpico e ora "Grande Torino") in occasione di una partità, nel periodo, documentato dallo sfondo, della "Mole mozza" (1953 - 1961)



notare i cartelloni pubblicitari di marchi scomparsi da tempo ( Motta, Deorsola, ecc.)
 

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Passando oggi pomeriggio davanti alla vecchia sede della "Stampa" di via Marenco, ho visto che, montata una gru, sono in corso lavori di smantellamento strutture
Sarebbe interessante sapere cosa si intende fare dell'edificio: difficile riconversione ad altri usi, o abbattimento?
 

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Malinconico destino di quella struttura: inaugurata in pompa magna nell'estate del 1968, presente anche il sottoscritto, su area già facente parte del primitivo stabilimento Fiat di corso Dante, in sostituzione dell'originaria sede di via Roma, sembrava destinata a durare nei secoli; invece, abbandonata dopo meno di 50 anni perché diventata troppo grande e ingombrante....
 
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