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Da "Torino Storia": alcune foto delle scuderie Gualino a Mirafiori (di cui si era già parlato in passato), viste dall'alto





notare la voluta e ricercata somiglianza con la pianta della non lontana Palazzina di Caccia di Stupinigi.
 

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Le scuderie Gualino, un manufatto dalla vita brevissima! Costruite nella seconda metà degli anni '20, meno di dieci anni dopo vennero interamente demolite, per far posto nientemeno che,,,alla Fiat Mirafiori! si trovavano infatti all'incirca dove ora è la "palazzina" di Mirafiori.
Notare che, dalla carta Paravia del 1937, già allora doveva essere previsto il trasferimento altrove del dirimpettaio Ippodromo, visto che sono riportate tracciate le vie poi effettivamente nate sul sito e che conosciamo oggi; l'Ippodromo rimase però in funzione fino al 1958, quando la Società Ippica decise il trasferimento "armi e bagagli" di uffici e strutture in quel di Vinovo, ritenendo la presenza degli impanti ippici ormai incompatibile col contesto urbanizzato.
 

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Avevo un’idea della produzione negli ultimi 30 anni ma non mi ero incuriosito fino al 1939...incredibile adesso pensare ad una lista senza Cina e India...
Se si nota, del continente asiatico figura solo il Giappone, unico paese allora del continente già industrializzato; il che fu in definitiva la causa dell'entrata in guerra dei nipponici, con quel che ne seguì, visto che le grandi potenze "bianche e cristiane" non potevano digerire l'idea che al loro livello si portassero paesi e popoli considerati in qualche modo"inferiori".
 

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#piatto vuoto mi ci butto, sperando di non farmi male#

#questo forum e' in grado ( con Ace, ma anche Canali Torino) di rintracciare l'origine di moltissimi edifici della citta'###soprattutto quelli storici, come il palazzotto di corso Cairoli###ovviamente piu' difficile per quelli non storici come il "ciabotto" di via Renier identificabile pero' come 117 di via S.Paolo, gia' preso in esame tempo fa###avevo la convinzione che la vecchia via S.Paolo (ora assorbita dal nuovo giardino) dividesse nettamente la polveriera dal "ciabotto" in questione, attualmente rimesso in sesto ed adibito ad una qualche attivita' imprecisata#

#incertezza in tre punti :::
1) ipotesi di Ace che sia l'ultimo residuo della polveriera#
2) alcune cartine (ad esempio la Paravia 1806) disegnano la polveriera che esonda e taglia via S.Paolo circondata da uno strano ovale che pero' lascia intravedere un piccolo puntino (quasi sicuramente il "ciabotto")#
3) la Paravia 1957 (o giu' di li') riporta come proprietario del numero civico in questione non la Lancia, come per tutto il resto dell'isolato, ma il signor Brosio Giuseppe fu Alessandro#

# farei alcune osservazioni non so quanto veritiere o condivisibili :::
1) il signor Brosio non volle mai vendere il suo pezzetto alla Lancia###e neanche i suoi eredi all'immobiliare subentrante#
2) l'elenco di tutti i proprietari edilizi della citta' nella guida Paravia risulta preziosissimo###oggi non sarebbe piu' possibile per via della privacy###sarebbe auspicabile che i successori (detentori dei diritti) ripubblicassero tutta la serie o quantomeno un estratto significativo#
3) cos'era lo strano ovale ???
 

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Il caso Brosio della Lancia richiama quello più famoso di Antoniazzi per la Fiat Lingotto; in entrambi i casi, due grandi industriali che per crescere dovevano e volevano fagocitare le piccole "boite" che trovavano sulla loro strada. Alcuni, se non altro per puntiglio, non ci "stavano" e tenevano duro.
Così come la Fiat Mirafiori si "mangiò" le già ricordate scuderie di Gualino.
 

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Il caso Brosio della Lancia richiama quello più famoso di Antoniazzi per la Fiat Lingotto; in entrambi i casi, due grandi industriali che per crescere dovevano e volevano fagocitare le piccole "boite" che trovavano sulla loro strada. Alcuni, se non altro per puntiglio, non ci "stavano" e tenevano duro.
Così come la Fiat Mirafiori si "mangiò" le già ricordate scuderie di Gualino.
nel 1931 gualino venne spedito al confino dal regime, la maggior parte delle attività vennero requisite e vendute la venchi a gerardo gobbi e così via, le attività legate ai cavalli fallirono e giovanni agnelli comprò le scuderia all'asta fallimentare.
 

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nel 1931 gualino venne spedito al confino dal regime, la maggior parte delle attività vennero requisite e vendute la venchi a gerardo gobbi e così via, le attività legate ai cavalli fallirono e giovanni agnelli comprò le scuderia all'asta fallimentare.
Comunque sia, è un peccato averle perse, come si vede dalle foto che ho postato!
 

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#piatto vuoto mi ci butto, sperando di non farmi male#

#questo forum e' in grado ( con Ace, ma anche Canali Torino) di rintracciare l'origine di moltissimi edifici della citta'###soprattutto quelli storici, come il palazzotto di corso Cairoli###ovviamente piu' difficile per quelli non storici come il "ciabotto" di via Renier identificabile pero' come 117 di via S.Paolo, gia' preso in esame tempo fa###avevo la convinzione che la vecchia via S.Paolo (ora assorbita dal nuovo giardino) dividesse nettamente la polveriera dal "ciabotto" in questione, attualmente rimesso in sesto ed adibito ad una qualche attivita' imprecisata#

#incertezza in tre punti :::
1) ipotesi di Ace che sia l'ultimo residuo della polveriera#
2) alcune cartine (ad esempio la Paravia 1806) disegnano la polveriera che esonda e taglia via S.Paolo circondata da uno strano ovale che pero' lascia intravedere un piccolo puntino (quasi sicuramente il "ciabotto")#
3) la Paravia 1957 (o giu' di li') riporta come proprietario del numero civico in questione non la Lancia, come per tutto il resto dell'isolato, ma il signor Brosio Giuseppe fu Alessandro#

# farei alcune osservazioni non so quanto veritiere o condivisibili :::
1) il signor Brosio non volle mai vendere il suo pezzetto alla Lancia###e neanche i suoi eredi all'immobiliare subentrante#
2) l'elenco di tutti i proprietari edilizi della citta' nella guida Paravia risulta preziosissimo###oggi non sarebbe piu' possibile per via della privacy###sarebbe auspicabile che i successori (detentori dei diritti) ripubblicassero tutta la serie o quantomeno un estratto significativo#
3) cos'era lo strano ovale ???
Sulla carta Paravia del 1937, la polveriera, pur non esistendo più, è ancora ricordata nel nome dello slargo



 

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da un "TorinoStoria": foto dall'alto di piazza San Giovanni a metà '800, prima dell'apertura di via XX Settembre verso corso Regina



si vede verso Nord il seicentesco palazzo San Giovanni, abbattuto a fine '800 per permettere l'apertura della via verso corso Regina: Sull'area restante, venne edificata la scuola elementare "Torquato Tasso" (nel piano di edilizia scolastica seguito all'istituzione della scuola elementare obbligatoria), che, gravemente danneggiata dai bombardamenti bellici, venne pure demolita nei primi anni '50, lasciando lo spazio libero come lo si vede ora.
 

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Si vedono anche sullo sfondo, attorno alla Porta Palatina, gli edifici abbattuti successivamente per "liberare" la visuale del monumento.
 

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Questa è una stampa appesa in cucina di casa nia come quadro: raffigura il ponte in pietra con la Gran Madre, sembrerebbe edificata da poco (siamo nella prima metà dell'800)






mio padre le era particolarmente affezionato, poichè gli ricordava il borgo natio, mai dimenticato.
Notare la garitta all'inizio del ponte lato piazza Vittorio (era un posto di guardia?), e sullo sfondo a destra, le case in riva al fiume abbattute a inizio '900.
 

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#piatto vuoto mi ci butto, sperando di non farmi male#

#questo forum e' in grado ( con Ace, ma anche Canali Torino) di rintracciare l'origine di moltissimi edifici della citta'###soprattutto quelli storici, come il palazzotto di corso Cairoli###ovviamente piu' difficile per quelli non storici come il "ciabotto" di via Renier identificabile pero' come 117 di via S.Paolo, gia' preso in esame tempo fa###avevo la convinzione che la vecchia via S.Paolo (ora assorbita dal nuovo giardino) dividesse nettamente la polveriera dal "ciabotto" in questione, attualmente rimesso in sesto ed adibito ad una qualche attivita' imprecisata#

#incertezza in tre punti :::
1) ipotesi di Ace che sia l'ultimo residuo della polveriera#
2) alcune cartine (ad esempio la Paravia 1806) disegnano la polveriera che esonda e taglia via S.Paolo circondata da uno strano ovale che pero' lascia intravedere un piccolo puntino (quasi sicuramente il "ciabotto")#
3) la Paravia 1957 (o giu' di li') riporta come proprietario del numero civico in questione non la Lancia, come per tutto il resto dell'isolato, ma il signor Brosio Giuseppe fu Alessandro#

# farei alcune osservazioni non so quanto veritiere o condivisibili :::
1) il signor Brosio non volle mai vendere il suo pezzetto alla Lancia###e neanche i suoi eredi all'immobiliare subentrante#
2) l'elenco di tutti i proprietari edilizi della citta' nella guida Paravia risulta preziosissimo###oggi non sarebbe piu' possibile per via della privacy###sarebbe auspicabile che i successori (detentori dei diritti) ripubblicassero tutta la serie o quantomeno un estratto significativo#
3) cos'era lo strano ovale ???
nella mappa paravia del 1912 parte della polveriera risulta già inglobata nello stabilimento Chiribiri che poi a sua volta diventerà Lancia
830364
 

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1916, cortile di corso Principe Oddone 38.
La sede della FIS - Fabbrica Italiana Sidecar.
In sella alla moto c'è il fondatore, Giovanni Molineris.
Foto di Gianni Chiostri, da: "Calendari Piemontèis",da facebook
830694
 

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Un articolo di "Torino storia" di novembre u.s. porta a rivedere le date del presunto "baroccamento" del Duomo e successiva "sbiancatura":
La pitturazione era avvenuta nel 1836, quando l'era barocca era tramontata da un pezzo !
Mentre la cancellazione delle pitture avvenne nel 1926. - 1928, ad opera dell'arcivescovo card. Gamba allora in carica (morto improvvisamente alla fine del 1929).
 

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Diciamo la verità: a Torino e in Piemonte non si sono mai molto amate le pareti "nude", delle chiese come di altri edifici; sempre, si è voluto coprirle con affreschi e più raramente mosaici.
Solo il Duomo lo si volle riportare al primitivo aspetto rinascimentale toscano (che sembrava preferire pareti nude).
 

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1916, cortile di corso Principe Oddone 38.
La sede della FIS - Fabbrica Italiana Sidecar.
In sella alla moto c'è il fondatore, Giovanni Molineris.
Foto di Gianni Chiostri, da: "Calendari Piemontèis",da facebook View attachment 830694
Come ho già avuto occasione di dire, io le sidecar le ho sempre viste da un posto solo, e da una sola persona occupate; probabilmente la foto voleva essere un tentativo "esibizionistico", a scopo pubblicitario. Le sidecar presentavano già problemi di stabilità e nelle curve con un solo passeggero, figuriamoci con quattro!
Problemi di stabilità che furono già all'origine della loro pressoché totale "estinzione", visto che oggi non è più dato vederne...
 

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Diciamo la verità: a Torino e in Piemonte non si sono mai molto amate le pareti "nude", delle chiese come di altri edifici; sempre, si è voluto coprirle con affreschi e più raramente mosaici.
Solo il Duomo lo si volle riportare al primitivo aspetto rinascimentale toscano (che sembrava preferire pareti nude).
Il Duomo torinese, sorto a cavallo tra il '400 e il '500, costituisce un "unicum" nel panorama delle cattedrali e duomi piemontesi dell' epoca, ancora ispirati al gotico (Asti, Alba, Chieri, ecc.).
Probabilmente, l'allora vescovo Della Rovere era in contatto con gli ambienti rinascimentali della Toscana, da cui fece venire le maestranze che li edificarono.
 
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