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due foto di via Sacchi all'inizio da corso Vittorio di inizio '900; si vede, a sinistra, la cancellata che chiudeva la stazione di Porta Nuova, rimossa, come già detto, assieme alla "gemella" sul lato di via Nizza, prima dell'Esposizione del 1911. per facilitare il movimento dei viaggiatori

viasacchi1.JPG



viasacchi2.JPG
 

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Ancora riguardo agli edifici del Ventennio, nello stile dell'epoca, due esempi notevoli:
La Casa della Giovane Italiana, in corso Francia 285

giovaneitaliana.JPG


e l'Istituto "Marro" in zona Lucento


istmarro.JPG


entrambi gli edifici sono tuttora esistenti, adibiti a servizi comunali (cancellate ovviamente le insegne fasciste).
 

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Primi del '900: via Nizza ripresa da via Berthollet verso corso Vittorio; si vede attorno a Porta Nuova la cancellata, simmetrica a quella già postata per via Sacchi anch'essa rimossa in occasione dell'Esposizione del 1911

vianizzacanc.JPG
 

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da Torino Storia di dicembre 2019:
Primi anni '50: due bimbi imbucano in una cassetta postale gli auguri di Buone Feste

cassettapostale.JPG


l'Italia è ormai diventata Repubblica, ma le cassette postali sono ancora quelle dell'éra monarchica, con lo stemma sabaudo e la scritta "REGIE POSTE"; solo dalla seconda metà degli anni '50 vennero gradualmente sostituite con quelle attuali (ma quasi a metà degli anni '60 in borgo San Salvario quelle "monarchiche" erano ancora esistenti davanti a una tabaccheria in via Belfiore angolo via Baretti); all'inizio erano a una sola feritoia, come quelle tuttora esistenti in provincia; dopo l'entrata in vigore del CAP (Codice Avviamento Postale) nel luglio 1967, esse pure sostituite con le attuali a due feritoie (una "per la città" e una "per tutte le altre destinazioni"), così come in tutte le grandi città con diverse zone con proprio CAP.
 

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Ancora riguardo agli edifici del Ventennio, nello stile dell'epoca, due esempi notevoli:
La Casa della Giovane Italiana, in corso Francia 285

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La carta Paravia del 1937 la indica come "Casa Rionale di Economia Domestica".
Si sa quanto il Regime tenesse all'immagine della donna come "angelo del focolare": rientrava quindi in quest'ottica.
Del resto, quando frequentai le medie (1959 - 1962), il regime fascista era ormai defunto da un pezzo, ma le ragazze avevano in più nel programma scolastico rispetto ai maschi due ore settimanali di "economia domestica" (con tanto di libro di testo "Io padrona di casa").
 

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Sempre dal libro di Luigi Ballatore: progetto del caffè - ristorante installato nel 1905 all'ingresso della stazione di Porta Nuova lato corso Vittorio

portanuovaristor.JPG


come già detto, faceva parte dei due chioschi stile liberty installati all'ingresso della stazione sotto la tettoia, dopo aver arretrato la testata dei binari; i due erano simmetrici sui due angoli, uno adibito a caffè ristorante, l'altro a biglietteria; dopo la rimozione della tettoia nel 1940, anche il caffè ristorante subì la stessa sorte, finendo in qualche fonderia; quello della biglietteria, in quanto servizio essenziale al funzionamento della stazione, rimase invece installato, fino all'autunno del 1946, quando iniziarono i lavori di ricostruzione postbellica e ristrutturazione della stazione.
 

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questa foto, scattata dall'alto subito dopo la rimozione della tettoia, mostra bene la posizione dei due chioschi

PN 1941.JPG


come detto, il chiosco ristorante venne smontato subito dopo, rimanendo fino al 1946 quello della biglietteria.
 

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Non sono nolte le foto pervenuteci dell'interno della tettoia di Porta Nuova, forse per le difficili condizioni di ripresa, con scarsa luminosità; una è questa degli anni '30, che mostra la partenza di un gruppo di ragazzi, probabilmente Balilla, per le colonie marine; la foto sembra scattata con lampo al magnesio, in quanto i flash elettronici erano ancora da inventare

partenzacoloniedaPN.JPG
 

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Altra foto dell'interno della tettoia di Porta Nuova, ripresa dall'ingresso (si vede il tetto di uno dei due chioschi)

portanuovaante1940.jpg
 

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Come si vede, i binari interni alla tettoia erano solo sette; dopo pochi decenni si dimostrarono largamente insufficienti all'aumentato traffico passeggeri; per cui nel 1905 si prese la decisione drastica: spostamento dello scalo merci e dei servizi accessori nella regione Vallino (oltre il cavalcavia di corso Sommeiller, (scalo attualmente in via di dismissione), e nello spazio così ricavato posa di 12 binari esterni (6 per parte), con lunghe pensiline metalliche, portando così il totale dei binari a 19. Con la ristrutturazione postbellica, i binari, tutti largamente arretrati in modo da creare la "galleria di testa", vennero aumentati di una unità, portando il totale ai 20 attuali.
Con questo, spero di essere stato esaustivo riguardo alla stazione di Porta Nuova!
 

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La zona del Vallino è esattamente dove, all'angolo tra via Nizza e il cavalcavia di corso Sonmeiller, a dicembre del 2019 era venuta alla luce la bomba inesplosa, disinnescata e rimossa con mobilitazione dell'intero quartiere, proprio durante i lavori di demolizione dell'ex scalo merci ferroviario.
Il nome deriva dal carattere acquitrinoso e paludoso del terreno "(Vallin" in piemontese sta proprio per palude o acquitrino), che creò molti problemi alla costruzione della ferrovia, negli anni '40 dell'800
 

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Ancora riguardo agli edifici del Ventennio, nello stile dell'epoca, due esempi notevoli:
La Casa della Giovane Italiana, in corso Francia 285

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e l'Istituto "Marro" in zona Lucento


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entrambi gli edifici sono tuttora esistenti, adibiti a servizi comunali (cancellate ovviamente le insegne fasciste).
Ciao a tutti....,mi diverto a collezionare foto di Torino durante la guerra e se interessano, relativamente alla foto dell'Istituto Marro di Lucento (che oggi è la scuola elementare Padre Agostino Gemelli), durante l'occupazione era sede di una compagnia autoparco tedesca.......mi sono divertito a fare delle sovrapposizioni.......:)))
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Riguardo ancora a Porta Nuova: la volta a botte che ha sostituito nell'atrio la tettoia metallica ne ha conservato la notevole "luce" (48 mt); tanto che a metà anni '80 l'atrio ospitò il pendolo di Foucault (dimostrazione della rotazione terrestre) spostato dalla Mole per l'allestimento del Museo del Cinema.
Iniziativa nell'ambito di Experimenta.
 

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L'atrio era sempre affollato di viaggiatori e curiosi, che assistevano all'oscillazione del pendolo mentre la traccia sulla sabbia si spostava, dimostrando la rotazione dell'asse terrestre.
 

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#Torino scomparsa e poi riapparsa sotto diverso nome###la scuola di Lucento del post precedente risulta particolarmente sfortunata come denominazione###se non sbaglio di nuovo a mettere in ordine le cose, prima della guerra fu Giovanni Marro ed ora padre Agostino Gemelli##sicuramente due personaggi di alta levatura culturale###[il secondo poi, come noto, titolare anche di parecchi ospedali sparsi per tutto il paese]###eppero' personaggi molto controversi in quanto coinvolti o lambiti in maniera non lieve dalle leggi razziali###la prima denominazione e' stata superata dagli eventi###la seconda invece qualche imbarazzo o qualche dubbio se li porta pure dietro___

#la doppia versione dell'attuale via Tolmino era stata gia' notata ed accantonata###eppero' il forum potrebbe averla gia' risolta###visionando il residuo di una cartina semistracciata si potrebbe ipotizzare che i programmatori prevedessero :::
1) una via rettilinea (via San Remo da piazza Robilant (non denominata) al presumibile passaggio livellare di via del Paletto e terminante con grande piazza___
2) una prosecuzione verso Santa Rita con una via prevista come Trieste ( realizzata solo negli anni 50/60 come Gorizia) terminante con altra grande piazza a cavallo di corso Orbassano tra le vie Boston e Filadelfia###poi cambiarono idea e dopo la guerra anche le denominazioni____
#urge forumer esperto in piani regolatori___
 

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Ciao a tutti....,mi diverto a collezionare foto di Torino durante la guerra e se interessano, relativamente alla foto dell'Istituto Marro di Lucento (che oggi è la scuola elementare Padre Agostino Gemelli), durante l'occupazione era sede di una compagnia autoparco tedesca.......mi sono divertito a fare delle sovrapposizioni.......:)))
Ciao e bentrovato.
Queste foto rappresentano uno spaccato del quel periodo davvero inedito.
Bellissimi documenti.
Grazie!
Nel caso volessi condividere altre immagini, magari si potrebbe realizzare un piccolo video nella versione youtube di questo forum.

PS: i video sui monumenti spariti e l'organizzazione del Ventennio sono terminati...in programma per marzo. 😬
 
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