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Contemporaneamente, l'Ente Provinciale del Turismo, rimasto "disoccupato" con la fine del turismo dovuta alla guerra, allestì alla testata dei binari un posto di assistenza per i militari che si trovavano a transitare per Porta Nuova, consigliandoli sugli orari, sulle strutture di accoglienza, ecc.

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Visto che sta per iniziare il Festival di Sanremo: pochi sanno che la manifestazione canora in realtà è torinese di nascita!
Nacque infatti a fine del 1949 da una "idea" del Centro Produzione Rai di Torino, che la realizzò e scelse come sede la famosa "Città dei Fiori", delle "Quattro Primavere".
Anche il personale tecnico addetto alle riprese proveniva dalla Rai torinese,; un compagno di scuola delle elementari aveva il padre operatore Rai, e ogni anno veniva distaccato in trasferta a Sanremo per le riprese.
Non lo diceva lui, ma sua madre alla mia quando si incontravano ad aspettarci davanti alla scuola.
Nella foto, lo studio Rai di via Verdi negli anni '50: il regista Massimo Scaglione, Gianni Vattimo e Giuliana Calandra

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visto che poco tempo fa si era parlato di Porta Nuova, e della demolizione della tettoia metallica a fine 1940- inizio 1941:
Stando a "La Stampa" , ci si spingeva ben più in là, fino a progettare la demolizione della facciata, e la pratica ricostruzione della stazione arretrata di un centinaio di metri, ricavando un piazzale antistante!

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fortunatamente, è il caso di dire, il progredire degli eventi bellici bloccò tutto!
Santa pace....Come Roma Termini....ma che avevano al posto del cervello???
 

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La Galleria Nazionale era l'unica paragonabile, per dimensioni, alla celeberrima milanese "Vittorio Emanuele"; che peccato averla persa!
La demolizione di via Roma, ancora oggi, ritengo sia stato uno dei primi (e forse il maggiore) degli scempi da parte di menti ottuse (Porta Nuova venne subito dopo)
 

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Il fascismo, come tutte le dittature, mirava a cancellare tutto quanto era il passato, ritenuto vecchiume a anticaglia; da qui, i progetti di demolizione e rinnovamento, per fortuna non attuati, come anche in piazza Castello.
Se il regime fosse durato più a lungo, avrebbe sicuramente "cambiato i connotati" alla città, rendendola irriconoscibile.
Del resto, lo si era già visto 140 anni prima, durante la dominazione napoleonica: colla scomparsa della Torre Civica e delle porte monumentali ; e già allora si pensava di intervenire in piazza Castello, addirittura radendo al suolo palazzo Madama...
Meno male che i regimi, almeno da noi, durano poco, senza riuscire a fare, ad esempio, quello che ha fatto il franchismo a Madrid in 36 anni di dominio!
 

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Quella sullo sfondo della foto sembrerebbe la casa dei ferrovieri tuttora esistente all'angolo con via Tolmino.

Quindi la foto è scattata su corso Rosselli.
Come indicato da Turtu nello scatto da Google, confermo che la casa è quella che si affaccia su Piazza Marmolada dall’angolo con corso Racconigi.

La foto è stata scattata dall’inizio del brevissimo tratto di corso Racconigi che congiunge piazza Marmolada e piazzetta Juventus. A sinistra i magazzini F.S.; a destra la Itala. La bottiglieria Juventus è sicuramente alle spalle, ma molto più indietro rispetto al punto di ripresa.

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La demolizione di via Roma, ancora oggi, ritengo sia stato uno dei primi (e forse il maggiore) degli scempi da parte di menti ottuse (Porta Nuova venne subito dopo)
Alla stessa stregua nel 1600 e 1700 sparì la città medioevale in favore del Baroccamento della città. Le città sono organismi vivi (e menomale). a ragionar cosi palazzo madama sarebbe rimasta la porta romana che fu, il duomo, 3 chiese separate senza cappella del Guarini, monte dei cappuccini, una torre di guardia, venaria e stupinigi castelletti di second'ordine
 

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Alla stessa stregua nel 1600 e 1700 sparì la città medioevale in favore del Baroccamento della città. Le città sono organismi vivi (e menomale). a ragionar cosi palazzo madama sarebbe rimasta la porta romana che fu, il duomo, 3 chiese separate senza cappella del Guarini, monte dei cappuccini, una torre di guardia, venaria e stupinigi castelletti di second'ordine
Ci sono anche le vie di mezzo. Si fosse proceduto come in via Roma ovunque, palazzo Madama sarebbe stato raso al suolo e sostituito interamente con un edificio barocco. Via Roma "nuova" non è 100% da buttare, ma lo stesso si può dire di ciò che c'era prima: la Galleria Nazionale per esempio si poteva salvare (ovviamente segandone un pezzo).

Su Porta Nuova invece spero che siamo tutti d'accordo. La distruzione della volta è stata uno scempio. Anche arretrando i binari, sarebbe stata comunque una meraviglia.
 

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Il fascismo, come tutte le dittature, mirava a cancellare tutto quanto era il passato, ritenuto vecchiume a anticaglia; da qui, i progetti di demolizione e rinnovamento, per fortuna non attuati, come anche in piazza Castello.
Se il regime fosse durato più a lungo, avrebbe sicuramente "cambiato i connotati" alla città, rendendola irriconoscibile.
Del resto, lo si era già visto 140 anni prima, durante la dominazione napoleonica: colla scomparsa della Torre Civica e delle porte monumentali ; e già allora si pensava di intervenire in piazza Castello, addirittura radendo al suolo palazzo Madama...
Meno male che i regimi, almeno da noi, durano poco, senza riuscire a fare, ad esempio, quello che ha fatto il franchismo a Madrid in 36 anni di dominio!
il comune aveva previsto l'abbattimento della torre civica all'epoca del drizzamento di via garibaldi a metà '700, napoleone terminò solo il lavoro
 

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Ci sono anche le vie di mezzo. Si fosse proceduto come in via Roma ovunque, palazzo Madama sarebbe stato raso al suolo e sostituito interamente con un edificio barocco. Via Roma "nuova" non è 100% da buttare, ma lo stesso si può dire di ciò che c'era prima: la Galleria Nazionale per esempio si poteva salvare (ovviamente segandone un pezzo).

Su Porta Nuova invece spero che siamo tutti d'accordo. La distruzione della volta è stata uno scempio. Anche arretrando i binari, sarebbe stata comunque una meraviglia.
beh! progetti di rifacimento della piazza castello esistono e sono risalenti all'800 famoso è quello dell'antonelli
 

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beh! progetti di rifacimento della piazza castello esistono e sono risalenti all'800 famoso è quello dell'antonelli
Comunque c'era pure un analogo progetto di Benedetto Alfieri per piazza e chiesa di San Giovanni che prevedeva la tra le altre cose la demolizione del duomo e l'ampliamento della piazza (salvando cappella della sindone e campanile). Gli architetti sono giustamente liberi di disegnare quel che gli pare, ma per fortuna non tutto poi viene realizzato :D

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Su Porta Nuova invece spero che siamo tutti d'accordo. La distruzione della volta è stata uno scempio. Anche arretrando i binari, sarebbe stata comunque una meraviglia.
Infatti, a quanto visto su YouTube, nella spagnola Valencia la stazione principale ha mantenuto la tettoia pur spostando fuori i binari; sotto l'arcata han trovato posto i servizi di stazione.
Il fatto è che da noi tutte, dico tutte, le stazioni italiane, salvo Milano C.le e Roma Termini, a fine 1940 dovettero dare il ferro alla Patria; cosa, come già detto, non successa da nessuna altra parte! Tutto in nome della guerra e della patriolatria!
I progetti avanzati di ristrutturazione di Porta Nuova negli anni '20 e '30 prevedevano il mantenimento della tettoia, con una soluzione simile a quella valenciana, in un caso con tettoie multiple esterne tipo Milano C.le. Poi venne il "ferro alla Patria"...
 

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# la foto di Hold Fast di Piazza Marmolada (anch'essa inusuale) parrebbe successiva a quella di Turtu ed amplia molto la visuale # alcune cose paiono confermate # altre procurano qualche incertezza # tentando un giro in senso orario, in alto piazza Robilant parrebbe ostruita dall'effetto curvatura di corso Racconigi # subito a dx ben visibile la mole del Plana # scendendo in basso parrebbero mancare la famosa fonderia Roz e la pista di prova dell'Itala come da foto aerea vista molte volte # viceversa si vede bene l'interramento della ferrovia e l'occupazione da parte della Materferro di uno spicchio della piazza, poi liberato e diventato l'attuale giardino Mennea # infine non si vede il campo Marsiglia probabilmente al tempo gia' abbandonato # di conseguenza, salvo errori od omissioni, si potrebbe pensare che la data della foto sia collocabile alla fine degli anni 30 #

# piazza Marmolada in grande auge # nonostante sia una normalissima piazza periferica ha una sua storia di grandi fabbriche, di snodo ferroviario come raccorderia e di un futuribile e ultramoderno monumento agli scioperi di guerra # ma anche, girato l'angolo, ha un piccolo segmento di liberty (come riportato da un bel libretto di Capricorno) #
# ai numeri 218 e 220 di corso Racconigi (prima del grande caseggiato, numero 222, oggetto delle foto) due facciate con preziosi particolari #
# sempre nello stesso isolato (nella posteriore via Murazzano numero 8), una villetta con ceramiche # unico caso nel floreale della citta' secondo l'autore #

# molto bella ed anche incentivante, la foto del sempre puntuale Turtu sull'ippodromo Amoretti # dopo la trasmigrazione dell'impianto stesso in piazza Armi, per pochi anni, e poi a Mirafiori, probabilmente il terreno fu adibito a campo calcio del Piemonte che non era squadra oratoriale e militava in prima categoria insieme a Juve e Toro # qualche bravo forumer riesce a trovarne traccia o quantomeno il campo ????? #
# commettendo grave reato di esondazione, vale la pena di ricordare che nel periodo ante WW1, mentre la Juve vinceva un campionato (il 1905 al netto dei due pasticciati doppioni del 1908 e 1909) senza mandare nessuno in nazionale, Piemonte (con 4 giocatori e 6 presenze) e Toro con (8 e 12) vi contribuivano largamente #
# straordinario, per i tempi, il caso del torinesissimo Felice Berardo che milito' in ben 5 squadre di prima categoria (Piemonte, Pro Vercelli, Genoa e dopo la guerra Torinese us e Torino) arrivando in nazionale dalle prime 4 per ben 13 volte subito dopo il mitico De Vecchi con 17 ### viceversa il primo juventino in nazionale fu soltanto nel 1920 il portiere Giacone #

# possibili svarioni #
 

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Su "Torino storia" di questo mese, la foto di una curiosa statua all'interno del parco della Tesoriera, con Vittorio Emanuele II seduto che tiene un fanclullo sulle ginocchia

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molto probabilmente, si tratta del figlio maschio avuto dalla moglie morganatica Rosa Vercellana, la Bela Rosin.
Lo vediamo in questa foto Alinari, già nel periodo "fiorentino", ormai quasi adulto, con la madre e la sorella

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Resta da capire la "storia della statua: più che altro, come e perchè sia finita alla Tesoriera.
 
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