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20.04.2005 -
Tangenziale assediata da 165 milioni di veicoli

Oltre 74 milioni di veicoli in un anno. Aumenta il traffico sulla tangenziale torinese, confermando con numeri a sei zeri la percezione dei molti automobilisti condannati a snervanti odissee quotidiane nelle ore di punta. Il rifacimento dell’interscambio di Bruere e la realizzazione della corsia di sosta di emergenza sulla tangenziale Sud, tra lo svincolo Interporto Sito e quello di corso Allamano, sono in dirittura di arrivo. Ativa ha già messo a bilancio nel piano quinquennale 2005-2009 la dotazione della quarta corsia ai primi 11 chilometri della tangenziale, da Bruere a Borgaro. Ma ci vuole altro per affrontare il problema alla radice. A certificare una situazione sempre più insostenibile sono le cifre contenute nel bilancio 2004 illustrato dalla concessionaria autostradale che gestisce il sistema tangenziale torinese e la Torino-Ivrea-Quincinetto. Il risultato è un condensato di risultati, lavori in corso e prospettive partendo da una premessa.
Anzi due: aumentano i ricavi da pedaggio - pari ad 82,2 milioni di euro (+4,6% cento rispetto al 2004) -, con un utile di esercizio di 22,3 milioni (+27%); aumenta in maniera esponenziale il volume di traffico. Fenomeno, quest’ultimo, che pone con urgenza il problema di come impedire il collasso del sistema tangenziale. Anche i 16 milioni di veicoli transitati nel 2004 sulla Torino-Ivrea-Quincinetto e sulla bretella Ivrea-Santhià (+4,18%) sono infatti poca cosa rispetto ai 74 milioni che gravano ogni giorno sulla tangenziale (+3,51%) con punte di 8 mila passaggi all’ora nelle fasce critiche: 8-8,30; 18,30-19. «I nostri dati tengono conto dei veicoli paganti registrati alle barriere di esazione e non di quelli che hanno utilizzato gli svincoli intermedi - conferma il presidente Giovanni Ossola -. Se si considera che la seconda categoria è superiore alla prima, su 100 veicoli 45 risultano paganti e 55 non paganti, i mezzi effettivamente transitati in tangenziale si possono stimare in 165 milioni».

Il dato è ancora più significativo tenendo conto che l’aumento del volume di traffico del 2004 segue quello del 2003 e degli anni precedenti. Il senso è quello di una progressione costante, che riporta bruscamente alla realtà la necessità di mettere in campo nuove soluzioni. Alcuni interventi, come si è detto, sono già in corso. Un altro cantiere interessa l’estremità orientale della tangenziale Sud, con la circonvallazione che collegherà lo svincolo di Vadò alla statale 29.

Ma nessuno, tantomeno l’Ativa - ormai in dirittura di arrivo anche nella realizzazione dell’autostrada Torino-Pinerolo - , si nasconde che si tratta di interventi migliorativi. Importanti, d’accordo, eppure insufficienti per svoltare sul fronte del traffico. La sfida ha molti nomi: Tangenziale Est, corso Marche, secondo anello della Tangenziale... E naturalmente la quarta corsia, il primo intervento «di peso» che la società intende avviare nei prossimi anni: l’investimento complessivo si attesta sui 265 milioni. Allo stesso obiettivo, il decongestionamento del traffico, risponde l’accorpamento della barriera di Villanova con quella di Trofarello e l’adeguamento dei caselli di San Giorgio Canavese e di Volpiano.

Le altre ipotesi, e relative priorità, sono confinate in un dibattito a tratti vivace ma per ora privo di sbocchi concreti. Questione di indirizzi e strategie da parte degli enti locali sulla gestione del territorio. Soprattutto di finanziamenti limitati a fronte di costi notevoli, che proprio per questo - spiega Antonio Chiari, vicepresidente di Ativa - impongono di concentrare il tiro su un progetto condiviso. E’ il caso della Tangenziale Est, secondo la società prioritaria rispetto a corso Marche, configurata nello studio preliminare realizzato dalla stessa Ativa con Satap e Autostrada Torino-Milano. Ancora più indefiniti i contorni del collegamento di corso Marche, sponsorizzato da Palazzo civico. Per tacere del tunnel lungo il Po che, sul modello di quello parigino, dovrebbe permettere di attraversare Torino in sotterranea dribblando il traffico lungo la città. Progetto, quest’ultimo, sostenuto con convinzione da Mercedes Bresso, da pochi giorni alla guida della Regione.

Alessandro Mondo - Lastampa
 
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