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NUOVO POLO GIUDIZIARIO
10/01/2005 – Trento dà un volto al nuovo polo giudiziario nel quale saranno accentrate tutti gli uffici oggi dislocati in più sedi in tutta la città. Lo scorso 17 dicembre la Giunta provinciale ha approvato la delibera e indetto un concorso di progettazione internazionale per scegliere il progetto destinato a diventare uno dei simboli della nuova architettura di Trento.
L’intervento rientra nell’ambito dell’accordo di programma quadro siglato tra Stato e Provincia per la razionalizzazione di spazi ed infrastruttura pubbliche nel territorio cittadino.
Il concorso pubblico di progettazione di livello internazionale è finalizzato alla riqualificazione dell’area dal punto di vista urbanistico ed architettonico, al restauro conservativo dell’edificio storico, e alla realizzazione di nuovi volumi sull’area dell’attuale complesso carcerario.
La cittadella della giustizia, per la cui realizzazione è prevista una spesa di 73 milioni di euro, sorgerà nel cuore della città su una superficie di complessivi 13mila metri quadrati, comprensiva del sedime dell’edificio storico. Disporrà di una superficie utile di 30mila metri quadrati e di un volume complessivo di 180mila metri cubi compresi gli interrati (archivi, parcheggi di pertinenza, parcheggi pubblici), nel quale verranno inserite e riorganizzate funzionalmente tutte le attività giudiziarie ora sparse nella città in modo da creare un vero e proprio “polo della giustizia”.
Il complesso disporrà inoltre di adeguati spazi per gli archivi e di due piani interrati per parcheggi: di questi ultimi un piano sarà destinato ad uso esclusivo dei dipendenti e degli avvocati, l’altro sarà di uso pubblico; ciò consentirà di riorganizzare la viabilità ed il sistema dei parcheggi dell’intero comparto e sgravare la zona dalla presenza delle auto migliorandone notevolmente l’ambientazione.
L’ Assessore Grisenti sottolinea l’importanza della riqualificazione dell’area in questione, che egli definisce “cerniera tra il centro storico e il più esteso quartiere scolastico della città, che diventerà un luogo di incontro, una piazza a disposizione di tutti i cittadini, non solo di quelli che per lavoro o altro dovranno frequentare il Tribunale”.
I criteri per l’assegnazione del punteggio saranno i seguenti:
- qualità del progetto (massimo 45 punti);
- impostazione generale (massimo 20 punti);
- rispondenza ai contenuti prestabiliti (massimo 25 punti);
- fattibilità e concretezza del programma di realizzazione (massimo 10 punti).
Della Giuria incaricata di esaminare la documentazione di partecipazione e le offerte presentate fanno parte:
- il presidente della Corte di Appello di Trento, Marco Pradi;
- il dirigente del Dipartimento Beni e attività culturali della Provincia, Giuliano Corradini;
- l’architetto Joan Busquets (Università di Barcellona e Harvard);
- l’architetto Franco Purini (Università La Sapienza Roma);
- l’architetto Giovanni Oggioni (Dirigente Pianificazione urbanistica generale, Comune di Milano);
- il dirigente della Soprintendenza per i Beni architettonici della Provincia, Sandro Flaim;
- il dirigente del Servizio restauri del Comune di Trento, Ennio Dandrea;
- l’architetto Luciano Lazzeri e l’ingegner Giovanni Montresor in rappresentanza dei rispettivi ordini professionali.
Al vincitore del concorso, la cui proclamazione è attesa entro la fine del 2005, sarà assegnato un premio pari al 3,5% dell’importo dell’opera. L’appalto è previsto entro il 2007. I lavori dovrebbero iniziare nella primavera del 2008 e concludersi nell’arco di 4 o 5 anni.
 

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Николай
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MIT: NUOVO CENTRO DI RICERCA A TRENTO

Nell'ambito della conferenza europea Government Leaders Forum e' stata annunciata la formazione nei prossimi mesi a Trento di un centro di eccellenza multidisciplinare per la ricerca e l'innovazione. La nascita di questa struttura e' frutto di un accordo, siglato oggi a Praga, tra il ministro dell'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Letizia Moratti, il fondatore di Microsoft Bill Gates, il rettore dell'Universita' degli Studi di Trento Davide Bassi e l'assessore alla Ricerca e all'Innovazione della Provincia Autonoma di Trento Gianluca Salvatori. Il nuovo centro, denominato Microsoft Research - University of Trento Centre for Computational and Systems Biology, e' nato con il contributo del governo italiano e della Provincia Autonoma di Trento e con l'apporto culturale e scientifico dell'Universita' degli Studi di Trento.
 

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fcom1
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La nostra proposta intende sviluppare con il Nuovo Polo giudiziario una nuova centralità per tutto il settore urbano nord-est di Trento. La speranza è di realizzare un luogo urbano notevole e significativo che vada ad aggiungersi a Piazza Venezia, a Piazza Dante (con il Palazzo della Regione di A. Libera) senza cadere nella retorica istituzionale e senza far ricadere sulla città gli effetti negativi di un’enclave istituzionale isolata.
Perciò la sfida è quella di configurare il nuovo complesso come una cittadella aperta, permeabile all’ambiente esterno, in modo che le funzioni istituzionali possano integrarsi con la vita cittadina. Tutto ciò interpretando un contesto caratterizzato dall’ubicazione dell’area a ridosso del tracciato delle mura del centro storico e tenendo in considerazione i vincoli per la conservazione dell’edificio storico-monumentale di epoca asburgica.
In sostanza si tratta di aprire il recinto istituzionale esistente e realizzare uno spazio permeabile, attraversato e utilizzato da più fruitori: addetti, funzionari, professionisti, utenti del polo giudiziario ma anche cittadini comuni, studenti delle scuole attigue, abitanti di questa parte della città di Trento. Peraltro la proposta approfondisce il suggerimento del bando per una struttura aperta e lo fa scegliendo il modello del ‘cluster’: un principio insediativo peculiare che punta alla definizione di una maglia relazionale come matrice morfologica del progetto.
Questo principio, se l’area di connettivo è ben strutturata, favorisce un certo pragmatismo favorendo l’attuazione in tempi successivi di edifici dotati di relativa autonomia come, nel nostro caso, la realizzazione del complesso in due fasi in considerazione dei tempi di trasferimento del Carcere.



Il carattere distintivo della proposta per il Nuovo Polo è nel messaggio di accoglienza conferito dal fascino di un’accessibilità molteplice e nella disposizione reticolare e non gerarchica delle relazioni tra le diverse aree funzionali. Il cluster formato dai diversi edifici corrispondenti alle principali articolazioni del Polo Giudiziario e collegati al piano terra da un atrio continuo aperto su una promenade longitudinale – il giardino d’acqua – ha uno sviluppo di relazioni tridimensionale in cui si sovrappongono diverse figure. Alla configurazione del piano terra che riprende la tripartizione del cortile a ferro di cavallo del Palazzo storico si sovrappone la disposizione aperta dei volumi edilizi degli uffici, mentre il piano sotterraneo è organizzato come una grande hall in cui sono disposte le Aule giudiziarie.
L’idea di un aggregare opportunamente le singole unità operative degli uffici giudiziari e di organizzare i flussi mediante opportuni percorsi di collegamento consente di ottenere i seguenti obiettivi:

Conferire agli ambienti una scala appropriata al lavoro d’ufficio organizzando moduli ambientali di dimensioni intermedie (non superiori a 500 mq) facilmente suddivisibili o raggruppabili;
Esprimere il senso della compresenza tra le varie unità: i diversi blocchi edilizi sono collocati in una relazione visiva accentuata dall’adozione di ampie vetrate interne;
Organizzare percorsi orizzontali e movimenti verticali in modo da determinare un’esperienza esplorativa interessante disponendo opportunamente ascensori panoramici e percorsi aperti su scorci verso l’esterno;
Favorire, puntando all’acquisizione di una competenza progressiva da parte degli utenti, la messa a punto di layout e di attrezzature in modo da ottenere ambienti sempre più consoni alle esigenze;
Ottenere una relazione molteplice con le zone del giardino e con il complesso degli altri edifici;
Organizzare il piano terra come un atrio continuo in modo da favorire gli incontri e la socialità;
Organizzare attorno ad un'unica hall il sistema delle aule giudiziarie

La progettazione è stata sviluppata a partire dall’analisi del Documento preliminare alla progettazione allegato al Bando di Concorso e approfondita al fine di ricercare la soluzione migliore per i parametri richiesti dell’organismo in oggetto:
Criteri urbanistici. Puntare sul ruolo urbano del nuovo Polo giudiziario dando rilievo non solo alla specificità dell’Istituzione ma anche alla sua permeabilità e leggerezza di impianto.
Morfologia generale dell’organismo. Il modello a cluster include una promenade che congiunge via Brigata D’Acqui con largo Pigarelli.
Criteri funzionali e distributivi dei reparti. La soluzione presenta uno sviluppo dei percorsi sensibilmente ridotto rispetto ai modelli tradizionali. Lo sviluppo a cluster del nuovo schema favorisce anche una maggiore flessibilità nella distribuzione di funzioni, usi e dimensionamenti delle diverse parti: Tribunale ordinario, Procura della Repubblica, Corte d’Appello, Procura Generale della Repubblica, Tribunale di Sorveglianza, ecc.
Costi. Con questo approccio, un risparmio, sia nella costruzione, sia nella gestione è ottenibile per effetto del miglioramento del rapporto tra superficie lorda e superficie utile, e delle aree destinate alla circolazione.
Le funzioni di carattere pubblico sono disposte al piano terra in una grande hall articolata e fluida che ospiterà: servizi di accoglienza, aree commerciali, bar, ristorante, caffetteria, edicola, posta, ecc.



Il progetto è strutturato su alcuni principi così riassumibili.
1. distinguere i livelli di configurazione dei tre principali ambienti in cui si articola la nuova cittadella in: a) piano terra aperto e fluido impostato su due foyer longitudinali affacciati su un cortile centrale; b) piano sotterraneo in cui le aule giudiziarie sono affacciate su una hall comune; c) piani superiori con i blocchi degli uffici disposti in libera sovrapposizione rispetto all’organizzazione spaziale del piano terra.
2. Per i piani fuori terra abbinare i volumi edilizi vetrati degli uffici ai volumi primari contenenti gli spazi verticali ‘cavi’ delle scale e dei pozzi di luce indirizzati al piano sotterraneo
3. Accostare gli elementi in modo da ottenere una serie di situazioni microambientali di scambio visivo tra le diverse attività del complesso giudiziario.
4. Fare del cortile centrale una promenade semiurbana con la presenza di ambienti satellitari di servizio come centro informazioni, edicola, bar, caffetteria, banca, posta ecc. in un ambiente distensivo.
5. Concepire gli ambienti degli uffici con criteri moderni basati sulla flessibilità dei layout, l’ottimizzazione dei percorsi, la compresenza di spazi chiusi e spazi aperti. Per ottenere questi obbiettivi sono stati scelti criteri strutturali che consentono la realizzazione di ampie superfici libere da strutture e la costituzione di una doppia parete vetrata esterna utilizzabile anche per la circolazione perimetrale.


Progettista Capogruppo: prof. arch. Pierluigi Nicolin, Milano
Gruppo di progettazione: ing. Mauro Giuliani, Milano
ing. Carlo Valagussa, Milano
ing. Gianfranco Ariatta, Milano
arch. Maurizio Dallavalle, Trento
arch. Sergio Franchini, Bolzano

Consulenti: arch. Arrrigo Rudi, Verona



Altre foto: http://www.europaconcorsi.com/db/pubrec/architecture.php?id_scheda=3596&idimg=22203
 

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Milano
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Trento: il nuovo museo delle Scienze
Il progetto porta la firma di Renzo Piano, chiamato a riprogettare l’area dell’ex fabbrica Michelin
di Roberta Dragone
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12/04/2006 – “Una successione di spazi e di volumi, di pieni e di vuoti, adagiati su un grande specchio d’acqua sul quale sembrano galleggiare, moltiplicando gli effetti e le vibrazioni della luce e delle ombre”. È così che Renzo Piano ha immaginato il nuovo museo delle scienze destinato a sorgere a Trento, nell’area dell’ex fabbrica Michelin.

Ad ottobre del 2002 l’architetto genovese riceveva da Iniziative Urbane Spa l’incarico di riprogettare l’area ex Michelin, che si estende su 11 ettari da palazzo delle Albere a Via Monte Baldo e dalla linea ferroviaria fino alla sponda sinistra dell’Adige. Obiettivo della proposta di Piano è restituire alla città il suo corso d’acqua riqualificando l’area tra il centro storico ed il fiume. Il progetto definitivo è in questi giorni all’esame della commissione edilizia per la concessione.

Una grande area industriale dismessa sarà presto riqualificata e restituita ai cittadini.
In primo luogo la ricucitura dell’area col tessuto cittadino esistente ed il recupero del rapporto con l’ambiente fluviale attraverso una migliore fruizione delle sue risorse naturali; in secondo luogo la ritrasformazione dei luoghi divenuti ormai marginali rispetto alla città in spazi urbani in grado di ospitare uffici, attività commerciali, ma anche eventi culturali e situazioni ricreative. Un grande parco pubblico in diretta relazione con il fiume, intrecci di canali, e l’installazione di un mix di funzioni per attività commerciali, incontri sociali e culturali.

“Il progetto – si legge nella relazione - privilegia una lettura orizzontale del rapporto tra i nuovi edifici e gli spazi aperti proprio grazie all’altezza degli edifici, i cui ritmi e scala dimensionale sono paragonabili a quelli della città storica e delle attività industriali preesistenti.
L’intero nuovo quartiere sarà caratterizzato da edifici alti 4/5 piani con tipologia prevalentemente in linea o a corte, e con la presenza di due “oggetti speciali”, che funzioneranno da magneti aggreganti a tutte le ore del giorno, sia per gli abitanti del nuovo insediamento che per il resto della città”.

Il centro congressuale a sud, destinato ad accogliere un centro meeting ed altre attività di interesse collettivo, ed il museo della scienza a nord i “due oggetti speciali” citati nella relazione.

Il museo delle scienze si trova a stretto contatto con il nuovo parco pubblico e con il Palazzo delle Albere.
Piano concepisce il museo come una struttura in cui “i grandi temi del percorso espositivo siano riconoscibili anche nella forma e nei volumi mantenendo al tempo stesso un ampia flessibilità di allestimento degli spazi, tipica di un museo di nuova generazione”. Di qui la particolare interpretazione volumetrica: una successione di pieni e vuoti che sembrano galleggiare su un grande specchio d’acqua, e grandi falde per la copertura che ne assecondano le forme.

Nel primo volume, partendo da est, trovano spazio uffici amministrativi e di ricerca, laboratori scientifici, spazi accessori per il personale. Allineato con l’asse principale del quartiere, lo spazio per la lobby attraversa l’intera profondità dell’edificio affacciandosi a nord sull’area verde di palazzo delle Albere.
Una serie di spazi espositivi sale gradualmente in altezza dal primo livello fino quasi a “sfondare” la copertura. In tal modo il visitatore si ritrovai ad un certo punto immerso nella realtà circostante passando dalla “simulazione” all’esperienza diretta.
Ulteriore peculiarità dell’edificio è la “rain forest”: “una grande serra tropicale che in particolari periodi dell’anno potrà relazionarsi con specifici allestimenti espositivi, anche all’esterno, su appositi spazi di pertinenza dove l’acqua, la luce ed il verde, faranno da naturale scenografia all’esperienza del visitatore”.
 

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Riqualificazione ed ampliamento del Polo Congressuale. Riva del Garda

OGGETTO

Tema del concorso è la progettazione dell'intervento di ampliamento e di riqualificazione del Polo Congressuale esistente. L'importo presunto non potrà superare la somma di Euro 19.650.000,00.


1 PREMIO

Una nuova “finestra” per la città affacciata sul lago: un’architettura a metà tra terra e cielo, che trova negli elementi naturali tipici del paesaggio locale, l’acqua del lago, il legno degli alberi e la pietra delle Dolomiti, i suoi elementi fondativi.

Una proposta progettuale semplice ma ammaliante al tempo stesso: un edificio lineare e armonioso caratterizzato da una testa interamente vetrata e da una coda che si sviluppa in altezza, pensata per racchiudere la torre scenica del teatro.
Un corpo sinuoso che crea nel contesto spazi urbani, come la piazza, che accoglie il visitatore che proviene dal centro storico della città. La grande hall interna dell’edificio si apre sul lago attraverso una grande vetrata.

Gli spazi interni ruotano attorno a due sale principali: il teatro, che ospita 600 posti, e la sala congressi, che può invece accogliere 1200 persone. Due corpi distinti, che vengono rivestiti in legno per contraddistinguersi dalle altre destinazioni funzionali, riconoscibili dalla piazza attraverso la pelle vetrata.
Dall’interno del volume infatti la percezione dell’ambiente esterno si modifica grazie al trattamento differenziato delle facciate: ampie vetrate disposte intorno alla piazza e verso il lago si contrappongono a superfici piene rivestite in pietra. Si ricavano cosi spazi luminosi di circolazione e si ottiene un corpo che, pur essendo tipologicamente diverso e autonomo nella forma, si incastra in modo organico nel volume esistente.
Il fronte continuo, di altezza variabile, diventa copertura dell’edificio, e viene tagliato da piani inclinati assumendo una forma tridimensionale più fluida, con il risultato di aggiungere alla piazza uno spazio di copertura panoramico, che può diventare luogo per manifestazioni ed eventi.

Uno stile contemporaneo, semplice ma d’effetto, in sinergia con la natura che lo circonda e da cui trae ispirazione. Un edificio polifunzionale pensato non solo per il suo reale utilizzo, l’esposizione, ma anche per eventi pubblici che favoriscono lo svilupparsi del turismo sulle rive del Lago di Garda.
Un’architettura in delicato contrasto con gli edifici circostanti, che afferma la propria riconoscibilità e identità. Il tutto pensato per ricreare una nuova armonia tra vecchio e nuovo.



  • Progettista Capogruppo: piuarch in collaborazione con Andrea Palaia
  • Gruppo di progettazione: Francesco Fresa, German Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario
  • Collaboratori: Yusuke Aizawa, Momoko Asano, Ilan Balouka, Maiko Chiriki, Gianni Mollo, Hirotaka Oishi , Andrea Palaia, Sabrina Pesendorfer, Enrico Venturini.
















 

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l'incredibile
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Al via Polo Fieristico di Riva del Garda

Un ‘Tetto di nuvole’ firmato Coop Himmelb(l)au e Heliopolis 21

Autore: roberta dragone

18/04/2008 - Semaforo verde per l’iter di realizzazione del nuovo Polo Fieristico di Riva del Garda. Il progetto, firmato dai progettisti austriaci di Coop Himmelb(l)au in collaborazione con gli italiani di Heliopolis 21, è stato accolto positivamente dagli enti, che si sono espressi in occasione della prima riunione della Conferenza dei Servizi tenutasi a Trento.

I progettisti, vincitori del Concorso Internazionale di progettazione indetto nel 2006a Garda Trentino Fiere Spa, hanno immaginato una “singolare icona architettonica” che funge da elemento di fusione degli edifici esistenti e dei nuovi padiglioni fieristici. Di qui la scelta di nominare il progetto “Cloud roof” (Tetto di nuvole): una copertura scultorea che incornicia in un unico spazio continuo le piazze, il principale percorso pedonale e i padiglioni.

Si tratta – spiegano i progettisti – di una scelta che risponde alla duplice esigenza di creare una forte immagine iconografica e di ricavare al tempo stesso maggiori spazi espostivi.
Gli spazi sottostanti la singolare copertura traslucida possono infatti essere utilizzati per ospitare eventi pubblici, mostre e spettacoli musicali o cinematografici all’aperto, indipendentemente dalle condizioni climatiche.

Gli accessi riservati al pubblico – attraverso due strutture dalla geometria conica – sono articolati lungo un unico viale pedonale principale, che collega tutti gli spazi di accesso al polo fieristico, sia interni che esterni.

Nel punto in cui il viale collega la struttura a via Circonvallazione, la copertura funge al tempo stesso da sostegno strutturale del “ponte” e da forte collegamento visuale tra l’edificio fieristico esistente e gli spazi di nuova costruzione.

Una piazza coperta consente la realizzazione di un “vivace spazio urbano all’aperto”. Tutti gli edifici adiacenti tale spazio vi hanno accesso diretto; ne risulta un’unica superficie continua in cui la relazione tra spazi interni e piazza pubblica è immediata.

Dal 12 dicembre scorso il progetto è protagonista della rassegna “Coop Himmelb(l)au. Beyond the blu”, in programma al Mak – Museo di Arte Applicata di Vienna – sino al 1° maggio 2008.

Il progetto entra ora nella fase definitiva. I lavori dovrebbero iniziare a metà 2009 e concludersi entro la fine del 2010.











da : http://www.archiportale.com/News/schedanews.asp?V=&idDoc=11606&IDCAT=3
 

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Scusate qualcuno ha delle foto da postare o delle notizie da dare sul tunnel che avrebbero costruito a Madonna di Campiglio per evitare l 'accesso al paese a chi in auto viene da Pinzolo diretto a Dimaro , e viceversa ?

E ' vero che sarebbe un ' opera altamente invasiva a livello ambientale , seppure dovrebbe aver contribuito a togliere traffico da Campiglio ?
Grazie .
 

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Premetto che non ho documentazione precisa ora su cui basarmi, ma comunque il tunnel che bypassa Madonna di Campiglio è stato costruito ed inaugurato qualche anno fa, dopo qualche intoppo e relativa complicazione giudiziaria. Il progetto originario era del prof.ing. Giovanni da Rios del Politecnico di Milano. Era previsto anche un parcheggio di testata in ingresso da Pinzolo con inclusa stazione della funivia che è stata poi procastinata fino all'appalto concorso dell'anno scorso (o 2007 non ricordo esattamente, dovrei verificare) che è salito alle cronache nell'ambito della vicenda sulle tangenti Collini - Arch. Angelini. Ora è in fase di costruzione.
 
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