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Ex Dormisch, primo via libera del Comune

Ospiterà anche due appartamenti. Al vaglio dei tecnici il rifacimento della parte bruciata e l’accesso ai parcheggi
Nell'ex birreria, 2mila 500 metri quadri di negozi, un polo per uffici, 300 metri quadri per un ristorante e i bar, 300 posti auto nel parcheggio interrato. E ora anche due ampi appartamenti, che dovrebbero essere sistemati ai piani alti delle tre "casettine" che si affacciano su via Micesio. Tempo due mesi e il progetto per far rivivere l'ex fabbrica Dormisch, salvo intoppi, potrebbe vedere il via libera ufficiale, spianando la strada all'inaugurazione del centro commerciale già nel 2009. La scorsa settimana i tecnici della Serteco di Aldo Tosolini, incaricati dalla proprietà (la Friulveneta Costruzioni di Sacile) di redigere il progetto, hanno presentato al Comune il disegno di massima per ottenere l'«ok» preventivo del Palazzo e procedere quindi con la fase definitiva.A detta dei progettisti, grossi ostacoli non dovrebbero essercene. Le uniche due incognite riguardano il rifacimento della facciata danneggiata durante l'incendio e gli accessi al parcheggio di 6.650 metri quadri su tre piani. Perché, per conservare un "pezzo" di archeologia industriale che ha fatto la storia della città (e anche per non perdere la volumetria attuale), si è optato per il mantenimento delle facciate.Se il progetto ha avuto, di fatto, il primo via libera di massima, i dettagli del rifacimento della parte bruciata dovranno passare al vaglio della Commissione edilizia di Palazzo D'Aronco. E dovrà essere studiata bene anche la viabilità, visto che l'accesso e l'uscita dal parcheggio insisteranno su una strada già carica di traffico. Le soluzioni al vaglio sono due. Se la prima opta per l'entrata in via Bassi e l'uscita sulla stessa strada poco più in là, facendo arretrare di poco il semaforo, la seconda ipotesi prevede l'uscita su via Micesio. A ricordare che il dettaglio più delicato, come per tutte le nuove zone commerciali, riguarda proprio la viabilità e la sicurezza di ingressi e uscite è anche l'assessore Giorgio Cavallo. Che conferma, invece, il semaforo verde per il centro commerciale: l'ex Dormisch non desta problemi alla luce del nuovo piano di settore perché è in zona H2 e, per giunta, potrebbe essere inclusa fra le riserve delle zone dismesse, in cui la creazione di nuovi negozi viene facilitata. Secondo l'ultimo progetto, poi, una piccola parte dell'ex birreria potrebbe essere riservata alla residenza, per la quota un tempo riservata all'alloggio del custode.

Camilla De Mori
 

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Discussion Starter · #4 ·
Una galleria sotto i binari da via Scalo Nuovo e una strada "ribassata" fino al Gervasutta. Cavallo: «Dopo il bilancio via alla società». Investimento iniziale di 17 milioni
«Udine sud, il progetto della Stu è senza qualità»
Affondo del cecottiano Burelli. Sotto accusa la pista ciclabile con 10 metri di dislivello e il tunnel sotto la ferrovia
Frutterà 330 alloggi di edilizia residenziale "sociale", farà spazio a 1.700 nuovi abitanti e 1.300 nuovi posti di lavoro, attirerà ogni giorno 20mila auto, aumenterà del 63\%, con l'albergo a 4 stelle, l'offerta ricettiva d'alto rango della città e le darà il 19,4\% in più di verde.Eppure, il faraonico intervento della Stu di Udine sud prospettato dal master plan commissionato dall'amministrazione, proprio ora che la Società di trasformazione urbana dovrebbe diventare realtà, fa storcere il naso a diversi esponenti della maggioranza. A cominciare dal consigliere "cecottiano" Adalberto Burelli, che ieri ha fatto un duro affondo alla presentazione del progetto dell'area da 213mila metri quadri che comprende l'ex Safau (che ospiterà uffici e negozi), la caserma Piave (destinata alla residenza) e il futuro centro intermodale (con tapis roulant e galleria di negozi). «La qualità nel progetto di questo nuovo quartiere ancora non si vede: manca un'invenzione architettonica che faccia nascere qui una città giardino che dimentica di vivere dietro la ferrovia». Un'idea condivisa anche da qualche assessore. Il problema è che «non è stata superata la cesura fra la città "per bene" a nord della ferrovia e quella più modesta a sud». A lasciare di stucco Burelli, che si augura «tre concorsi di architettura per i tre sub-ambiti», anche quel nuovo asse nord-sud che da via Scalo Nuovo, con una nuova rotondina (pronta a sopportare 4mila auto l'ora), un tunnel sotto la ferrovia e un secondo tratto "ribassato", per oltre 850 metri su un'unica carreggiata con due corsie per senso di marcia, si connetterà con via Gervasutta. E quel percorso cicopedonale che avrà un dislivello «di 10 metri». Ma le criticità sono anche altre. Ad elencarle è lo stesso assessore Cavallo, che pure sostiene che il Palazzo è pronto a fondare, dopo il bilancio, la Stu a socio unico Comune portandosi in dote la caserma Piave, per avviare la «cabina di regia» e fare in seguito «un bando di selezione pubblica per far entrare i soci privati», come suggeriscono gli esperti. «I soldi per costituire la società sono già previsti nella bozza di bilancio», aggiunge il sindaco. Visto che la Piave dovrebbe essere concessa al Comune in breve, visto che il commissario della Safau sta trattando con dei potenziali "compratori" e visto che «Rfi ha dato disponibilità su alcune aree ben definite», per Cavallo «ci sono tutte le condizioni per avviare il percorso decisionale». Ma va considerato anche il dato economico.

L'operazione-Udine sud è da 450 milioni di euro e, anche se nell'ex Safau potrebbero fare tutto i privati, per avviare il progetto globale servono «17 milioni di euro di investimento iniziale, dopo il conferimento della Piave». Va bene che il master plan prevede almeno 11,2 milioni di rendimento alla fine dell'operazione-Stu. Ma ci sono delle «alcune debolezze - dice Cavallo - sui tempi di vendibilità degli edifici. Poi, il problema grosso è capire chi fa gli interventi di interesse pubblico, a partire dal centro intermodale. Ci sono dei soldi previsti dalla legge regionale, erano 3 miliardi nel 1998: bisognerà sondare la possibilità di attingere a contributi a fondo perduto». Il grosso buco nero è il parcheggio scambiatore da 500 posti della nuova autostazione, «che avrebbe un passivo di 5 milioni di euro».

Camilla De Mori
 

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Discussion Starter · #8 ·
Il “Friuli” cambia pelle, ecco lo stadio bioecologico

la Repubblica 22/01/2007

Presentato il progetto avveniristico del gruppo Polo-Le ville Plus, un prototipo che si potrebbe realizzare al posto dell’attuale impianto dei Rizzi o addirittura ex novo

Tre novità: struttura multifunzionale, compatibilità ambientale e gestione imprenditoriale

Stadio eco-sostenibile: l’Udinese – da tempo alle prese con uno stadio (il Friuli) che fa acqua sotto diversi aspetti – ha deciso di guardare decisamente al futuro. Non è un mistero, infatti, che già da diversi mesi l’azionista di riferimento dell’Udinese, Giampaolo Pozzo, abbia espresso il desiderio di cambiare lo stadio dei Rizzi. Già, ma come? Ristrutturare il Friuli, oppure finanziare un’opera completamente nuova rappresentano le due strade percorribili. Per quanto concerne la seconda di queste ipotesi è stato già realizzato un progetto che definire interessante è sicuramente perlomeno riduttivo.
Ieri pomeriggio, infatti, prima della gara Udinese-Messina (vinta per 1-0 dai bianconeri), alla presenza del presidente dell’Udinese, Franco Soldati, e del dirigente Lorenzo Toffolini, è stato presentato nella sala stampa dello stadio Friuli il progetto ideato (e finanziato) da Il Gruppo Polo - Le Ville Plus, rappresentato dall’amministratore, Loris Clocchiatti.
Dopo tre anni di ricerca e progettazione, l’azienda di Cassacco ha elaborato lo “Stadium plus”. Eco-sostenibi-lità, multifunzionalità e gestione imprenditoriale della struttura sono le tre caratteristiche di base che rendono il concetto di Stadium plus unico e assolutamente all’avanguardia, come testimoniano gli esperti del settore.
Si tratta, anzi, si tratterebbe di un’opera, quindi, a bassissimo impatto ambientale, ma anche autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all’utilizzo di fonti pulite e rinnovabili (impianti solari e fotovoltaici, impianti geotermici, recupero delle acque,…), completamente personalizzabile sia in termini di capienza, sia di gestione degli spazi multifunzionali e costruito secondo un metodo rivoluzionario: il Bioscience building system.
«Si tratta di un sistema modulare che consente di ridurre di circa un anno e mezzo i tempi previsti per uno stadio normale, che si aggirano intorno ai quattro, cinque anni», ha spiegato Clocchiatti. Secondo lo studio fatto, per Udine la capienza si aggira intorno ai 25 mila posti, a cui vanno aggiunti 24 mila metri quadrati di zone interne da sfruttare per fini commerciali.
Sulle possibilità che “Stadium plus” possa diventare lo stadio del futuro per Udine, Soldati non si è sbilanciato: «Stiamo valutando le varie soluzioni. Questo progetto è piaciuto molto all’azionista di maggioranza Pozzo». I costi? Per ristrutturare il Friuli non sono ancora stati accertati, mentre per lo stadio progettato da Le Ville plus si parla di una cifra compresa tra i 40 e i 100 milioni di euro, a seconda delle tecnologie e delle migliorie che verranno introdotte. Si tratta comunque di costi inferiori del 25-30 per cento rispetto a una costruzione standard. Tre anni i tempi per la realizzazione.
 

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la copertura presentata dal comune, come ho scritto nel forum sugli europei, è spaziale, veramente bella! però immagino si dovrebbe riorganizzare alla grande tutto lo stadio, che immagino sia ancora impostato su vecchi criteri.
mi chiedo però come mai la proposta di stadiumplus ha solo 25000 posti contro i 40000 attuali!
 

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Discussion Starter · #11 ·
la copertura presentata dal comune, come ho scritto nel forum sugli europei, è spaziale, veramente bella! però immagino si dovrebbe riorganizzare alla grande tutto lo stadio, che immagino sia ancora impostato su vecchi criteri.
mi chiedo però come mai la proposta di stadiumplus ha solo 25000 posti contro i 40000 attuali!
mmmm... considera che la media abituale dell' Udinese è di 15mila spettatori, secondo me 25mila bastano e avanzano
Cmq se trovo immagini del progetto proposto dal Comune di Udine (apparso sulla stampa locale) le posto. Molto bello da vedere, ma purtroppo mantiene la pista di atletica!
 

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mmmm... considera che la media abituale dell' Udinese è di 15mila spettatori, secondo me 25mila bastano e avanzano
Cmq se trovo immagini del progetto proposto dal Comune di Udine (apparso sulla stampa locale) le posto. Molto bello da vedere, ma purtroppo mantiene la pista di atletica!
1) beh se i dati sono quelli allora...! però non so per gli europei quanti posti deve avere uno stadio di minimo...

2) :eek:hno: :bash:
 

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Esco un pò fuori udine per parlare di cividale....

Tra non molto gli edifici dell'area ex italcementi verrano demoliti per far posto ad un centro commerciale/direzionale, il tutto ad opera della banca.

operazione molto interessante, verrà bonificata un'area abbandonata da anni.....

Se qualcuno ha maggiori info e/o disegni... E occhio all'inizio del cantiere, che credo sarà molto interessante nella fase di demolizione
 

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Discussion Starter · #14 ·
Terminal Nord

Posto le foto del nuovo centro commerciale Terminal Nord, progettato dallo sudio Gregotti. É un intervento di recupero di un'area dismessa dove sorgevano un tempo le acciaierie Bertoli, ora trasferitesi fuorì città. Il centro commericale rappresenta il primo lotto dei lavori, seguiranno un'area direzionale ed una residenziale con oltre 400 appartamenti








 

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Discussion Starter · #16 ·
sono apparsi sulla stampa locale, ma riguardavano il vecchio progetto, che prevedeva la costruzione di 12 torri da 12 piani ciascuna. Ora le torri saranno solo 4 di 15 piani ciascuna ed i rimanenti appartamenti saranno distrubuiti in palazzi di 5-6 piani e palazzine. Ma niente materiale al riguardo. Si sa solo che i lavori per la parte direzionale dovrebbero iniziare entro l'anno e quelli per la residenziale entro il 2010. Ho provato a cercare sul sito di Gregotti ma non c'è niente.
 

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Discussion Starter · #17 ·
ecco, questo è il vecchio progetto con le 12 torri da 12 piani, che diventeranno 4 torri da 15 piani + palazzi e palazzine, per un totale di 400 appartamenti + centro direzionale.









 

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Il progetto di recupero dell'area ex-Bertoli è stato senza dubbio una cosa interessante, ma il problema è che non hanno fatto nulla per modificare la viabilita!!!

In un paese normale solitamente prima si realizzano le infrastrutture adeguate, e poi si passa alla realizzazione del progetto vero e proprio...
Ora in quel punto c'è una tale congestione di traffico che per arrivare in piazzale osoppo o all'ospedale ci si mette mezz'ora


A mio parere andava costruita una variante per il tratto che va da inizio di viale tricesimo fino (perlomeno) a tavagnacco sud, oppure completare la circonvallazione/tangenziale che al momento termina e si immette in modo abbastanza schifoso direttamente alla statale pontebbana.
Spero che ci abbiano pensato...
 
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