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Rianimo un po' questo thread con gli ultimi aggiornamenti:

- E' stato aperta la prima parte del nuovo complesso nell'ex deposito ATM in via della Faula. Al momento aperto il nuovo terminal corriere per gli studenti, l'Eurospar, 2 nuove vie, 5 rotonde, parcheggi e piste ciclabili (w w w.openstreetmap.org/#map=17/46.06437/13.21809). Altri negozi (tra cui McDonalds, che dovrebbe fare il pieno, vista la quantità di studenti nei dintorni...) apriranno nei prossimi mesi. Adesso ruspe al lavoro (ma con calma) nella ex-Domenichelli.
- E'stato aperto il nuovo parcheggio di Piazza 1°Maggio, ma nonostante il buon impegno del comune è mezzo vuoto perchè nonostante costi la metà rispetto ai posti a raso rimasti in piazza, la gente preferisce la comodità al risparmio di soldi.
- Nell'ex macello è stato aperto il 1° lotto del museo di storia naturale, dopo 20 anni dalla sua chuisura.
- Ancora tutto fermo (e ormai sono più di 5 anni...) nel cantiere della 2a parte del progetto Terminal Nord
- Anche i vari ampliamenti/lottizzazioni pre-crisi (quindi verso il 2008/09), sono ancora miseramente vuoti/non finiti
da qualche mese è stato ultimato anche il recupero dell'area ex-Dormish, che a quanto pare era l'ultimo intervento di una certa consistenza in città (3 palazzi + area commerciale)

 

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da qualche mese è stato ultimato anche il recupero dell'area ex-Dormish, che a quanto pare era l'ultimo intervento di una certa consistenza in città (3 palazzi + area commerciale)
L'area di fronte alla ex-Dormish (e di loro proprietà) sì. La fabbrica stessa invece sono passati 20 anni ormai ed è ancora lì abbandonata... :eek:hno:
 

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http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/05/23/news/palazzo-eden-1.15379986

Udine, dopo otto anni parte il cantiere dell’ex Upim
L’edificio sarà più alto ma non supererà il municipio. Marco de Eccher: vogliamo rivitalizzare il centro

UDINE. Dopo otto anni di dinieghi, il cantiere per la riqualificazione del palazzo ex Upim può partire. La commissione edilizia di palazzo D’Aronco, entro giugno dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, rilasciare il permesso a costruire al gruppo Rizzani de Eccher.
L’architettura resterà più o meno la stessa anche se l’edificio, una volta ultimato, sarà più alto, ma non supererà il municipio. Nel rispetto dei vincoli urbanistici, i progettisti della società Archest sono riusciti ad alleggerire l’estetica collegando piazzetta Belloni al giardino Morpurgo e a recuperare in altezza, arretrando i piani, le cubature che saranno rimosse per creare il varco.
Il palazzo si svilupperà su due livelli interrati, uno adibito ad autorimessa con 40 posti auto, tre a uso commerciale (l’interrato, il piano terra e il primo) e 5 livelli residenziali per un totale di 31 appartamenti, con accesso da piazzetta Belloni e le vie Cavour e Savorgnana. L’investimento, compreso il costo d’acquisto, raggiunge 44 milioni di euro.
Il progetto è stato presentato, ieri sera, alla commissione consiliare Territorio e ambiente, presieduta da Massimo Ceccon (Innovare). In apertura di seduta, il vicesindaco Carlo Giacomello, si è soffermato sulle destinazioni d’uso, commerciale e abitativo, indispensabili per rianimare il centro.
Nella sua illustrazione, Giovanni Ciaravola, l’amministratore delegato dell’immobiliare Iride del gruppo Rizzani de Eccher, è partito da lontano.
Dal 1920 citando il cinema Eden progettato dall’architetto Provino Valle. Ha ricordato che nel 1958 l’edificio liberty venne sostituito dall’attuale realizzato da “La Rinascente” di Milano, per ripercorrere poi tutte le tappe: l’acquisto avvenuto nel 2009, l’incarico affidato all’archistar Rafael Moneo, la bocciatura della soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici secondo la quale la soluzione proposta da Moneo era troppo impattante, l’approvazione della scheda norma da parte del Comune che nel 2012 consentì la demolizione e la sostituzione dell’esistente.
Fu allora che Moneo firmò un secondo progetto ma pure questo venne bocciato dalla Soprintendenza. «Oggi, grazie a un confronto serrato con la stessa Soprintendenza abbiamo in mano l’autorizzazione a realizzare un intervento di rigenerazione urbana», ha aggiunto Ciaravora prima di elencare le peculiarità dell’operazione proiettata nel futuro senza trascurare il passato.
A iniziare dal nome, «non chiamatelo più ex palazzo Upim bensì palazzo Eden», per finire con le caratteristiche architettoniche che rispetteranno l’idea elaborata da Valle del palazzo cerniera di piazza Libertà, rispettoso delle proporzioni del vicino palazzo D’Aronco. Non ultimo l’uso del vetro suggerito nel 1958 per creare il gioco di luci che riflette tutto ciò che ruota intorno.
Mantenendo lo stesso attacco a terra, l’edificio sarà sottoposto ad adeguamento antisismico attraverso gli isolatori a pendolo, «una tecnologia innovativa – ha aggiunto Ciaravola – largamente diffusa in Giappone e da qualche anno prodotta dal gruppo Rizzani de Eccher in Italia».
Questa tecnologia blocca l’edificio anche se il terreno si muove». Le parti che saranno demolite chirurgicamente per realizzare il collegamento tra piazzetta Belloni e il giardino Morpurgo, saranno ricollocate in sovraelevazione, al quinto e al sesto piano. Salendo la struttura arretrerà». Sparirà la passerella con i portici verso la banca, mentre il passo carraio su via Savorgnana, resterà aperto. Archiviata l’idea dell’accesso sotterraneo da piazza Duomo.
«Il progetto concilia le esigenze di tutti. Rispetto alla soluzione progettata da Moneo per creare un elemento di richiamo, la struttura è meno impattante. Favorisce l’esigenza di rinnovamento senza stravolgere la zona», ha spiegato il presidente del gruppo, Marco de Eccher, ricordando che, rispetto a otto anni fa, è cambiato anche il mercato immobiliare.
E proprio
perché l’obiettivo è far rivivere il centro, oltre alla qualità delle residenze il progetto punta anche sugli spazi commerciali. «Vogliamo creare una sorta di magnete, un qualcosa che attragga investimenti. Le manifestazioni di interesse non mancano».
 

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Nuova Flotta Urbana per Saf, 21 nuovi autobus a metano in servizio in città

Sul bus un impianto di videosorveglianza con telecamere a bordo, una postazione riservata a carrozzine e passeggini, pedane elettriche per la salita a bordo di persone con disabilità motoria



«Si rinnova il parco urbano di Saf con ben 21 nuovi autobus Euro 6C a metano Cng (gas naturale compresso), quasi un terzo della flotta in servizio. I nuovi mezzi sono stati presentati oggi in via Mercatovecchio e in piazza Libertà, alla presenza della dirigenza SAF, del sindaco di Udine Pietro Fontanini e dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Graziano Pizzimenti.

Gli investimenti
Un importante investimento di Saf nel 2018 – 21 bus urbani ai quali si aggiungono altri 24 mezzi extraurbani, di cui 4 bipiano, per un totale di quasi 16 milioni di euro – che trasmette un forte segnale di rinnovamento e di attenzione verso il territorio e i cittadini, valorizzando la città attraverso una mobilità sostenibile sempre più tecnologica e all’avanguardia, che punta sul metano per la riduzione dei consumi e delle emissioni di polveri sottili in atmosfera. Saf è stata un pioniere in questo campo: le sperimentazioni per la trazione a metano risalgono al 1984 (Atm). All’interno della nuova sede di via del Partidor nel 2018 è stato installato un impianto di compressione del metano costituito da 4 compressori, per un totale 400 Kw e una potenzialità di 1200 Kg/h di gas metano, con 80 colonnine di carica sequenziale dei bus, sistema centralizzato di registrazione e gestione mezzi riforniti e sistema di svuotamento gas dalle bombole per le attività di manutenzione e collaudo.

“La scelta di Saf si è rivelata vincente – ha commentato l’amministratore delegato Alberto Toneatto –, e per l’urbano si continua su questa linea con veicoli Euro 6 C a metano di ultima generazione”. L’età media attuale del parco mezzi urbani di Saf è di 5,3 anni, ben inferiore alle medie nazionali ed europee e ai termini imposti dal nuovo bando regionale. Questo colloca l’azienda tra le eccellenze europee: basti pensare che l’età media della flotta di città come Berlino e Copenaghen è di 5 anni, Parigi 7 e Londra 8 anni. In quest’ottica proseguono gli investimenti dell’azienda, per garantire ai cittadini un servizio all’altezza delle aspettative e rispettoso dell’ambiente”».

[...]

https://www.udinetoday.it/cronaca/saf-21-nuovi-bus-ecologici-udine-citta.html
 

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Udine lancia l'Housing Sociale

Taglio del nastro per Borgolumi, il nuovo complesso di via Lumignacco che offre 56 alloggi



«Non è solo una casa: è molto di più. Il progetto di housing sociale di via Lumignacco è finalmente divenuto realtà, e oggi, con il taglio del nastro, il Fondo Housing Sociale Fvg è orgoglioso di presentare ai cittadini il primo intervento ubicato nel Comune di Udine. Sarà un nuovo modello di convivenza urbana, dove essere inquilini non significa solo condividere il medesimo edificio, ma contribuire alla creazione di una comunità sostenibile e solidale. Le iniziative del Fondo, infatti, hanno l’obiettivo di promuovere una nuova cultura dell’abitare, con un’offerta di alloggi ad alta efficienza energetica (classe minima A2), con costi di gestione contenuti e con una particolare attenzione dedicata alla socialità della comunità dei residenti.



Il Fondo, gestito da Finint Investments SGR, ha come principali sottoscrittori Cdp Investimenti SGR S.p.A. (Gruppo Cassa depositi e prestiti) attraverso il Fondo Investimenti per l’Abitare, che a oggi ha investito 81 milioni di euro nel Fondo Housing Sociale Fvg accanto alla Regione (8 milioni) e al circuito delle Banche di Credito Cooperativo del territorio.

Il complesso Borgolumi è composto di due edifici con pianta a L, disposti in modo da formare una corte interna, che sarà luogo di ritrovo per i residenti; conta 56 alloggi totali tutti dotati di pertinenze, di cui otto tricamere, 34 bicamere e 14 monocamera. Al proprio interno tutti gli appartamenti presentano una pavimentazione in grès per le zone giorno e i bagni, in legno per le camere da letto. Inoltre, il complesso immobiliare è dotato sia dell’impianto solare che dell’impianto fotovoltaico».

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http://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/udine-lancia-l-quote-housing-sociale/2/195105
 

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Discussion Starter · #188 ·
Sul sito Archest ho trovato questo interessante progetto per l'area ex-domenichelli
http://www.archest.it/scheda.php?ambito=1&categoria=Co&id=93

più vari interventi dii social housing simili a quello di Via Lumignacco, per un totale di 200 appartamemti solo a Udine (Viale dello Sport, Via Santo Stefano, Via Biella ed ex caserma Osoppo)
http://www.archest.it/scheda.php?ambito=1&categoria=&lang=it&id=137

più questo studio per l'area ex-enel, in pieno centro, da parte dello studio GeZa, a mio avviso bellissimo
https://www.geza.it/rde-housing

 

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geozil
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Sono friulano all'estero, nato a Udine (Via Del Bon 254, cjasai dai Zilis) e mi domando: qualcuno potrebbe spiegarmi per chi si costruiscono tanti appartamenti a Udine? Non é che la popolazione in cittá sta calando anno per anno? Se la crisi tira in giú i stipendi e ogni giorno risulta piu difficile fare il gruzzoletto, chi li compra sti appartamenti? Gradiro qualche risposta seria sul particolare.

Mandi a ducj.
 

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Discussion Starter · #191 ·
Sono friulano all'estero, nato a Udine (Via Del Bon 254, cjasai dai Zilis) e mi domando: qualcuno potrebbe spiegarmi per chi si costruiscono tanti appartamenti a Udine? Non é che la popolazione in cittá sta calando anno per anno? Se la crisi tira in giú i stipendi e ogni giorno risulta piu difficile fare il gruzzoletto, chi li compra sti appartamenti? Gradiro qualche risposta seria sul particolare.

Mandi a ducj.
scusa ma se mi permetti è un ragionamento alquanto superficiale. La popolazione dei comuni confinanti aumenta incessantemente da un paio di decenni ormai, ed aumenta in maggior parte proprio grazie a cittadini ex-udinesi. Si tratta quindi solamente di intercettare questa domanda, offrendo il valore aggiunto dei vantaggi di vivere in città e non negli anonimi paesi dormitorio dell'hinterland. E, considerando che tutte le nuove iniziative immobiliari vengono riempite di inquilini, direi che hanno ragione
 

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Discussion Starter · #192 ·
Dormisch, l’area della fabbrica di birra udinese, diventerà centro di un grande progetto di restauro affidato a Danieli.

Il nuovo progetto “green”, svelato la scorsa settimana, destinerà l’edificio, costruito nel 1892, ad un nuovo scopo dopo più di 30 anni.

🏨 Sarà uno spazio aperto alla città e ospiterà: la nuova sede per l’Istituto Tecnico Superiore Malignani, un auditorium da 500 persone, una biblioteca, una libreria, un ristorante, una piazza coperta e spazi per le attività di laboratorio, di cui uno aperto alle aziende che vorranno puntare sull’innovazione e sulla ricerca.
È previsto anche il recupero e il miglioramento della turbina idraulica collegata al canale Ledra per rendere autonomo l’intero complesso, nonché l’alimentazione energetica prodotta dai pannelli fotovoltaici.⚡

🎤 Il sindaco Pietro Fontanini ha sinceramente espresso gratitudine per l’iniziativa di Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo Danieli, di riqualificazione dell'ex birrificio: “La nostra fortuna è stata quella di avere un cittadino di questa terra e imprenditore illuminato, l’ingegner Benedetti, che ama Udine e, forse ancora di più i suoi giovani studenti, il quale è intervenuto con le sue ottime idee.”


Guardate il video con l'intervista di Paola Perabò, amministratrice unica della Corte delle Fucine ⤵












 
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