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Federazione Bcc Fvg, inaugurata la nuova sede al Parco Nord di Udine

«È un segnale di fiducia nel futuro», ha detto il presidente Graffi Brunoro. Lo ha affermato Giuseppe Graffi Brunoro, presidente della Federazione regionale delle Bcc, intervenendo alla cerimonia d’inaugurazione della nuova sede del Credito Cooperativo del Friuli Vg e di Assicura (venerdì 18 marzo), nell’Area Direzionale “Parco Nord” di Udine (Torre Est). Federazione Bcc Fvg, inaugurata la nuova sede al Parco Nord di Udine «Investire in una nuova sede più grande, più funzionale e prestigiosa, in un contesto economico difficile come l’attuale, assume un preciso significato strategico ed è un forte segnale di fiducia nel futuro». Lo ha affermato Giuseppe Graffi Brunoro, presidente della Federazione regionale delle Bcc, intervenendo alla cerimonia d’inaugurazione della nuova sede del Credito Cooperativo del Friuli Vg e di Assicura (venerdì 18 marzo), nell’Area Direzionale “Parco Nord” di Udine (Torre Est).

«Questa sede – ha aggiunto il presidente – è in realtà una “casa comune”: un luogo in cui operano tutte le strutture di secondo livello delle Bcc del Fvg e i loro partner di riferimento». Al 31 dicembre 2010, il Credito Cooperativo del Fvg contava su 15 Banche, con 226 sportelli (pari al 23% sull’intero sistema bancario regionale); più di 5 milioni di euro d’impieghi alla clientela e una raccolta diretta di 5,5 miliardi di euro (+37% nell’ultimo quinquennio). Sul valore e le caratteristiche peculiari del Credito Cooperativo, si è soffermato il presidente nazionale, Alessandro Azzi, che rappresenta 417 Bcc per complessivi 4.339 sportelli e quasi 6 milioni di clienti.

«Le Bcc sono banche anticrisi e anticicliche per natura – ha detto – e questo intervento della Federazione del Fvg lo rappresenta: restare sul territorio e fornire un servizio di finanza responsabile è la chiave del nostro successo». Nel nuovo edificio, in cui lavorano complessivamente un centinaio di persone, trovano spazio oltre ad Assicura, anche Gruppo Bancario Iccrea, Cassa Centrale Banca, Iside, Phoenix Informatica Bancaria, Sine ed EasyWork.

«Lavorare insieme alle Bcc in un’unica sede – ha commentato il presidente di Assicura, Tiziano Portelli, prima degli indirizzi di saluto delle autorità (coordinati dal direttore della Federazione, Giorgio Minute) – è un significativo esempio di sinergia: oggi l’offerta assicurativa ha assunto maggiore valore nella relazione con la clientela, che si attesta sulle 40mila unità, per una raccolta premi complessiva di 54 milioni di euro nel 2010 e una massa gestita di oltre 160 milioni di euro».

Indirizzi di saluto sono stati portati del presidente del Consiglio regionale, Maurizio Franz, dal vicepresidente della Provincia di Udine, Fabio Marchetti e dal vicesindaco di Udine, Vincenzo Martines. La benedizione dei locali è stata impartita dal vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, monsignor Guido Genero.

La Torre, situata nell’ambito del recupero dell’area “ex Bertoli”, si sviluppa su 8 piani fuori terra più l’interrato destinato a parcheggi, magazzino e archivio, per una superficie occupata pari a 4.400 metri quadrati. L’ambiente interno è stato progettato secondo i parametri di classificazione energetica “A”, con teleriscaldamento e teleraffrescamento; rivestimento ad alte capacità d’isolamento termoacustico; sistema di sfruttamento dell’energia geotermica e riduzione del 20% dei costi di approvvigionamento energetico. Inoltre, l’intero edificio è cablato in rete wlan ad alta velocità, per integrare sistema di controllo accessi, videosorveglianza, rilevazione incendio e reti dati aziendali. Un intero piano è dedicato alla formazione (con 4 aule corsi per un totale di oltre 100 posti) e ogni piano ha a disposizione un’attrezzata sala riunioni e videoconferenza.
 

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Ciao a tutti, volevo chiedervi se qualcuno ha visto il nuovo palazzetto della ASU, quello di cui viene trattato in questo articolo. http://www.udine20.it/udine-inaugurato-il-tempio-della-ginnastica-e-della-scherma/

vi spiego subito il motivo: sono un laureando di architettura e sto progettando una cittadellod ello sport e vorrei capire meglio questo possibile esempio.
Io solo da fuori.
Immagino che a te servano informazioni ben precise...purtroppo è stato appena inaugurato e rimarrà inutilizzato ancora per parecchi mesi, visto che l'ASU ha chiesto ed ottenuto del tempo per organizzare il trasloco.
 

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Proteste e cartelli per il grattacielo che avrà undici piani

Allarme fra i residenti nella zona di via Pozzuolo Ma i progettisti rassicurano: «Non sarà un eco-mostro»

di Cristian Rigo

Allarme eco-mostro in via Pozzuolo dove alcuni residenti hanno tappezzato il complesso “Le Camelie” di volantini per denunciare il rischio che il nuovo palazzo attualmente in costruzione possa togliere luce e privare della vista panoramica gli appartamenti già esistenti. Un rischio che però, secondo la società immobiliare Gieffe sviluppo che sta curando l’intervento, non esiste. E per diversi motivi. «Prima di tutto - chiariscono i responsabili - lo stabile sarà dotato di pannelli solari e fotovoltaici con riscaldamento a pavimento e classe energetica A per cui non ci sarà nessun ecomostro, ma nuovi appartamenti tecnologicamente avanzati e rispettosi dell’ambiente». E non è finita qui. Non sarà costruita nessuna «torre da 14 piani che distruggerà lo skyline dell’intero quartiere di Sant’Osvaldo» come invece si legge nel volantino. Il progetto preliminare firmato dagli architetti Giovanni Croatto e Luca Toppano prevede infatti uno stabile con 11 piani, i primi due riservati a showroom, negozi e spazi direzionali e gli altri nove per appartamenti e loft. «Ma - sottolinea ancora il committente - si tratta di un progetto di massima che potrebbe essere rivisto e che molto probabilmente si ridurrà di uno o due piani».

Il direttore dei lavori, architetto Stefano Pravisano, ha poi assicurato «che la distanza e la posizione del nuovo palazzo, che si sviluppa in direzione est ovest con l’ingresso principale a sud, faranno in modo di evitare qualsiasi tipo di disagio a chi abita nella residenza Le Camelie. Dal punto di vista architettonico - ha aggiunto - c’è poi la volontà di proporre un progetto di qualità che possa riqualificare il quartiere».

Sulla data di conclusione dei lavori non c’è ancora alcuna certezza. Quello che è certo è che il numero delle famiglie che abitano in quella zona è destinato a crescere ancora e, per tale motivo, i residenti chiedono al Comune di completare al più presto i marciapiedi che ancora mancano, la rotonda che dovrebbe risolvere il problema della viabilità garantendo un accesso diretto in via Popone e la bretella di collegamento con via della Valle. Opere previste nell’accordo con la Regione per la nuova sede di via Volturno e mai realizzate.
 

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Parco Nord, al via il cantiere per le case
Saranno realizzate 700 abitazioni tutte in classe energetica “A”. La prima pietra in aprile.

Settecento abitazioni, tutte classificate in classe energetica “A” e tutte, comunque, messe in vendita a prezzi competitivi malgrado l’utilizzo di costose e modernissime soluzioni in tema di tecnologia e ambiente. E’ questa la nuova scommessa del “Parco Nord”, l’area sviluppata dalla società Opit dove una volta sorgevano le acciaierie Bertoli, al confine nord della città. Dopo aver già realizzato l’avviatissimo centro commerciale, dopo aver costruito e inaugurato da tempo la prima delle due palazzine uffici e servizi, ora è arrivato il momento di dare il via a questa nuova fase del progetto. Ovvero la realizzazione degli spazi abitativi, che sorgeranno a est del complesso commerciale al confine con via Molin Nuovo.
La posa della prima pietra per l’avvio di questa nuova importante fase è prevista per aprile, con l’avvio del cantiere vero e proprio per la realizzazione delle prime palazzine, che una volta terminate, assieme ad alcune soluzioni abitative più basse in stile villetta, saranno capaci di ospitare oltre 2 mila abitanti.
Proprio per raccontare in anteprima ai cittadini come si trasformerà ulteriormente questa fetta di città, domani pomeriggio, alle 16, in sala Aiace, ci sarà un incontro che vedrà protagonisti il sindaco Furio Honsell e l’architetto di fama internazionale Vittorio Gregotti e firmatario del progetto, introdotti dall’assessore alla Pianificazione territoriale Mariagrazia Santoro.
L’architetto Gregotti illustrerà come il suo progetto originario si sia modificato proprio ascoltando le esigenze e i mutamenti della città, confermando la sua imprescindibile centralità all’interno di un territorio vasto e articolato. Non più dodici torri, da circa 15 piani ciascuna, ma 5 palazzi forse anche con qualche piano in meno. Il tutto immerso in una zona verde con panchine e percorsi ad hoc attrezzata di circa 20mila metri quadrati.
E proprio l’ambiente è il protagonista di questo progetto comunque di grande impatto. Come si è detto tutte le abitazioni saranno in classe A grazie a infissi di ultima generazione e a un sistema di teleriscaldamento centralizzato a basso consumo, con un impianto di modernissima concezione già funzionante nella parte del centro commerciale e in quella degli uffici. Ma non solo. Quest’area della città alla fine sarà collegata al centro di Udine attraverso una pista ciclabile praticamente ininterrotta. L’intento, evidente, è quello di far ritornare in città chi aveva magari scelto l’Hinterland, offrendo comunque l’opportunità, in simultanea, di tanto verde e tanti servizi.
 

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Villaggio da 2000 abitanti, ma gli esperti dicono no

L’architetto Gregotti sul futuro dell’ex Bertoli. L’Opit: attireremo gente dai paesi. Gli immobiliaristi: il mercato udinese non riuscirà ad assorbire 700 appartamenti

UDINE. Oltre 700 appartamenti distribuiti in 5 torri di 15 piani, alte 50 metri, e in 50 villette, caratterizzeranno il Parco nord dove la proprietà, l’Opit spa, punta a portare più di 2 mila persone. Un nuovo quartiere sorgerà a fianco del Terminal a ridosso di Molin Nuovo.

Un quartiere pensato nel 2005 e che ora solleva più di qualche dubbio tra gli immobiliaristi: «E’ un bel progetto che il mercato udinese non sarà in grado di assorbire» ha spiegato, ieri sera, nel corso del dialogo tra il sindaco, Furio Honsell, e l’archistar, Vittorio Gregotti, progettista della riqualificazione dell’ex area Bertoli-Safau, il presidente provinciale della Fiap, Leonardo Piccoli. Immediata la replica dell’amministratore delegato della Opit, Tarcisio Testa: «L’azienda non punta affatto a svuotare la città, al contrario vuole riportare in città la gente che vive nei comuni dell’hinterland».

Il dibattito resta aperto perché, come ha fatto notare Piccoli «in città si contano già 3 mila alloggi vuoti». Di questi una buona fetta fa parte dell’invenduto. Sommando questo dato al calo demografico, Piccoli resta convinto che «non sarà facile vendere anche i nuovi appartamenti nonostante siano certificati in classe A». Secondo Piccoli, inoltre, «proprio perché gli udinesi prima di acquistare selezionano molto non sarà facile vendere un villaggio pensato per famiglie di diverse classi sociali».

Nonostante ciò, la proprietà non è affatto intimidita anche perché si prepara a lanciare le sue reti altrove. «Noi puntiamo - assicura Testa - sulla gente che vuole tornare a vivere in città per avere un’alternativa che il paese non dà». Non a caso, l’Opit metterà sul mercato gli alloggi a un prezzo scontato del 30%, rispetto alle quotazioni di mercato.

Il prezzo a metro quadrato oscillerà, infatti, tra 1.750 a 2.100 euro, quando - aggiunge Testa - «nella zona il prezzo degli attici va da un minimo di 2.300 a un massimo di 2.400 euro». E ancora: «La nostra operazione vuole essere un’opportunità per ripopolare la città. Noi non abbiamo presunzione di dire ti sposti dal centro e vai in un posto infelice, noi vogliamo ingrandire la città».

Ma torniamo al progetto che, rispetto all’idea iniziale, ha ridotto il numero delle torre da 12 a 5 con 15 anziché 12 piani, affiancandole a 14 edifici di 5/6 piani. Nel nuovo villaggio, però, troveranno spazi, soprattutto nei primi piani delle torri, anche uffici e un’area verde di 22 mila metri quadrati.

L’architetto Gregotti ha disegnato il Parco nord «come una città nella città perché - ha spiegato - non vuole essere una periferia». In questo contesto, attraverso il gioco delle torri e delle edifici più bassi, Gregotti ha voluto riprodurre il concetto di comunità che, in passato, si creava all’interno della fabbrica dove la gente lavorava, stringeva amicizie e pure nuovi amori.
 

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Discussion Starter · #159 ·
Ecco come sarà il parcheggio in Giardin Grande

Udine, piazza Primo Maggio. l’impresa Vidoni ha presentato gli elaborati definitivi: i 470 posti saranno disponibili nel 2014



UDINE. L’ingresso in vetro e acciaio caratterizzerà il nuovo parcheggio interrato di piazza Primo maggio. Ieri, alla scadenza della proroga dei 20 giorni concessa dalla Sistema sosta e mobilità (Ssm), l’impresa Vidoni ha presentato gli elaborati in sei cartolari che il Responsabile unico del procedimento (Rup), l’ingegnere capo del Comune Lugi Fantini, studierà attentamente per verificare la corrispondenza del progetto con l’offerta. Se non ci saranno sorprese, la pratica passerà al collaudatore statico, l’ingegner Andrea Craighero, per la trasmissione dei plichi alla Direzione regionale servizi tecnici.

Il cantiere potrebbe iniziare in ottobre e concludersi nella primavera del 2014. L’opera sorgerà nell’area ex Esso e costerà 11 milioni di euro. Va detto, però, che dalla spedizione del plico alla Direzione servizi tecnici al rilascio dell’autorizzazione, il Rup può dare il via libera al cantieramento dell’opera. Ovvero alla recinzione dell’area interessata dai lavori.

L’impresa Vidoni comunque è pronta a partire. «Il progetto presentato oggi (ieri ndr) non fa altro che ricalcare il progetto elaborato in fase di offerta e approfondire i temi del risparmio energetico», continua l’ingegnere soffermandosi sul fatto che la palazzina degli uffici sarà classificata nella classe A prevista dalla certificazione “Casa clima”.

Allo stesso modo, il progetto - aggiunge Peresson - prevede il ripristino dell’acciottolato sulla stradina a fianco dell’ex Banca d’Italia che va verso il liceo artistico Sello e la creazione di percorsi pedonali per meglio attraversare il parcheggio e la piazza». L’impresa Vidoni ci tiene a tranquillizzare l’opinione pubblica anche sui presunti problemi geologici: «Non andremo incontro ad alcun rischio di inquinamento della falda acquifera e del pozzo dell’acquedotto perché - puntualizza l’ingegnere - il pozzo, trovandosi sull’angolo opposto di viale della Vittoria, dista dal parcheggio una quarantina di metri, mentre la falda si trova a 50 metri di profondità e noi con lo scavo ci fermeremo a 13 metri.

Le problematiche geologiche erano legate al fatto che, in base ai nostri sondaggi, non avevamo riscontrato tutti gli strati di ghiaia cementata. Noi abbiamo trovato solo ghiaie sciolte e quindi abbiamo dimensionato le opere di sostegno per questo tipo di situazione». Il nuovo parcheggio si svilupperà su tre piani interrati e uno in superficie. Sarà caratterizzato da una serie di pensiline leggere e trasparenti, per buona parte in vetro, che seguiranno la pianta tonda, a spirale, dell’opera. Il progetto piace anche alla Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali, che ha già espresso parere positivo.
 

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Ho scoperto questo sito per caso, e lo trovo molto interessante, pero' dai primi commenti che ho letto, mamma mia, spero non siate architetti ma al massimo geometri o ingegneri o tutt'al piu' comuni cittadini.
Esaltate palazzine degne del peggior palazzinaro, futuri "residence" che sembrano gia' datati ancor prima di farli...
Udine sta sprecando un sacco di opportunita' come il nuovo palazzo della regione degno di un palazzo post fascista, neorazionalista. L'orrendo nuovo complesso della saf ecc ecc.



villa in udine, purtroppo intorno sono state costruite palazzine orrende che oltre a fare schifo, invadono anche il panorama essendo alte. Come altre che avete postato sopra.
Come hai ragione!
 
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