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Sono cominciati i lavori di demolizione e ricostruzione dell'ex piscina dello Sporting Primavera, alle porte di Udine (Campoformido).
Però come sono partiti, si sono già fermati. Nel sottosuolo ci sono delle tubazioni rivestite di amianto, che richiedono una complessa opera di bonifica. Al momento si è in attesa di tutte le autorizzazioni necessarie.





 

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Discussion Starter · #163 ·
Sono cominciati i lavori di demolizione e ricostruzione dell'ex piscina dello Sporting Primavera, alle porte di Udine (Campoformido).
Però come sono partiti, si sono già fermati. Nel sottosuolo ci sono delle tubazioni rivestite di amianto, che richiedono una complessa opera di bonifica. Al momento si è in attesa di tutte le autorizzazioni necessarie.





non ne sapevo nioente! Finalmente si torna a fare il bagno dietro casa!
 

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Discussion Starter · #164 ·
In corso la demolizione dell'ex deposito degli autobus dell'ATM, vicino al polo scolastico.
Al suo posto un centro commerciale (l'ennesimo, non se ne può più :bash:).
Ma Zamparini prevede amche la realizzazione di un'area direzionale/commeriale... speriamo che facciano qualcosa di interessante, dato che le torri dietro al Terminal Nord sembra che non verranno realizzate...
 

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Discussion Starter · #165 ·


Palazzo Antonini a Udine, è boom di richieste

Professionisti, industriali e catene commerciali disposte a investire sul gioiello palladiano, messo all'asta dalla Banca d'Italia. Telefonate anche dall’Australia

UDINE. Avvocati, notai, commercialisti, gruppi di professionisti associati. E ancora industriali e il titolare di una importante catena di negozi. Richieste di informazioni da Friuli, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e dall’estero, perfino dall’Australia.

Assenti, per il momento, alla corsa per l’acquisto, banche, fondazioni ed enti pubblici. A meno di due settimane dall’avvio dell’iter per la cessione a base d’asta di palazzo Antonini in via Gemona, gioiello palladiano ex sede di Bankitalia, fioccano le manifestazioni d’interesse.

E Maurizio Fabiani, titolare della Fasti Immobiliare Idea Città, referente udinese dell’advisor Colliers-Exit One, riempie la sua agenda di appuntamenti con potenziali clienti.

«Chiederemo a Bankitalia, che ha fissato delle date rigide per i sopralluoghi - spiega l’immobiliarista - di ampliare date e orari. Altrimenti non riusciremo a soddisfare ogni richiesta. Le compravendite di edifici di pregio non conoscono crisi, saremmo ipocriti se affermassimo il contrario. Per tutti i lotti di Bankitalia c’è curiosità e interesse, del resto sono pezzi unici e i prezzi di partenza non spaventano gli investitori. Palazzo Antonini è molto appetibile, tanti cominciano a conoscerlo solo adesso perchè, per tutto il periodo in cui è stato della Banca, non era accessibile. E’ l’unico esempio di architettura palladiana fuori dal Veneto: potrebbe diventare sede di prestigio per importanti attività professionali. Francamente non ci aspettavamo risposte del genere, la procedura di vendita è partita da pochi giorni. Pensi che ieri mattina ci hanno chiamato dall’Australia. E nel pomeriggio ho fissato tre contatti».

Ma non è solo palazzo Antonini a fare gola. Anzi lo stabile che sta riscuotendo maggiore appeal è quello di piazza Primo Maggio 10, il palazzetto risalente al 1600 e di circa 500 metri quadrati che era a disposizione del vice direttore della Banca d’Italia, quando appunto era attiva la sede di Udine. «E’ lo stabile più gettonato - conferma il dottor Fabiani -, anche perchè è in buone condizioni, quasi pronto per un immediato uso abitativo. Costa poco più di un milione, a base d’asta».

Tra i vari lotti ci sono infine le cosiddette casette di via Portanuova e due edifici in vicolo della Banca, uno dei quali necessita di un robusto intervento di ristrutturazione. Sul sito Internet della Fasti Immobiliare Idea Città, proprio per palazzo Antonini, il pezzo più pregiato dell’intero pacchetto, ci sono anche i prezzi nelle più importanti valute estere, proprio per attirare possibili investitori da Stati Uniti, Giappone e potenze emergenti.

Qualche esempio: per comperarlo ci vogliono 7,4 milioni di euro (l’attiguo “Palazzetto” ne costa altri 5 ed è possibile che qualcuno possa aggiudicarsi entrambi i lotti), ma in dollari americani fanno 9,8 milioni, in yen giapponesi 887 milioni, in renminbi cinesi 61 milioni, in rubli russi 298 milioni e in rupie indiane 532 milioni e rotti.

Le tappe per sapere chi sarà il nuovo proprietario di palazzo Antonini (e degli altri immobili ex Bankitalia, per un controvalore complessivo di poco meno di 19 milioni di euro) sono forzate e i tempi brevi. Fissate alcune date, tra gennaio e la fine di febbraio, per i sopralluoghi, anche se il termine ultimo per la manifestazione d’interesse è il 15 aprile, mentre il 19 aprile rappresenta la deadline per le proposte vincolanti.

Le buste che conterranno le offerte per ciascun immobile saranno aperte il 22 dello stesso mese, davanti al notaio. Allora saranno svelati i nomi dei compratori. E sapremo, salvo sorprese, chi occuperà il gioiello palladiano di via Gemona.
 

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Discussion Starter · #166 ·


Via le torri, il palazzo
mantiene la stessa sagoma

Udine, ecco come sarà il nuovo Upim. Honsell: «Chiederò a de Eccher di poter presentare il progetto in sala Aiace». A breve il parere della Soprintendenza che ha già ricevuto gli elaborati da Moneo

UDINE. La sagoma resterà la stessa, ma le linee architettoniche del nuovo palazzo dell’Upim saranno diverse. Rispetto all’attuale avrà meno parti in vetro. Il progetto firmato dall’archistar Rafael Moneo è al vaglio della Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, Maria Giulia Picchione, la quale ha già incontrato il noto architetto assieme al sindaco Furio Honsell, che non esita a esprimere apprezzamenti per l’opera, tra le più attese e discusse in città.

E proprio perché l’opera è destinata ad alimentare il dibattito culturale, il primo cittadino si prepara a illustrare il progetto alla cittadinanza. «Chiederò - assicura il sindaco - a de Eccher di presentare il nuovo progetto di riqualificazione del palazzo dell’Upim con Moneo, in sala Aiace».

L’attesa è notevole perché, da quando è stato costruito, il palazzo dell’Upim è stato vissuto dagli udinesi come la bruttura della città. Prevale, infatti, il ricordo dell’ex cinema Eden, l’edificio liberty progettato da Provino Valle. Ecco perché, oggi, tutti vogliono vedere il progetto di Moneo prima dell’apertura del cantiere. Honsell, però, sa bene che la decisione spetta alla proprietà, appunto il gruppo Rizzani de Eccher che ha speso 20 milioni per acquistare il palazzo e ne investirà 45 per rifarlo, e per questo si candida a fare il mediatore tra l’una e l’altra parte. Nel frattempo, la soprintendente vaglia gli elaborati per esprimere un parere che potrebbe arrivare a breve. Anche perché il nuovo progetto non trascura i suggerimenti inviati a Moneo dalla stessa soprintendente che, come detto, nelle scorse settimane, ha affrontato la questione con l’archistar e il sindaco.

«Ho apprezzato molto il progetto perché valorizza anche piazza Duomo» afferma Honsell soffermandosi, in particolare, sul collegamento con il giardino di palazzo Morpurgo da un lato e su piazzetta Belloni dall’altro. «Questo collegamento crea le condizioni per mettere mano su piazza Duomo» insiste il sindaco secondo il quale si tratta di un palazzo importante sui quattro lati. «E’ un intervento destinato a lasciare il segno» dice il primo cittadino auspicando di chiudere la partita prima della fine della legislatura.

Su questo fa leva pure il gruppo Rizzani de Eccher che auspica di iniziare le demolizioni ad agosto quando gli udinesi saranno in ferie. Facile immaginare che il parere della Soprintendenza condizioni anche il Comune nel senso che, se la dottoressa Picchione darà il via libera, i tecnici di palazzo D’Aronco si limiteranno a valutare il rispetto dei vincoli urbanistici, ovvero quanto previsto dal nuovo piano regolatore. Una norma che riprende il vincolo trascritto dal Ministero dei beni culturali nel 1957 dopo la demolizione dell’ex cinema Eden, per tutelare piazza Libertà, gli edifici e gli spazi che la costituiscono, come previsto dalla legge 1089/39. Ritenuta l’opportunità di evitare che sia danneggiata la prospettiva, il ministero decise di imporre particolari prescrizioni nei confronti del palazzo dell’Upim decretando: «L’edificio non può venire, senza preventiva approvazione, modificato, sopraelevato o demolito, in tutto o in parte. E’ fatto inoltre divieto di modificare l’attuale tipo di copertura e di collocare tabelle o altre insegne pubblicitarie sulla facciate e sul tetto».

Toccherà proprio alla Soprintendenza far rispettare il vincolo imposto a suo tempo per tutelare il centro storico udinese. Su questo vincolo fanno leva anche chi, come gli architetti Giorgio Ganis e Massimo Bortolotti, un anno fa, chiesero di analizzare il progetto in un dibattito pubblico. O come la presidente di Italia nostra, Michela Cafazzzo, che aveva avvertito: «Se per il nuovo palazzo dell’Upim non esiste un dov’era e un com’era, non si deve nemmeno parlare di un taglio netto con il passato».
 

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Discussion Starter · #167 ·


La Regione sblocca il recupero delle aree dismesse di via della Faula ed ex Domenichelli di via Galilei. La giunta Tondo ha dato il via libera alla variante urbanistica che prevede la realizzazione, all’interno dell’ex deposito degli autobus, di un centro commerciale, del terminal studenti e di un distributore di metano per destinare invece l’ex Domenichelli a uso residenziale e direzionale. L’ha fatto perché il Comune si è impegnato a smantellare il semaforo tra le vie della Faula e Cadore per sostituirlo con una rotonda che sarà supportata da una seconda rotonda tra le vie Galilei, Quarto e della Faula. Solo con queste modifiche la viabilità sarà in grado di sostenere il maggior afflusso di mezzi legato alla presenza dal centro commerciale e stimato in 853 mezzi in ingresso e in uscita la mattina, 1.891 venerdì pomeriggio e 2.241 sabato pomeriggio.

Furono proprio queste previsioni a indurre la Regione a esprimere, quasi un anno fa, tre riserve vincolanti sulla variante al vecchio piano regolatore approvata dal consiglio comunale e riferita al recupero delle due aree dismesse entrambe acquisite dall’immobiliare Monte Mari del gruppo Zamparini. La Regione, però, contestava anche il previsto insediamento di grandi strutture di vendita nei due ambiti, ex Atm ed ex Domenichelli, da qui la riconversione urbanistica decisa dal Comune con insediamenti commerciale, residenziale e direzionale, su cui la giunta Tondo ha dato parere positivo non senza però fissare un paletto. Nell’ex deposito Atm, infatti, la superficie commerciale non potrà superare i 12 mila metri quadrati di superficie, mentre nell’ex Domenichelle il limite è stato fissato in 1.360 metri quadrati.

«Le limitazioni di cubature commerciali, sono indispensabili per garantire la “sostenibilità” viaria di tutta l’area» spiega l’assessore alla Pianificazione territoriale e alle infrastrutture, Riccardo Riccardi, nel ricordare che «i nuovi insediamenti potranno essere funzionanti solo dopo la realizzazione di tutte le opere viabilistiche previste nello “studio d’impatto sulla viabilità” a supporto della ristrutturazione urbanistica delle aree di via della Faula».

La nuova viabilità, aggiunge l’assessore comunale alla Pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro, «consentirà di effettuare le svolte a sinistra in condizioni di sicurezza più elevata rispetto a ora».

Il via libera della Regione alla variante urbanistica riferita alle previsioni di recupero dell’ex deposito Atm chiude di fatto l’operazione tra Saf, la società partecipata dal Comune che gestisce il trasporto pubblico locale in provincia, e l’immobiliare Monti Mari. Il valore della transazione ammonta a 5 milioni di euro.

La Regione ha ritenuto superata anche la riserva formulata a suo tempo sulla riduzione del vincolo di rispetto cimiteriale visto che il Comune ha ottenuto il parere favorevole dell’Azienda per i servizi sanitaria “Medio Friuli”. Si chiude così la polemica tra Comune e Regione in corso da mesi. «Quando è possibile - fa notare non a caso Riccardi - ho sempre cercato di risolvere i problemi anche di fronte ad atteggiamenti non sempre ortodossi».
 

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È stato inaugurato il nuovo corpo del Santa Maria della Misericordia di Udine, un evento che arriva 25 anni dopo i primi provvedimenti amministrativi per la creazione del nuovo ospedale e a due lustri dalla posa della prima pietra

http://messaggeroveneto.gelocal.it/foto-e-video/il-nuovo-ospedale-di-udine-1.6332257

Da sottolineare il nuovo impianto di teleriscaldamento appena inaugurato, che oltre a servire l'ospedale stesso alimenta anche decine di altri edifici pubblici e privati nei dintorni (la posa delle tubazioni è ancora in corso in varie zone della città).
Gran cosa.
http://qualenergia.it/articoli/20100108-udine-impianto-di-cogenerazione-e-teleriscaldamento-1
 

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Discussion Starter · #170 ·
Palazzo ex Upim: Comune e de Eccher ai ferri cort

Udine, il costruttore e proprietario: troppi limiti, piano snaturato. L’amministrazione: ma alcuni problemi sono superabili



UDINE. Niente demolizione ad agosto per il palazzo dell’Upim. Slittano i lavori. E a rischio è l’intero progetto firmato da Rafael Moneo, messo in forse dalle frizioni fra l’amministrazione comunale di Udine e il Gruppo Rizzani de Eccher.

Il presidente del Gruppo, Marco de Eccher, lamenta che «il Comune ha spazzato via l’accordo di programma: da una collaborazione stretta siamo passati agli ultimi vincoli che impongono persino di non spostare i fili».

De Eccher si dice rammaricato perché «l’intervento doveva rappresentare un valore aggiunto. Eravamo pronti a rinunciare al lato economico per una profonda riqualificazione».

E proprio puntando alla riqualificazione di quell’angolo di città il Gruppo de Eccher aveva scelto l’architetto di fama mondiale, Rafael Moneo.

«Il progetto iniziale di Moneo, pur nella riduzione dei volumi, presupponeva uno strumento approvativo che non è un semplice placet edilizio – spiega de Eccher –. Presupponeva un accordo di programma, chiarito fin dall’inizio. Ma, mano a mano che il lavoro procedeva, la disponibilità si è ridotta fino a rientrare entro rigorosissimi interpretazioni normative. Anche discutibili. E questo ha condizionato molto un progetto costruito a più riprese entro vincoli che non prevedono la modifica della sagoma dell’edificio. Quindi il risultato è molto lontano dal progetto iniziale».

Nelle scorse settimane Moneo ha incontrato in via informale i tecnici del Comune, riuniti nella commissione Edilizia. «Il progetto non rispetta ancora tutti i crismi per essere presentato», ammette de Eccher. Ma appena sarà pronto «lo depositeremo e lo faremo bocciare».

Non ha dubbi in merito il presidente del Gruppo, che aggiunge: «A quel punto vedremo se l’amministrazione e la Sovrintendenza si sono mosse nel rispetto dei propri ruoli». La frase è sibillina. Ed è chiaro il riferimento. «Ricorrerete al Tar?», chiediamo. «Abbiamo speso milioni di euro per proposte e soluzioni su un accordo di partenza totalmente snaturato – ribatte de Eccher –, ora ci muoviamo nell’ambito dei nostri diritti».

Il nuovo progetto prevede un palazzo più basso rispetto a quello esattamente di fronte, firmato da D’Aronco. Circa due metri in meno rispetto alle torrette e un metro in rapporto alla copertura. E proprio questo è uno dei due nodi.

«Altezze e accesso ai parcheggi sono le questioni ancora aperte», ha ammesso il sindaco Furio Honsell durante un breve colloquio, ieri mattina a margine di una conferenza stampa. Ma se la questione altezze è superabile, altrettanto non si può dire degli accessi carrabili all’edificio.

«Le macchine non passeranno da via Savorgnana», ha assicurato Honsell. La strada preferita da Palazzo D’Aronco è il tunnel che da piazza Duomo dovrebbe condurre ai sotterranei del palazzo Moneo. «Questa è l’aspettativa del Comune, che non dà nulla e chiede tutto, chiuso nella logica del veto sostanziale che è di fatto nelle sue mani – sibila de Eccher –. Tutto in un contesto di crisi e di carenza di lavoro».
 

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Discussion Starter · #171 ·
«I suoi progetti sono tessuti dentro le città»

Rafael Moneo è l’unico spagnolo ad aver ricevuto il premio Pritzker (nel 1996), ovvero il Nobel dell’architettura. Laureato a Madrid nel 1961, ha svolto attività in tutto il mondo fino a ottenere nel 1987 una cattedra a Harvard. Ha realizzato opere in Stati Uniti, Germania, Svezia, Libano, oltre che in Spagna (e l’elenco è molto lungo). Di lui il magazine del New York Times ha detto poco più di due mesi fa «che i suoi edifici sono tessuti all’interno delle città, piuttosto che imposti». Caratteristica che i committenti del gruppo Rizzani de Eccher ritengono essenziale per il progetto udinese sull’ex Upim.
 

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Discussion Starter · #172 ·
«Ex Upim, confronto alla luce del sole»

Il centrodestra chiede una verifica in commissione dopo i problemi fra Comune e impresa. Critiche anche dai 5 Stelle



Il centrodestra alza il tiro sull’ex Upim. Dopo le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dal presidente del gruppo Rizzani de Eccher, Marco de Eccher, circa la complicata gestazione del progetto firmato dall’architetto Rafael Moneo a causa dei veti imposti da palazzo D’Aronco, adesso l’opposizione vuole vederci chiaro. E, a giudicare dai commenti apparsi sul sito internet del giornale, pure gli udinesi.

«Il progetto deve diventare pubblico», è il mantra che rimbalza in città. Per farlo i consiglieri di opposizione, dalla Lega al Pdl, con la lista Per Udine e Identità civica (anche il Movimento 5 Stelle sta valutando l’ipotesi di associarsi, ma a decidere deve essere l’assemblea), chiedono la convocazione urgente della commissione Territorio e ambiente, la cui vicepresidenza è affidata al consigliere del Pdl, Lorenzo Bosetti. «Dobbiamo parlare del progetto – attacca Paolo Pizzocaro, presidente del gruppo Per Udine –, per fare una verifica su stato di avanzamento dei lavori, impatto e tempistica. Vogliamo essere messi a conoscenza dell’accordo fra l’amministrazione e la proprietà, se esiste, per avere un quadro chiaro del futuro della città».

Una commissione fiume, quella proposta dall’opposizione, che veda un confronto alla luce del sole fra la proprietà e l’amministrazione. «Chiediamo l’audizione dell’assessore competente (Carlo Giacomello, ndr) per valutare la situazione – attacca Adriano Ioan, consigliere portavoce dell’opposizione di centrodestra –. C’è un imprenditore friulano che è disposto a investire decine di milioni di euro in città: quali sono i problemi che bloccano il progetto? Possiamo trovare una soluzione?».

Per il momento su piazza Libertà incombe però un palazzone vuoto, che non sarà abbattuto ad agosto come era nei piani. «È uno scempio – prosegue Ioan –: in pieno centro storico c’è un immobile fermo, c’è un imprenditore che è disposto a mettere i quattrini e c’è un architetto di fama mondiale. Tutto in un momento di grave crisi occupazionale. Quella zona potenzialmente è un polo architettonico di richiamo internazionale, considerata anche la vicinanza con casa Cavazzini, opera di Gae Aulenti. Con in mano queste carte, l’amministrazione di palazzo D’Aronco tiene i progetti chiusi in un cassetto e non vuole spiegare le ragioni dello stallo».

A seguire da vicino i destini del palazzo ex Upim è anche il Movimento 5 Stelle. «Quell’opera è importante non soltanto per il layout estetico, ma anche per le ricadute sulla viabilità del centro storico – sottolinea il capogruppo, Paolo Perozzo –. Dobbiamo riflettere a fondo sull’impatto che può avere su decisioni già prese, penso per esempio alla pedonalizzazione di via Savorgnana». Ma i consiglieri dei 5 Stelle sono piuttosto critici anche quando si parla del tunnel proposto dall’amministrazione per risolvere l’accesso alle autorimesse del palazzo di Moneo. «No alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo – chiosa Perozzo –. È un bene favorire la libera imprenditorialità per riqualificare la città, ma non possiamo fare marcia indietro su decisioni importati prese negli anni e che danno un senso alla città».
 

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Discussion Starter · #173 ·
Mega parcheggio, c’è l’ok delle Belle arti

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/07/26/news/mega-parcheggio-c-e-l-ok-delle-belle-arti-1.7481809

Udine, piazza Primo Maggio, la soprintendente ha rilasciato il parere paesaggistico per l’opera da 11 milioni di euro. Lavori al via, ma resta il nodo Sello

UDINE. Il tanto atteso parere paesaggistico è arrivato e i lavori del mega parcheggio interrato di piazza Primo maggio possono partire. Ieri, la soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, Maria Giulia Picchione, ha sottoscritto il parere paesaggistico del discusso parcheggio interrato da 470 posti che costa 11 milioni di euro. «Il via libera è arrivato - conferma il vicesindaco, Agostino Maio - ora sarà il Consiglio di amministrazione della Sistema sosta e mobilità (Ssm) a decidere la data di apertura del cantiere».

Il Cda della società partecipata dal Comune si riunisce oggi e se conferma le previsioni riferite dal Rup alla delegazione del centrodestra che nei giorni scorsi ha voluto analizzare il progetto, le limitazioni al traffico potrebbero scattare a inizio agosto.

La lettera La missiva ricevuta, ieri, dal Responsabile unico del provvedimento (Rup), l’ingegner Luigi Fantini, attraverso la quale la soprintendente ha rilasciato il parere paesaggistico, archivia il preavviso di diniego sullo stesso parere che la soprintendente aveva inviato, nei mesi scorsi, alla Ssm. A seguito delle controdeduzioni di Ssm e dell’atto d’obbligo firmato nelle scorse settimane, Picchione riconosce che il nuovo progetto rispetta il vincolo architettonico e paesaggistico presente nell’area. Invita però la Ssm a definire, entro ottobre, la protezione delle rampe d’accesso alla struttura attraverso una scelta condiva tra le parti. Allo stesso modo, raccomanda di concordare con la Soprintendenza ogni eventuale piccola modifica futura.

Inutile dire che la lettera della soprintendenza era molto attesa a palazzo D’Aronco convinto di poter finalmente archiviare la stagione delle polemiche. Non sarà così perché ora Comune e Ssm sono in attesa di capire dalla Procura se, dopo la segnalazione di reato depositata dai carabinieri a palazzo Lovaria, potranno continuare a garantire al liceo artistico Sello i 30 posti auto in piazza Primo maggio, magari eliminando gli archetti, o se, invece, dovranno assegnare un’altra area alla scuola. Perché il Sello ha diritto di avere i posti auto riservati e su questo l’ordinanza parla chiaro.

L’ordinanza L’ordinanza firmata il 6 maggio ed entrata in vigore la scorsa settimana fa riferimento non solo al Decreto del presidente della giunta regionale n. 126/95 sugli standard urbanistici regionali che sancisce «l’obbligo di prevedere, nelle aree di pertinenza delle scuole medie superiori, ovvero in prossimità delle stesse, adeguati spazi da destinare ai parcheggi stanziali e di relazione», ma anche al nuovo Piano regolatore che «alla tabella 28 individua, per la scuola secondaria Sello, un’area destinata a parcheggio, comprensiva di area di manovra, di 900 metri quadrati, ora utilizzata dai docenti nel sedime adiacente alla scuola, atteso che i docenti, per ragioni di servizio, devono spostarsi, nell’arco dell’orario lavorativo, in brevissimi lassi temporali, tra le diverse sedi dell’istituto».

Alla luce di tutto ciò, «per evitare pregiudizi alla corretta erogazione del servizio scolastico e all’obbligo di sorveglianza su minori - recita ancora l’ordinanza -, si rende necessario garantire l’istituto medesimo di un’area equivalente e idonea pertinenziale di adeguata superficie il più possibile prossima al plesso scolastico».

I tecnici di palazzo D’Aronco, infatti, sono tranquilli perché oltre a non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura, ribadiscono l’obbligo del Comune a garantire il parcheggio alla scuola. Su questo non si discute, quello che non ha mai convinto la polizia municipale, invece, è la scelta di destinare i posti al Sello in piazza Primo Maggio e forse anche le modalità con cui è stata attuata l’ordinanza. Ecco perché, come conferma il vicesindaco, la polizia municipale non ha esitato a chiedere al prefetto, Ivo Salemme, di esprimere un parere sull’ordinanza che ha ricevuto in copia. Il prefetto, però, non ha risposto, nel frattempo a fare l’accesso agli atti sono stati i carabinieri.

Il cantiere La questione dell’assegnazione del parcheggio al Sello non dovrebbe provocare ulteriori proroghe sull’avvio dei lavori. Il condizionale è d’obbligo perché la decisione spetta al Cda di Ssm che oggi si riunisce nella sede di via Caneva. A palazzo D’Aronco sono convinti che il cantiere può partire in tempi rapidi perché la scuola è chiusa e quindi, in questo momento, non ha necessità dei posti auto. Comune e Ssm, insomma, hanno circa un mese di tempo per capire, anche alla luce dell’esito delle indagini della Procura, come garantire al liceo artistico i posti auto che gli saranno tolti a brevissimo. Il tempo contrattuale per la chiusura dei lavori è di 550 giorni e per tutto questo periodo via Portanuova resterà chiusa al traffico. Limitazioni scatteranno anche in viale della Vittoria.
 

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Rianimo un po' questo thread con gli ultimi aggiornamenti:

- E' stato aperta la prima parte del nuovo complesso nell'ex deposito ATM in via della Faula. Al momento aperto il nuovo terminal corriere per gli studenti, l'Eurospar, 2 nuove vie, 5 rotonde, parcheggi e piste ciclabili (w w w.openstreetmap.org/#map=17/46.06437/13.21809). Altri negozi (tra cui McDonalds, che dovrebbe fare il pieno, vista la quantità di studenti nei dintorni...) apriranno nei prossimi mesi. Adesso ruspe al lavoro (ma con calma) nella ex-Domenichelli.
- E'stato aperto il nuovo parcheggio di Piazza 1°Maggio, ma nonostante il buon impegno del comune è mezzo vuoto perchè nonostante costi la metà rispetto ai posti a raso rimasti in piazza, la gente preferisce la comodità al risparmio di soldi.
- Nell'ex macello è stato aperto il 1° lotto del museo di storia naturale, dopo 20 anni dalla sua chuisura.
- Ancora tutto fermo (e ormai sono più di 5 anni...) nel cantiere della 2a parte del progetto Terminal Nord
- Anche i vari ampliamenti/lottizzazioni pre-crisi (quindi verso il 2008/09), sono ancora miseramente vuoti/non finiti
 
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