SkyscraperCity banner
Status
Not open for further replies.
1 - 1 of 1 Posts

·
Italian utent
Joined
·
1,706 Posts
Discussion Starter · #1 ·
- Un Mi-To anche sui brevetti

Alleanza strategica fra Torino Wireless e il Politecnico di Milano nei brevetti Ict, Il distretto delle tecnologie senza fili ha stretto una partnership con il Tto (Technology transfer office) dell'ateneo lombardo, in Italia l'istituzione pubblica con la migliore performance in questo delicato settore, essenziale nella strategica partita dell'innovazione e della competitivita: dalla sua fondazione, cinque anni fa. il Tic milanese ha realizzalo settanta brevetti.
Dopo la firma dell'accordo, adesso si è passati allo studio di fattibilità del progetto. E già cominciano a delinearsi i possibili contorni dell'operazione. A gestire l'attività, nello specifico settore dell'lnformation and commumcaiton tedmology, dovrebbe essere una Srl, condivisa al 50% dal Politecnico di Milano e al 50% da Torino Wireless. «I tempi sono stretti — spiega Massimiliano Granieri, in Torino Wireless responsabile della proprietà intellettuale —. Intendiamo diventare operativi in primavera per essere a pieno regime entro l'anno. La nostra struttura sarà a disposizione dell'intero sistema scientifico i imprenditoriale del Nord-Ovest».

In questa maniera, l'attività di Torino Wirelcss amplia il raggio d'azione dopo un anno di attività, il 2004, che ha comportato risultati soddisfacenti: 23 i brevetti realizzati. Ottica, reti Tic e applicazioni «senza fili» Le specializzazioni più frequenti.

L'attività di Torino Wireless, con la sua propensione a piantare il seme della brevettualità nel prato basso della nuova imprenditoria e dei laboratori di ricerca, appare in decisa controtendenza rispetto alla storia economica del Piemonte. Nella regione bastione della grande impresa i brevetti sono sempre stati appannaggio dei centri di ricerca dei colossi dell'industria. E. adesso, con la crisi di questo modello di sviluppo, la tradizionale forza brevettuale ha subito un rallentamento.

Secondo la banca dati sui brevetti del Laboratorio di economia dell'innovazione del Politecnico di Torino, la quota dei brevetti piemontesi sul totale nazionale risulta infatti in rilevante flessione. Adoperendo l'indicatore costituito dalle domande depositate presso lo European Patent Office, su una prospettiva di medio termine il peso relativo della regione è in notevole calo: si è infatti passati dal 15% del 1990 al 10% del 2004. Negli ultimi quindici anni, quindi, risulta evaporato un terzo della capacità brevettuale del sistema scientifico produttivo del Piemonte. La perdita di competitiva nei brevetti cóme effetto diretto del declino industriale. Una erosione che il sistema produttivo e scientifico piemontese cerca di contrastale fecalizzando gli sforzi sulla struttura di Torino Wireless dedicata alla proprietà intellettuale. In più, dietro l'angolo, c'è l'attuazione di un'alleanza con il Politecnico di Milano, il principale polo italiano nel campo del trasferimento tecnologico, che ha appena avuto il sigillo della firma delle due partì.

Adoperando come indice la quota regionale sulle domande italiane depositate allo European Patent Office, in una prospettiva non limitata al breve periodo si rileva una contrazione significativa della capacità del Piemonte. Una tendenza che certo non sarà contrastata dall'aumento delle tasse di brevettazione contenuto nell'ultima Finanziaria.

Secondo la banca dati sui brevetti del laboratorio di economia dell'innovazione del Politecnico di Torino, nel 1990 la quota sul totale italiano era pari al 15,04 per cento. Da allora, anno dopo anno, la discesa è risultata inesorabile. Alla fine, nel 2004, lo stop al 10,74 per cento. In poco meno di quindici anni, è evaporato un terzo della forza brevettuale espressa dal sistema-Piemonte. «Si tratta — commenta il ricercatore Dario Moncalvo — della naturale conseguenza della crisi industriale: in Piemonte, la produzione di brevetti è storicamente concentrata nei centri di ricerca delle grandi imprese, che rispondono alle difficoltà tagliando i costi». Tuttavia, ragionando in termini settoriali, appare sorprendente la tenuta dell'automotive: «È rimasto sopra il 22% — chiarisce il ricercatore Giovanni De Rosa — un dato non molto lontano dal peso relativo che questo settore aveva dieci o quindici anni fa». Sullo stesso ordine di grandezza, con il 21,73%, c'è l'Ict. Su quest'ultimo settore è fecalizzata l'attività di Torino Wireless, i cui effetti saranno riscontrabili nelle statistiche dei prossimi anni. «Già adesso — afferma il responsabile della proprietà intellettuale, Massimiliano Granieri — cominciamo a ottenere i primi risultati. Seguiamo l'intera flfiera: dall'idea al brevetto, lasciando poi le attività riconducibili all'industrializzazione e al rapporto con il mercato agli altri settori di Torino Wireless. In molti casi, sosteniamo le spese, troppo alte per le piccole imprese: si va dai 2.500 euro per il primo deposito in Italia a cifre superiori ai lOOmila euro «piando il brevetto viene esteso sui mercati internazionali».

Alla fine del 2004, nei suoi uffici si contavano 25 brevetti. Ottica, reti Tic e applicazioni wireless le specializzazioni più frequenti: in linea con l'impostazione del distretto, concentrato sulle tecnologie senza fili e sull'e-secutity. Quest'anno, a budget, ce ne sono altri 20. L'80% di questi brevetti proviene dal mondo della ricerca pubblica, contro il 20% "partorito" nell'ambito delle aziende private. «Per noi — spiega Granieri — diventa essenziale che il ricercatore del Cnr, il docente del Politecnico o il dottorando dell'Università si rendano conto del potenziale industriale che hanno in mano. È un successo quando, un intellettuale puro attiva il meccanismo che conduce alla richiesta di un brevetto». A regime, nel portafoglio brevetti di Torino Wireless il mondo della ricerca pubblica dovrà pesare per il 65%, quello delle imprese per il 35 per cento.

Nel contesto della filiera del brevetto, ha preso forma il progetto di un'alleanza strategica con il Politecnico di Milano. Il Tto (Technology transfer office) di quest'ultimo ha in cinque anni realizzato 70 brevetti, la metà dei quali licenziati. Numeri che fanno del Tto lombardo l'istituzione pubblica con la migliore performance brevettuale in Italia. I settori sono i più diversi: Ict, meccanica, biotech. «Abbiamo ultimato lo studio di fattibilità della partnership — chiarisce Granieri — e adesso passiamo alla sua implementazione».

L'idea è di concentrare le forze creando una struttura, probabilmente una Sri, condivisa al 50% da Torino Wireless e al 50% dal Politecnico di Milano. «I tempi sono stretti — conferma il responsabile della proprietà intellettuale — vogliamo diventare operativi in primavera e andare a pieno regime entro l'anno». La sinergia fra le due strutture è fondata sulla complementarità. «La loro vocazione è generalista — assicura Granieri —, mentre la nostra è specialistica. Loro hanno una potenza di fuoco maggiore, noi siamo più concentrati. Unendo queste diversità, è possibile dare vita a un polo di tipo europeo, che si metta a disposizione di tutto il sistema industriale e scientifico del Nord-Ovest. Questa alleanza può rappresentare un piccolo ma fecondo lievito per il rilancio della competitivita di questa parte del Paese».

Paolo Bricco
 
1 - 1 of 1 Posts
Status
Not open for further replies.
Top