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I voti dei milanesi e il giudizio di una giuria presieduta da Vico Magistretti per sei prototipi firmati da grandi designer. «Caccia alla seduta simbolo della città»
Bella, comoda e supertecnologica Milano sceglie la panchina ideale
Referendum online e via sms per sei progetti esposti in Galleria e alla Triennale

Una panchina per Milano. Da oggi i milanesi potranno votare la loro panchina preferita tra sei modelli ideati da Michele De Lucchi con Philippe Nigro, James Irvine, Piero Lissoni, Alberto Meda, Paolo Rizzato, Antonio Citterio con Toan Nguyen. I sei prototipi sono esposti all’Ottagono in Galleria Vittorio Emanuele (fino al 18 aprile) e alla Triennale (fino al 27 aprile). Tutti possono votare la loro panchina preferita. L’11 maggio si conoscerà il progetto vincitore. L’iniziativa è promossa da Uli (Urban Land Institute Italia), con il patrocinio di Comune, Provincia, Regione, Adi (Associazione disegno industriale), Assolombarda, Camera di Commercio, ministero dell’Ambiente e, in partnership, con il «Corriere della Sera» e altri soci privati. Il voto della «Panchina per Milano» viene suddiviso tra voto pubblico (50%) e voto tecnico (50%) di una giuria specializzata presieduta da Vico Magistretti.
Il voto pubblico si riferirà al gradimento da parte dei cittadini milanesi, il voto della giuria rifletterà un giudizio per ogni panchina con riferimento a 5 specifiche caratteristiche tecniche. I cittadini milanesi potranno votare, oltreché sul posto, anche inviando un sms al numero 33.44.33.66 visitando il sito www.unapanchinapermilano.it (online saranno visibili tutti i prototipi in gara). La panchina che risulterà vincitrice verrà inserita nell’abaco degli arredi pubblici del Comune di Milano, divenendo quindi uno standard pubblico, e potrà essere acquistata da chiunque lo desideri, rendendo così possibile la produzione e l’installazione dei primi lotti. Già prima dell’estate potrebbero essere collocate le prime sedute.
E veniamo ai prototipi. Nella panchina di Michele De Lucchi con Philippe Nigro (per Unifor) in legno di castagno e acciaio zincato, le doghe sono sagomate per diventare profili che s’incastrano l’uno nell’altro come se fossero una saracinesca. Quella di James Irvine (per Coro) è in acciaio zincato. Dice il progettista: «Ho scoperto che esistono produttori che realizzano lastre di plastica riciclata al 100% e con mia sorpresa si possono ottenere degli effetti molto belli. Il materiale è plastica».
Piero Lissoni usa legno e acciaio (produce Porro) e lavora con «una superficie monomaterica ideale», formata da doghe in legno che si modellano formando seduta e schienale in un unico gesto fluido. La struttura scompare all'interno delle doghe, mediante il dettaglio ad incastro dei 2 profili a «T» laterali. Alberto Meda (per Alias) usa legno per esterni e lega di alluminio per pressofusione e parte dalla forma consolidata e familiare della panchina milanese «simbolo della città da preservare. Il progetto prevede di reinterpretarla attraverso un mix di materiali tradizionali e di tecnologie contemporanee».
Paolo Rizzato per Molteni usa una struttura in getto di ghisa sabbiata e verniciata e seduta e schienale in doghe di legno massello ideando una panca fatta anche per sdraiarsi, appoggiarsi, usarla come piano di appoggio (per un giornale, un panino, una bottiglia, una borsa, un computer).
Antonio Citterio con Toan Nguye n, infine, hanno ideato per Metallo una seduta e schienale costituiti da 9 doghe in multistrato con finiture varie con spalle in fusione di ghisa sabbiata e verniciata. E’ una panchina sagomata, «caratterizzata dal movimento sinuoso delle doghe in multistrato di teak».

P.Pan.


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le ho viste ieri all'ottagono... il primo impatto è stato "toh! le panchine dell'ikea" :) (a causa del legno dai colori molto chiari). penso che prima di ovtare aspetterò un po perchè la scelta sia la + ponderata possibile. cmq ora come ora, penso di votare la 4 che "prevede" l'idea che la gente si possa sedere sopra lo schienale....
cmq mi aspettavo qualcosa di + da questo concorso
 

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Riccardo De Corato: «È importante coinvolgere la gente»
Da oggi Milano ha la sua panchina
Sarà quella disegnata da Alberto Meda. Per scegliere quale installare nei quartieri hanno votato più di 50 mila cittadini

MILANO - Sarà quella realizzata dall’azienda produttrice Alias su disegno di Alberto Meda. È proprio lei, la panchina che ha vinto il concorso indetto dal Comune di Milano, seguita dalla seconda classificata su designer di Citterio e dalla terza su designer di Irvine. Per decidere quale installare nei quartieri di Milano hanno votato 56.367 cittadini milanesi, 743 dei quali bambini.
Le panchine, che dovrebbero costare al Comune circa 200 euro ciascuna, sono state realizzate sul modello delle classiche panchine da parco cittadino e le prime saranno installate a Milano grazie al contributo di «Bicocca è» associazione culturale promossa da Pirelli Re, università Bicocca e Siemens e da Igt Decaux. Per Carlo Puri Negri, amministratore delegato di Pirelli Re, «è sembrata da subito un’iniziativa da sostenere sia per la valenza del tema, sia per il valore che ancora una volta ha alla collaborazione del pubblico e privato nell’interesse dei cittadini».
L’annuncio è stato fatto dall’associazione no profit Urban Land Institute Italia (Uli) e il vicesindaco Riccardo De Corato ha posto l’accento sulla grande partecipazione dei cittadini alla votazione «che testimonia quanto sia importante per la gente essere coinvolta attivamente nelle tematiche che interessano la vita cittadina».


© Corriere della Sera



Ecco la vincitrice del concorso «Una panchina per Milano»: è quella disegnata da Alberto Meda (TamTam)
 
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