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^^ auguri...qui è 40 anni che si parla di pedemontana!!!
 

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^^ auguri...qui è 40 anni che si parla di pedemontana!!!
Passerebbe attraverso una delle zone più densamente industrializzate della regione, con strade al limite del collasso, ed unirebbe paesi e cittadine ai centri maggiori, che già sono connessi tra loro da una buona rete di autostrade e ferrovie.
Nel Veneto esiste il problema di far circolare mezzi e persone al di fuori delle grandi vie di comunicazione, che collegano solo le città principali (capoluoghi).

Ben venga dunque la pedemontana, e speriamo si diano da fare anche con l'SFMR (sistema ferroviario metropolitano regionale) che ancora non si vede all'orizzonte, e che è atteso da anni.
 

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AD MCMLXXIX
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Dal sito MF.....

MILANO (MF-DJ)--La Regione Veneto ha aggiudicato ieri in via definitiva la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta. Debutta cosi' in Veneto l'autostrada regionale, su un progetto sviluppato e finanziato dai privati in regime di project finance tramite la societa' Pedemontana Veneta, che vede Unicredit Infrastrutture Spa, Banca OPI Spa e Interbanca SpA nel ruolo di Financial Advisor del gruppo promotore e Mandated Lead Arranger per la strutturazione e messa a disposizione del finanziamento. L'opera dal costo complessivo di circa 2,39 mld euro, si legge in una nota, prevede la realizzazione e gestione di circa 90 km di superstrada a due corsie per senso di marcia - oltre alle corsie di emergenza - che colleghera' il comune di Montecchio (Vicenza) sulla A4 con il comune di Spresiano (Treviso) sulla A27. La concessione avra' una durata di 39 anni. Il completamento della realizzazione e' previsto in poco piu' di 6 anni e per la gestione e' prevista l'esenzione dai pedaggi per la popolazione residente entro un raggio di 21 km per 12 anni. com/vz (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2007 MF-Dow Jones News Srl. December 05, 2007 11:08 ET (16:08 GMT)
 

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Da "Il Gazzettino"
Autostrada Pedemontana:torna in pista la spagnola Sis
I giudici di appello
della giustizia amministrativa accolgono il ricorso contro la cordata veneta

Venerdì 3 Aprile 2009,
Oggetto, Pedemontana Veneta. Dispositivo del Consiglio di Stato depositato ieri alle 13: "In sede giuridiszionale, sezione quinta, si pronuncia definitivamente, riuniti i ricorsi indicati in ipigrafe, accoglie gli appelli e per effetto in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado e respinge quello incidentale relativo ai motivi aggiunti".
Un linguaggio giudiziario che anticipa la sentenza che i giudici del Consiglio di Stato devono depositare al massimo entro un mese. Cosà dirà la sentenza? Che il massimo organismo di appello per gli atti amministrativi, ha dato ragione (si vedrà come) alla società spagnola Sacyr-Sis, accogliendo il ricorso contro la Pedemontana Spa costituita per realizzare la nuova autostrada del Veneto, 90 Km a nord della A-4, per collegare la A-31 Valdastico con la A-4 (Venezia-Treviso) percorrendo l’area a più alta concentrazione di aziende della Regione.
APPALTO - Nel 2007 la giunta regionale ha affidato progettazione e realizzazione dell’autostrada a una associazione di imprese con capofila Impregilo e alla quale partecipano la Pedemontana spa, controllata dalla società autostradale Brescia-Padova, Autostrade (gruppo Benetton), Autovie Venete, Grandi Lavori Fincosit, Maltauro, Rizzani, Carron, Mantovani e Serenissima Costruzioni. L’atto del governo regionale faceva seguito all’aggiudicazione della gara ad opera della Pedemontana Spa che ha prevalso sulla Sis, unica concorrente ad essere rimasta in gara dopo l’abbandono dell’altra società iberica Ferrovial. Il risultato della gara si è determinato poiché la cordata italiana ha esercitato il diritto di prelazione che scattava quando, nella fase negoziale, lo "sfidante" (Sis) del promotore (Pedemontana Spa) faceva la sua offerta. In questo caso gli spagnoli hanno giocato un ribasso del 25% sui due miliardi di euro di base di gara; Pedemontana, grazie alla prelazione (istituto in quel momento previsto dalla legge italiana), ha accettato il ribasso, vincendo l’appalto.
RICORSO - Al momento della dichiarazione di affidamento da parte della Regione, la Sis fa ricorso al Tar. Motivandolo con una serie di contestazioni, tra le quali la disparità nell’applicazione del diritto di prelazione. Di fatto gli iberici rilevavano che la normativa europee ha abolito la prelazione, norma recepita dall’Italia. Vero, risposero dalla Regione, ma quando la gara era stata bandita, argomentavano i tecnici, nell’ordinamento italico la prelazione esisteva. Quindi tutto regolare. È il Tar accoglie la posizione di Pedemontana Spa, bocciando la Sis.
CONSIGLIO DI STATO - Sis si rivolge ai giudici di appello, ottenendo soddisfazione.
E ORA? - Bisogna attendere la sentenza. Però, accogliendo il ricorso il Consiglio di Stato legittima la società spagnola, ma occorre capire su quale dei vari punti del ricorso. Due le ipotesi sul futuro dell’arteria: o verrà sancita la titolarità della Sis a progettare e realizzare l’autostrada, oppure si rifarà la gara.
Ennesimo ritardo per questa opera...speriamo ce la facciano a partire per fine anno!!:eek:hno:
 

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Pedemontana dei ritardi


VENEZIA. Bella la foto di Giancarlo Galan che taglia il nastro per il nuovo raccordo del Passante a Mogliano. Campeggiava sui giornali di domenica scorsa. Più bella ancora sarebbe la foto di Giancarlo Galan che inaugura i lavori della Pedemontana, ma quella rischiamo di vederla col binocolo, anche se la gara della tanto attesa superstrada è stata bandita nel 2006, la concessione doveva essere affidata nel 2007 e i cantieri aperti nel 2008. Pensare che la prima riunione operativa si era tenuta nel 1990. Palazzo Balbi, sala Pedenin, conduceva la riunione l’assessore alla viabilità Lia Sartori. Ci partecipò tra gli altri Giampietro Favaro, trevigiano, presidente della commissione urbanistica, che ricorda tutto. All’epoca Giancarlo Galan lavorava ancora in Publitalia, il suo capo Silvio Berlusconi non si sognava minimamente di scendere in campo, Antonio Di Pietro chi lo conosceva, Tangentopoli era una bomba a orologeria con il timer innescato a 700 giorni dopo. Ma sulle strade della Pedemontana veneta la gente faceva già la coda. Quella che segue è la ricostruzione del discusso appalto fatta da Mario Bellesia, amministratore delegato di Pedemontana spa, la società che nel 2003 ha presentato il project financing per costruire e gestire l’infrastruttura e oggi rischia di essere battuta allo sprint dalla cordata spagnola Sis. Ingegner Mario Bellesia, avete deposto le speranze? «Finora risulta solo che il Consiglio di stato ha accolto il ricorso principale di Sis e respinto il ricorso incidentale che Pedemontana aveva vinto al Tar. Punto. Bisogna aspettare le motivazioni: possono portare all’affidamento agli spagnoli ma anche evidenziare anomalie rilevanti, tali da consigliare alla Regione di rifare il bando di gara». Ci sperate o ci contate davvero? «Noi difenderemo in ogni sede e in ogni modo la nostra proposta. Pedemontana da 6 anni lavora a questa iniziativa, farà tutto il possibile per ottenere l’assegnazione». Proviamo a ricostruire. «La gara è stata bandita nel 2006. Per l’affidamento della concessione c’era una fase di prequalifica: a dicembre si sono presentati due gruppi spagnoli, sono stati prequalificati e invitati a presentare entro maggio l’offerta migliorativa. Cosa che hanno fatto entrambi. E’ stata considerata migliore quella di Sis e sulla base dei numeri della proposta del concorrente spagnolo è stata indetta la gara». Che numeri? «Importo dell’opera, anni di concessione, esenzione da pedaggio, che erano i parametri posti in gara. Sis ha fatto la sua offerta e Pedemontana ha esercitato il diritto di prelazione». Qui arriva l’intoppo, come diceva Amleto: il loro piano del traffico era migliore del vostro? «Quando Pedemontana ha fatto lo studio del traffico per la proposta iniziale, aveva detto grosso modo: il traffico che prevedo è 100, incasserò tot pedaggi, in 40 anni di concessione mi finanzio il mutuo che mi serve per realizzare l’opera. La Regione disse: a noi risulta che il traffico potrebbe essere 120. Dico numeri simbolici ma la proporzione è questa. C’è stato un confronto». E com’è finito? «Nella bozza di convenzione, che è stata messa in gara e dovrebbe essere firmata per l’atto di concessione, viene detto: se il traffico è 100 la Regione darà un contributo ogni anno di 20 milioni di euro a Pedemontana. Se il traffico sarà 120, il conguaglio andrà a zero. Da 100 a 120 l’integrazione sarà modulare». Dunque voi eravate garantiti? «Ma anche la Regione: se il traffico arriva a 130, il 50% dei pedaggi in più andrebbe alla Regione. Questa è la convenzione messa in gara». E gli spagnoli dove l’hanno migliorata? «A noi risulta che gli spagnoli hanno stimato il traffico 130, prevedendo dunque maggiori entrate. Ciò nonostante hanno considerato nel piano finanziario il contributo della Regione in conto esercizio, prevedendo che se ci sarà un incremento del 20% il contributo si annullerà. Ma questo significa 20% partendo da quota 130». Hanno spostato la soglia? «Sì. Con il ricorso incidentale noi abbiamo prospettato questa situazione e il Tar ci ha dato ragione». Ma scusi, se la cosa è così pacchiana, qualcuno sonnecchiava in Regione? «Io l’ho fatta semplice, ma il meccanismo...» Non è così semplice? «Beh, quello che abbiamo rilevato è incontrovertibile. Noi abbiamo messo dei dati di traffico che stimiamo corretti e che sono pari a 100, altri hanno portato la soglia a 130 e hanno considerato nel loro piano finanziario anche il contributo regionale in conto esercizio. Noi abbiamo eccepito che se il traffico è 130, con noi la Regione non dà contributo, addirittura guadagna un 50% tra 120 e 130. Con gli spagnoli non guadagna niente, anzi deve dare il contributo in conto esercizio. Il ribasso che loro hanno fatto è minore rispetto ai benefici che introitano. Questa è una cosa clamorosa». Nel dicembre 2005 Pedemontana spa ha cambiato l’impianto societario e la maggioranza, prima in mano pubblica, è passata ai privati con l’ingresso di Impregilo, Adria Infrastrutture e altri. Un passaggio fatto senza bando di gara, che creò polemiche. Non potrebbe essere questo il nodo della sentenza che vi è contraria? «Assolutamente no, quella è una vicenda chiusa. Anche la Nogara Mare è partita con un promotore del project che era solo Autostrada. Ma quando si tratta di definire la compagine che parteciperà alla gara, quindi la società di progetto, devono esserci componenti molto chiare: costruttori, banche, progettisti, società di gestione. Queste cose si sviluppano sempre dopo, perché chi parte in genere sono i gestori. Anche se adesso vedo che partono anche le imprese, in certi project». Quanto avete speso per la partecipazione? «Circa una decina di milioni di euro». Andrebbero persi nel caso di assegnazione al consorzio Sis? «Se i lavori verranno assegnati agli spagnoli, Sis dovrà pagarci il costo della proposta: siamo stati noi a sviluppare la progettazione». Dunque rientrereste dalle spese? «A fatica a fatica dovremmo pareggiare i costi». - Renzo Mazzaro
la tribuna di Treviso — 27 maggio 2009 pagina 12 sezione: REGIONE
 

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Depositate ieri le motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha bocciato l’assegnazione dell’opera alla cordata Impregilo
Si sblocca la Pedemontana: «Pronti in 8 mesi»
Per i giudici l’appalto va aggiudicato agli spagnoli, non ci sarà una nuova gara

VENEZIA — A costruire la Pedemontana Veneta sarà il consorzio italo-spagnolo Sis. Bisognerà arrivare al 2010 per vedere in azione le prime ru*spe, ma ora la tormentata vi*cenda di una delle autostrade più attese del Veneto – 90 chilo*metri tra Montecchio Maggio*re (Vicenza) e Spresiano (Trevi*so) – pare aver preso finalmen*te la direzione giusta. Il Consi*glio di Stato ha infatti pubblica*to ieri le motivazioni della sen*tenza con cui, due mesi fa, ave*va accolto il ricorso di Sis con*tro l’assegnazione dell’appalto alla cordata concorrente (Im*pregilo e Pedemontana Veneta Spa) e ha finalmente sancito che cosa accadrà d’ora in avan*ti: «Va dichiarato l’obbligo del*la Regione Veneto di aggiudica*re la procedura in questione al*l’appellante», scrivono i giudi*ci della quinta sezione, presie*duta da Stefano Baccarini, nel*la sentenza. Dunque, nessuna nuova gara d’appalto. «Noi sia*mo pronti a partire, in otto me*si possiamo redigere il proget*to esecutivo dell’opera e poi toccherà alla parte pubblica (la Regione, ndr) compiere gli adempimenti dovuti – spiega Matterino Dogliani, presidente del consorzio Sis – Credo che nel giro di un anno possano partire i cantieri. Ma mi augu*ro che questo accada anche pri*ma, visto che l’opera ormai è condivisa».

La vittoria All’inizio di aprile l’esito era già stato funesto per la cordata composta da Impregilo e Pede*montana Veneta Spa (con l’ap*porto di Fincosit, Mal*tauro, Rizzani de Ec*cher, Carron, Ccc, Mantovani, Vittadello e Serenissima Costru*zioni), gruppo promo*tore della proposta di project financing della Pedemontana. Il Con*siglio di Stato aveva in*fatti accolto il ricorso principale del gruppo italo-spagnolo Sis – formato al 60 per cento dagli spagnoli di Sacyr e al 40 per cento dalla torinese Fininc (at*traverso Inc General Con*tractor e Sipal) – e rigettato quello incidentale degli italia*ni. Ma era rimasto il dubbio sulle conseguenze future, visto che dal dispositivo non si pote*va ancora capire se l’opera sa*rebbe ritornata in gara – con un evidente allungamento dei tempi – oppure sarebbe stata direttamente assegnata ai ricor*renti. Le motivazioni di ieri ri*solvono la questione e ora Sis vuole un incontro con il presi*dente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. «Glielo aveva*mo chiesto già un mese e mez*zo fa, ma ci aveva detto di vo*ler attendere la sentenza com*pleta – chiarisce Dogliani –. Ora siamo pronti a discutere».

La sentenza A spegnere le speranze di Im*pregilo & Co., secondo i giudi*ci, è stato un errato utilizzo del*la prelazione. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto la conte*stazione dell’avvocato Giusep*pe Rusconi, secondo cui il pro*motore avrebbe dovuto pareg*giare la proposta del gruppo italo-spagnolo entro dieci gior*ni dal 24 settembre 2007, data in cui era stata sancito che la lo*ro proposta era «migliorativa». Invece la Regione Veneto con*vocò una nuova seduta un me*se più tardi. «La concessione di un ulteriore termine al pro*motore in occasione della suc*cessiva seduta del 24 ottobre 2007 si configura come una violazione della normativa di gara, traducendosi di fatto in un’inammissibile riapertura di un termine perentorio già sca*duto », è la bacchettata dei giu*dici nei confronti di Palazzo Balbi. Sono state invece respinte sia l’ipotesi, sempre prospetta*ta da Sis, che Impregilo non po*tesse nemmeno esercitare la prelazione, in quanto la proce*dura sarebbe partita nel 2002, quando non era ancora esisten*te nell’ordinamento italiano (ma nella proposta del 2004 erano «sensibilmente mutati alcuni elementi essenziali del progetto, quali la localizzazio*ne dell’opera e la maggiore estensione del tracciato»); sia quella di Impregilo, secondo cui la proposta di Sis non sareb*be stata migliorativa, ma anzi avrebbe costretto la Regione a pagare di più.

L’opera Toccherà dunque a Sis co*struire l’autostrada regionale. Un appalto enorme da 2,3 mi*liardi, superiore per valore a tutti i cantieri ora aperti dagli italo-spagnoli sul suolo italia*no, che valgono circa 1,9 mi*liardi e vanno da un lotto di 32 chilometri della Salerno-Reg*gio Calabria, al passante e al tram di Palermo, fino a una gal*leria al confine con la Francia. «Abbiamo 400 dipendenti di*retti e altri 800 indiretti – conti*nua Dogliani –, per un’opera come la Pedemontana veneta avremo bisogno di circa 1500 persone, ma subappalteremo moltissimo alle imprese locali, che conoscono bene il territo*rio. Credo che quest’opera po*trà portare lavoro e ricchezza al Veneto anche nella sua co*struzione ». Infine un commento sulle voci che davano la capofila Sacyr in grande crisi: «In que*sto momento la crisi si sente, ma noi stiamo bene e siamo pronti per lavorare».

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/19-giugno-2009/si-sblocca-pedemontana-pronti-8-mesi--1601481767149.shtml
 

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Depositate ieri le motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha bocciato l’assegnazione dell’opera alla cordata Impregilo
Si sblocca la Pedemontana: «Pronti in 8 mesi»
Per i giudici l’appalto va aggiudicato agli spagnoli, non ci sarà una nuova gara

VENEZIA — A costruire la Pedemontana Veneta sarà il consorzio italo-spagnolo Sis. Bisognerà arrivare al 2010 per vedere in azione le prime ru*spe, ma ora la tormentata vi*cenda di una delle autostrade più attese del Veneto – 90 chilo*metri tra Montecchio Maggio*re (Vicenza) e Spresiano (Trevi*so) – pare aver preso finalmen*te la direzione giusta. Il Consi*glio di Stato ha infatti pubblica*to ieri le motivazioni della sen*tenza con cui, due mesi fa, ave*va accolto il ricorso di Sis con*tro l’assegnazione dell’appalto alla cordata concorrente (Im*pregilo e Pedemontana Veneta Spa) e ha finalmente sancito che cosa accadrà d’ora in avan*ti: «Va dichiarato l’obbligo del*la Regione Veneto di aggiudica*re la procedura in questione al*l’appellante», scrivono i giudi*ci della quinta sezione, presie*duta da Stefano Baccarini, nel*la sentenza. Dunque, nessuna nuova gara d’appalto. «Noi sia*mo pronti a partire, in otto me*si possiamo redigere il proget*to esecutivo dell’opera e poi toccherà alla parte pubblica (la Regione, ndr) compiere gli adempimenti dovuti – spiega Matterino Dogliani, presidente del consorzio Sis – Credo che nel giro di un anno possano partire i cantieri. Ma mi augu*ro che questo accada anche pri*ma, visto che l’opera ormai è condivisa».

La vittoria All’inizio di aprile l’esito era già stato funesto per la cordata composta da Impregilo e Pede*montana Veneta Spa (con l’ap*porto di Fincosit, Mal*tauro, Rizzani de Ec*cher, Carron, Ccc, Mantovani, Vittadello e Serenissima Costru*zioni), gruppo promo*tore della proposta di project financing della Pedemontana. Il Con*siglio di Stato aveva in*fatti accolto il ricorso principale del gruppo italo-spagnolo Sis – formato al 60 per cento dagli spagnoli di Sacyr e al 40 per cento dalla torinese Fininc (at*traverso Inc General Con*tractor e Sipal) – e rigettato quello incidentale degli italia*ni. Ma era rimasto il dubbio sulle conseguenze future, visto che dal dispositivo non si pote*va ancora capire se l’opera sa*rebbe ritornata in gara – con un evidente allungamento dei tempi – oppure sarebbe stata direttamente assegnata ai ricor*renti. Le motivazioni di ieri ri*solvono la questione e ora Sis vuole un incontro con il presi*dente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. «Glielo aveva*mo chiesto già un mese e mez*zo fa, ma ci aveva detto di vo*ler attendere la sentenza com*pleta – chiarisce Dogliani –. Ora siamo pronti a discutere».

La sentenza A spegnere le speranze di Im*pregilo & Co., secondo i giudi*ci, è stato un errato utilizzo del*la prelazione. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto la conte*stazione dell’avvocato Giusep*pe Rusconi, secondo cui il pro*motore avrebbe dovuto pareg*giare la proposta del gruppo italo-spagnolo entro dieci gior*ni dal 24 settembre 2007, data in cui era stata sancito che la lo*ro proposta era «migliorativa». Invece la Regione Veneto con*vocò una nuova seduta un me*se più tardi. «La concessione di un ulteriore termine al pro*motore in occasione della suc*cessiva seduta del 24 ottobre 2007 si configura come una violazione della normativa di gara, traducendosi di fatto in un’inammissibile riapertura di un termine perentorio già sca*duto », è la bacchettata dei giu*dici nei confronti di Palazzo Balbi. Sono state invece respinte sia l’ipotesi, sempre prospetta*ta da Sis, che Impregilo non po*tesse nemmeno esercitare la prelazione, in quanto la proce*dura sarebbe partita nel 2002, quando non era ancora esisten*te nell’ordinamento italiano (ma nella proposta del 2004 erano «sensibilmente mutati alcuni elementi essenziali del progetto, quali la localizzazio*ne dell’opera e la maggiore estensione del tracciato»); sia quella di Impregilo, secondo cui la proposta di Sis non sareb*be stata migliorativa, ma anzi avrebbe costretto la Regione a pagare di più.

L’opera Toccherà dunque a Sis co*struire l’autostrada regionale. Un appalto enorme da 2,3 mi*liardi, superiore per valore a tutti i cantieri ora aperti dagli italo-spagnoli sul suolo italia*no, che valgono circa 1,9 mi*liardi e vanno da un lotto di 32 chilometri della Salerno-Reg*gio Calabria, al passante e al tram di Palermo, fino a una gal*leria al confine con la Francia. «Abbiamo 400 dipendenti di*retti e altri 800 indiretti – conti*nua Dogliani –, per un’opera come la Pedemontana veneta avremo bisogno di circa 1500 persone, ma subappalteremo moltissimo alle imprese locali, che conoscono bene il territo*rio. Credo che quest’opera po*trà portare lavoro e ricchezza al Veneto anche nella sua co*struzione ». Infine un commento sulle voci che davano la capofila Sacyr in grande crisi: «In que*sto momento la crisi si sente, ma noi stiamo bene e siamo pronti per lavorare».

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/19-giugno-2009/si-sblocca-pedemontana-pronti-8-mesi--1601481767149.shtml
speriamo partano a breve gli spagnoli!!:)
 

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Tenendo conto che nella primavera del 2010 ci sarà l'elezione regionale nel Veneto credo che che Galan o chi per lui abbia l'interesse a far partire l'opera il prima possibile:hahaha:
 

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VENETO/PEDEMONTANA: GALAN, POSITIVO QUANTO ACCADE


(ASCA) - Venezia, 19 giu - ''Trovo positivo che gruppi imprenditoriali importanti e internazionali si contendano la possibilita' di venire a investire nella realizzazione di infrastrutture in Veneto''. Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, a riguardo della Pedemontana veneta.

''Questo sta a testimoniare che nel Veneto le condizioni normative, l'affidabilita' della committenza regionale e la straordinaria vitalita' del tessuto socio economico sono in grado di richiamare investimenti quali quelli che le imprese spagnole oggi propongono per la Pedemontana veneta - afferma Galan -. Agli azionisti di Pedemontana S.p.A. non posso che segnalare che il Veneto offre altre e non meno interessanti opportunita' di investimento nel settore infrastrutturale.

Basti pensare alla realizzazione dell'Alta velocita'/capacita' ferroviaria''.

fdm/mcc/alf

(Asca)

asca.it
 

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Trasporti
Pedemontana, ora la Regione accelera «Cantieri nel 2010»
Il Veneto incassa la sconfitta delle sue imprese e «spinge» i lavori spagnoli: «Fate presto»

VENEZIA — Obiettivo 2010. Dopo quasi due anni di conten*zioso la Regione punta tutto sulla Pedemontana, la superstrada a pagamento che collegherà a nord l’asse Vicenza- Treviso. E annuncia tempi stretti per l’inizio dei lavori: «Siamo fortemente determina*ti ad accelerare al massimo tut*te le procedure necessarie per giungere all’apertura dei cantieri che si auspica possa avvenire agli inizi del 2010», dice for*zando l’ottimismo l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha ac*colto il ricorso del consorzio italo-spagnolo Sis contro Im*pregilo e la società Pedemonta*na Veneta spa ha tolto gli ulti*mi dubbi rimasti sull’opera, an*che se ieri sia Chisso che il go*vernatore Giancarlo Galan han*no affidato a una nota scritta il commento alla notizia.

«Trovo positivo che gruppi imprenditoriali importanti e in*ternazionali si contendano la possibilità di venire a investire nella realizzazione di infrastrut*ture in Veneto — ha fatto sape*re Galan — questo sta a testi*moniare che nel Veneto le con*dizioni normative, l’affidabili*tà della committenza regionale e la straordinaria vitalità del tessuto socio economico sono in grado di richiamare investi*menti quali quelli che le impre*se spagnole oggi propongono per la Pedemontana veneta. Agli azionisti di Pedemontana spa non posso che segnalare che il Veneto offre altre e non meno interessanti opportunità di investimento nel settore in*frastrutturale. Basti pensare al*la realizzazione dell’Alta veloci*tà/ capacità ferroviaria». Un chiaro riferimento, quest’ulti*mo, alla querelle nata da una dichiarazione del presidente delle Fs Innocenzo Cipolletta (vedi articolo a parte). «Dopo quasi due anni di blocco causa*to da un contenzioso che si è protratto davvero troppo nel tempo — ha fatto sapere Chis*so — la sentenza chiarisce in modo inequivocabile e in via definitiva chi sarà il concessio*nario che dovrà realizzare e ge*stire la Superstrada».

Polemiche a parte, ora inizia l’iter che dovrebbe portare l’Ati italo-spagnola a presentare progetto definitivo entro otto mesi, il che coinciderebbe con le speranze della Regione di ini*ziare con le ruspe entro il 2010. Spiega Silvano Vernizzi, ammi*nistratore delegato di Veneto Strade, che ora i tempi li detta*no i documenti. La sentenza de*ve andare in giunta per l’ottem*peranza, dopo si chiederà a Sis tutta la documentazione di leg*ge per la concessione, compre*sa la certificazione antimafia, che in media richiede 30 gior*ni. In sede di appalto la Sis si era impegnata a presentare il progetto definitivo entro quat*tro mesi dalla presentazione dei documenti, quindi il termi*ne di otto mesi, prospettato dalla cordata italo-spagnola do*po la pub*blicazione delle motivazioni potrebbe essere rispettato. Poi cominceranno i lavori, che dovrebbero finire in 4-5 anni al massimo. «Con la costruzione della Pedemontana veneta e la terza corsia dell’A4 — spiega Vernizzi — fi*niscono i nodi emergenziali di questa regione. Il resto che rimane da fare, dalla Nogara mare in poi, è costitui*to da interventi che risolvono problemi singoli, non emer*genze ». Una superstrada di 90 chilo*metri tra Montecchio Maggio*re, in provincia di Vicenza e Spresiano, in provincia di Tre*viso, un’opera da 2.4 miliardi di euro, dove saranno necessa*ri parecchi espropri, tutti su modello di quelli del Passante. Il project financing porterà al consorzio italo-spagnolo la ri*scossione del pedaggio per il passaggio. Alla Regione nes*sun guadagno, a meno che i vo*lumi di traffico previsti dal ban*do non siano superati: in quel caso Regione e imprese faran*no a metà.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/20-giugno-2009/pedemontana-ora-regione-accelera-cantieri-2010--1601484879773.shtml


Dopo anni la questione sembra veramente sbloccata, speriamo bene.
 

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«Con la costruzione della Pedemontana veneta e la terza corsia dell’A4 — spiega Vernizzi — finiscono i nodi emergenziali di questa regione.[/U][/B] Il resto che rimane da fare, dalla Nogara mare in poi, è costituito da interventi che risolvono problemi singoli, non emergenze»
E la Romea? :shifty:
 

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Pedemontana, è scontro
Impregilo chiede i danni
INFRASTRUTTURE. Parla il legale di Impregilo, società a capo della cordata sconfitta a favore del Consorzio Sis. Due fronti aperti: cassazione e revocazione. E risarcimento dalla Regione. Ma Schneck: «L'opera va fatta, gli spagnoli faranno appalti anche da noi»
21/06/2009

Si profila un nuovo ricorso che potrebbe mettere ancora una volta i bastoni tra le ruote sulla realizzazione della Pedemontana. Ed è in vista anche una richiesta di risarcimento danni alla Regione.
Nuvole all'orizzonte dei sudatissimi 90 chilometri da Montebello a Spresiano per i quali il Consiglio di Stato ha messo la parola fine tre giorni fa con le motivazioni alla sentenza. «Va dichiarato l'obbligo alla Regione Veneto - il responso - di aggiudicare la Pedemontana al Consorzio spagnolo Sis». Quindi lo sblocco dell'arteria.
L'altro ieri il governatore Giancarlo Galan e l'assessore alla viabilità Renato Chisso hanno incassato la sconfitta della cordata cappeggiata da Impregilo con una sfilza di imprese venete e vicentine al seguito (unite nella società creata ad hoc Pedemontana Spa) e hanno fatto buon viso a cattivo gioco: «Positivo che gruppi internazionali si contendano la possibilità di venire a investire nella realizzazione di infrastrutture in Veneto». Invitando gli spagnoli all'apertura dei cantieri all'inizio del 2010. Non tralasciando di ricordare agli esclusi la possibilità della consolazione: «Basti pensare - avevano detto - alla realizzazione dell'Alta velocità».
Ma della consolazione, soprattutto di questi tempi che la Tav sembra più che altro un miraggio, gli esclusi se ne fanno un baffo. Non fa giri di parole il prof. Vittorio Domenichelli, che difende gli interessi di Impregilo e Pedemontana Spa. Un ragionamento tutto giuridico che porta a due tipi di conclusioni. Primo: la sentenza del Consiglio di Stato è «molto liberal, addirittura garantista» nei confronti degli spagnoli, la loro offerta non solo non è migliorativa ma sarebbe addirittura peggiorativa producendo un aggravio per l'amministrazione pubblica.
E questo porterebbe dritto «a studiare eventuali rimedi contro la sentenza». L'incontro tra il pool di avvocati con gli assistiti è fissato per la settimana prossima per condividere la strategia legale da intraprendere.
Si profilerebbero un paio di ricorsi da mettere a punto: uno per Cassazione e un altro per revocazione. Nel primo caso verrebbe messo in dubbio il fatto che la sentenza abbia travalicato il limite della sua giurisdizione, nel secondo che abbia incorso in errori di fatto.
Ma è il capitolo di un'eventuale azione risarcitoria nei confronti della Regione ad aprire un ulteriore fino a qui inatteso capitolo. Una delle motivazioni portate in campo dalla sentenza riguardava l'errato utilizzo del diritto di prelazione.
Il Consiglio di Stato ha infatti accolto la contestazione dell'avvocato Giuseppe Rusconi di Sis, secondo cui Impregilo avrebbe dovuto pareggiare la proposta del gruppo italo-spagnolo entro 10 giorni dal 24 settembre 2007, data in cui era sancito che la loro proposta era «migliorativa».
Invece la Regione Veneto convocò una nuova seduta un mese più tardi.
E la sentenza evidenzia la colpa: «La concessione di un ulteriore termine ad Impregilo si configura come una violazione della normativa di gara, traducendosi di fatto nella riapertura di un termine perentorio già scaduto».
L'avvocato Domenichelli osserva: «C'è spazio per intraprendere un'azione risarcitoria nei confronti della Regione».
La cosiddetta stazione appaltante, cioè la Regione, secondo il legale avrebbe indotto Impregilo a ritenere che quelli fossero i nuovi termini, che il promotore ha seguito.
Prematuro fare due conti relativi all'eventuale richiesta di danno. L'avvocato butta lì: «Basti pensare a quanto vale l'opera che abbiamo perso». Un appalto da 2,3 miliardi.
Pacato invece il commento di Attilio Schneck che riveste la duplice veste di presidente della società autostradale Brescia-Padova (con quote in Pedemontana Spa) e della Provincia di Vicenza: «Non si vince e non si perde». Nel primo caso allarga le braccia: «Ci concentreremo su altre cose». Nel secondo caso è fiducioso: «Con la vittoria degli spagnoli l'economia locale perde, ma faranno degli appalti che permetteranno anche al territorio di essere coinvolto nella realizzazione».
Roberta Bassan
 
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