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le tue osservazioni sono giuste.......ma già mi immagino le risposte del tipo, la variante di salzano ci è costata un occhio ecc ecc.....
Si, beh, considerando le balle spaziali che stanno partorendo di recente, quella potrebbe essere l'ennesima scusa. In realtà i soldi della barriera di Venezia Ovest li hanno spesi per accelerare i cantieri nel rush finale da Settembre 2008 a Febbraio 2009. Infatti, prima dell'inizio dei lavori per la realizzazione del "mononolite" di Vetrego, erano gli stessi Chisso, Vernizzi e Brentan a rassicurare i cittadini rivieraschi dicendo che, a Passante aperto, avrebbero ripristinato l'accesso autostradale a Roncoduro ed arretrato la barriera di Villabona.

http://www.ridatecilcasellodidolo.com/public/2009/04/nuova-casvetrego.gif
 

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Guardate che articolo c'e' oggi sul IL SOLE 24 ORE:

Autostrade, dal 1 maggio via agli aumenti dopo la moratoria

"Dai nostri archivi"
Autostrade, tariffe in aumento del 2,4% da maggio
Finanziato solo il 39% delle opere
Alla tangenziale di Napoli la maglia nera di tratto più pericoloso d'Italia



Conto alla rovescia per i nuovi aumenti delle tariffe autostradali. Come previsto dal dl anticrisi, la moratoria di quattro mesi scadrá, infatti, il prossimo 30 aprile. È la conferma che giunge dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Dal primo maggio, dunque, ci «sarà lo sblocco delle tariffe per tutte le concessionarie che hanno i requisiti», ha detto Matteoli, interpellato a margine dell'assemblea dell'Aiscat, l'associazione delle concessionarie autostradali.

Il primo maggio, quindi, D-day per lo sblocco degli aumenti, congelati per quattro mesi. A ricordare l'ormai imminente scadenza, è stato poco prima di Matteoli il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nella sua relazione all'assemblea dell'associazione, durante la quale ha ottenuto la terza riconferma (resterà in carica fino al 2011).

«Ne diamo atto al Governo - ha detto Palenzona - ma ci sono ancora funzionari che cercano di mettere i bastoni tra le ruote. La politica deve avere l'autorità e l'autorevolezza di fare scelte strategiche che poi il sistema burocratico deve attuare. Questo sistema non può essere autorefenziale». E ancora: «L'incubo è finito: significa che noi siamo diventati europei». A chiudere il cerchio il dl milleproroghe che ha «finalmente sganciato i concessionari dalla zavorra del divieto di agire e operare secondo logiche di gruppo».

Palenzona ha ricordato la battaglia iniziata sotto il precedente Governo e contro l'allora ministro Di Pietro e il «famigerato articolo 12». Poi ha ringraziato il ministro Matteoli, al quale ha dato il merito di aver agito con decisione, dopo che «sono stati persi sei anni», e di aver compreso «la gravità della situazione e le conseguenze negative i termini di sviluppo per il sistema paese da essa createsi».

In cambio, concessionarie pronte a investire 4 miliardi nel 2009
Le concessionarie autostradali - in cambio della possibilità di aumentare le tariffe - sono pronte a investire oltre 4 miliardi di euro per il 2009. «Dobbiamo investire per dare un contributo per uscire dalla crisi, ma abbiamo bisogno di regole certe - ha dichiarato Palenzona aprendo l'assemblea dell'Aiscat - siamo impegnati fortemente in un quadro di rilancio del Paese. Abbiamo bisogno di regole certe per fare investimenti cospicui: quest'anno faremo 3 miliardi di euro di investimenti per tutto il settore e pensiamo di riuscire ad anticipare oltre 1 miliardo» del budget 2010. Si tratta di investimenti per circa 3 miliardi ogni anno per il periodo 2009-2011.

Palenzona ha ribadito l'importanza che si faccia strada la «cultura della semplificazione, regole efficienti, che non devono diventare gabbie». Perché ad attrarre gli investitori, spiega «sono la trasparenza, la certezza delle regole e la loro stabilità e certezza nel tempo». Il presidente è consapevole «dello sforzo che il governo sta facendo in questo momento difficile», apprezza il ruolo dato alla Cassa depositi e prestiti di «una nuova e interessante funzione di investitore nelle infrastrutture a valere sulla gestione separata» e sottolinea come i concessionari siano «pronti a fare la propria parte e di farla al meglio».

In equilibrio il bilancio del 2008, nonostante la crisi
Intanto c'è da dire che la crisi economica - nonostante il ritardo negli adeguamenti delle tariffe - ha comunque avuto un impatto modesto sul comparto delle concessionarie autostradali, il cui quadro nel 2008 si conferma «sostanzialmente immutato», rispetto allo scorso anno. Aiscat ha registrato «una modesta flessione» del volume di traffico complessivo, un «ulteriore sensibile miglioramento» di tutti i principali indici di sicurezza. Gli introiti da pedaggio di competenza sono stati pari a circa 4,5 miliardi. con un incremento dell'1,6% rispetto all'esercizio precedente. Gli introiti lordi (che considerano l'Iva del 20% sui pedaggi e le devoluzioni destinate all'Anas), ammontano a circa 5,7 miliardi di euro.

Nel 2008 il quadro delle imfrastrutture autostradali si conferma «sostanzialmente immutato». L'estensione della rete autostradale è di 7.287 chilometri complessivi (considerando la rete in esercizio, in costruzione e quelli in programma), di cui 6.384 chilometri a pedaggio (87,6%) e 903 non a pedaggio. Rispetto all'anno scorso è entrata tra le associate Aiscat la società autostrade Asti-Cuneo.

In un contesto di «forte contrazione della domanda e della produzione di tutti i settori economici, e dopo anni di crescita costante», il volume di traffico complessivo sulla rete a pedaggio nel 2008 ha registrato una «modesta flessione» attestandosi a quasi 83,1 miliardi di veicoli-km, con una riduzione inferiore al punto percentuale rispetto all'anno precedente. Contestualemente si evidenzia un «sensibile miglioramento» dei principali indici di sicurezza sulla rete autostradale: nel 2008 si è registrata una riduzione dei tassi di sinistrosità e in particolare del tasso di mortalità, diminuito del 14 per cento.

21 aprile 2009

NON HO PAROLE.....tra un po' fare l'autostrada sara' riservata a pochi eletti.....
 

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Ma qualcuno che gli metta di fronte pesantemente al fatto che il traffico della Riviera del Brenta è peggiorato non c'è? A parte il Lupo2k intendo. Protesta ai caselli!!!
Purtroppo l'unica volta in cui ho avuto l'occasione di parlarci, lo scorso Ottobre durante una conferenza proprio sul Passante, non erano ancora emersi i dubbi sulla realizzazione della barriera. Anzi, mi era appena giunta direttamente da Fasiol una comunicazione, alquanto rassicurante, che mi confermava l'inizio dei lavori a Passante aperto e la conclusione a Novembre 2009.

Oggi era in programma un incontro tra la Regione ed i comuni di Dolo, Mirano e Pianiga per la questione "Veneto City". Chissà se avranno discusso anche del nodo di Roncoduro...domani lo sapremo! :)

NON HO PAROLE.....tra un po' fare l'autostrada sara' riservata a pochi eletti.....
E' veramente una vergogna! Non credo, tuttavia, che vadano a ritoccare ulteriormente i pedaggi alle barriere di Venezia...almeno spero! :shifty:
 

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Il casello rimane dov'è...


La proposta di Brentan (Venezia-Padova) al convegno di Lions e Rotary: «Traffico drasticamente ridotto». Chisso: «A luglio via ai lavori per l’Sfmr a Gazzera e in via Olimpia»
«Alziamo i limiti di velocità in Tangenziale»

Aumentare i limiti di velocità in Tangenziale. Questa è la proposta che ha lanciato ieri Lino Brentan, amministratore delegato della Società Autostrade di Venezia e Padova nel corso dell'incontro sulla viabilità veneziana promosso dai Lions e Rotary Clubs di Mestre. «Stiamo verificando la questione dell'aumento della velocità in Tangenziale. Adesso i limiti oscillano tra i 50 e gli 80 chilometri orari - spiega Brentan - io sono un sostenitore delle tre corsie, credo siano fondamentali durante il giorno». L'ipotesi di un possibile aumento è, però, ancora al vaglio degli uffici e non ancora definiti nei dettagli concreti i limiti di velocità. Brentan, poi, snocciola, entusiasta, gli ultimi dati degli effetti del Passante sulla Tangenziale: circa il 34 per cento del traffico pesante in meno; nel 2008 erano 200 mila i mezzi che in totale circolavano nell'arteria mestrina, oggi, oscillano sui 99 mila. «Si tratta di un grande risultato - sottolinea Brentan - si assiste, però, in contemporanea ad un aumento del traffico leggero, dato che la cittadinanza è più attratta da una Tangenziale liberata da camion e tir. Probabilmente i flussi di traffico si abbasseranno ancora del 10 per cento quando a fine maggio sarà aperta l'interconnessione con la A27 per Belluno. Le code alle uscite rimangono per i cantieri che ci sono in città».
Dal canto suo, Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità, nel corso dell'incontro ha ricordato le prossime tappe sul Passante: a fine giugno sarà aperto il casello di Spinea, nel secondo semestre del 2010, invece, il casello Martellago-Scorzè. «Per il momento non abbiamo alcuna intenzione di spostare il casello di Villabona a Dolo - evidenzia Chisso - ci potrebbe essere un rigurgito di code e nemmeno pensiamo di far pagare la gente che entra a Dolo per recarsi a Mestre». Sono circa 17 mila i veicoli che quotidianamente attraverso il tratto «liberalizzato» tra Dolo e Mestre. E per chi accusa l'assenza di verde nel Passante? «Ci sono già 20 milioni di euro da dedicare al verde di sei macroaree che sono state già espropriate» ci tiene a sottolineare Chisso. Gli utili della CAV, Concessionaria Autostrade Venete, che include Passante e da settembre la Venezia-Padova, poi, saranno tutti reinvestiti in infrastrutture nel territorio. Per il Passante si parla di circa 220 mila euro al giorno. «Gli utili di gestione vengono ridistribuiti per le opere infrastrutturali del Veneto - commenta Chisso - si tratta di un'assoluta novità. Alla fine dell'anno saremo in grado di presentare un piano di circa 250 milioni di euro per le opere venete».
 

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Il casello rimane dov'è...

Dal canto suo, Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità, nel corso dell'incontro ha ricordato le prossime tappe sul Passante: a fine giugno sarà aperto il casello di Spinea, nel secondo semestre del 2010, invece, il casello Martellago-Scorzè. «Per il momento non abbiamo alcuna intenzione di spostare il casello di Villabona a Dolo - evidenzia Chisso - ci potrebbe essere un rigurgito di code e nemmeno pensiamo di far pagare la gente che entra a Dolo per recarsi a Mestre».
La speranza è l'ultima a morire anche se, purtroppo, è difficile che certi zucconi cambino idea, soprattutto se ci sono interessi economici camuffatti da ridicole giustificazioni.

Son proprio curioso di vedere quali saranno questi famosi "rigurgiti". Perchè allora non hanno costruito la barriera di Venezia Est a Marcon?

Tral'altro credo sia criminale condannare nel traffico un'ampia area residenziale e produttiva solo per evitare potenziali code un paio di giorni l'anno. :|
 

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La speranza è l'ultima a morire anche se, purtroppo, è difficile che certi zucconi cambino idea, soprattutto se ci sono interessi economici camuffatti da ridicole giustificazioni.

Son proprio curioso di vedere quali saranno questi famosi "rigurgiti". Perchè allora non hanno costruito la barriera di Venezia Est a Marcon?

Tral'altro credo sia criminale condannare nel traffico un'ampia area residenziale e produttiva solo per evitare potenziali code un paio di giorni l'anno. :|
CVD come mi aveva detto giorni fa l'assessore è convinto delle sue scelte e conoscendolo qui si chiude il discorso casello di dolo.
 

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conoscendolo qui si chiude il discorso casello di dolo.
Il problema del casello penso vada ben oltre alla discutibile tenacia di Chisso. Il fatto che nessuno lo prenda realmente a calci nel sedere, a partire dai Comuni e dalla Provincia, lascia presagire che sotto ci siano interessi trasversali tangenti alle questioni "Veneto City" e "camionabile".

In parole povere, dubito che gli accordi scritti concordati da Comuni, Provincia e Regione possano essere liquidati semplicemente dal "secondo me non serve" di Chisso. Evidentemente la situazione fa comodo anche a qualcun'altro.

Tra l'altro, voci di corridoio non escludono che il casello possa essere realizzato in zona Arino per servire Veneto City...
 

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E' utopistico pensare che "fino a quando su quella poltrona siederà Chisso, l'argomento resterà chiuso"?
Credo che, anche se non si verificheranno le code a Villabona quest'estate, la barriera non verrà comunque arretrata a Roncoduro. Sono curioso però di sentire che altra scusa si inventeranno... E' disarmante pensare che Chisso preferisca spendere i 30 milioni per interrare la tangenziale piuttosto che per ultimare la viabilità del Passante nel lato Ovest.

Tuttavia, essendo Veneto City un progetto interessante per la Regione, se decideranno di realizzarlo, un casello dalle parti di Arino o Roncoduro lo dovranno fare.
 

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Stamane sulla nuova venezia,risposta ufficiale del governo sul casello di dolo.........in prima pagina,e approfondimenti pagina 26.:bash::bash::bash:
 

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«Passante: niente casello a Dolo, resta solo Vetrego»

Indignati i sindaci: «Una decisione che penalizza tutti i cittadini della Riviera e del Miranese e le attività produttive presenti nell’area»

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Martedì 28 Aprile 2009,
Mira
Il casello autostradale di Dolo non esiste e non verrà più realizzato. Indignati e delusi i sindaci della Riviera del Brenta: «Così si viene meno all’accordo del 2004”. La notizia arriva direttamente dal ministero delle Infrastrutture che attraverso il sottosegretario Roberto Castelli ha risposto ad un’interrogazione della senatrice del Pd Franca Donaggio. «Per quanto riguarda rassetto finale della interconnessione A4-A57 a Dolo (ossia il raccordo tra l’autostrada Venezia Milano e il Passante) in fase realizzativa – spiega nel documento il sottosegretario - il commissario delegato ha proposto l'attivazione del casello di Vetrego, in corrispondenza del già previsto svincolo autostradale». Una scelta che ha lasciato allibiti e sconcertati sia la senatrice Donaggio che il sindaco di Mira Michele Carpinetti e di Dolo Antonio Gaspari. «È inconcepibile - tuona Donaggio – il ministro Altedo Matteoli non più tardi di qualche mese fa, sempre ad una mia interrogazione sul Passante, sottolineava come la configurazione definitiva era confermata con la liberalizzazione della tratta autostradale di Dolo–Villabona e i nuovi accessi all’asse liberalizzato Mirano-Vetrego e Mira–Oriago. Ora invece questa nuova risposta del sottosegretario stravolge tutto, penalizza tutti i cittadini della Riviera e del Miranese e le attività produttive dell’area costrette ad allungare di qualche chilometri per raggiungere Vetrego e che, a questo punto, preferiscono percorrere la Regionale 11 anziché le tortuose strade di collegamento al casello di Vetrego».
Ma a lasciare sconcertati i primi cittadini sono soprattutto le motivazioni sollevate del sottosegretario secondo il quale la proposta di mantenere il casello di Vetrego come svincolo tra Passante e Autostrada è stata «condivisa dalla Giunta regionale, dagli enti locali interessati, da Anas e dalla società di gestione dell'autostrada Venezia-Padova – scrive Castelli - al fine di evitare lavorazioni che avrebbero determinato gravi effetti di congestione del sistema autostradale e, conseguentemente, anche della viabilità ordinaria, nella configurazione precedente ali' apertura del passante autostradale».
«Non è assolutamente vero – replica il sindaco di Mira Michele Carpinetti anche a nome del collega di Dolo – sia il consiglio comunale di Mira che di Dolo si sono espressi all’unanimità in senso esattamente contrario. Vetrego altro non era che un casello provvisorio necessario per permettere i lavori del Passante, ma il casello di Dolo è indispensabile per alleggerire il traffico lungo la Rgionale 11–Brentana e per dare sostegno nei collegamenti alle tante attività produttive medio piccole sorte in prossimità del casello di Dolo. Punti imprescindibili che riguardavano l’accordo del 2004 tra Governo, Regione ed Enti locali sul Passante. Se le cose stanno realmente come ha dichiarato il sottosegretario Castelli allora significa che si vuole far saltare l’accordo del 2004».
L’unica speranza ora è si tratti di un errore del Ministero e che la risposta della giunta regionale all’interrogazione del consigliere regionale del Pd Lucio Tiozzo del marzo scorso faccia chiarezza e offra precise garanzie sulla realizzazione del Casello di Dolo ma soprattutto sul rispetto dell’accordo del 2004 che riguarda anche le opere complementari al Passante.
Luisa Giantin


il gazzettino
 

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«E per quello di Martellago-Scorzè
bisognerà attendere almeno due anni»


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Martedì 28 Aprile 2009,
Mira
Almeno due anni per la realizzazione del casello di Martellago–Scorzè lungo il Passante. Nella risposta del sottosegretario alla Infrastrutture Cartelli alla senatrice Donaggio che chiedeva di conoscere i tempi certi sia sull’arretramento della barriera Venezia–Mestre a Dolo che sulle opere complementari al Passante si cita anche il casello di Martellago–Scorzè. Un intervento indispensabile per alleggerire i tanti disagi provocati dalla realizzazione del Passante e per dare respiro alla viabilità locale. Nella risposta Castelli annuncia che entro giugno verrà completato, e quindi aperto, il casello intermedio al Passante all’altezza di Mirano–Spinea indispensabile per garantire l’ingresso e l’uscita immediata sul Passante delle ambulanze provenienti o dirette dall’ospedale di Mirano o eventualmente all’ospedale all’Angelo. Tempi pressoché brevi che avrebbero indotto la Società che gestisce il Passante a non aprire il varco provvisorio su Scaltenigo necessario a questo scopo.
Prospettive meno rosee invece per Martellago. «Per il casello autostradale di Martellago-Scorzè – scrive il sottosegretario Castelli in risposta all’interrogazione della Donaggio – essendo una nuova localizzazione posta al confine fra i due territori comunali, è necessario procedere ad una nuova approvazione del progetto preliminare con ravvio, previsto entro la metà dei mese di maggio, della procedura di Valutazione d'impatto ambientale dell'opera. Solo dopo l'approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe si avvierà la progettazione definitiva e, quindi, la realizzazione dell'opera». «Ergo – sintetizza la senatrice Donaggio – dovremmo aspettare almeno due anni per l’avvio dei lavori del casello. E pensare che le opere accessorie al Passante dovevano andare a sostegno delle piccole e medie imprese mentre così tra ritardi, disagi e crisi economica l’unico risultato che si ottiene è quello di mettere in ginocchio il tessuto produttivo e non solo di quest’area. Insomma – conclude la Donaggio – sul Passante e gli accordi che riguardano le opere complementari ho l’impressione che sia il Governo, che probabilmente la Regione, mentano sapendo di mentire».
L.Gia.
il gazzettino
 

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che bastardi :bash:

chi è l'artefice di tutto ciò? chi bisogna impiccare? :eek:hno:
beh per il casello di dolo sono in molti.......CDA autostrade ve/pd regione veneto e pure la provincia che sapeva tutto.......

per il casello di martellago direi il consiglio comunale del comune stesso sindaco in primis,adesso si è aggiunto pure il comissario prefettizio di scorzè......ipotizzo un'apertura nel 2012 se continuano a scannarsi per il tipo di casello.....
 

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che bastardi :bash:

chi è l'artefice di tutto ciò? chi bisogna impiccare? :eek:hno:
Eccoti i nomi:

1) Renato Chisso (Assessore Regionale alle Politiche della Mobilità e Infrastrutture);
2) Lino Brentan (Amministratore delegato Società Autostrade Venezia-Padova);
3) Silvano Vernizzi (Commissario Speciale per il Passante, più qualche altra carica in Regione e Veneto Strade).

Come diceva robeseltz, le responsabilità di questa decisione si possono comunque spalmare tra CDA autostrade ve/pd, Regione Veneto (quindi anche Veneto Strade) e ANAS.

E' incredibile l'arroganza con cui stanno calpestando gli accordi stipulati con i Comuni, e quindi con la cittadinanza. Se a Chisso interessasse veramente sciogliere i nodi più congestionati della nostra rete infrastrutturale, sicuramente non remerebbe in questa direzione. Lui e la sua allegra combricola hanno avuto il grande merito di sbloccare la questione "Passante" dopo decenni di immobilismo, ma per il resto si devono solo vergognare. Dall'8 Febbraio i comuni attraversati dall'opera sono stati lasciati allo sbando, basti pensare che il sottopasso di Via Taglio, tra Mira e Mirano, non sono ancora riusciti ad ultimarlo nonostante mancassero solo l'asfaltatura e poche finiture.

D'altronde quello che interessava a loro era l'inaugurazione del Passante, monco, ma pur sempre un'inaugurazione. Il resto non dà visibilità mediatica.
 

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in compenso la mega rotonda della fossa tra mirano e spinea è ora degna di indianapolis...un biliardo......:banana::banana::banana::banana:
 
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