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:eek2:

Niente sacciu, però mi informerò!
So solo che il Palazzo Cavallo-Franchetti, restaurato da Camillo Boito attorno al 1870-80, ha perso l'abbaino che si vede in questa foto. E poi credo di aver capito che nel 1860 sono iniziati i lavori per il giardino che sostituisce quel palazzo, quindi magari la foto è di prima del 1860.
 

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Ecco qui un po' di foto, fresche fresche :)

Zona di Piazzale Roma prima che venisse costruito. Un po' di foto e poi, in sovraimpressione, quello che ci hanno costruito adesso. Il numero di case demolite è relativamente basso!
Le foto sono del 1930.









 

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Sempre Piazzale Roma: proposta per un edificio da costruire sul lato del canale, al posto dei Magazzini Papadopoli (1940)



Garage Comunale durante la seconda guerra mondiale, con scritte naziste e vetri frantumati a causa dell'unico bombardamento ricevuto da Venezia in Marittima.



Proposta di sistemazione per Piazzale Roma, 1954 :)

 

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Ponte del Paradiso in ferro/ghisa. Non so quando siano datate la foto, però adesso il ponte non è più così, ma è stato sostituito da un ponte in pietra e mattoni. Non so neanche quando è stato sostituito il ponte, sembrerebbe in epoca relativamente recente se esiste una foto a colori!





Ora il ponte è così (visto dall'altro lato)

 

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Scusa una domanda: le immagini in cui compare la scritta in tedesco (soprattutto quella dell'Istituto Nazionale della Assicurazioni - il garage di Venezia). Da dove sono tratte?
Grazie
 

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Scusa una domanda: le immagini in cui compare la scritta in tedesco (soprattutto quella dell'Istituto Nazionale della Assicurazioni - il garage di Venezia). Da dove sono tratte?
Grazie
Ciao! :)
Le immagini che condivido, di solito, sono prese da gruppi Facebook che parlano di immagini vecchie di Venezia. Mentre quelle di Piazzale Roma e alcune altre le ho trovate dal sito http://www.albumdivenezia.it/

Dacci un'occhiata: si trovano un sacco di foto interessanti, anche se è un po' un lavoraccio andare in cerca e spulciare i vari archivi :)
 

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grazie dell'informazione!

Ciao! :)
Le immagini che condivido, di solito, sono prese da gruppi Facebook che parlano di immagini vecchie di Venezia. Mentre quelle di Piazzale Roma e alcune altre le ho trovate dal sito http://www.albumdivenezia.it/

Dacci un'occhiata: si trovano un sacco di foto interessanti, anche se è un po' un lavoraccio andare in cerca e spulciare i vari archivi :)
 

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Un'altra domanda, cosa intendi con foto tratte dall'archivio di stato tedesco? Grazie ancora
Io non ho mai usato l'archivio di stato tedesco, anche perché non so parlare il tedesco! Forse ti riferisci alle foto condivise da A l e x, se legge ti risponderà lui :)
 

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Condivido questo spezzone dal film Munchhausen, del 1943.
E' interessante notare come Venezia è praticamente rimasta identica, se non per un paio di mini dettagli (molti meno palazzi con gli scuri?) e il traffico molto ridotto rispetto ad oggi.

 

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Dietrich von Welschbern
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Ponte del Paradiso in ferro/ghisa. Non so quando siano datate la foto, però adesso il ponte non è più così, ma è stato sostituito da un ponte in pietra e mattoni. Non so neanche quando è stato sostituito il ponte, sembrerebbe in epoca relativamente recente se esiste una foto a colori!
Quella è una foto colorata di inizio novecento, sicuramente anteriore alla guerra mondiale, anche a giudicare dal "look" delle persone che ci sono sopra.
 

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Quella è una foto colorata di inizio novecento, sicuramente anteriore alla guerra mondiale, anche a giudicare dal "look" delle persone che ci sono sopra.
Secondo la fonte (gruppo Facebook, quindi tutt'altro che affidabile) si tratta un fotogramma di un film, quindi relativamente recente (e magari il film era ambientato ai primi del '900, quindi i vestiti sono antichi). Ma credo più a te, anche perché me ne intendo praticamente zero di fotografia.

Prossima volta che passo, guardo se c'è scritto l'anno di costruzione del ponte! Di solito ci sono delle incisioni sui ponti più moderni :)
 

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Venetian User
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Progetto del Palladio per Palazzo Ducale.

Mi tengo quello che c'è ora, 100 volte.

Per lo stile palladiano si ha già Vicenza come esempio assoluto.







Un'altro progetto sempre del Palladio per lo stesso palazzo.




Palladio e il Palazzo Ducale negato [/B]

Un velo di mistero cela, da sempre, le opere mai realizzate di Andrea Palladio. Quei disegni, che non divennero mai realtà, vengono adesso pubblicati in un libro: “Andrea Palladio, Unbuilt Venice” di Antonio Foscari, architetto e professore all’Università Iuav di Venezia. Il libro, ha un carattere innovativo, poichè ripercorre le opere esplorando nuove vie di ricerca. Una di queste, forse quella principale, è la scoperta dell’importanza e dell’imponenza delle architetture non religiose che Palladio avrebbe progettato e pensato per Venezia. Foscari, che per una curiosa coincidenza abita parte dell’anno in una casa costruita da Palladio, attraverso un’innovativa ricognizione e interpretazione dei documenti, analizza i progetti: una piazza, un immenso convento, e numerosi palazzi che, se realizzati, avrebbero mutato in modo radicale l’aspetto di Venezia. L’autore infine, conducendo una nuova lettura dei documenti d’archivio, ricostruisce il progetto elaborato per un radicale restauro del Palazzo Ducale a seguito dell'incendio, che allo scadere del 1577 lo aveva in buona parte distrutto. Probabilmente, se il Palazzo avesse assunto la forma delineata da Palladio, la vita del grande architetto si sarebbe conclusa con un’opera degna della sua intensa attività creativa e sarebbe divenuta un caposaldo dell’architettura rinascimentale italiana. Resta solo da capire, perché nonostante la gloria in patria, Palladio, non riuscì a strappare alla Repubblica di Venezia la possibilità di riprogettare il Palazzo Ducale. Ma per Foscari non esiste alcun “giallo” sulla vicenda. <<L’opinione pubblica e le finanze erano distratte dalla pestilenza del 1575, che uccise un terzo della popolazione – spiega Foscari – e poi c’era la guerra contro l’Impero Ottomano, culminata poi nella guerra di Lepanto, dunque questi elementi, uniti insieme, non resero possibile l’approvazione alle idee innovative di Palladio>>. Il libro di Foscari, pubblicato da Lars Müller Publishers, verrà presentato giovedi' 20 gennaio all'Accademia Nazionale di San Luca a Roma, da Guido Beltramini, Howard Burns, Paolo Fiore, Pier Nicola Pagliara. Il dibattito, verrà coordinato da Francesco Moschini, segretario generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, professore ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Bari. Un volume importante quello di Foscari, che ha portato alla luce la lingua architettonica di Palladio, non solo in Italia ma anche all'estero. Nel corso del 2009, infatti, si sono svolte importanti mostre a Vicenza, Londra, Barcellona, Madrid, New York e Washington per le celebrazioni del quinto centenario della nascita. Andrea Palladio è stato l'architetto italiano che ha avuto la maggior influenza nella storia dell'architettura europea, russa e americana. Tale è la sua importanza per gli Stati Uniti, che il 6 dicembre 2010, il Congresso degli Stati Uniti d'America ha deliberato di riconoscergli il ruolo di “padre dell'architettura americana”.

Valentina Bello
 
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Ultima foto: plastico della Stazione di Santa Lucia degli anni '30. E' il primo progetto di Angiolo Mazzoni?

No, è una variante datata 1941 del progetto Mazzoni-Vallot. Il progetto ebbe vicende tormentate, e subì modifiche in contunuazione fino al 1943.

A seguito dellì'annullamento del concorso del 1935, il ministro delle Comunicazioni affidò l'incarico a Virginio Vallot (cui era stato assegnato a maggioranza il primo premio), ma sotto la direzione di Angiolo Mazzoni. Al Vallot sarebbe toccato il corpo principale, e al Mazzoni l'edificio compartimentale, ma l'ultima parola sul progetto complessivo sarebbe sempre spettata al Mazzoni. In ogni modo, i lavori furono interrotti nell'agosto 1943, e nel Dopoguerra furono completati da Paolo Perilli, architetto funzionario delle FS, il quale recuperò le strutture già realizzate.
 

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No, è una variante datata 1941 del progetto Mazzoni-Vallot. Il progetto ebbe vicende tormentate, e subì modifiche in contunuazione fino al 1943.

A seguito dellì'annullamento del concorso del 1935, il ministro delle Comunicazioni affidò l'incarico a Virginio Vallot (cui era stato assegnato a maggioranza il primo premio), ma sotto la direzione di Angiolo Mazzoni. Al Vallot sarebbe toccato il corpo principale, e al Mazzoni l'edificio compartimentale, ma l'ultima parola sul progetto complessivo sarebbe sempre spettata al Mazzoni. In ogni modo, i lavori furono interrotti nell'agosto 1943, e nel Dopoguerra furono completati da Paolo Perilli, architetto funzionario delle FS, il quale recuperò le strutture già realizzate.
Grazie della risposta!!! :cheers:
Peccato però, questa versione era molto bella...
 
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