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Il nuovo Hotel Excelsior Lido di Venezia al via per la Mostra del Cinema

«L'Excelsion Hotel Resort di Venezia, la perla del Lido, simbolo della Mostra del cinema che aprirà i battenti dell'edizione 2018 tra qualche giorno, quest'anno accoglierà le star del grande schermo nella sua nuova veste rinnovata dopo i lavori di ristrutturazione terminati lo scorso aprile. Ha ritrovato gli splendori di un tempo la maestosa facciata dell'hotel e la storica cupola, ripristinata dopo l'incendio del 2014, tutti insiemi ha fatto da cornice al lussuoso Report che questa estate ha accolto gli ospiti del jet set internazionale del Lido accolti dalla maestosa reception completamente rinnovata.



La terrazza sul mare dove cenare al tramonto tra una portata e l'altra del ristorante Tropicana, la spiaggia che si allunga su un fazzoletto di sabbia dorata con le sue capanne tipiche del Lido famose per avere fatto da sfondo ad alcuni tra i più famosi film della storia del cinema. A ricordarli ci sono le foto degli attori di ieri e di oggi i da Greta Garbo a Elizabeth Taylor quando giovanissima arrivò per la prima volta all'Hotel Excelsior e le vennero dedicati gli spaghetti alla Taylor ancora oggi in menu, Ingrid Bergman, Vittorio Gassman, Alida Valli e Clark Gable una carrellata di star di Hollywood che negli anni sono state ospiti all'Hotel Excelsior. Fino alle più recenti da George Clooney, Al Pacino, Quentin Tarantino, Johnny Depp, Sandra Bullock confermano il legame tra l'Excelsior e il cinema divenuto negli anni il quartier generale del Festival e il suo barman, il mitico Antonio Micelotta, in arte Tony, manager del Blu Bar, ne conserva i segreti.

A rendere possibile il rilancio dell'Hotel Excelsior Venice Lido Resort e salvarlo dal rischio di decadimento, destino di un altro storico albergo del Lido l'Hotel Des Bains, il progetto finanziato dalla partnership tra la London & Regional Properties Group (L+R) specializzata nel settore alberghiero e la Coima sgr di Manfredi Catella, società indipendente specializzata nella gestione patrimoniale di fondi di investimento immobiliari. Per rilanciare uno dei simboli dell'ospitalità veneziana, è stato messo a punto un piano triennale che prevede un investimento di 250 milioni di euro per il rinnovo totale dell'hotel entro il 2020. Dopo questa prima fase appena terminata, i prossimi passi prevedono il restyling delle 196 camere tra suite e deluxe, della lobby e delle parti comuni su cui svetta il giardino con la piscina posta in una cornice di grande sfarzo che richiama lo stile della Belle Epoque.

A distanza di 110 anni dal suo debutto sfavillante nel 1908, fino all'inaugurazione nel 1932 del Festival del cinema, l'Hotel Excelsior Venice Lido Resort è sempre stato il simbolo del lusso e del buon vivere e continua ad avere un ruolo da protagonista dell'hotellerie, sfoggiando lo splendore di un'epoca passata, ma con i servizi e i comfort di un moderno hotel a cinque stelle. Il rinnovo dell'Hotel Excelsior Venice Lido Resort fa parte del piano più ampio di rilancio del Lido un progetto pubblico e privato che prevede di mettere mano anche a un altro storico albergo chiuso da anni e in completo decadimento, appunto l'hotel Des Bains. Tutti interventi che serviranno a consegnare un angolo di storia alla laguna ogni anno meta di turisti da tutto il mondo».

http://www.ilsole24ore.com/art/moda...nema--155418.shtml?uuid=AExTE2cF&refresh_ce=1
 

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Una notte di super lavoro e sabato Venezia si risveglierà con il ponte dell'Accademia a nuovo

Venerdì 24 agosto 40 operai e tecnici all'opera per "scartare" il manufatto a tempo record. Il titolare dell'impresa Euroedile: "È il nostro regalo alla città più bella del mondo"



«Un'operazione di alta ingegneria edile: togliere i ponteggi esterni e "scartare" il ponte dell'Accademia di Venezia, tutto in una notte. Dopo quasi 11 mesi di lavori, il restauro (costo 1,7 milioni di euro, coperto da Luxottica Group) è terminato. Se ne sono occupate le aziende Pasqualucci e Salmistrari, che si sono aggiudicate l’appalto battendo la concorrenza nella gara indetta a inizio 2017. Le operazioni per smantellare il cantiere inizieranno venerdì 24 agosto alle 17 in punto. Quaranta tecnici e operai lavoreranno per tutta la notte e all'alba di sabato ponteggi, pensiline, armature e pannelli in legno saranno solamente un ricordo. In dodici ore (dalle 17 di venerdì alle 5 di sabato) verrà fatto il lavoro che normalmente viene eseguito in dodici giorni: 400 ore di lavoro concentrate in una notte durante le quali verranno smontati 600 quintali di materiale per un totale di 14.500 pezzi che verranno poi caricati in cinque barconi. È un’altra azienda veneta, la trevigiana Euroedile, la ditta incaricata dell'impresa, la stessa che ha progettato e montato i ponteggi quando è partito il cantiere. Mercoledì 29 agosto, invece, sarà il giorno dell’inaugurazione con il sindaco Luigi Brugnaro.

Tempi record
"Quello dell’Accademia è un ponteggio progettato ad hoc per il ponte veneziano - spiega Nereo Parisotto, amministratore di Euroedile - per ridurre al massimo l'impatto del cantiere incastonato tra il Canal Grande e i palazzi veneziani e che nonostante i lavori ha continuato ad essere uno dei monumenti più frequentati e fotografati dai turisti. Normalmente per smontare un ponteggio ci si impiega la metà del tempo necessario a montarlo e nel caso dell’Accademia, condizioni meteo permettendo, sarebbero serviti almeno dieci giorni. Abbiamo riflettuto e dopo alcuni calcoli abbiamo capito che potevamo riuscire nell'impresa, mettendo in campo oltre quaranta uomini e pianificando l'intervento a tavolino, minuto per minuto. I giorni che abbiamo guadagnato li abbiamo messi a disposizione della ditta che esegue il restauro garantendo la consegna dell'opera entro il 2 settembre, giorno della regata storica, quando il corteo delle barche transiterà proprio sotto il ponte. È il nostro regalo alla città più bella del mondo".

Un lavoro di fino
Nel corso del restauro, le attività interdisciplinari con la Direzione lavori del Comune sono state costantemente affiancate dai tecnici dello studio H&A associati e dal professor Franco Laner. Si tratta di verifiche dello stato di fatto, della vulnerabilità sismica della struttura, degli interventi locali e globali delle opere in carpenteria metallica e lignea, attività condivise, pianificate e programmate grazie all’autorevole presenza dei tecnici comunali e dei tecnici del Mibac. La scelta progettuale dell'intervento con la presenza del “sottoponte” e delle passerelle ha consentito di esaminare e restaurare con la giusta attenzione tutte le opere lignee e metalliche».

http://www.veneziatoday.it/attualita/ponte-accademia-ultimi-lavori.html
 

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La Regione Veneto vende Palazzo Balbi a Venezia

«Oltre 100 immobili per un valore di 160 milioni di euro. E' il patrimonio immobiliare che la Regione Veneto si appresta a mettere in vendita. La Regione ha appena aggiornato e pubblicato sul Bur il Piano di valorizzazione e alienazione degli immobili.



C'è di tutto, da palazzi storici a residenze per studenti, da terreni agricoli a case cantoniere. Il “gioiello della corona” è la sede del Consiglio regionale, Palazzo Balbi, che si trova a Venezia sul Canal Grande (nella foto). L'immobile verrà messo sul mercato a partire da 26 milioni di euro. Un altro immobile di pregio è la sede del Tar, Palazzo Gussoni. Chi vorrà comprarlo dovrà sborsare 13 milioni. In vendita anche le sedi regionali di Roma in via del Tritone (a 9 milioni) e di Bruxelles (a 2,8). Ma ci sono possibilità a costi molto inferiori: ad esempio una casa cantoniera a Cencenighe Agordino costa 35mila euro. L'aggiornamento del Piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare della Regione segue un primo blocco di vendite avvenuto lo scorso anno. In quell'occasione la Regione vendette 7 immobili per un ricavo di 8,1 milioni di euro».

http://www.ilsole24ore.com/art/casa...nezia-100958.shtml?uuid=AEw9QggF&refresh_ce=1
 

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Venezia, sette giorni per celebrare il vetro: aperti musei, palazzi e fornaci

«The Venice Glass Week» dal 9 al 16 settembre, con oltre 180 eventi. Anteprima a Mestre con le opere degli artisti muranesi contemporanei. Inaugurazione con la mostra del giovane Scarpa alla Cini



«Finestre per il nostro pensiero, sogni, illusioni ottiche o variazioni sinfoniche, opere fluttuanti, materiche o quasi impalpabili, alchimie coloratissime o eteree, tra tradizione e contemporaneità. Il vetro con le sue vibrazioni di luce sta per invadere l’intera città dogale con oltre 180 eventi, a comporre la seconda edizione di «The Venice Glass Week», a Venezia, Murano e Mestre dal 9 al 16 settembre. Promosso dal Comune di Venezia e ideato da Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e Consorzio Promovetro Murano, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria con le sue braccia tentacolari schiuderà le porte di musei, gallerie, università, negozi, alberghi e palazzi, fornaci che proporranno esposizioni, conferenze e laboratori, spettacoli, proiezioni, visite guidate e aperture speciali, aperitivi, gare podistiche e caccie al tesoro.

Il record dello scorso anno
Ripartendo dai 75mila visitatori dello scorso anno e forte di un più 20% di adesioni rispetto alla prima kermesse, «l’obiettivo è di “bucare lo schermo”, offrendo una conoscenza e coscienza di quanto il vetro sia importante per questa città, sia in chiave artistica sia produttiva», marca la direttrice del Muve Gabriella Belli. Saranno due le anteprime: già il 7 alle 17 a Villa Erizzo, sede della Biblioteca Civica Vez a Mestre, ci sarà l’opening della mostra «Il vetro. Attualità di un’arte», con i vetri d’arte a lume e a soffio firmati dagli artisti muranesi Bonaventura, Bubacco, Burato, Crestani, Micheluzzi, Nordio e delle ditte Salviati e Seguso Vetri d’Arte; il giorno seguente al Museo del Vetro di Murano l’affondo sull’opera in vetro dell’architetto e designer Mario Bellini. Partendo da «quell’illuminazione che ebbe un avvocato milanese, Paolo Venini, ovvero comprendere che bisognava miscelare le antiche tradizioni con le forme contemporanee», come ha ricordato Jean Blancheart, del comitato scientifico della rassegna diffusa presieduto da Rosa Barovier Mentasti, il calendario di eventi è così variegato da disorientare. Un aiuto arriva dal gazebo in Campo Santo Stefano che ha in distribuzione 50mila pieghevoli e dal rinnovato sito www.theveniceglassweek.com, oltre che dai social. Saltelliamo nel programma tra le varie mostre.

L’inaugurazione
Il 9 inaugura «La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931», a «Le Stanze del Vetro» sull’Isola di San Giorgio (i vetri scarpiani sono protagonisti pure al Negozio Olivetti, da lui progettato e bene FAI) e sempre la Fondazione Cini presenta dal 14 «Homo Faber», viaggio intorno alla maestria artigiana dove il vetro non poteva mancare. L’Istituto Veneto accoglie dal 10 al 12 le «Giornate di studio sul vetro veneziano» con esperti da tutto il mondo. Negli stessi giorni l’assegnazione dei Premi «Glass in Venice» e «Riedel», con le opere dei vincitori che saranno esposte a Palazzo Loredan dal 13 settembre. I Musei Civici ospitano a Palazzo Mocenigo Il pranzo di Babette di Chiara Antonietti e Il Sogno di Noè opera semi-astratta di Michael Zyw; le raffinate trame di vetro di Kim Kototamalune sono al Museo di Storia Naturale; inoltre l’istallazione Acque di Giorgio Vigna al Fortuny, il Putto dormiente di Giberto Arrivabene a Ca’ Pesaro e le creazioni di Simone Crestani e Maria Grazia Rosin a Casa Goldoni. Promovetro presenta a Palazzo Querini «Glasses Archipelago», installazione multimediale fatta da una struttura sospesa ispirata alla topografia di Murano. E poi, le sculture oro e nero di Cristiano Bianchin alle Gallerie dell’Accademia, il Duetto di Claudio Pironi ai Magazzini del Sale, iniziative a Ca’ Foscari, Guggenheim, Querini Stampalia, Fondazione Venezia, Louis Vuitton e nelle gallerie di tutta Venezia, dove non mancheranno le sorprese, anche dolci».

https://corrieredelveneto.corriere....ci-e752c5d6-b11a-11e8-956e-2ea3d2912dfd.shtml
 

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Il saper fare degli artigiani spinge la crescita

«Mentre in molti discutono della fine del lavoro, la mostra Homo Faber, a Venezia fino al 30 settembre, propone un messaggio decisamente diverso, improntato all’ottimismo sul futuro del nostro Paese e dell’Europa in generale. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Michelangelo e dalla Fondazione Cologni per i mestieri d’arte, rilancia i meriti di una manifattura fondata sulle potenzialità generative dell’alto artigianato come aspetto distintivo dell’economia e della società del vecchio continente. Protagonista della mostra è l’uomo artigiano così come descritto da Richard Sennett, inteso come anticorpo ai limiti evidenti di un’economia sempre più legata alle logiche della finanza e di una società che sembra aver perso punti di riferimento.



Non c’è alcuna forma di passatismo nelle sale allestite presso la Fondazione Cini, nessuna nostalgia per il passato che fu. I padiglioni dedicati ai diversi settori della manifattura raccontano piuttosto la convinzione che il saper fare della tradizione artigiana sedimentato in Italia e in Europa, unito alla cultura del design e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, può rappresentare un motore di innovazione e di generazione di valore in una società alla ricerca di una nuova idea di crescita economica e sociale. Ceramiche sofisticate in arrivo dalla Danimarca convivono con auto da competizione sviluppate lungo la via Emilia, le esperienze più evolute nell’ambito della ricerca nella moda sono esposte a pochi metri dalle più innovative tecniche del restauro».
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http://www.ilsole24ore.com/art/comm...scita-111910.shtml?uuid=AEln1NsF&refresh_ce=1
 

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Porte aperte al Campus di Santa Marta: 30 milioni per 650 posti letto

«Porte aperte oggi 3 ottobre, al cantiere dello studentato di Santa Marta, in costruzione per l'Università Ca’ Foscari. Pre-opening nel sestiere Dorsoduro, con la possibilità di dare un’occhiata in anteprima alle camere-campione, per scoprire come saranno gli alloggi che saranno locati già arredati. In ogni stanza, oltre alla zona notte con armadio guardaroba, ci sarà un'area-studio, un angolo cottura, oltre ai servizi igienici.


Lo stato del cantiere del Campus Santa Marta a fine settembre

Intervento complessivo da 30 milioni per un progetto di ristrutturazione che recupera un complesso di edifici storici, per lo più risalenti a fine ‘800, reso possibile grazie alle risorse rese disponibili da Cdp Investimenti sgr (fondo Fia) e dal Fondo Aristotele (interamente sottoscritto da Inps), quotisti del Fondo Erasmo gestito da Fabrica sgr. L'intervento si avvale anche di un contributo del Mius di circa 4 milioni.

«La carenza di posti letto per studenti rappresenta un gap infrastrutturale per molte città a vocazione universitaria, in cui la maggior parte dell’offerta è peraltro rappresentata dal settore privato, con canoni di locazione in costante crescita. Il modello di studentato che stiamo realizzando a Venezia – dichiara Giovanni Maria Benucci, amministratore delegato di Fabrica Sgr – intende fornire una risposta strutturata, innovativa e di qualità a questo fenomeno: i canoni calmierati permetteranno di intercettare un'ampia fascia di domanda, i cui redditi sono troppo elevati per accedere agli alloggi Esu, ma per la quale gli affitti a libero mercato risulterebbero difficilmente sostenibili».

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https://www.ilsole24ore.com/art/cas...etto--193639.shtml?uuid=AEo2ZxFG&refresh_ce=1
 

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Venezia, dalla Rai alla Bbc: conferenza mondiale sugli archivi video

Fino al 12 ottobre a Palazzo Labia l’incontro con 250 delegati sul grande patrimonio da conservare e valorizzare per il futuro



«Quante immagini del campanile di San Marco o della laguna di Venezia esistono negli archivi della Rai? Come riconoscerle tutte, anche in anni molto lontani tra loro? Per saperlo, oggi, basta un’immagine. E un sistema «intelligente» in grado di viaggiare tra migliaia di ore di video e riconoscere tutti gli elementi uguali tra loro, siano essi volti, luoghi e persino situazioni di vita quotidiana come un uomo a spasso con un cane. Una sorta di identikit digitale che fa rinascere spezzoni di cui, a volte, neppure si conosce l’esistenza. Così — nel nuovo progetto per la ricerca visuale “firmato” Rai Teche — il passato potrà diventate futuro. È solo uno dei molti esempi di conservazione del patrimonio audiovisivo di cui si parla a Palazzo Labia, sede regionale della Rai, dal 10 al 12 ottobre a Venezia alla Fiat/Ifta (acronimi della Federazione internazionale di archivi televisivi) World Conference, la conferenza mondiale degli archivi audiovisivi di broadcaster e istituzioni che vanno dalla National Library del Congresso americano, il più grande archivio al mondo, alla Bbc, dalla tv di Stato cinese all’Ina francese. La conferenza si apre mercoledì 10 ottobre alle 9.30 alla presenza del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Tra passato e futuro
E Rai, con Rai Teche, uno dei «motori« del Fiat/Ifta, che ospita i circa 250 partecipanti in una città simbolo del valore della preservazione del patrimonio del passato per la valorizzazione del futuro. Quattro giorni durante i quali, a Palazzo Labia, esperti, tecnici e professionisti di tutto il mondo si confrontano sul «Rinascimento» degli archivi e su temi come conservazione, riuso, digitalizzazione, nuove piattaforme e sfide tecnologiche che attendono gli archivi televisivi, impegnati nel passaggio al full digital. «Anche Rai Teche è alle prese con un poderoso processo di digitalizzazione, attraverso imponenti risorse economiche e umane, per rendere a tutti fruibile l’archivio del Servizio Pubblico italiano», dice il direttore di Rai Teche Maria Pia Ammirati. «La storia italiana dal 1924 in poi, l’anno cioè della nascita ufficiale della Radio pubblica, è fortemente segnata dalla presenza dei prodotti audiovisivi. E per questa ragione nessuno potrà mai conoscere la storia recente dell’Italia senza passare dall’archivio Rai, che ora è ampiamente digitalizzato e dunque sempre più facilmente accessibile, come dimostra la fortuna della piattaforma digitale Rai Play dove Rai Teche pubblica i programmi storici della tv pubblica».

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https://corrieredelveneto.corriere....eo-7ddaa8c2-cbc2-11e8-9245-e1d63b4513a5.shtml
 

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Venezia, mobilità green: boom di auto elettriche e arrivano 18 colonnine

Già in circolazione 2.700 mezzi. Il sindaco Brugnaro: «Lo smog si è già ridotto»

«Nei dintorni di parco San Giuliano, affacciate sul complesso Vega, ma anche nel centro di Chirignago e davanti al municipio di Favaro. Entro fine anno ai bordi delle strade della terraferma «spunteranno» 18 nuove colonnine per la ricarica delle auto elettriche: un’anticipazione delle cinquanta nuove stazioni che – nei piani di Ca’ Farsetti e Enel – saranno disponibili in tutto il territorio entro l’inizio del 2020, per servire gli oltre 2.700 veicoli elettrici o ibridi che circolano nel Veneziano.



L’obiettivo
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più «verde» il Comune, che già oggi può vantare una riduzione delle emissioni inquinanti del 20 per cento. «In anticipo rispetto al traguardo internazionale fissato tra due anni», ha ricordato il sindaco Luigi Brugnaro, soddisfatto del protocollo d’intesa firmato con Enel X, la divisione del gruppo che si occupa di «prodotti innovativi e soluzioni digitali». «Venezia sarà la prima, grande città d’Italia nella quale verranno attrezzate piazzole dedicate – ha assicurato Brugnaro - Ma il nostro impegno concreto ha già dato i suoi frutti: il primo monitoraggio quadriennale previsto dal piano di azione per l’energia sostenibile riporta come già due anni fa si sia registrata una riduzione degli inquinanti pari ad un quinto».

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https://corrieredelveneto.corriere....66-11e8-9efd-d2634f6d8e14.shtml?refresh_ce-cp
 

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http://www.ansa.it/veneto/notizie/2...tro_6ed8460a-494d-4c78-b441-42073babd23c.html

Venezia: sono scivolosi, via i gradini di vetro da Ponte Calatrava
Comune, sedici lastre saranno sostituite da altre in trachite



La Giunta Comunale di Venezia ha approvato il progetto esecutivo per la sostituzione sul Ponte della Costituzione, progettato dall'archistar Santiago Calatrava, della pavimentazione in vetro di alcuni gradini con lastre in trachite, materiale di cui sono fatte anche le parti terminali e la fascia centrale del ponte. Inaugurato nel settembre 2008, il ponte ha una lunghezza di 94 metri, con una luce centrale di 81 metri circa. La larghezza varia da 5,58 metri su entrambi i lati fino a 9,38 metri nella parte centrale. Il ponte si eleva da una altezza di 3,20 metri sulle sponde fino a 9,28 metri nella parte centrale.

"I lavori, per un totale di 40 mila euro e svolti da Insula - commenta l'assessore comunale ai Lavori Pubblici, Francesca Zaccariotto - riguardano una prima sperimentazione concordata con la Sovrintendenza, per trovare una soluzione definitiva alle problematiche legate al rischio di inciampo e scivolamento delle parti vetrate, soprattutto dove si verifica il cambio del passo delle gradinate, in corrispondenza dei pianerottoli". Il ponte ha fin da subito mostrato evidenti problemi, specie nelle giornate particolarmente umide o piovose, in parte riconducibili proprio ai gradini in vetro, alle quali nel corso degli anni si è cercato di porre rimedio. "Si procederà alla sostituzione integrale di 16 lastre in vetro degli 8 pianerottoli del ponte con elementi in trachite (4 lato Stazione e 4 lato Piazzale Roma) - annuncia Zaccariotto -. L'utilizzo di questo materiale, tipico dei manufatti del centro storico della città, rappresenta infatti la soluzione più idonea a contenere il rischio d'inciampo".
 

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^^ Grazie, finalmente.
C'era l'idea di sostituirle tutte con gradini di plexiglass, forse quella è la soluzione migliore, anche per i costi. Quei gradini di vetro sono una vera merda, diventano scivolosi ma soprattutto costano diverse migliaia di euro l'uno e si spaccano sempre.
 

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Snam, a Venezia si riunisce l’industria mondiale del gas

Alverà: nuove prospettive da fonti rinnovabili come biometano e idrogeno



«Snam riunisce in Italia l’industria mondiale del gas per parlare delle nuove prospettive “rinnovabili” offerte da questa fonte energetica e dalle sue infrastrutture. Inizia domani a Venezia, infatti, il consiglio mondiale dell’International Gas Union (IGU), la principale organizzazione del settore che con i suoi 140 membri raccoglie l’intera industria globale. L’evento sarà il primo della nuova presidenza coreana dell’associazione, chiamata a organizzare la nuova edizione della World Gas Conference, la principale conferenza mondiale del gas la cui prossima edizione si terrà a Daegu in Corea del Sud, nel 2021. Nel corso dell’evento, oltre che di gas rinnovabile, si parlerà anche della convergenza tra gas ed elettricità e delle prospettive del gas naturale liquefatto.

Nel mondo – ha scritto l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di Aspenia alla vigilia dell’evento – il gas è considerato necessario per affrontare la sfida della transizione energetica: si tratta, infatti, di una fonte abbondante, competitiva e sostenibile dal punto di vista ambientale. Guardando al futuro, il gas sta diventando esso stesso una fonte rinnovabile grazie alla crescita del biometano (prodotto da scarti urbani e agricoli), all’idrogeno e al metano sintetico prodotti utilizzando l’energia eolica e fotovoltaica”».

http://www.lastampa.it/2018/10/20/e...le-del-gas-LyUj8ejTEDApDpBbP9aEBK/pagina.html
 

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Rosewood, a Venezia il secondo hotel

«Un immobile storico costruito nella metà del 1400 si prepara ad accogliere un nuovo hotel di lusso a Venezia. Palazzo Donà Giovannelli, che è stato a suo tempo dimora del Duca di Urbino e sede del matrimonio del figlio con la principessa Vittoria Farnese, è stato acquistato dal gruppo Barletta per farne un albergo che sarà gestito dal marchio internazionale Rosewood Hotels & Resorts. Il gruppo vanta oggi 24 proprietà di lusso uniche in 15 Paesi, con 16 nuovi hotel in fase di sviluppo.



Rosewood Venice aprirà nel 2020 come seconda proprietà del marchio in Italia, dopo Castiglion del Bosco in Toscana di Massimo Ferragamo, e quarta in Europa. «Una delle città più romantiche d’Europa, amata per la sua architettura mozzafiato e i suoi splendidi canali, Venezia è il luogo ideale per la nuova proprietà di Rosewood, in un portafoglio europeo in rapida espansione» afferma Sonia Cheng, amministratore delegato di Rosewood Hotel Group.

Il palazzo è situato nel quartiere di Cannareggio e vanta giardini e corti uniche per una città come Venezia. «Abbiamo individuato l’asset - dice Paolo Barletta, ceo dell’omonimo gruppo (nato negli anni Cinquanta a Roma e attivo nel real estate, nell’hospitality e nel venture capital)- che anche se non è affacciata su Canal Grande vanta ampi spazi esterni e corti e una facciata unica . Il gruppo Barletta ha acquistato l'immobile ad agosto 2017. L'operazione, il cui valore si aggira intorno ai 55 milioni di euro, ora segue l'iter urbanistico che coinvolge Comune di Venezia e Ministero dei Beni Culturali.

Intanto si sta procedendo alla selezione per il progetto alla quale sono stati invitati oltre sei architetti e studi internazionali, tra cui due italiani, con l’obiettivo di arrivare a una scelta a fine anno. Il numero delle camere sarà contenuto per garantire standard altissimi e rispetto del palazzo. Un elemento distintivo saranno le suite situate al piano nobile di notevole ampiezza. «L’apertura segnerà un momento significativo per il brand Rosewood per consolidare la sua presenza in Europa» afferma Radha Arora, presidente di Rosewood Hotels & Resorts».

https://www.ilsole24ore.com/art/cas...ezia-secondo-hotel-173405.shtml?uuid=AEg8flYG
 

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Antica Murrina Venezia, due manager firmano il rilancio: «Vogliamo trainare il distretto di Murano in crisi»

«Come il materiale stesso, e la laguna di Venezia dove è lavorato da almeno otto secoli, anche il distretto del vetro di Murano vive in un equilibrio di perenne fragilità: uno dei più antichi d’Italia, nato ufficialmente nel 1291 con un’ordinanza della Serenissima, è da tempo in crisi, con chiusure di fornaci e richieste di cassa integrazione per i mastri vetrai si susseguono, mentre anche nei negozi di Venezia si spacciano per muranesi vetri fatti in Cina. Tuttavia, Murano continua a dar vita a opere d’arte dove la chimica incontra la tecnica, la bellezza incontra la storia.



Antica Murrina Venezia è una delle aziende più note del distretto, grazie ai suoi mosaici colorati. Fondata nel 1960 dalla famiglia Voltolina, ha fatto parte delle imprese in profonda crisi, crisi dalla quale ora sta uscendo grazie alla passione e agli investimenti di due manager. Fabiana de Angelis era arrivata in azienda nel 2009, nel ruolo di direttore commerciale, per provare a rilanciare già allora un business che ne aveva bisogno. «Il piano dell’epoca si interruppe nel 2015, con l’uscita dell’allora direttore generale - spiega -. Francesco Voltolina era tornato alla guida della sua azienda, provando a puntare di nuovo sulla valorizzazione del passato. Ma non era la strada giusta».

Così, insieme ad Andrea Scarparo, fondatore e ad della società di recruiting Gajo e Associati ed esperto di ristrutturazioni aziendali con H.R.S., De Angelis ha presentato ai Voltolina un piano di investimento per portare Antica Murrina nel futuro. «La famiglia fondatrice si è convinta di aver bisogno di un nuovo progetto per il futuro, per sopraavvivere. É stata una scelta di grande umiltà e coraggio».

Sei mesi di lavoro per rinnovare il marchio
Nel maggio scorso, dunque, De Angelis e Scarparo hanno rilevato la quota di maggioranza dell’azienda e da sei mesi stanno lavorando per rilanciarla. A partire dal ripensamento del prodotto, che ora punta a essere appetibile per a quei Millennials che sempre più stanno trainando i consumi di alta gamma: «Certamente non saremo mai un marchio per giovani, ma puntiamo soprattutto alle giovani, quelle di 27-30 anni, già inserite nel mondo del lavoro, che vogliono indossare oggetti di qualità - prosegue la manager -. I nostri prezzi saranno sempre di fascia medio-alta, con delle punte più elevate per i prodotti con semipreziosi. Abbiamo iniziato a lavorare con l’argento, vorremmo iniziare anche con l’oro. Stiamo comunque usando le nostre antiche tecniche, alcune ne brevetteremo. Intanto abbiamo coinvolto anche un nuovo, giovane mastro vetraio che sta sperimentando materiali innovativi».

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https://www.ilsole24ore.com/art/mod...risi--120006.shtml?uuid=AEKqjHfG&refresh_ce=1
 

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Ecco i conti della Fondazione Biennale Venezia: così le Arti visive generano risorse per le altre manifestazioni

«May you live in interesting times» è il titolo della 58ª edizione della Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, guidata da Ralph Rugoff, direttore della Hayward Gallery, in scena dall'11 maggio al 24 novembre 2019. Non è sicuramente una novità che la Mostra internazionale di Arti visive fa da traino ai conti della Fondazione con un riflesso positivo sui risultati permettendo di sostenere anche il proseguimento degli altri appuntamenti come Architettura, Cinema, Teatro, Danza e Musica.



Pertanto per il 2018, come è successo in passato negli anni pari (nel 2016 i conti hanno registrato un risultato negativo per 2,95 milioni di euro) è attesa una perdita, nonostante il costante incremento dei visitatori della 16ª Mostra Internazionale di Architettura curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara che si è chiusa lo scorso 25 novembre e ha registrato un'affluenza in aumento a oltre 275mila visitatori (+6%) a cui si aggiungono le 14.434 presenze durante la pre-apertura.

Nel 2017 la Fondazione ha chiuso i conti con un utile netto che ha sfiorato i 4,4 milioni di euro dopo aver accantonato al fondo rischi 900 mila euro in relazione alla sentenza della Cassazione sull'assoggettabilità della Biennale all'Irap. Il risultato finale è stato accantonato a riserva, che a fine esercizio ammontava a 5,7 milioni, per fornire copertura alle eventuali perdite future».

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https://www.ilsole24ore.com/art/art...tre-manifestazioni-144550.shtml?uuid=AEkL8HuG
 

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Biennale di Architettura 2020, Baratta sceglie Hashim Sarkis

L’architetto libanese sarà il curatore della XVII edizione della Biennale, che aprirà al pubblico il 23 maggio 2020



«A meno di un mese dalla chiusura della «Freespace» di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, e con largo anticipo rispetto alle scorse edizioni, arriva il nome del curatore della Biennale di Architettura che si terrà a Venezia nel 2020. Si tratta di Hashim Sarkis, architetto libanese e preside della School of Architecture and Planning al Massachussetts Institute of Technology (Mit) di Boston. La nomina è arrivata ieri dal Cda della Biennale di Venezia, che l'ha deliberata su proposta del presidente Paolo Baratta.

Sarkis è docente e ricercatore, e svolge la professione di architetto con il suo studio Hashim Sarkis Studios (HSS), con basi a Cambridge, nel Massachussetts, e a Beirut, in Libano. Ha una laurea in architettura e una in belle arti conseguite alla Rhode Island School of Design, oltre che un master e un dottorato in Architettura ottenuti alla Harvard University. Ha insegnato alla Rhode Island School of Design, alla Yale University, all'American University di Beirut e al Metropolis Program di Barcellona.

Lo suo studio HSS si è distinto nell'ambito dell'edilizia sociale e residenziale, nella progettazione di parchi e di edifici direzionali (tra questi il municipio di Biblo, in Libano), nella pianificazione e progettazione urbana. Come Alejandro Aravena, curatore della Biennale di Architettura del 2016, anche Sarkis è noto per il suo impegno nel sociale, che si esprime con la sua attività di ricerca, con i suoi progetti e anche con un ruolo attivo in organizzazioni non profit. Un impegno costante per la qualità dell'abitare caratterizza i suoi progetti, molti dei quali realizzati nel Massachusetts e in Libano. Risolvere questioni legate alle classi più svantaggiate è un tema che spesso ha tenuto impegnato Hashim Sarkis».

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http://www.ediliziaeterritorio.ilso...ceglie-hashim-sarkis-172150.php?uuid=AEE5eb2G
 
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