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Discussion Starter · #1 · (Edited)



Altro articolo:

http://www.venetoeconomia.it/2018/01/tram-padova-filobus-vicenza/

Il filobus di Vicenza

A Vicenza vanno 19 milioni di euro per la fornitura di 16 filobus: si tratta della linea di trasporto inserita nel “pacchetto” dell’alta velocità ferroviaria il cui progetto per il nodo di Vicenza è in corso di approvazione in questi mesi.

Tra le opere di contorno al raddoppio dei binari c’è questa nuova infrastruttura che attraverserà, nei piani del Comune, la città da est a ovest, passando al centro per la stazione ferroviaria rinnovata.

I capolinea sarebbero a ovest la fiera e a est l’ex foro boario, passando per assi importanti della viabilità cittadina come viale San Lazzaro a viale della Pace.

Secondo il sindaco di Vicenza Achille Variati sarebbero in arrivo altri 25 milioni dal ministero dei trasporti a Rfi (Rete ferroviaria italiana) per realizzare l’infrastruttura, che nei progetti sarà un filobus almeno parzialmente “senza fili”. I cavi sospesi almeno nella parte di percorso più prossima al centro storico sarebbero sostituiti da stazioni di ricarica.




I Filobus menzionati sono i TOSA, inaugurati di recente a Ginevra:


 

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Discussion Starter · #2 ·
Costano un botto ma almeno non vedremo i classici fili sparsi per la città del Palladio




 

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Discussion Starter · #3 ·
Qui spiegano il nuovo tipo di filobus :)


TOSA, l'autobus innovativo

Realizzato a Ginevra, si collega tramite un braccio mobile alle pensiline per ricaricarsi a tempo record


Un autobus elettrico innovativo denominato TOSA, sviluppato a Ginevra grazie anche al sostegno della Confederazione, sta suscitando grande interesse sia in Svizzera che all’estero.
Un braccio mobile a controllo laser si connette dal veicolo ad una presa sulle pensiline, e questo sistema permette la ricarica molto rapida delle batterie alle fermate, senza che siano necessarie linee di contatto. Molto silenzioso, il mezzo dispone inoltre di ampia autonomia e grande capacità di trasporto.
La città francese di Nantes è stata la prima ad ordinarne una ventina di esemplari.
Realizzato grazie all’associazione di vari partner quali ABB Sécheron e il fabbricante solettese di autobus Hess, a partire da domenica prossima verrà utilizzato dall’azienda di trasporti pubblici ginevrina TPG sulla linea che collega il parcheggio merci dell'aeroporto a Carouge.
“Si tratta di una magnifica realizzazione”, si è rallegrato martedì il consigliere di Stato Pierre Maudet, durante la cerimonia di inaugurazione.

https://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/eta-beta/TOSA-lautobus-innovativo-9870763.html


 

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Discussion Starter · #4 ·
filobus TOSA che in veneto vuol dire ragazza :lol:
 

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Discussion Starter · #5 ·

 

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Dato che si è deciso comunque di fare un azzardo - perché puntare sull'autobus a batteria oggi, quando non esistono ancora evidenze "sperimentali" sui costi d'esercizio "a lungo termine" in un contesto europeo (meglio ancora, italiano), è un azzardo - e dotarsi di autobus elettrici, perchè limitarsi ad lotto di veicoli 18 m dotati di batterie al litio - ormai presenti nel catalogo di numerosi produttori, reperibili a 700˙000 € cadauno (Bolzano docet, e la SASA ne ha ordinati solo due) e che potrebbero circolare senza dover attrezzare tecnologicamente il percorso - quando è possibile scegliere una tecnologia proprietaria semisperimentale che costa, solo di mezzi, quasi il doppio e richiede un esborso ancora maggiore per poter effettivamente entrare in servizio?
E dopo aver scelto di spendere un botto, non si vorrà forse estendere la sede riservata/preferenziale (altri € per realizzarla, e secondo come vien fatta non sono bruscolini... ) all'intero percorso, magari con priorità semaforica, in modo da offrire all'utenza un servizio appetibile in termini di velocità commerciale e regolarità (la capacità, comunque, bisogna scordarsela)? No, meglio lasciare un 30% in promiscuo che compromette tutto, così si otterrà infine un risultato analogo a quello che si potrebbe avere con il solo acquisto di nuovi autobus articolati a combustione interna ed una spesa complessiva equivalenta a solo quattro di questi mezzi "innovativi". E c'è solo da sperare che alla fin fine il tutto non si riveli il bidone preconizzato da wronny, altrimenti si resta con un pugno di mosche.
Però, vuoi mettere quanto è figo il filobus senza fili (anche nelle scelte lessicali si riesce a far strame della logica)!

Beninteso: non ho nulla contro la mobilità elettrica, anche se ritengo che sia prematuro formulare un giudizio perché è uscita ormai dalla fase pionieristica, ma non si può ancora certamente parlare di un prodotto ed un mercato "maturi"; non ho nulla, di per sé, nemmeno contro le tecnologie "innovative" (un termine ormai abusato): dal mucchio potrebbe uscir fuori anche qualcosa di valido, sebbene sia propenso a vederle come integrative e non sostitutive del tradizionale filobus con i fili.
Ma per il progetto di cui si parla avrei in mente un acronimo sotto ogni punto di vista più adatto rispetto a quello ufficiale: anziché T.O.S.A. lo battezzerei M.O.N.A.


Ma perche' le citta` venete debbono essere il ricettacolo di tutti i bidoni che vengono messi in commercio?
Beh, anche l'Emilia Romagna ne ha avuto la sua buona dose, e pare che col tempo l'insana attrazione verso le idee bislacche ed i progetti sballati si sia diffusa a macchia d'olio a tutta Italia.

:toilet::toilet::toilet:
 

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Se non fai le preferenziali tanto valeva un autobus a metano.

Ci si concentra tanto sulle sperimentazioni elettriche quando il problema primario sono capienza e velocità commerciale. Viaggiare su roba costosissima che aspetta al semaforo non asservito, capirai.

Ma l'importante è che non si vedano i fili...
 

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Poi, adottare sistemi proprietari non collaudati e costosi, che ti vincolano ad un solo fornitore spesso inaffidabile, come già si dimostra quello in questione, per questa fobia dei fili mi sembra una cosa veramente insensata...
in molti casi i fili, con i relativi supporti, possono anche avere funzione decorativa, tanto è vero che vengono usati senza problemi in città come Milano o, meglio ancora, Firenze.
Come al solito, tutto dipende come vengono realizzate le cose;

se devo trovarmi per strada queste:


preferisco di gran lunga queste:
 

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Ci deve essere un virus qui in Veneto che ottenebra le menti degli amministratori pubblici: non si spigherebbero altrimenti le cakate che riescono a proporre rimanendo seri.
Il problema e' che il virus deve aver infettato anche molti cittadini, visto che 'sti mentecatti vengono costantemente rieletti.
Che siano le troppe ombre e gli spriss?
SALVATECI!!
Mandate i Bersaglieri, i Carabinieri, gli psichiatri, gli alcolisti anonimi.
Mille volte meglio Roma ladrona di questi qui.
 

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Discussion Starter · #12 ·
Allora... mi spiego

Una tramvia a Vicenza non sarebbe fattibile per varie ragioni:

= sezione stradale insufficiente lungo molte arterie cittadine,

= necessità di effettuare scavi per spostare i sottoservizi (fognature, acqua, gas, ecc...)

= tempi di realizzazione molto più lunghi

= e costi ben piu' alti.

La migliore soluzione per Vicenza é creare un sistema rapido di massa (BRT - Bus Rapid Transit) con autosnodati elettrici o a metano, lungo le direttrici più frequentate con corsie preferenziali.
Esattamente ciò che si é deciso di fare.
 

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^^

Nessuna delle ragioni addotte è valida: la prima è vera, a maggior ragione, per una busvia (la cui sezione trasversale è maggiore) mentre le altre, applicandosi più o meno ovunque, porterebbero ad escludere in toto la realizzazione di tranvie moderne, ed invece spuntano come funghi in tutto il Mondo... . In realtà, i maggiori costi (in senso generalizzato) sono compensati dai vantaggi che il tram comporta, in primis una capacità di trasporto ineguagliabile con una busvia: da qui potrebbe nascere l'unica obiezione sensata alla tranvia, ossia che a Vicenza non ci sia una domanda potenziale tale da giustificarla, ma in assenza di uno studio trasportistico non mi pronuncio.

E poi, lasciamo stare il BRT, che è un'altra cosa: consente di raggiungere ed anche superare la capacità di una tranvia, ma necessita di spazi e di un budget ben più ampi - per farsi un'idea di cosa comporti un vero BRT in un Paese "ad economia matura" come il nostro, ci si può documentare su quello di Brisbane (per cominciare, eccolo su Wikipedia).
Ciò che si è deciso di fare a Vicenza è una moderna busvia, che è un'ottima soluzione quando la domanda su una direttrice non è abbastanza elevata (oltre 2˙000÷2˙500 pass/h nella direzione e nella sezione più cariche) da giustificare infrastrutture più impegnative, ma con un caveat: che sia dotata lungo tutto il percorso di quegli strumenti, corsia riservata e priorità semaforica (gli stessi di una tranvia), che garantiscono velocità commerciali elevate e regolarità d'esercizio; altrimenti il livello di servizio garantito all'utenza sarebbe lo stesso, scarso, offerto da una linea di bus "normale" ed i soldi investiti sarebbero buttati. Questo è il primo motivo per contestare alla radice la scelta operata nella città berica, a cui si aggiunge l'adozione di una tecnologia costosissima (due veicoli TOSA equivalgono grossomodo ad un tram da 25 m) dai pregi dubbi ed indimostrati.

Laddove difettano buonsenso ed adeguatezza tecnica, però, si compensa con il marketing: ed allora vai con il filobus senza fili, il BRT - tanto la gente ignora cosa sia, ma l'effetto esotico-tecnicista (=acronimo straniero) fa sempre presa - ed il solito armamentario di argomentazioni spurie che non reggerebbero ad un pur superficiale vaglio logico, ma fanno efficacemente leva sull'emotività irrazionale dilagante tra la gente e la convincono (parafrasando Verdone) che lamm****a è bbona.
Poi, tra qualche anno, quando si dimostrerà che è invece non lo è - come hanno constatato a loro spese a Bologna (Civis), a Caen e Nancy (TVR), ad Eindhoven e Douai (Phileas)... e l'elenco è ancora lungo - si inveirà a gran voce contro il destino cinico e baro, quando invece bisognerebbe prendere atto che mal voluto non fu mai troppo. In questo senso, a quanti hanno scelto il Translohr è andata tutto sommato bene: pur con i suoi difetti, il mezzo è in grado di circolare (e non è poco) ed il risultato è nel complesso adeguato agli obiettivi ed ai costi sostenuti; ma ciò non è frutto di lungimiranza, hanno solo avuto c**o.
 

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La migliore soluzione per Vicenza é creare un sistema rapido di massa (BRT - Bus Rapid Transit) con autosnodati elettrici o a metano
Già questa frase è un po' sintomo di confusione, perchè elettrici o metano non è assolutamente la stessa cosa. In aggiunta, a quanto si legge dalla stampa, si sta discutendo per l'ennesima volta di un elettrico costoso e sperimentale, laddove l'elettrico "standard" cioè il filobus rappresenterebbe una soluzione economica e pluricollaudata.
 

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Anti-Purini!
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Vedo che in Italia non è passata la febbre cerebrale che ottenebrò le menti dei nostri cari amministratori e che provocò l'adozione (in alcuni casi, per fortuna, fallita pria della realizzazione) di futuristici e sperimentali cessi elettrici...che ci hanno regalato perle come:
- il VAL di Torino (città dove una metro su gomma è totalmente inutile)
- il "tram su gomma" che poi si è scoperto essere uno dei più costosi filobus che si siano mai realizzati, a Roma
- il Phileas
- il Civis
- tram su gomma a guida ottica
- veri tram su gomma
- tram senza fili

Tutto, pur di non avere un vero tram! I conti di Maria Cazzetta!
 

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- il VAL di Torino (città dove una metro su gomma è totalmente inutile)
Potresti solo argomentare un po' di più? Ti assicuro che secondo la stragrande maggioranza di torinesi la metro funziona benissimo ed ha come limite solo il fatto che è una linea sola, del tutto insufficente a Torino.
 

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Anti-Purini!
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Potresti solo argomentare un po' di più? Ti assicuro che secondo la stragrande maggioranza di torinesi la metro funziona benissimo ed ha come limite solo il fatto che è una linea sola, del tutto insufficente a Torino.
Che la metro funzioni e sia utile, è fuor di dubbio: ci mancherebbe, per una città come Torino.

Tuttavia, l'uso della tecnologia della metro su gomma è immotivato, perché:
- gli pneumatici sono utili in caso di pendenze elevate, per evitare di dover fare il ghirigoro come a Napoli: non mi risulta che Torino abbia problemi di pendenze elevate...
- affidarsi ad una azienda esclusiva è sempre un problema per il futuro (ricambi specifici, possibilità di fallimento dell'azienda, ecc...), a meno che non ci siano scappatoie (il sistema viene adottato anche da altre aziende, ecc...)
- la metropolitana tradizionale o leggera (intendo, coi carrelli) è poco impattante dal punto di vista ambientale: una metro su gomma quanti pneumatici consuma?

Ti rigiro la domanda: perché a Torino si scelse il VAL?
 

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Che la metro funzioni e sia utile, è fuor di dubbio: ci mancherebbe, per una città come Torino.

Tuttavia, l'uso della tecnologia della metro su gomma è immotivato, perché:
- gli pneumatici sono utili in caso di pendenze elevate, per evitare di dover fare il ghirigoro come a Napoli: non mi risulta che Torino abbia problemi di pendenze elevate...
- affidarsi ad una azienda esclusiva è sempre un problema per il futuro (ricambi specifici, possibilità di fallimento dell'azienda, ecc...), a meno che non ci siano scappatoie (il sistema viene adottato anche da altre aziende, ecc...)
- la metropolitana tradizionale o leggera (intendo, coi carrelli) è poco impattante dal punto di vista ambientale: una metro su gomma quanti pneumatici consuma?

Ti rigiro la domanda: perché a Torino si scelse il VAL?
La metro su gomma è molto usato in Francia. Il capostipite di questo sistema è sicuramente il metrò di Parigi dove in molte linee i treni viaggiano su gomma. Mi pare di ricordare che anche la metro di Montreal abbia seguito questo sistema.
Essendo il VAL un sistema nato in Francia, anch'esso utilizza questa tecnologia.
I difetti che hai elencato riguardo ai sistemi su gomma sono indubbiamente veri ma per correttezza bisogna anche citarne i pregi:
- i treni sono più silenziosi,
- l'accelerazione è più rapida.
- gli spazi di frenata sono più brevi.
 
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