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http://www.itnews.it/2007/0521132416544/why-not-premiato-il-prototipo-del-politecnico-di-milano.html
WHY NOT, PREMIATO IL PROTOTIPO DEL POLITECNICO DI MILANO

conquista il primo posto al premio speciale per le innovazioni tecniche assegnato all'ultima edizione della Shell Eco-marathon

Notizia pubblicata in rete il 21/05/2007 13.24(tempo medio di lettura previsto 2 minuti e 22 secondi)

(ITnews) - Roma - "Why Not?", il prototipo del Politecnico di Milano, conquista il primo posto al premio speciale per le innovazioni tecniche assegnato al'ultima edizione della Shell Eco-marathon (10-13 maggio). Alla sua terza partecipazione, gli studenti dell'ateneo milanese hanno lasciato dietro di se, in termini di innovazione, le altre 123 squadre classificate, su un totale di 250 partecipanti.
La Shell Eco-marathon è una competizione scientifico-sportiva promossa dalla compagnia petrolifera Shell, che si svolge ogni anno sul circuito di Nogaro in Francia, dove si confrontano squadre di ragazzi universitari e delle scuole medie superiori provenienti da tutto il mondo. La sfida non si gioca sulla velocità, ma sulla riduzione dei consumi. Vince il veicolo che, a parità di distanza, utilizza meno carburante a una velocità media di 30 km/h. Non solo una sfida legata allo studio e alla ricerca, ma anche al rispetto ambientale.
Due le innovazioni tecniche che hanno portato all'assegnazione del "Bosch Technical Innovation Award":
- prima, e più importante, la ruota posteriore. Già motrice e sterzante, grazie a un'idea originale sviluppata all'interno del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, la ruota è stata completamente riprogettata in modo da integrare le funzioni di ruota, frizione e volano. Questo ha permesso di avere, a valle della trasmissione, una ruota del tutto libera da attriti e perdite meccaniche (cuscinetti esclusi) che, in funzione della particolare strategia di guida (il veicolo viaggia per quasi la totalità di ogni giro a motore spento), ha notevolmente migliorato la scorrevolezza e le prestazioni;
- elettronica di bordo: gli studenti hanno disegnato, costruito e programmato 2 centraline elettroniche, una per il motore e una per la telemetria, estremamente compatte e modulari. Esse comunicano i dati a un router wi-fi (di tipo standard), che a sua volta li trasmette wireless al palmare del pilota, che funge da cruscotto. In questo modo, il guidatore può visualizzare i dati che gli interessano (velocità, tempo sul giro, tempo totale ecc.). Un computer a bordo pista raccoglie ed elabora i dati e, se necessario, trasmette nuove configurazioni alle centraline durante la gara.
 

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^^

No, è solo che se si apre un 3d per ogni notizia quelli interessanti finiscono nelle pagine successive e rischiano di non essere più considerati per aprirne uno di grandissimo interesse "Festivalbar parte da Milano", in cui l'unico commento che posso fare è "emmmbè???" cui può seguire anche, a scelta, "Potrei andarci" oppure "Chissenefrega".
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Innovazione. Nasce al Poli il manubrio della moto di domani

Salvatore Volper, 33 anni, con l'amico e socio Graziano Magnacca, entrambi ingegneri e centauri, ha aperto un'impresa nell'lncubatore del Politecnico, la Multiphysics. Sta andando alla grande tanto che di alcuni prodotti non si trova più un solo pezzo su tutto il mercato. E i brevetti sono ormai quattro.

Gli ingegneri hanno . progettato e realizzato i prototipi in ambiente virtuale. Sono alcuni «aggeggi» che possono rendere molto migliore la vita del motociclista. Per esempio, un sistema per regolare l'altezza del manubrio. Oppure un sistema per disaffollare il manubrio di moto da free style che abitualmente è intasato di comandi. In pratica un dispositivo di spegnimento non azionabile per sbaglio.

I giovani imprenditori collaborano per capire che cosa si può inventare per le moto del domani con i team corse di grandi case del Motomondiale.
Ma non trascurano la sicurezza. E hanno inventato una specie di angelo custode del motociclista. Se hai poco cervello e smanetti sul ghiaccio il dispositivo ti riduce la velocità automaticamente; se parti in quarta idem, se fai il furbo in curva pure.


Se vuoi ti apro un 3d anche per questa notizia....
 

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Rossonero User
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^^

No, è solo che se si apre un 3d per ogni notizia quelli interessanti finiscono nelle pagine successive e rischiano di non essere più considerati per aprirne uno di grandissimo interesse "Festivalbar parte da Milano", in cui l'unico commento che posso fare è "emmmbè???" cui può seguire anche, a scelta, "Potrei andarci" oppure "Chissenefrega".
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...sul festivalbar hai ragione, mi sono fatto prendere dalla mano, scusate!
 

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Vabbè siamo in Skybar. La discriminante per aprire o meno un thread è lasciata al buon senso ed alla decenza dei forumer, ma in linea di massima si può aprire un thread su tutto. Io stesso non ho aperto un sondaggio su "Testa o croce?"

Magari evitiamo un pò tutti di fare spamming campanilistico, ove possibile. :eek:kay:
 

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Il Politecnico realizza il record mondiale di trasmissione dati senza fili

WiFi, l'ateneo di Torino batte il WiMax "Trasmettiamo a 300 km con vecchi pc"

di VALERIO MACCARI

UNA CONNESSIONE internet senza fili in grado di trasmettere a 300 chilometri di distanza, senza ripetitori intermedi. E' un record mondiale, ed è un record tutto italiano. Merito del Laboratorio Ixem del Politecnico di Torino che, sotto la guida del professor Daniele Trinchero, ha creato un sistema di comunicazione wireless potentissimo, utilizzando vecchi computer 386 (quasi antiquariato informatico) e Linux. Le prestazioni sono eccezionali, in grado di far impallidire non solo i normali sistemi WiFi, che hanno un raggio di copertura di 220 metri, ma anche il nuovissimo WiMax. Che raggiunge i 40 Km.

Il progetto nasce dall'idea di partecipare a una competizione internazionale tra laboratori di ricerca finalizzata alla progettazione e realizzazione del collegamento wireless in grado di mettere in comunicazione due punti ubicati alla distanza maggiore. "E' una sorta di gara autogestita fra le università e i laboratori attrezzati per lo studio e la progettazione degli impianti wireless", spiega il porfessore Daniele Trinchero, capo del progetto. "Non c'è una giuria che valuta il nostro lavoro o che dia dei punteggi".

Ma è già possibile stabilire il vincitore. Il miglior risultato ottenuto fino ad ora è stato un collegamento tra Cipro e Libano che copre 200 kilometri e offre un'ampiezza di banda (la velocità con cui si trasferiscono i dati) di 4 megabit al secondo. Niente in confronto a quanto ottenuto dal Politecnico. "Abbiamo collegato Capanna Margherita, il rifugio più alto d'Europa, a 4556 m di altezza, con Pian Cavallaro, sull'Appennino Tosco-Emiliano, a 295 chilometri di distanza - dice Trinchero - offrendo una velocità stabile di 20 megabit al secondo. La rete di collegamento è stata da subito utilizzata per rendere disponibile la connettività internet a banda larga agli ospiti del Rifugio e per l'installazione di una webcam che ogni 15 secondi trasmette immagini ad alta risoluzione sul sito web del laboratorio iXem del Politecnico di Torino. E questa estate puntiamo a trasmettere anche a 340 chilometri".

Il progetto, nonostante l'alto livello tecnico, è stato realizzato con pochissimi fondi. "Quello che ci interessava - spiega Trinchero - era dimostrare cosa era possibile fare utilizzando tecnologia cosidetta povera". Il progetto è tutto stato autofinanziato all'interno del mio laboratorio. Si dice tanto che la ricerca non ha fondi, e quindi noi, per una volta, i fondi ce li siamo inventati. Tutto il sistema è stato creato con l'idea del basso costo in mente. Siamo convinti che per battere il digital divide, ovvero i ritardi di sviluppo economico dei paesi con un basso sviluppo informatico, l'unico modo sia usare tecnologie a costi contenuti. Soprattutto nell'ambito delle comunicazioni. Che dovrebbero essere per definizione 'di massa', ovvero alla portata di tutti".

Il risultato, quindi, è un sistema wireless su misura per i paesi del terzo mondo. "Siamo attivi da anni sul fronte della lotta contro il digital divide e lo sviluppo di tecnologia a basso costo per l'informatizzazione del territorio. I risultati ottenuti aprono interessanti scenari di applicazione per la riduzione del divario digitale tra i paesi industrializzati e i paesi del terzo mondo. Nei paesi occidentali non si pone il problema di trasmettere a così grande distanza. Esistono delle reti di trasmissioni dati via cavo che svolgono ottimamente il lavoro. Ma in molti Stati dell'Africa e del Sud America, i 20mila euro a chilometro necessari per costruire reti del genere non sono una spesa sostenibile. La nostra soluzione, invece, ha un costo molto contenuto. Abbiamo attrezzato dei vecchi computer dismessi con schede di trasmissione e li abbiamo fatti girare con una versione "ad hoc" di Linux, scaricabile gratuitamente. Lavorano con potenza bassissima (-2 dBm), trascurabile rispetto a quella di un comune telefono cellulare, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed internazionale. Li abbiamo collegati a delle antenne direzionali e siamo riusciti a spedire a 300 km di distanza non solo internet, ma anche servizi di telefonia Voip e di videoconferenze".

Il record mondiale, insomma, è stato realizzato con un'attrezzatura che reputeremmo antiquata per le nostre case. Un risultato straordinario, che mette in luce la capacità della ricerca degli atenei italiani e la sua capacità di collaborare con il territorio. "Il progetto non si sarebbe potuto realizzare senza l'entusiasmo e la preparazione del laboratorio e dei miei collaboratori Riccardo Stefanelli, Alessandro Galardini e Enrico Guariso. Ma abbiamo avuto molta disponibilità anche dalle comunità locali - spiega Trinchero. E abbiamo potuto contare perfino sull'Austria, che ci ha permesso di installare una stazione di ricezione anche a Sankt Anton am Arlberg, in Tirolo. Al gruppo di ricerca ha aderito anche il Ministero delle Comunicazioni, che ci ha seguito in tutte le fasi, e la Andrew, che è la più importante azienda al mondo nella fabbricazione di antenne. Ci ha messo a disposizione tutto il materiale del magazzino. Per il nostro laboratorio è stato quasi un sogno".

(24 maggio 2007)

Da Repubblica
 
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